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14/12/2005 13:23 - Arto Lindsay, cresciuto nel Brasile degli anni ‘60 ascoltanto il ...
Arto Lindsay, cresciuto nel Brasile degli anni ‘60 ascoltanto il pop classico di quel paese, ha cominciato la sua carriera musicale nel downtown di New York con DNA, nella cosiddetta scena “No Wave”, collaborando successivamente con artisti del calibro di The Lounge Lizards, Golden Palaminos, Laurie Anderson, John Zorn, Allen Ginsberg, Brian Eno e con gli acclamati DJs Sub Dub, We, DJ Soul Slinger, DJ Spooky con i quali ha realizzato un album con remix dei suoi lavori. L’ultimo nato, Noon Chill, è pieno di contaminazioni dub, trip, bosa nova e sperimentazioni sonore che richiamano lo stile delle ballate brasiliane che avevano già caratterizzato i suoi precedenti album, O Corpo Sutil e Mundo Civilizado. Ancora una volta Linsay ha messo insieme un avventuroso e particolare gruppo di musicisti tra cui l’ex bassista di Henry Rollins, Melvin Gibbs, Takuva Nakamura alle tastiere, il chitarrista Vinicius Cantuaria e il batterista Skoota. Noon Chill è inequivicabilmente l’album di Arto più maturo e complesso, con il quale ha fatto un ulteriore passo avanti nell’esplorazione di un territorio musicale confortevolmente straniante.
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14/12/2005 13:23 - ARTO LINDSAY
Personaggio di spicco della scena newyorkese dove ha ispirato ...
ARTO LINDSAY Personaggio di spicco della scena newyorkese dove ha ispirato gruppi come i Sonic Youth e i Blonde Redhead e dove si è fatto apprezzare da musicisti di primo piano che lo hanno subito voluto come special guest. Parliamo di Lounge Lizards, di Golden Palominos, di Laurie Anderson, John Zorn, Ryuichi Sakamoto ed altri. Lindsay ha anche lavorato molto come produttore ed arrangiatore di album di personaggi come David Byrne, Caetano Veloso, Marisa Monte, Bill Frisell. Si è anche cimentato come attore nel film "Cercasi Susan Disperatamente", insieme a Madonna. Nel suo nuovo album "Noon Chill" Arto ha sviluppato moltissimo lo stile brasiliano contaminandolo con il pop, l'ambient, la dance elettronica. Lindsay non ha mai lesinato le collaborazioni (ultimi gli Avion Travel) e moltissimi famosi musicisti si sono prestati alle sue chiamate, come Brian Eno, Nana Vasconcelos, Marc Ribot, DJ Spooky. Una voce tenue ma ferma allo stesso tempo, un ritmo per la sua chitarra che spazia in territori spigolosi passando dal jungle fino al drum'n'bass, per arrivare anche ai più arditi campionamenti grazie alla collaborazione del mitico DJ Spooky. Tra melodie brasiliane e suoni acidi Arto non disdegna mai di addentare ogni tanto la western music, dal rhythm & blues cristallino di Al Green al funk al vetriolo di Prince. Come si può dunque ben vedere con la sua musica Arto Lindsay riafferma con sempre più determinazione la forza del suo punto di vista, come dire che il samba e la saudade sono stati d'animo e non generi, sono lenti di ingrandimento piuttosto che di rifrazione, capaci di remixare la musica di questo mondo civile alle soglie del terzo millennio.
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14/12/2005 13:23 - ARTO LINDSAY
"Prize"
Dopo venti anni di rumori (DNA) e percussioni (Ambitious ...
ARTO LINDSAY "Prize" Dopo venti anni di rumori (DNA) e percussioni (Ambitious Lovers), esperimenti (Lounge Lizards, Golden Palominos, Laurie Anderson, John Zorn) e produzioni (Caetano Veloso, David Byrne), Arto Lindsay era ormai quotidianamente avvezzo alle provocazioni sonore: basterà ricordare ancora in tempi recenti "Hyper Civilizado", l'album di remixes allestito con i dj illbient di New York. Poi, in un giorno della sua storia recente, Arto ha scoperto di poter procedere alla riunificazione delle sue due anime, quella sentimentale e carioca e quella spigolosa ed anglosassone; dopo splendide avventure e straordinari sbandamenti, con "Noon Chill" si era addentrato per questa via al centro del triangolo tra Bahia -dove compone- New York -dove registra- e Tokyo -da dove è partito l'attuale contratto discografico-. "Prize" -quarto album del nuovo corso, remixes a parte- rappresenta la straordinaria sedimentazione di tutte queste esperienze: l'abilità del crooner in "Ondina", il piglio funk in "The Prize", la saudade ineffabile in "Pode Ficar", il rumorismo aspro in "Pre-Feelings", la sensualità in "Modos", gli accenti classici in "Ex-Preguica", spoken words e drum'n'bass in "Unsure", le dolcezze acustiche in "Resemblances", allegre ballate sentimentali come "Nome Dela", le cadenze dub in "Tone". E poi "Interior Life" dal titolo quanto mai esplicito, che incarna da sola la pigrizia e la tensione, la melodia ed il ritmo, il pallore e la negritudine; ma ogni canzone di "Prize" e un po' così, con sonorità e ritmi e strumenti che si adagiano sottilissimi gli uni sugli altri, si insinuano, si leccano, si confondono, si abbracciano, si sciolgono in una bossa nova rumorista o, se preferite rovesciare i termini, in un hip hop noncurante. Arto Lindsay è un cantante affascinante, per lo meno delle sue canzoni; qua e là si riserva ancora qualche acuto stridente alla chitarra, qua e là intervengono Brian Eno, Vinicius Cantuaria ed il rapper Beans, ma il suono di "Prize" è ormai saldamente nelle mani della band che accompagna Arto anche dal vivo, dai suoi pari Melvin Gibbs e Andres Levin, che compongono e producono insieme a lui, a Davi Moraes, all'eccellente percussionista Skoota Warner: un altro indice di forza e compiutezza. Arto dice che questo album «è un'estensione dei tre precedenti, anche se in realtà sto cercando qualcosa di nuovo»; io dico che siamo alla quadratura del cerchio.
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14/12/2005 13:23 - ARTO LINDSAY featuring VINICIUS CANTUARIA
Cresciuto in Recife, Brasile, dai suoi ...
ARTO LINDSAY featuring VINICIUS CANTUARIA Cresciuto in Recife, Brasile, dai suoi genitori presbiteriani, Arto Lindsay ha potuto attraversare felicemente tutta la temperie musicale del tropicalismo che negli anni della sua adolescenza, anche musicale, stava caratterizzando la scena carioca. Gli anni sessanta di Arto passano così in mezzo alle atmosfere seminali create da personaggi come Joao Gilberto, Caetano Veloso, Milton Nascimento. Sono momenti nei quali, forse anche inconsapevolmente, si forma e si plasma uno zoccolo duro di sensibilità creativa che Lindsay metterà a frutto molti anni dopo. Nei due decenni successivi torna negli Stati Uniti, si stabilisce definitivamente a New York e inizia un altro tipo di peregrinazioni musicali che hanno a che fare con la rabbia urbana, la sperimentazione sonora più forsennata, il rumorismo più cattivo ed iconoclasta. ’70 e ‘80 vedono quello che per il momento è soltanto un furioso chitarrista impegnato in gruppi sia nelle vesti di leader che di session man: DNA, Lounge Lizards, Golden Palominos, Ambitous Lovers sono i nomi dei gruppi che Lindsay crea, attraversa e caratterizza inserendosi da capofila nella scena che viene fin da subito definita “No Wave”. Sono però gli anni novanta che finiscono per proporre la concezione più matura e compiuta del “Lindsay Style”, wquella nella quale le due anime del musicista, l’una legata al mondo del brasile tradizionale e meticcio e l’altra alle pulsioni eversive del noise contemporaneo, si integrano, si mescolano e si scoprono capaci di convivere felicemente. Albums come “O corpo subtil”, “Mundo Civilizado”, “Mundo Hipercivilizado”, “Noon Chill”, oltre al recentissimo “Prize”, arrivano nella seconda metà degli anni novanta dopo che Lindsay aveva già fatto vedere alcune anticipazioni succose nelle produzioni in partnership con Laurie Anderson, Gal Costa, Caetano Veloso, Marisa Monte, Ryuichi Sakamoto, David Byrne, Brian Eno, Vinicius Cantuaria. La ricetta del Lindsay di questi ultimi anni è un mix irresistibile di retaggi brasiliani, melodie sghembe, soluzioni di arrangiamento anticonvenzionali, elettronica usata insieme con parsimonia e coraggio, ed un chitarrismo furoristico che gioca soprattutto con il rumore. A cementare il tutto un’inclinazione ecumenica e aperta, sostenuta da profonde convinzioni ideali:<>. Un progetto del quale si sente totalmente partecipe anche il chitarrista, compositore e cantante brasiliano Vinicius Cantuaria, che non ha mai nascosto il debito di riconoscenza e stima nei confronti di Lindsay e che continua, nonostante una carriera solistica costellata oramai di dischi e soddisfazioni, ad unirsi in tour e in studio al gruppo del quarantacinquenne “newyorkese-brasiliano”. Ai due, dal vivo, si uniranno altri partenr fedeli e musicisti inossidabili come il bassista Melvin Gibbs(una sorta di braccio destro del leader), il tastierista Takuna Nakamura, il batterista Skoota.
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14/12/2005 13:23 - ARTO LINDSAY & VINICIUS CANTUARIA
Chitarrista, cantante, compositore, produttore, nato ...
ARTO LINDSAY & VINICIUS CANTUARIA Chitarrista, cantante, compositore, produttore, nato in Virginia nel 1953, Arto Lindsay cresce in Brasile, dove i suoi genitori sono missionari, nel periodo in cui la musica brasiliana vive il suo momento di maggior fulgore. Trasferitosi a New York, nel 1978 fonda il gruppo punk-rock “no wave” DNA. Da allora fino alla serie di album influenzati dalla bossanova dei tardi anni ’90, Lindsay miscela e fonde ritmi, melodie, espressioni verbali provenienti da numerose culture e diversi generi, in un modo nuovo e provocatorio, creando paesaggi sonori che spaziano dal fragile pop all’assalto sonoro assoluto. Le sue collaborazioni sono altrettanto varie: dal regista teatrale tedesco Heiner Muller a Ryuichi Sakamoto, dall’artista multidisciplinare americano Vito Acconci a Brian Eno. Lindsay rimane una figura chiave della scena culturale “downtown” di Manhattan per tutti gli anni ’80. Con John Lurie forma i Lounge Lizards, che grazie alla mistura di ham-fisted jazz, noise rock e eleganti abiti di seconda mano diventano ben presto l’icona dell’underground internazionale. Con Anton Fier, batterista dei Lounge Lizards, costituisce i Golden Palominos. Lavora a lungo nel gruppo di Kip Hanrahan, che si distingue per la combinazione di percussionisti cubani, trombonisti jazz e chiunque altro, da Jack Bruce a Steve Swallow e Charles Neville. Nello stesso tempo, con John Zorn, forma il primo di una serie di trii ground-breaking che combinano rock e improvvisazione. Nel 1984 Arto dà vita agli Ambitious Lovers con il tastierista Peter Scherer, con cui collabora per otto anni e registra tre album (Lust, Greed, Envy), creando un mondo sonoro dove convivono musica brasiliana, sperimentale, funk, R&B e soul. Negli anni ’90, la sua reputazione gli permette di lavorare con alcuni miti della sua adolescenza: produce dischi di giganti della scena brasiliana quali Caetano Veloso, Vinicius Cantuária, Gal Costa, Carlinhos, Marisa Monte, ma anche Laurie Anderson, David Byrne, Avion Travel e Bill Frisell; scrive canzoni con Veloso e Cantuária. Nello stesso periodo, Arto incide una serie di dischi: O Corpo Sutil/The Subtle Body, Mundo Civilizado, Noon Chill, e l’ultimo album Prize (Righteous Babe Records, 1999), in cui continua ad esplorare alla sua maniera le strutture del samba e della bossanova. D’altro canto, il suo stile chitarristico più border-line, che gli aveva fatto guadagnare attenzione nella prima parte della sua carriera, persiste, come testimoniano l’album Aggregates 1-25 (Knitting Factory Works, 1995), una traccia nascosta di Noon Chill, e le sue apparizioni dal vivo a New York, in Europa e Giappone. Inoltre, Lindsay invita una varietà di giovani artisti, molti dei quali pescati sulla scena “illbient” newyorkese (inclusi DJ Spooky, DJ Soul Slinger e Sub Dub), per “distruggere, riciclare, reimbottigliare” canzoni dai suoi recenti album in assortiti remix, tramandando così da una generazione all’altra la tradizione di una costante e continua reinvenzione musicale. Nell’attuale band di Arto Lindsay, oltre che in alcuni dei suoi dischi, ritroviamo Vinicius Cantuária, originario dell'Amazzonia, ma cresciuto a Rio. Il cantautore brasiliano ha pubblicato nel '98, per la Gramavision/Rykodisk, Sol na cara, prodotto da Lindsay e realizzato con la collaborazione di Ryuichi Sakamoto, album che raccoglie bossanove da lui scritte e cantate in portoghese, oltre ad un brano di Antonio Carlos Jobim. Data invece maggio '99 l'uscita del suo ottavo disco, per la Verve, dal titolo Tucumã. Cantuária ha collaborato per oltre otto anni con Caetano Veloso, prima di trasferirsi definitivamente a New York. Per lui scrisse un hit indimenticabile come Lua e estrela. Ha composto canzoni di successo anche per Gal Costa, Chico Buarque, Gilberto Gil. Il cantante-chitarrista, sebbene abbia cominciato la propria carriera negli anni '70, periodo in cui crebbe la generazione rock del Brasile, è radicato nella bossanova, di cui si può definire un purista, pur amando anche esplorare terreni ibridi di jazz e folklore brasiliano. Oltre alla proficua collaborazione con Arto Lindsay, è richiesto da Peter Gabriel, David Byrne, Steve Winwood, Paco De Lucia...
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14/12/2005 13:23 - "Sono cresciuto nel Brasile degli anni Sessanta, con l'idea che ...
"Sono cresciuto nel Brasile degli anni Sessanta, con l'idea che la musica pop dovesse diffondere informazioni e cambiare la coscienza della gente. La musica pop brasiliana era allora molto aperta agli altri stili musicali, perché il Brasile era al fianco, e non nel mezzo, di ogni cosa: e a noi sembrava del tutto naturale ascoltare (e amare) qualsiasi "genere" di musica, dai Beatles al folk, fino a John Cage. Per questo, forse, sono fatto come sono fatto". Così si presenta Arto Lindsay, geniale artista newyorkese di origine brasiliana, dopo l'uscita dell'album "Noon Chili" del novembre '97 e la recente collaborazione con gli italiani de La piccola Orchestra Avion Travel, per i quali sta producendo il nuovo lavoro, pronto dopo l'estate. L'intervista Da quell'amabilisima persona che è, accetta di buon grado di parlare di sè. Nei tuoi ultimi dischi - "O corpo sutil", "Mundo civilizado", "Hyper civilizado" e "Noon Chili" - con te lavorano moltissimi musicisti di diversissima estrazione: tanto per citarne alcuni, Marc Ribot e Bill Frisell, DJ Spooky e Nanà Vasconcelos, Brian Eno, Ryuichi Sakamoto e Vinicius Cantuaria. Come sono nate queste collaborazioni? "Già da qualche anno avevo in mente di fare un disco di samba in inglese. Finchè, un giorno, Ryuichi Sakamoto (che allora aveva un contratto con la For Life, un'etichetta giapponese) mi ha chiesto se avevo voglia di fare un album di bossa-nova per loro. Io gli ho risposto che avrei lavorato volentieri a un disco di ballate, molto tranquille e meditative: e ne è uscito "O corpo sutil". L'esperienza mi ha entusiasmato al punto da completare subito anche il disco successivo, "Mundo civilizado", nel quale ho avuto modo di collaborare ancor più proficuamente con Vinicius Cantuaria, uno straordinario autore di bossa-nova. Tutto qui". Sembra che tra te e Vinicius si sia creata un'intesa molto particolare... "E' vero. Lo conosco da molto tempo, e da sempre lo ritengo un chitarrista e un autore dalle doti assolutamente eccezionali. Ma il punto di svolta si è verificato solo un paio d'anni fa, quando Vinicius è venuto a suonare a New York. Ci siamo trovati talmente bene insieme, che abbiamo subito messo in cantiere alcuni progetti a quattro mani: i tre dischi a mio nome e "Sol na cara", il suo album d'esordio sul mercato internazionale. Un autentico capolavoro, ne sono più che convinto". Completamente d'accordo. Ma torniamo al tuo "Mundo civilizado": come mai un titolo del genere? "Perché, ai miei occhi, il cosidetto "mondo civilizzato" assomiglia straordinariamente a un mondo completamente "non civlizzato". Elementare, credo". Hai qualche aneddoto curioso da raccontare a proposito della lavorazione di questi album? "Beh, all'inizio è stato abbastanza difficoltoso perché da molti anni non facevo un disco da solista. Così, ricordo di aver speso un sacco di tempo per registrare le prime sei canzoni, che poi ho buttato via perchè non ne ero per niente soddisfatto. E ti posso assicurare che, poi, è stata davvero dura... lavorare con la metà del budget e del tempo. Quanto agli aneddoti, ricordo che diedi il testo di una canzone a Caetano Veloso perchè ne scrivesse la melodia. Ci mise un sacco di tempo, e quando alla fine me la spedì incisa su cassetta... la DHL perse il pacchetto postale! Così fui costretto a chiamare Caetano al telefono, e a registrare la melodia che lui mi cantava direttamente da casa sua!". E su Brian Eno? "Ricordo che mentre registravo il mio disco, a New York, anche lui era da quelle parti, a lavorare sul nuovo album di David Bowie. Così, ogni giorno, dopo aver lavorato con Bowie, Brian veniva nel mio studio per rilassarsi un po' e fare quattro chiacchiere. Finchè, una volta, scherzando gli ho detto: "Ti sei riposato abbastanza. Ora si comincia a lavorare!". Così, in cinque o sei ore, ha preso i nastri del mio disco, li ha fatti passare attraverso il banco degli effetti e li ha riversati su altre piste. Alla fine mi ha detto: "Fanne ciò che vuoi". Detto fatto". Mi dicono anche che sei un estimatore di Curzio Malaparte... "E' vero. La canzone "4 skies" mi è stata ispirata dalla lettura del suo romanzo "La pelle". Ho sempre subito il suo fascino, e ancor oggi ricordo perfettamente le inquadrature della sua casa di Capri, girate nel 1963 da Jean-Luc Godard per il film "Il disprezzo". Ma devo dire che anche la lettura del libro di Roberto Calasso, "Ka", mi ha dato molti spunti". E in ogni caso, nei tuoi ultimi dischi, la melodia riveste un ruolo di fondamentale importanza: tutto il contrario di quando, in gioventù, lavoravi con i DNA, i Lounge Lizards e gli Ambitious Lovers... "E' vero. Già con gli Ambitious Lovers facevo delle ballate, ma oggi amo ancor di più i suoni calmi e quieti, purché provvisti di una grande tensione interiore. Per questo mi piace il Miles Davis degli anni di "Kind of blue" e "In a silent way". Per questo adoro Joao Gilberto, il Davis brasiliano. La sua, infatti, è una musica che non dice tutto, ma "implica" un'infinità di cose. In certe sue canzoni, eseguite da solo con la chitarra, si riesce a sentire un andamento ritmico a dir poco imponente: che, in realtà, esiste solo nella mente di chi ascolta. Ma questo è fantastico! Assolutamente fantastico!".
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14/12/2005 13:23 - Chitarrista, cantante, compositore, produttore, nato in Virginia nel 1953, Arto ...
Chitarrista, cantante, compositore, produttore, nato in Virginia nel 1953, Arto Lindsay cresce in Brasile, dove i suoi genitori sono missionari. Dal 1978, Lindsay miscela e fonde nella sua musica ritmi, melodie, espressioni verbali provenienti da numerose culture e diversi generi. Proprio come i lavori di alcuni artisti moderni con i quali Arto Lindsay ha lavorato nel corso degli anni, dal celebre direttore di teatro tedesco Heiner Muller al compositore giapponese Ryuichi Sakamoto, fino al musicista “concettuale” Brian Eno. Tra i suoi progetti Arto Lindsay annovera i Lounge Lizards (con John Lurie), i Golden Palominos, gli Ambitious Lovers (con Peter Scherer). Lavora con Kip Hanrahan, con John Zorn, e, negli anni '90, produce dischi di Caetano Veloso e Vinicius Cantuária (con i quali scrive anche canzoni), di Gal Costa, Carlinhos, Marisa Monte, ma anche Laurie Anderson, David Byrne e Bill Frisell. - SUONA: 11/11 TORINO/Italy, Maison Musique 12/11 BARI/Italy, Palestra ex Gil 15/11 BRUSSELS/Belgium, Flagey 18/11 s'HERTOGENBOSCH/Holland 19/11 ESSEN/Germany 20/11 FRANKFURT/Germany 22/11 POITIERS/France, Confort Moderne 25/11 ST.PETERSBURG/Russia 26/11 MOSCOW/Russia - Info: SAUDADES TOURNEEN - Thomas Stöwsand, A - 6200 Rotholz 369a, tel. +43 5244 61151, fax +43 5244 61155 - www.saudades.at

































































































































