Live Band
Live di questa band:
Gio 14 Giu CARROPONTE - Sesto san giovanni (MI) - Italia
AREA CARROPONTE Via Granelli, 1 Sesto San Giovanni MI INFO: 392/3244674 info@carroponte.org www.carroponte.org www.facebook.com/carroponte
Presentato da:
SHINING PRODUCTION - SHINING PRODUCTION VIA MAZZINI, 58 TREZZO SULL'ADDA MILANO INFO: info@shiningproduction.com www.shiningproduction.com www.myspace.com/livemusicclub
Testi in archivio:
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14/12/2005 13:23 - ANTHONY B Seven Seals (VP)
SIZZLA Be I Strong (VP)
Due esponenti ...
ANTHONY B Seven Seals (VP) SIZZLA Be I Strong (VP) Due esponenti di primo piano della dance "culturale" giamaicana, due strategie di mercato opposte: Anthony B amministra il suo "sing-jay" e pubblica dischi con una certa parsimonia, Sizzla ne ha sparati quattro nel solo 1999. Brilla dunque per continuità, ispirazione e cura Seven Seals, opera seconda e convincente per Anthony B, che si avvale di una produzione Startrail innovativa (non accade spesso di questi tempi), capace di spaziare con agilità dalle citazioni funk di "Conscious Entertainer' all'orchestrale "Mr. Heartless". Stessa versatilità esibisce il toaster/cantante, tra magiche filastrocche ("Free") e profonde ballate mistiche ("Wicked People"): un solo ospite, Iyashanti, basta e avanza. Nella fitta discografia di Sizzla, Be I Strong merita i gradi della prima categoria: basi Xterminator stile tentata strage, "osanna" a Jah Rastafari e duello all'ultima rima con Capleton ("The Vibes") sono all'altezza delle prove migliori dei "Powerful" dj giamaicano.
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14/12/2005 13:23 - ANTHONY BRAXTON con il FRED SIMMONS TRIO
9 Standards
Nel 1996 Anthony ...
ANTHONY BRAXTON con il FRED SIMMONS TRIO 9 Standards Nel 1996 Anthony Braxton si è unito al Fred Simmons Trio, formato da cultori del be bop, per un doppio Cd registrato dal vivo "9 standards". Braxton suona il sax contralto e il flauto, mentre la band viaggia attraverso nove standard jazzistici: Cherokee, On Green Dolphin Street, All the things you are e così via. Nello stesso anno è apparso in duo con Stewart Gillmor nel Cd "14 compositions (traditional)", in cui discostandosi dalle sue consuete versioni di standards jazzistici, si è addentrato fino alle radici della storia del jazz, interpretando brani come "Rosetta", "Kansas City Man Blues", "Star Dust". Non si tratta di una semplice "operazione nostalgia" buona per qualunque uso, dalle colonne sonore agli spot pubblicitari per la birra. E' la storia del jazz attraverso gli occhi e le orecchie di un genio che è in anticipo di miglia rispetto al suo tempo. Braxton suona tutti gli strumenti a fiato, compresi i sax basso e tenore.
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14/12/2005 13:23 - ANTHONY BRAXTON Per una generazione di musicisti, Anthony Braxton è ...
ANTHONY BRAXTON Per una generazione di musicisti, Anthony Braxton è - per usare una dichiarazione polemica e tuttavia considerata del compositore Richard Barrett - "più importante di Schoenberg". Più che indicare un allontanamento dal modernismo dodecafonico, questa affermazione riconosce la sintesi enciclopedica di Braxton delle innovazioni musicali dal dopoguerra, da Chicago a Darmstadt: bebop, free, harmolodics, musica seriale, chance, electronics e improvvisazione lo hanno spronato a creare una musica di stupefacente respiro e luce. Nato a Chicago nel 1945, Braxtono è probabilmente il più inventivo suonatore di sax contralto dai tempi di Charlie Parker, ma si è continuamente opposto ad essere relegato tra le file del jazz. La sua gigantesca ambizione inevitabilmente lo porta verso l' unione di diversi elementi estetici tipica dell' opera. L' album "Composition 192 (per due musicisti e ambiente costruito)", registrato dal vivo durante il festival Unsung Music di Londra nel 1997, appartiene a una nuova categoria di lavori, che Anthony Braxton definisce "Ghost Trance Music". Braxton ammirava da tempo il lavoro di Lauren Newton, la sua "capacità di lettura, la sua perfetta intonazione, la sua dinamica creatività". In lei - che ha cantato qualunque cosa da Mahler a Gershwin - ha trovato una cantante all' altezza delle sue idee.
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14/12/2005 13:23 - ANTHONY BRAXTON/LAUREN NEWTON
Composition 192 (Leo)
In un articolo sull'improvvisazione, impossibile non ...
ANTHONY BRAXTON/LAUREN NEWTON Composition 192 (Leo) In un articolo sull'improvvisazione, impossibile non parlare di Anthony Braxton, musicista che dalla fine dei 60 ha lavorato sulla fusione tra composizione (facendo riferimento, con grande scandalo degli ambienti jazz, alla contemporanea europea) e improvvisazione, in formati dalle quattro orchestre al solo. In particolare, negli anni 80 Braxton ha esplorato in maniera molto innovativa il problema nella sua musica per quartetto (formato con Marilyn Crispell, Gerry Hemingway e Mark Dresser) con le "pulse track" (sequenze ripetitive scritte inframmezzate con spazi di 5-10 secondi per l'improvvisazione, suonati di solito da bassista e batterista mentre gli altri due musicisti improvvisano o suonano altre composizioni) e con una forma a collage, per cui ogni sera Braxton poteva decidere che una composizione sarebbe stata suonata con una pulse track tratta da una composizione differente, o che i musicisti potessero scegliere liberamente dal libro quale composizione suonare (arrivando così a quattro simultaneamente), o se improvvisare (in punti prefissati o meno), arrivando a una struttura multipla complicatissima (per la musica del quartetto, fondamentali almeno i doppi cd Quartet-London e Quartet-Coventry su Leo; purtroppo il vecchio capolavoro del primo quartetto, Five Pieces 75, non è mai stato ristampato su cd - i vantaggi di pubblicare con le majors!). Un nuovo filone inaugurato da Braxton per la propria musica è quello della "Ghost Trance Music", "musica di uno stato temporale continuo", che "non ha sviluppo e non ha niente a che vedere con la tonalità". Si tratta, nelle parole di Braxton, di una "musica trans-temporale che può venir suonata con qualsiasi tempo, e una musica trans-idiomatica nei termini dei suoi postulati strutturali. Questi sono un tentativo di ridefinire le strategie di formazione di una linea, così che ogni composizione diventa una melodia che non ha inizio e non ha fine." Nei concerti di questa "Ghost Trance Music" viene usata una ruota della fortuna con le sigle di altre composizioni, e in punti stabiliti nella partitura viene azionata e la carta scelta determina il percorso successivo del pezzo; è previsto inoltre un terzo strato di attività, nel quale i performer devono azionare nastri pre-registrati in precedenza. Finora Braxton aveva pubblicato le composizioni della serie solo per la sua etichetta privata, Braxton House (http://www.wesleyan.edu/music/braxton), mentre il primo cd distribuito è questo Composition 192, duo con Lauren Newton. Si tratta di 62 minuti (che costituiscono appena un quinto della lunghezza originale!) di balletto allucinante, un serrato unisono tra la gamma di fiati (sassofoni e flauti) di Braxton e la voce della Newton che canta solo singole lettere del'alfabeto. Il tempo rallenta o accelera leggermente, e in un paio di occasioni la Newton azione un breve nastro di vocalizzi da musica contemporanea, o suona dei sonagli e un fischietto. Le teorie di Braxton sono sempre imperscrutabili (il sistema di "tricentric modelling" che sostituisce la divisione tradizionale della musica tra scritta e improvvisata), ma il risultato è qui più che convincente.
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14/12/2005 13:23 - ANTHONY B
Esponente di punta della nuova scena roots, Anthony B. ...
ANTHONY B Esponente di punta della nuova scena roots, Anthony B. ("the conscious bobo dread") è Dj, poeta e cantante; In terra madre le sue liriche riescono sia ad infiammare i giovani nelle dancehall che a commuovere famiglie e vecchi rasta. È attualmente considerato la personificazione vivente della coscienza africana nel mondo reggae. Come il suo eroe Peter Tosh, il più rivoluzionario dei Wailing Wailers, Anthony B. È un Pan Africanista senza compromessi, fedele alla tradizione di Marcus Mosiah Garvey, eroe nazionale giamaicano fondatore e leader di organizzazioni come Universal Negro Improvement Association e Afrikan Communities League. Anthony B. (all'anagrafe Keith Blair), nasce 22 anni fa da una famiglia di braccianti di Clarks Town, nella regione di Trelawny. Debutta come deejay nella seconda metà degli anni '80 in un sound system locale. Nel '92 si trasferisce a Kingston spinto dalla spontanea creazione di liriche associate ai suoi pensieri e dalla consapevolezza di "essere stato scelto" per cantare amore e giustizia; ma in un periodo in cui la "slackness" (leggi "liriche esplicitamente incentrate sul sesso") dominava il mercato nessun produttore voleva sentire le sue rime consapevoli e affilate, finchè l'anno successivo incontra Richard "Bello" Bell, produttore rasta e fondatore della Star Trail (etichetta oramai affermata nel panorama reggae internazionale) che lo accoglie e lo porta al successo. 3 gli album pubblicati, Real Revolutionary, Universal Struggle e 2 Strong (quest'ultimo in collaborazione con Sizzla), e una quantità impressionante di singoli a testimonianza della profonda vena creativa dell'artista. Tra questi ricordiamo "Fire pon Rome" ('95), brano che lo porta al successo internazionale, dove, su un ritmo Nyiabinghi, Anthony B. accusa e condanna al fuoco eterno Seaga (leader del Jamaican Labour Party) e altri politici eccellenti; la traccia, bandita dalle radio nazionali giamaicane diviene presto una hit in USA e UK. E anche "Nah vote again", che è stato uno degli elementi che hanno permesso alle elezioni del 18 dicembre '98 di essere le più pacifiche da quando il cancro insidioso della violenza armata si è insinuato a Kingston e dintorni ('67).
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14/12/2005 13:23 - ANTHONY B Seven Seals (VP Records)
Negli ultimi anni Anthony ...
ANTHONY B Seven Seals (VP Records) Negli ultimi anni Anthony B ha lavorato durissimo: ha continuato a registrare singoli di buon livello a grande richiesta per molti produttori in Jamaica ed è stato tra i pochi a girare regolarmente il mondo, portando quasi ovunque la sua potente idea di reggae music supportato dalla Startrail family. Non credo sia un caso che i suoi lavori di spicco, (in realtà ci sono in circolazione tre raccolte di singoli, una delle quali divisa con Luciano e Sizzla, ed un CD spartito con il giovane Junior Timba, ma sono comunque lavori dal profilo 'minore') adatti al mercato internazionale siano tutti frutto della sua partnership con un personaggio assai lungimirante come Richard Bell. Già da qualche mese l'accoppiata Anthony B/'Bello' Bell ha giocato la carta del terzo CD a cui spetta il difficile compito di seguire un capolavoro come 'Universal struggle', e nelle parole da me appena scritte c'è proprio il succo di questa recensione. Il paragone, seppur inconscio con il lavoro precedente getta su questo 'Seven seals' un'ombra di incompiutezza anche se comunque lo si può considerare un lavoro più che buono. Come il suo predecessore 'Seven seals' è lunghissimo e presenta brani molto diversi tra loro: c'è un po meno hardcore ragga e qualche concessione di troppo al pop in 'Mr.Heartless' e nella sbalorditiva (in negativo) 'Miracle of love' con tanto di applausi finti e chitarrona rock abominevolmente effettata. In compenso ci sono tanti brani nuovi di impianto reggae classico piuttosto eccellenti come 'Family business', 'Who shoot first' e 'Stranger' e vari brani già editi su singolo come 'Free', 'You move me', 'Me dem fraid of' e l'antiproibizionista 'Nah go hide' in combination con Iyashanti (a quando un CD intero di Iyashanti?). Continuando a menzionare i vari brani, abbiamo 'Conscious entertainer' in apertura con un ritmo reggae-disco con riecheggiamenti di 'Buk-In-Amm Palace' di Peter Tosh, l'eroe di Anthony B, ed anche una nuova versione, piuttosto fiacca, di 'Hello Mama Africa' in cui oltre alla voce del compianto Garnett Silk ed Anthony B, trova posto anche Buju Banton. Come si è detto il risultato globale è più che convincente, ma ciò che rende questo CD un pò deludente è la effettiva mancanza di guizzi di luce pura del calibro di 'Universal struggle' o 'Raid de barn', vecchi anthems in cui la forza creativa di Anthony B si univa perfettamente alla grande musica di casa Startrail. Pur essendo comunque assai consigliato, mi sento di considerare questo 'Seven seals' un prodotto transitorio, nell'attesa di novità più potenti.
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14/12/2005 13:23 - BIOS ANTHONY B Il rispetto del legame con líAfrica e ...
BIOS ANTHONY B Il rispetto del legame con líAfrica e con quelli che sono i dettami della tradizione ereditata da Marcus Garvey, vedono in Anthony B, vero nome Keith Blair, uno degli esponenti di punta. Crescendo in un quartiere come quello di ìTrelawnyî di Clarks Town (famoso per essere stato il quartier generale dei ìMaroonsî, guerriglieri che rifiutavano il sottostare al dominio inglese), la voglia di libert‡ e di affermazione delle proprie radici e della propria cultura sono sempre state per Anthony B uno dei principali motivo conduttori della propria esistenza. Sua nonna sin da piccolo lo indirizzÚ al canto entrÚ cosÏ a far parte del coro della chiesa (come altri grandi del reggae quali Bob Marley, Peter Tosh, Twinkle Bros. e tanti altri). E cosÏ nel í93 pubblicÚ il primo singolo ìThe living is hardî per la Wizard con un discreto successo. Dopo alcuni problemi un suo amico lo presentÚ a Garnett ìMama Africaî Silk grandissimo cantante e produttore, e da allora la sua vita cambiÚ radicalmente. La sua prima tune per la Star Trail fu ìRepentance timeî seguita dalla mitica ìFire Pon Romeî,îRumorî e ìRaid di barnî, considerati ormai dei classici della reggae-music , come anche il primo album ìReal Revolutionaryî del í96 pieno zeppo di ottime tracce. Líanno dopo esce ìUniversal Struggleî che viene segnalato come uno dei migliori album new roots per due anni consecutivi. Da allora Anthony B ha realizzato una serie infinita di singoli una ventina di album, oltre ai 12" ed alle innumerevoli partecipazioni ad ogni tipo di compilation, senza mai perdersi in futili testi o facili step ritmici, a suo agio su qualunque tipo di base sia esso un classico, un nayabinghy, una base new-roots come una ragga. Tutto questo per dire che ci si trova di fronte ad un vero fenomeno che pone un energia profonda nella musica e nelle cose in cui crede e che per apprezzare fino in fondo bisogna vederlo in azione su di un palco ed assistere ad uno dei suoi indimenticabili live-show!!. - SUONA: 3/7 FESTA AL LAGO milano Paderno; 4/7 Rorotom Sunsplash; 6/7 Cosenza; 7/7 Villa Ada Roma. - Info: TOUR DE FORCE - Tel. 06/37518551-37518615 - Via Costantino Morin 27 - 00195 Roma - www.tourdeforce.it














































































