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14/12/2005 13:23 - ROBBIE WILLIAMS
Nella gara tra gli ex Take That ha vinto ...
ROBBIE WILLIAMS Nella gara tra gli ex Take That ha vinto per k.o. Mentre Gary Barlow e soci stentano a trovare una collocazione nell'affollatissimo panorama pop inglese, Robbie festeggia in questi giorni il quarto disco di platino ottenuto dal suo primo disco solista, Life Thru A Lens. E non è finita. Il 7 settembre esce infatti in tutto il mondo il nuovo singolo Millennium, succosa anticipazione del secondo album previsto per la fine di novembre, il cui titolo, secondo voci non confermate, dovrebbe essere The Ego Has Landed. Alle fortune della carriera non corrispondono però quelle in amore. Pare infatti che il tanto strombazzato matrimonio con Nicole Appleton delle All Saints sia naufragato dopo una tempestosa telefonata, a cui non ne sono seguite altre. La notizia fondamentale per le fans italiane, che da mesi tengono sotto assedio la sua casa in Inghilterra. «Le ragazze italiane sono disposte a tutto, non mollano mai. Ce n'è una che si è presentata a casa di mia madre nel cuore della notte per annunciarle che era diventata mia moglie. Un'altra invece è assolutamente convinta che io la ami. Ogni tanto mi citofona per dirmi: Robbie dobbiamo parlare. Il nostro è vero amore, e tu lo sai bene». Ma torniamo alla musica. «La parte strumentale di Millennium è tratta dalla leggendaria colonna sonora di James Bond, You Only Live Twice. Perché questo titolo? Semplice. Da qualche mese non si sente parlare d'altro che delle celebrazioni per il Duemila... Una cosa che mi ha fatto riflettere sullo scorrere inesorabile del tempo. Rispetto a un millennio gli anni della nostra vita sono davvero irrilevanti». Che Robbie stia diventando anche un po' filosofo? Non illudetevi. Il gusto della provocazione è sempre lo stesso, come dimostrano le esilaranti dichiarazioni sull'ultimo cd di Barlow. «La rivalità con gli altri Take That è acqua passata, così come il periodo trascorso con loro, musica compresa. Ho chiuso gli ultimi concerti con una versione punk di Back For Good, un modo per guardare con ironia e distacco a tutto quello che abbiamo fatto. Per me, adesso, Mark e gli altri sono solo quattro ex compagni d'avventura, che pubblicano dischi molto diversi dai miei. E se le loro nuove canzoni non mi piacciono, mi sento libero di dirlo. Qualche mese fa ho comprato l'album di Gary. Era così brutto che sono tornato dal negoziante per restituirglielo!
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14/12/2005 13:23 - ROBBIE WILLIAMS
"I've Been Expecting You"
Ormai Robbie Williams dichiara di essere ...
ROBBIE WILLIAMS "I've Been Expecting You" Ormai Robbie Williams dichiara di essere un artista vecchia maniera e aggiunge: «Sono serio quando dico "Let Me Entertain You", non intendo affatto scherzare, lasciatemelo fare e vi garantisco che vi divertirete». E questa in effetti è la chiave per accostare il nuovo album "I've Been Expecting You". Le canzoni sono divertenti e tutto contribuisce a dire che Williams è ormai pop maker di tutto rispetto. Robbie si è lasciato alle spalle le ragazzate di Take That e gli altri eccessi, e se oggi frequenta le prime pagine dei giornali è soltanto per questioni musicali. Del resto il singolo "Millenium" in Inghilterra è primo in classifica e ora l'album ha tutte le carte in regola per diventare un best seller del pop. Ecco un'altra chiave. "I've Been Expecting You" è a pieno titolo un disco pop elegante e ben cantato, irrimediabilmente inglese e Beatlesiano quanto basta per far breccia nel gusto popolare, non solo britannico. Anche solo per il contagioso singolo di "Millenium" basato sul campionamento di "You Only Live Twice" di John Barry (il leggendario tema di James Bond), l'album vale un ascolto! Per realizzare il brano Robbie ha associato il campionamento di Barry ad un ritmo hip-hop e ha aggiunto un testo niente affatto male. La canzone infatti parla di quanto un singolo soggetto sia irrilevante nel grande schema della vita. Ma non è tutto lì. "No Regrets" sigla la felice collaborazione di Williams con Neil Tennant dei Pet Shop Boys e Neil Hannon dei Divine Comedy mentre "Karma Killer" mette in scena un graffio heavy che va a contrastare con l'incedere dolce di "Heaven From Here".
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14/12/2005 13:23 - ROBBIE WILLIAMS
Robbie non ha mai alzato le braccia dichiarando di ...
ROBBIE WILLIAMS Robbie non ha mai alzato le braccia dichiarando di essere l'artista più originale del pianeta. Ma esistono ottimi motivi per ritenerlo il miglior intrattenitore in circolazione. Guy Chambers, il co-autore, direttore musicale e coproduttore delle canzoni dell'ex Take That, ha probabilmente messo a fuoco il paradigma del grande equivoco che circonda la figura di Robbie Williams, tornato da pochi giorni alla ribalta con un nuovo album intitolato "Sing when you're winning". Negli ultimi mesi, Williams non ha mai perso il contatto con le prime pagine dei giornali: fiumi di parole sulla fine della sua storia d'amore con Nicole Appleton delle All Saints, sui premi (Ivor Novello, Brit Awards), sulle annunciate e mai realizzate sfide a pugni con Liam Gallagher, sull'investitura ad ambasciatore Unicef al posto del suo amico Ian Dury, sulla presunta love story (prontamente smentita) con Geri Halliwell. Tutto registrato e regolarmente amplificato ad uso e consumo di quel pubblico che continua a preferire il personaggio all'artista. Robbie possiede certamente la particolare attitudine che appartiene alle star e che permette loro di capire, una volta raggiunta la vetta del successo, la vanità dell'esistenza. «E' come se vivessi ogni giorno il mio personale Truman Show. Sono sempre in pubblico», ha confessato qualche tempo fa a un giornale australiano. Salvo poi ammettere tutta la sua ambizione e la sua impossibilità di essere normale: «Non vorrei mai tornare ad essere una persona sconosciuta». Intorno alla sua figura di popstar sfrontata e vincente aleggiano alcuni interrogativi: la sua decisione di scrivere musica è nata per pura ambizione o per insopprimibile necessità di comunicazione? Nelle sue nuove canzoni parla davvero di se stesso? Il mondo delle star lo attrae o lo disgusta? Forse le sue canzoni rappresentano piccoli tentativi di auto-assoluzione, o forse raccontano solo la vita degli altri. A dirla tutta, le foto del libretto del cd, con Robbie gratuitamente a sedere scoperto, suggeriscono risposte non proprio assolutorie. Ma ciò che lo tiene a galla non è tanto lo sfacciato clownismo, ma la qualità delle sue canzoni. Rispetto a tanti colleghi d'Oltremanica, Robbie sembra possedere un passo in più. Nessun capolavoro, ma una gradevolezza d'insieme che fa la differenza. Il resto è spettacolo. Ora Robbie sta pensando di scrivere il suo primo libro: «Non sarà una biografia, ma un insieme di racconti e poesie. Voglio farlo solo per dimostrare a tutti quelli che ai tempi della scuola dicevano che ero un disastro in inglese che si sbagliavano». Non sarà il migliore del mondo, ma sa perfettamente come restare a galla. I tabloid già fremono.
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14/12/2005 13:23 - ROBBIE WILLIAMS Sing when you're winning
I tabloid inglesi gli sono ...
ROBBIE WILLIAMS Sing when you're winning I tabloid inglesi gli sono grati: la sua vita è uno scoop continuo. Robbie Williams è soprattutto questo: una star finto-innocente, un innocuo provocatore, una foto da sparare in copertina. Eppure i suoi dischi vanno a ruba. Sing when you're winning non risolve l'enigma che copre la vera identità dell'ex Take That: grande bluff o scaltro talento pop? Gettando lo sguardo oltre il vetro che separa le nostre vite dal circo dei media non è difficile intuire che le nuove canzoni di Williams (arrangiate, prodotte e suonate da Guy Chambers, vero deus ex-machina dell'intera operazione) possiedono comunque una freschezza e un impatto sonoro non proprio banali. La bravura di Robbie e Guy sta nell'utilizzare frammenti sonori che appartengono alla storia del pop senza per questo suscitare il sospetto della pura e semplice speculazione: l'apertura melodica di Better man è quella di cento ballate da rock-fm americana, la ritmica anni Ottanta di Rock Dj (il singolo che ha dominato le classifiche di agosto) sembra quella di One night in Bangkok, mentre in Supreme la citazione di I will survive è ben evidenziata. E così via per tutte le 12 tracce del disco. Eppure Williams tiene botta riuscendo a non annoiare e a tratti addirittura a divertire. Non è un genio, ma ha più talento di tanti altri pop singer che inquinano le classifiche. Fosse meno attratto dal circo dei media, sarebbe addirritura simpatico.
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14/12/2005 13:23 - ROBBIE WILLIAMS Swing when you're winning
Ha voluto fare le cose ...
ROBBIE WILLIAMS Swing when you're winning Ha voluto fare le cose in grande. Tuffarsi in una notte stile Las Vegas anni Cinquanta. Tutto proprio come nella sala delle feste di un grande albergo, il Sands, il Flamingo, l'Hilton. E suo primo disco di cover Robbie Williams l'ha voluto presentare così. In una Royal Albert Hall addobbata come il più fantasioso dei music hall americani. Uomini in smoking e donne in abito lungo. E sul podio cento orchestrali per accompagnare il ragazzo (ormai quasi trentenne) che le fans adolescenti odiarono perché con la sua diserzione fù la causa dello scioglimento dei Take That, il gruppo che aprì le porte a tutte le boy band degli anni Novanta. Da sei anni Williams lavora come un forsennato per guadagnarsi un posto al sole. Dato per perdente da più di uno scommettitore, ha attaccato il mercato del rock, una sfida quasi impossibile per un teen idol. Lui l'ha vinta, a costo di farsi del male, con qualche bicchiere di troppo e altri eccessi da manuale. A costo di umiliarsi di fronte a Liam Gallagher degli Oasis, il più arrogante dei rocker inglesi, al quale implorò una canzone che non ha mai avuto. Ce l'ha fatta da solo, calandosi in un personaggio che non sospettava neanche di avere sotto la pelle. Quello del sublime intrattenitore. Che ha imparato molto da George Michael e da Freddie Mercury (a entrambi Williams ha pagato tributi), ma che è soprattutto se stesso. Dietro le quinte, con indosso il primo completo "serio" della sua carriera, Williams è nervoso. Non è un concerto come tanti. Questa sera canterà molte canzoni di Frank Sinatra e qualcuna di Dean Martin e Sammy Davis Jr. Perché il nuovo album, Swing when you're winning, è proprio un omaggio al "rat pack". L'ultima cosa che i suoi fans, vecchi e nuovi si sarebbero aspettati da lui. Vederlo cantare accompagnato da una grande orchestra, elegante come un manichino, e scimmiottare la maschera di Sammy Davis. Scimmiottare? Era quello che tutti temevano. Ma quando Williams va a ripescare quella "Mr. Bojangles" di Jerry Jeff Walker che sia Dylan, sia Nina Simone, sia Davis jr hanno cantato meglio del suo autore, è immediatamente chiaro che la bravura del giovane Williams va ben oltre la mera imitazione. Studiare a memoria la parte non sarebbe bastato. Per calarsi meglio nella parte, Robbie si è aggiustato il Borsalino davanti agli occhi, proprio come quello che The Voice indossava nelle foto di copertina dei suoi album swing, e ha voluto incidere e canzoni negli studi Capitol di Los Angeles, dove ancora bisbigliano gli spiriti di Nat King Cole, Dean Martin e Frank Sinatra.













































































































































































































































































































































































































































































