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29/08/2008 10:08 - I Business sono un gruppo skinhead Oi! apolitico nato nei ...
I Business sono un gruppo skinhead Oi! apolitico nato nei tardi anni 70. * Mickey Fitz – voce * Steve Whale – chitarra * Lol Proctor – basso * Mickey Fairbairn – batteria www.myspace.com/businessoi
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14/12/2005 13:23 - DROPK. MURPHYS/BUSINESS Mob Mentality
Stento a credere: attempati skin inglesi ...
DROPK. MURPHYS/BUSINESS Mob Mentality Stento a credere: attempati skin inglesi che si scambiano favori e tributi con baldi giovanotti d'origine irlandese. Differenze e contenziosi 'etnici' per una volta si dissolvono a suon di pinte e street-punk. In "Mob Mentality" i Business eseguono pezzi dei Dropkick e viceversa, mentre la title-track se la inventano e se la cantano tutti assieme. Poi arriva il momento degli omaggi incrociati ai 'padri': ecco allora che i Business coverizzano gli Slapshot (Hang Up Your Boots) mentre i Dropkick fanno la stessa cosa con gli Who (The Kids Are Alright). Poco dopo invece entrambe i gruppi si tengono stretti i propri 'santini', i primi rievocando i Faces (Borstal Boys), i secondi gli Outlets (Knock Me Down). Non so quanto possa durare questo clima di ruvida fratellanza ma almeno lungo la durata del CD l'affiatamento raggiunge il top.
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14/12/2005 13:23 - PAN AMERICAN 360 Business /360 Bypass (CD Mute) (ót-56:07 Dall'esordio ...
PAN AMERICAN 360 Business /360 Bypass (CD Mute) (ót-56:07 Dall'esordio sostanzialmente 'casalingo' di Mark Nelson dei Labradford sotto le mentite spoglie di Pan American - si trattava di pezzi che riassumevano una lunga sequenza di cassette e nastri registrati nel corso degli anni - a questo nuovo CD che esce per Mute/ Blast First sono passati tempo e soprattutto cose, innanzi tutto perché la 'sua' band da culto estremamente sotterraneo è diventata relativamente 'alla moda' col trend del post rock ormai fatto carne appetibile anche per un pubblico (relativamente) vasto. Questo secondo album è intatti più professionale dell'esordio, più curato e studiato; non a caso collaborano alla realizzazione ospiti come Alan Sparhawk e Mimi Parker dei Low (voci) e Rob Mazurek del Chicago Underground Duo (fiati) mentre il mixaggio è stato affidato al 'designer' Casey Rise. La scrittura resta però sostanzialmente la stessa: fantasmatiche figure dub e visioni cinematografiche immersioni dentro gorghi d'echi e risonanze (esemplare in questo senso Coastal) e aperture space. L'aspetto di più rilevante diversità rispetto all'esordio è certamente il soffuso beat da 'techno Chain Reacbon gentile' che sentiamo più volte sempre molto vicino al Thomas Koner / Porter Ricks che si rimescolava insieme agli E.A.R. di Sonic Boom; accade magnificamente in Double Rail, impreziosita per di più dalla tromba davisiana di Mazurek, e nella meno onginale K. Luminate. Palma di episodio più bizzarro va però a Code, la cui nenia vocale regala uno vertiginoso senso di post-hippismo quasi si trattasse dell'eroinomane revisione trip hop di un pezzo dei Mamas & Papas... Ma è anche il momento che più d'ogni altro ci fa avvertire la mancanza delle esalazioni terminali di Mark la cui voce negata per tutta la durata del disco resterebbe caratteristica distintiva e peculiare. A chiudere Both Ends Fixed, ancora Mazurek e un mood jazzy più rilassato che mai. Limiti? Il forte sapore di già sentito e la non eccessiva originalità delle soluzioni all'interno del già sentito. Detto questo, l'album è comunque un ascolto molto gradevole e Mark Nelson un artista destinato a farsi conoscere ben oltre i limiti dei Labradford.
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14/12/2005 13:23 - THE BUSINESS/DROPCICK MURPHYS Mob Mentality
Il progetto originario della Taang prevedeva ...
THE BUSINESS/DROPCICK MURPHYS Mob Mentality Il progetto originario della Taang prevedeva uno split 7" tra le leggende del real punk/Oi d'Albione e i loro omologhi statunitensi. Alla fine, grazie all'ottimo clima generato dall'incontro, al desiderio di misurare il proprio contributo musicale sui "topoi" del genere, rendendo omaggio ai pilastri dell'immaginario collettivo Oi, è nato un vero e proprio disco in cui troviamo alcuni episodi assai divertenti tra cui le cover emozionali di "The Kids Are Alright" degli Who (ormai inno riconosciuto di tanta parte dell'Oi europeo) interpretata dai Dropkicks, "Hang Up Your Boots" degli Slapshot rivisitata dai Business, "Knock Me Down" degli Outlet ancora ad opera dei Dropkicks e la splendida "Borstal Boys", scritta dai Faces (leggendaria registrazione cantata originariamente da Ron Wood con Rod Stewart alle backing vocals). Per il resto le band si scambiano il repertorio e si uniscono in un finale "Mob Mentality", che avrebbe dovuto essere l'unico brano della sessione. Miracolo degli incontri al vertice!
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14/12/2005 13:23 - IKARA COLT Chat and business
Bisognerebbe ogni tanto provare a compiere ...
IKARA COLT Chat and business Bisognerebbe ogni tanto provare a compiere delle ritetture della storia della musica attraverso gli avvenimenti politici e i cambiamenti sociali che pur senza condizionare direttamente, certamente finiscono per incidere su chi compone. Un'operazione che è stata tentata con successo per interpretare larga sacca detta musica 'da bere' degli anni 80, ma prima o poi andrà fatta anche con l'Inghilterra di Blair, che sbolliti gli inziati entusiasmi per il primo governo labour in vent'anni (e via con le autocelebrazioni, il florido passato dell'Inghilterra dei sessanta, Oasis primi in classifica, più grandi dei Beatles e per proprietà transitiva di Gesù), si scontra ora con le insidie di una terza via spesso più conservatrice di chi è venuto prima. Qui entrano in scena gli Ikara Colt e il loro debutto Chat and business, nero come la sua copertina, vitriolico e disilluso come pochi altri dischi in circolazione. Basta la brevissima intro, unidici secondi in tutto, di One note a dare il tono di ciò che verrà: chitarre rumorose e schizofreniche, bassi ripetitivi e percussivi e una batteria incapace di tenere il tempo quanto affamata di anticiparlo. Quando la musica riparte, arriva la voce, altrettanto rumorosa e intelligente, di Paul Resende che possiamo ascrivere tra i nuovi giovani poeti letterati della Gran Bretagna: Bishop's son, Pop group, Sink Venice, hanno tutte liriche che, tra riferimenti alla letteratura russa, sospetti di complotto da parte dei mezzi d'informazione, colpiscono l'obiettivo (e l'ascoltatore) in maniera sferzante. Il gruppo Ikara Colt suonano con lo stesso caotico abbandono che avevano anni fa i Sonic Youth (City of gloss), e con un'essenzialità asciutta che renderebbe orgoglioso anche Mark E. Smith (At the lodge). Appena trentacinque minuti per bruciare dodici brani (il cd ha una durata maggiore solo perché dopo qualche minuto di silenzio, viene riscoperta la meno recente Escalate).















































































































































































































































































