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14/12/2005 13:23 - ALICE IN CHAINS/Live
Non si può fare a meno di collocare ...
ALICE IN CHAINS/Live Non si può fare a meno di collocare gli Alice In Chains nell'ambito del metal: lo dimostrano inequivocabilmente gli arrangiamenti e l'estetica generale. Eppure sono tra le pochissime metal band che hanno conquistato il cuore del sottoscritto come di altri "insospettabili" non-headbangers. Il merito va in gran parte alla figura del geniale vocalist Layne Staley, ineguagliabile esploratore dell'autolesionismo "da pera" e del triste mondo malato che ne deriva, nonché partecipante al progetto Mad Season, che spero verrà ricordato negli annali come il momento artisticamente più alto della Seattle-epopea (sul più importante, Nevermind, non ci piove). Da sempre avvolto da un alone di mistero, che fa ora il buon Layne? Lo si è visto più emaciato o meno a seconda dei momenti (addirittura si era parlato di AIDS). Doveva incidere un nuovo Mad Season, ma non se ne è fatto nulla. Insomma, la speranza di un nuovo capitolo della saga di Alice diviene sempre più fioca. Nonostante ciò, ad appena un anno di distanza dall'immensa ma prescindibile antologia Music Bank, ci troviamo ancora a parlare di Cantrell e soci, senza peraltro sapere nulla di nuovo sul gruppo. Effettivamente un live elettrico mancava all'appello: così viene coperta anche quest'ultima piccola falla, in una rassegna dei classici più hard del repertorio, per contrasto con l'Unplugged del '96. Dal mazzo si pescano grandi momenti, come un'ultra Them Bones, da far impallidire la versione in studio, e una disorientante Drunk And Disorderly Version di Dirt, mentre i completisti meno danarosi, che hanno rinunciato a Music Bank possono recuperare qui due delle poche rarità, il bizzarro country-metal di Queen Of The Rodeo e l'hard di routine di A Little Bitter. Ok, passi anche stavolta (dopotutto è un gran disco) ma alla prossima offriteci nuovi junk poems o non scomodateci più.
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14/12/2005 13:23 - ALICE IN CHAINS
Nothing Safe
Negli ultimi anni degli Alice In Chains, ...
ALICE IN CHAINS Nothing Safe Negli ultimi anni degli Alice In Chains, uno dei nomi di punta a essere venuti alla ribalta durante il periodo d'oro della scena di Seattle, si è saputo poco o nulla. Dopo la pubblicazione dell'omonimo album nel 1995 e dell'album Unplugged l'anno successivo le uniche notizie sulla band hanno riguardato la prova solista del chitarrista e principale songwriter Jerry Cantrell, mentre le notizie sull'altro leader della band il cantante Layne Staley, si sono fatte sempre più rade, oscure e poco edificanti, dalla presunta malattia (Aids) a una tossicodipendenza sempre più difficile da risolvere. Non stupisce, quindi, l'uscita di Nothing Safe un greatest hits che raccoglie i brani più famosi del gruppo, oltre inediti e versioni alternate di brani già pubblicati. Dell'ondata grunge gli Alice In Chains erano probabilmente il gruppo più legato al metal, nonostante non mancassero riferimenti all'hard rock di stampo più classico (in particolare Led Zeppelin) e alla psichedelia più acida. Il punto di forza del gruppo era proprio quello di riuscire a legare questi stili in una proposta molto personale ed interessante. In particolare il loro album d'esordio Facelift del 1991 colpiva per un suono (all'epoca molto moderno) che dava nuova linfa ai diversi stili che componevano le influenze del gruppo: dal metal alla psichedelia. Nothing Safe propone buona parte dei brani più famosi del gruppo spaziando lungo tutta la loro discografia: da Man In A Box tratto dal citato primo album ai brani del secondo lavoro Dirt, l'album che li ha portati alla grande notorietà, come Would?, Them Bones, Angry Chair, fino a episodi dell'omonimo ultimo disco (Grind Again). Dall'ascolto di questi brani si può notare l'evoluzione del suono del gruppo, dall'iniziale proposta più diretta, riconducibile più direttamente al metal, fino al suono oscuro, vibrante e molto acido dell'ultimo lavoro. L'immancabile inedito Get Born Again registrato lo scorso ottobre è un classico brano nel loro stile e lascia ben sperare per il futuro.
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14/12/2005 13:23 - ALICE IN FLAMES:TRIBUTE TO ALICE IN CHAINS
Gli Alice in flames ...
ALICE IN FLAMES:TRIBUTE TO ALICE IN CHAINS Gli Alice in flames si formano nell'inverno 2002. La band è composta da una voce, due chitarre, un basso, ed una batteria; tutti i componenti del gruppo provengono da esperienze musicali diverse, dal rock anni ' 70, al metal, al grunge ma decidono di unirsi, spinti dalla comune ammirazione per gli Alice in chains, dei quali prendono la vena piu' pulsante e potente dando vita ad un concerto esplosivo. Rappresentano il gruppo di Seattle in ogni tappa del loro cammino toccando tutte le produzioni AIC e offrendo,vista la recente scomparsa del leader Layne Staley un' occasione per commemorare una delle voci piu' occulte e travolgenti della scena grunge. Contatti: Milo 3339528344; GIACOMO 329/7344527













































































































































































































































































































































































































































































