Live Band
Live di questa band:
Nessun evento trovato in archivio
Testi in archivio:
-
14/12/2005 13:23 - Steely Dan
Alive in America (Giant). Alla domanda «perché» risponde Internet: ...
Steely Dan Alive in America (Giant). Alla domanda «perché» risponde Internet: a) vincere la decrepitudine della mezza età b) volare per un paio di mesi su un jet privato c) sentire come veniva «Babylon Sisters» dal vivo. Insomma, chi pensava che solo un miracolo poteva far tornare insieme Walter Becker e Donald Fagen è servito. Il (re)tour, tra '93 e '94, ha fatto marmellata dell'alone cult fiorito negli anni intorno agli Steely Dan. E «Babylon Sisters» è venuta malissimo. (m.bo.)
-
14/12/2005 13:23 - STEELY DAN Two against nature
"Il tempo mi sembra una beffa, ...
STEELY DAN Two against nature "Il tempo mi sembra una beffa, o quantomeno una cosa irrilevante. Nella vita di una persona normale può anche non contare". Parola di Donald Fagen, 52 anni, leggenrmente imbiancato ma fresco come una rosa, esteta dell'intensità, filosofo del "jazz che respira", artista "contro natura" e teorico dell'intrattenimento alternativo, mai banale, mai lo stesso, inaffenrabile, seducente, sofisticato ma non elitario. Lui e Walter Becker avevano iniziato in sordina, "come una tromba di seconda mano". Alcuni se li ricorderanno al fianco di Terence Boylah in Alias Boona. Di Steely Dan ancora non si parlava: "Erano gli anni Sessanta e spuntarla era un problema. Erano tutti arrapati. E non si può immaginare quanta gente, a New York, in quei giorni, era arrapata con la musica, perché solo la musica faceva venire l'acquolina in bocca, e tutti facevano la fila in cerca d'aria, magari da mettere in una tromba, o in qualunque altro posto ci fosse bisogno d'aria, oppure suonando qualsiasi altro strumento canonico o ierregolare, pianisti tenebrosi, folkman senza idee, rock'n'roller che andavano in giro dicendo di aver visto il cadavere di Buddy Holly e per questo non potevano che sfondare. A me piaceva Bob Lind. ma Lind ha mai sfondato?". Ancora più difficile però, con quelle qualità, restare semplici sessionmen (benché la loro presenza, nei crediti degli album, illuminasse quasi tutti i titolari e indirizzasse gli acquisti). Dicevano che dopo Aja che nel '77 sancì la loro esplosione, gli Steely Dan non si sarebbero ripetuti. In effetti ripetere Aja non era facile. Ma solo perché Aja, (l'avantreno della musica moderna) era un disco effettivamente irripetibile, e non perché Becker & Fagen non avessero la forza di proseguire oltre, di cambiare in quel modo tutto loro - di non cambiare quasi niente. 22 anni dopo Aja, venti dopo Gaucho, Two against nature, appena uscito e già padrone delle classifiche Usa, rilancia l'oscura miscela. Livelli altissimi. Se fosse amore a prima vista sarebbe un fallimento. E invece, per fortuna, dopo dieci ascolti ancora non hai ascoltato niente. Il bello, nella musica di Becker & Fagen, è che "c'è sempre il giorno dopo in cui le canzoni che credi di aver già assimilato ti si riveleranno come nuove", e daranno il meglio di sé. Non ci sono idee ferme. Non ci sono conquiste definitive. Non ci sono generi, il pop scolorisce, il jazz è sfumato, le altre correnti si sentono appena. Eppure è tutto magicamente a posto.





























































































































