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14/12/2005 13:23 - Dervisci rotanti Mevlevi
La confraternita dei Mevlevi (i Derviches tourneurs dei ...
Dervisci rotanti Mevlevi La confraternita dei Mevlevi (i Derviches tourneurs dei viaggiatori occidentali) sviluppò dal secolo XII a Konya, una musica colta fondata sul sistema dei makam, modi analoghi ai maqam arabi, ai datsgah iraniani e ai raga indiani. La musica sufi della setta Mevlevi, per le sue caratteristiche spirituali e meditative, aiuta i credenti ad avvicinarsi a Dio. Il rituale prevede una danza rotatoria dove la mano sinistra è abbassata verso la terra mentre la mano destra è girata verso il cielo. Il danzatore diviene così il medium tra la terra ed il cielo. La musica è dominata dal nay (flauto verticale) che ha un ruolo mistico nella musica turca, i Küdum (piccoli timpani in cuoio ricoperti di pelle di capra) e gli halile (piatti in rame). Con tali strumenti si esegue la musica del rito mevlevi (ayîn), elemento principale del sema, concerto spirituale preconizzato dal fondatore della confraternita, Mevlänä Djelâleddin el Rûmi (“il nostro maestro Djelâleddin del paese di Rum”) e divenuto la base della musica colta turca. Il nome Mevlevi deriva da quello di Mevlana, col il quale era conosciuto presso i dervisci il grande poeta mistico del 13 sec., Celatettin Rûmi. Egli non diede origine alla danza religiosa presso i Sufi, poiché essa gli preesisteva, ma le diede enorme importanza. Così scriveva: "Molte strade portano a Dio. Io ho scelto quella della danza e della musica. Il canto cerimoniale è basato soprattutto su poemi tratti dal Masnavi o da altri scritti di Rûmi. La trama contiene due concetti dervisci di base: il raggiungimento dell'estasi attraverso la danza e il ruolo potentissimo della danza nell'ottenimento di questo stato. Quando questo stato è raggiunto, la musica dei percussionisti, dei cantanti e dei musicisti si ferma ma i dervisci, nel loro stato di estasi, continuano a roteare nel silenzio. (Si dice che quando un derviscio raggiunge l'estasi, può accadere che i suoi piedi non tocchino terra). La voce di un flauto solitario li riporta lentamente alla realtà. Queste danze, secondo i Dervisci Rotanti, sono il loro modo per allontanare la mente da ogni contatto con le cose terrene e per far si che le loro anime si allontanino dai corpi così da potersi riunire a Dio. In Turchia la tradizione dei Dervisci (una parola persiana che significa "monaco implorante") Sufi rappresenta un alto sviluppo della particolare arte di comunicare con il divino attraverso la danza. L'educazione di un derviscio è particolarmente ardua e consiste in 1001 giorni di penitenza e prevede il digiuno e la meditazione. Per apprendere la loro danza, i Dervisci bloccano due dita del piede al pavimento; in questo modo essi imparano a mantenere regolare e disciplinata la loro rotazione. Mentre rotea il Derviscio appoggia il suo peso sul piede sinistro e allorché la rotazione acquista velocità, sulle dita del piede sinistro, mentre la gamba destra dà slancio alla rotazione. Per evitare il capogiro, il derviscio tiene la testa leggermente inclinata verso destra e gli occhi fissi sul palmo della mano sinistra. La Cerimonia Dei Mevlevi Ciascun aspetto della cerimonia Mevlevi ha un valore simbolico, a partire dai più piccoli dettagli degli abiti. La lunga veste bianca del Derviscio rappresenta il suo sudario, il mantello nero la sua tomba, l'alto cappello cilindrico la sua pietra tombale. Il leader dei Dervisci, detto Semazen, indossa una sciarpa attorno al cappello, poiché è l'intermediario tra il cielo e la terra; il colore rosso del tappeto sul quale siede simboleggia il rosso tramonto del giorno in cui morì Rûmi. Il rituale ha inizio con un lento assolo di preghiera al profeta Maometto. I danzatori si tolgono i neri mantelli e chiedono al Semazen il permesso di danzare; benedetti da lui, cominciano lentamente a volteggiare, con le braccia incrociate. A mano a mano che i giri si fanno più veloci i lunghi abiti di discostano dal corpo dei danzatori e le loro braccia si distendono. Il percorso descritto dai dervisci sul pavimento della sala simboleggia i movimenti dei pianeti intorno al sole: ciascun derviscio ruota intorno al proprio asse e al tempo stesso si muove nella sala e il leader Semazen rappresenta il sole. Il programma è una cerimonia religiosa, il pubblico è gentilmente invitato ad astenersi dall'applaudire.

















































































