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14/12/2005 13:23 - ONEIDA Steel Rod EP
Hanno alle spalle un album su ...
ONEIDA Steel Rod EP Hanno alle spalle un album su Turnbuckle ("Enemy Hog") e stanno per arrivare con un secondo a cui questo EP esteso serve d'apripista. Sono di Brooklyn e fanno garage rock, beat acido, blues psichedelico. Rammenteranno molte delle misconosciute band sixties (quelle di "Nuggets") che vennero riportate in gloria a metà anni Ottanta (dagli Slickee Boys, per esempio) ma hanno anche un quid in più che non ne fa una semplice revival band nonostante quello sia il luogo di appartenenza. Le voci femminili di accompagnamento, per esempio, che colorano di soul depresso e sottilmente ironico Tennessee, o gli schizzati, frenetici, febbricitanti e caleidoscopici disegni tastieristici di XXY e Steel Rod. Ricordano il misconosciuto Brother JT, col quale peraltro si apprestano a collaborare. Una band più che promettente (occhio alla lunga coda del CD, autentico tour de force psichico).
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14/12/2005 13:23 - ONEIDA Anthem Of The Moon
Era nell'aria: per tre album e ...
ONEIDA Anthem Of The Moon Era nell'aria: per tre album e un EP i newyorkesi Oneida ci avevano fatto capire di essere una garage band ben poco convenzionale ma senza poi riuscire ad assestare il colpo di grazia. Questa volta invece hanno fatto quadrato e di conseguenza hanno messo a punto quello che è il loro capolavoro, "Anthem Of The Moon". Anzitutto questo disco ci offre l'opportunità di ascoltare moderna hard-psichedelia senza che l'ingombrante fardello dello stoner sia per forza chiamato in causa. E già una conquista. I riferimenti che affondano le radici a cavallo tra i '60/70 non differiscono molto, anche se poi bisogna fare dei distinguo considerando il largo uso che la band fa dei sintetizzatori e degli effetti. Il verbo psichedetico a modo di esplicarsi in varie forme, da quelle più vicine al progressive fino alle situazioni più acide e abrasive, a cui va tuttavia abbinato il 'rumore bianco' di sonicyouthiana memoria. Dato che siamo in tema, nella jam Still Rememberin Hidin In The Stones potremmo tirare in batto anche la no wave. Gli Oneida sono l'avanguardia del rock più passatista, il loro bagaglio sonoro è una fonte carica di creatività e di suggestioni. Respirare la sinistra spiritualità di Almagest o dello sfasato raga The Wooded World ci fa capire come il nome scelto dal gruppo (che ha a che fare con la cultura degli indiani irochesi) non sia stato casuale. Ma ogni brano ha una storia a sé: road trip protratti all'infinito (People Of The North) si alternano a delicatezze prog (Geometry), evocazioni sospirate tra Pink Floyd e Sonic Youth (Dead World) contrastano con il vigore ritmico di New Head. La conclusione è affidata a una jam (Double Lock Your Mind) che supera i dieci minuti in un'orgia di assolo, fuzz e disturbi. L'era dei Kyuss è finita, andate in pace.
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14/12/2005 13:23 - Oneida Secret Wars www.secretlycanadian.com/oneidapress.htm Rieccoli qui gli Oneida, con un ...
Oneida Secret Wars www.secretlycanadian.com/oneidapress.htm Rieccoli qui gli Oneida, con un disco in studio che segue il discusso e amato, "Each One Teach One". Li avete ammirati dal vivo nei mesi scorsi? Allora avrete già ascoltato almeno la metà dei brani che formano "Secret Wars"; nessuna stramba provocazione alla "Sheets Of Easter", ma la continuazione del progetto iniziato su "Anthem Of The Moon" nel 2001 e proseguito soprattutto nei brani presenti nel secondo cd, che componeva il fortunato seguito. La verità è che quasi tutti i brani di "Secret Wars" non reggono il confronto con quelli del disco precedente, e che in alcuni casi si può usare la parola riempitivi senza rimorsi. Risolleva parzialmente le sorti dell'album, infine, la lunga cavalcata psichedelica "Changes In The City", dove l'organo di Hanoi Jane incontra quello di Ray Manzarek. Il limite di questo "Secret Wars" è che si tratta solamente di una raccolta di canzoni, perlopiù buone. Intendiamoci, ben vengano anche album così, chi ha amato i dischi precedenti trova di che sollazzarsi. Ma si ha l'impressione che il cammino degli Oneida si sia interrotto, vuoi per raggiunta maturità artistica, vuoi per mancanza di nuove idee da seguire. Un disco senza direzione insomma, dove con essa si sottintende appunto un movimento verso qualcosa. Semplicemente un ritratto piacevole, chiaro, sincero. Per stavolta ci accontentiamo. - Info: HUP!concerti: 338/4911078 - www.hupconcerti.com














































































































