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14/12/2005 13:23 - SONNY ROLLINS
La figura di Sonny Rollins (New York,1930) campeggia oggi ...
SONNY ROLLINS La figura di Sonny Rollins (New York,1930) campeggia oggi gigantesca nel panorama del jazz moderno. Dopo aver attraversato tutta la vicenda del jazz moderno come protagonistà, attualmente Rollins è mattatore assoluto del suo universo musicale, sintesi inarrivabile di una vita deditailal costante e rigoroso approfondimento della propria musica. Al di là di qualsiasi dato biografico, ai momgnto presente l'attività di Rollins può essere inquadrata in tre punti: 1) la sua integrità di uomo ed artista, conquistata e poi mantenuta al di fuòri delle regole dello show business, in cui hanno giocato un ruolo fondamentale i suoi numerosi e clamorosi ritiri dalla scena musicale (valga per tutti quello celebre del 1959), alla ricerca di quell'equilibrio psico-fisico che è la caratteristica fondamentale dell'uomo Rollins 2) la contraddittoria (rispetto al punto precedente) schizofrenia produttiva: oggi Rollins appare diviso tra dischi anonimi e commerciali uniformi e un tantir¾o deludenti (con qualche eccezionej scialati con grande noncuranza e un'attività concertistica rigogliosa ed esplosiva, fatta di concerti mai meno che memorabili, di:0tesecuzioni trascinanti e dionisiache in cui il "Saxophone Colossus" (un veritiero soprannome risalente agli anni '50) riversa con quell'aria un po' distante e un po' sorniona tonnellate di note ribòllenti organizzate in una forma ferrea e rigorosa 3) lo stile di Rollins: uno stile ferreo e rigoroso appunto, imbevuto di concezioni tematiche secondo le quali l'assolo nasce dallo sfruttamento,intensivo di tutte le possibilità permutative e di sviluppo di intervalli, ritmi e armonie del tema, una tecnica i,hsegnata a Rollins da Monk e di cui il sassofonista è dCiventato il maestro insuperato. Ad essa va aggiunto quel suono unico, cui i dischi non hanno mai reso gilistizia, che negli anni Cinquanta era già denso e ricco di armonici, e che a partire dagli anni Sessanta si è fatto sempre più scuro, attraversato da luci ed ombre, maestoso ed agile, un suono cosi ampio che il fraseggiare sembra quasi faticoso, che l'articolazione provochi ogni volta una frattura, uno spezzarsi della nota. Questo è Sonny Rollins, e ascoltare oggi un suo concerto significa avere ancora la possibilità di attingere a quel fuoco primigenio da cui è nato il jazz.
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14/12/2005 13:23 - SONNY ROLLINS
And The Big Grass
Leonard Feather, uno dei più grandi ...
SONNY ROLLINS And The Big Grass Leonard Feather, uno dei più grandi critici e produttori della storia del jazz ed estensore delle note di copertina dell'originale di questo cd registrato quarantuno anni fa, scriveva di Sonny Rollins è "una delle figure più autorevoli dai tempi di Stan Getz in una miscela di Lester Young, Charlie Parker e Coleman Hawkins", che è un po' come dire il meglio dei componenti reperibili sul mercato, una sorta di magnifico Frankenstein che qui ritroviamo in tre diverse situazioni. La prima con Nat Adderley, Roy Haynes, Clark Terry e molti altri in una formazione diretta da Ernie Wilkins, poi in trio con Henry Grimes e Specs Wright e infine con i tre quarti del Modern Jazz Quartet, ovvero senza Milt Jackson, alle prese con materiale quanto mai vario, da standard come You Are Too Beautiful della coppia Rodgers & Hart o Who Cares? dell'altra leggendaria coppia formata dai fratelli Gershwin a brani originali a firma dello stesso Rollins come Grand Street e Doxy. Il risultato in una ricostruzione audio quasi miracolosa, è uno dei migliori album - anche in questo caso frutto di un assemblaggio con pezzi di due eccezionali LP del grande tenorsassofonista.




























































