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14/12/2005 13:23 - EVE ENSLER - I monologhi della vagina (Marco Tropea, £.16.000)
"La ...
EVE ENSLER - I monologhi della vagina (Marco Tropea, £.16.000) "La mia cosina è veramente un brutto posto, un luogo di dolore, cattiveria, botte, invasione e sangue. E' un luogo di disgrazie. E' una zona di sfortuna. Immagino un'autostrada tra le mie gambe e io la percorro, me ne vado lontano, lontano da qui" Dalla testimonianza di una donna violentata a 12 anni. Ci si abitua a tutto, frequentando abitualmente i bar. Bugie grosse come case ("Le ragazze dell'Est hanno un osso più sporgente delle nostre, tra le poppe"), millanterie ("Quel tale che conosco era talmente ricco che l'hanno perfino rapito!"), proclami di guerra contro stati ed allenatori, rivelazioni sull'omosessualità di attori e calciatori ("Te dico che l'ha visto che se bagiava c'un omo"), rimedi infallibili per la cura dell'Euro e del cancro, disinvolte rivisitazioni storiche ("Anche ai tempi della rivoluzione francese hanno cominciato ad incazzarsi perché la benzina costava troppo"), trattati di economia a naso ("Con un milione di dollari ci si compra una 126"), improvvise specializzazioni sull'intero scibile date da due giorni di tv ("Sì, ma... se cazzava la randa, eh!"). Ci si abitua a tutto e se ne sorride. Alla fine, tutto serve ad accompagnare un whisky. Non però quando cominciano a dire "Che puttana!" rivolgendo il mento alla tv o, peggio "Se l'è cercata, guarda come va vestita" di una che è stata stuprata. Lì rabbia, schifo e scoramento montano al cervello. E pensi che libri come questi servirebbero a svecchiare quelle teste, ad eliminare ignoranza e paura (sì, paura) nei confronti della donna. Se solo leggessero. Se solo... Il concetto da cui parte la Ensler è semplice: 5000 anni di dominazione maschile hanno relegato il piacere femminile tra l'immondo ("Non lo fo per piacer mio..." ricordate? Erano solo gli anni '50!) e le circonlocuzioni per non usare 'parole sporche'. Ed un primo passo per riprendersi ciò che spetta alle donne (semplicemente i propri diritti ed uno status davvero egualitario, anche nella sessualità) passa per lo sdoganamento di tale parola. Se ripetuto in continuazione, con naturalezza, come se si dicesse ginocchio o ciglia, il termine vagina (e nick names), secondo la drammaturga, perderebbe quell'alone di isolamento e sbloccherebbe la gente da pastoie secolari. Oltre a ciò, 'Monologhi' è una pièce rappresentata da attrici famose a Broadway (Susan Sarandon, Glenn Close, Melanie Griffith e Winona Ryder), Londra (Kate Winsler e Cate Blanchett) ed in altre città europee, basata sulle dichiarazioni di 200 donne di diversa estrazione sociale, età, razza e nazione riguardanti il rapporto con la propria vagina. Si va da 'La mia vagina arrabbiata', dove c'è la ribellione verso q.siasi forma di addomesticamento o costrizione dell'organo femminile (un gran pezzo, che dovrebbero far leggere alle scuole superiori per evitare disguidi futuri) a momenti più toccanti, come la testimonianza di donne anziane che hanno imparato che cos'è il godimento in età avanzata e scoppiano a piangere per i danni che la castrazione mentale ha portato alle loro vite; dalle terribili testimonianze delle donne violentate in Bosnia (la Ensler è stata più volte in Jugoslavia dopo aver appreso degli stupri etnici) a capitoli più leggeri (notizie 'about' e risposte a 'come vestiresti la tua?', 'di cosa sa?' o 'se potesse parlare cosa direbbe?'). 'Monologhi' è un grande piccolo libro che dovrebbe essere letto sia dalle donne, per una maggiore presa di coscienza, sia (soprattutto?) dagli uomini, per imparare a rispettare la donna nella sua totalità, passando per la vagina. In ogni senso. Con una piena conoscenza delle sensazioni muliebri avremmo meno giudizi deflagranti, cattiverie gratuite, menzogne e millanterie regalate ai 4 venti, atteggiamenti schifosi, battute idiote e risatine isteriche al cinema nei momenti caldi. E di certo q.che donna in meno che dovrà ancora fingere orgasmi per amor del quieto vivere.
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14/12/2005 13:23 - KALMAN BALOGH & GYPSY CIMBALOM BAND
Composta da autentici virtuosi, la ...
KALMAN BALOGH & GYPSY CIMBALOM BAND Composta da autentici virtuosi, la formazione ungherese guidata da Kalman Balogh è in grado di affrontare, in maniera coinvolgente e spettacolare, qualsiasi repertorio: dalla musica classica alla musica gitana dei Balcani e di Russia, dalla tradizione ungherese a quella Klezmer. Oltre al cimbalom nella strumentazione troviamo i due violini di Budae Sandor e Laszlo Major, il contrabbasso di Csaba Novak, la tromba di Ferenc Kovats e la chitarra di Mihaly Gyorgy. Kalman Balogh, nato a Miskolc nel 1959 da una famosa famiglia di gitani, è considerato oggi in assoluto il più grande suonatore di cimbalom. Si avvicinò allo strumento all'età di 11 anni, sulle orme dello zio Elemer Balogh, leggendario musicista dell'epoca. Poi vennero gli studi classici alla Budapest Academy of Music terminati nel 1980 proprio specializzandosi nel cimbalom. Per il suo enorme talento e l'innata versatilità musicale è in grado di esibirsi in qualsiasi contesto. Da anni tuttavia suona prevalentemente musica tradizionale ed ha collaborato con tutti i più importanti gruppi magiari: Janosi, Okros, Meta, Teka, Muszikas, Vizonto, Zsaratnok, Vasmalon. E poi ancora con il gruppo svedese Orient Express e con numerose orchestre sinfoniche, jazz e gitane. Per le sue straordinarie capacità Kalman Balogh ha ricevuto vari riconoscimenti e tra questi va ricordato il premio "The Master of the Popular Arts", il massimo riconoscimento artistico nel suo paese.
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14/12/2005 13:23 - KALMAN BALOGH & GYPSY CIMBALON BAND “KLETZMER Project”
(Ungheria/Usa)
l’ottimo musicista ungherese ...
KALMAN BALOGH & GYPSY CIMBALON BAND “KLETZMER Project” (Ungheria/Usa) l’ottimo musicista ungherese alla testa di una formazione che ospita un grande artista kletzmer americano di origine israeliane. Programma in prima assoluta per l’Italia
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14/12/2005 13:23 - STEFANO LONGOBARDI Dialoghi sull'acqua
Esce per la Proxima Ratio music un ...
STEFANO LONGOBARDI Dialoghi sull'acqua Esce per la Proxima Ratio music un cd autoprodotto di Stefano Longobardi che dedica sette brani all'elemento acqua. Da "Underwater" a "La mia vela" l'intento è chiaro, infatti si cerca di dare un suono alle suggestione del mare attraverso gli strumenti dell'orchestra. Inoltre Longobardi propone, a nome Indigo, un progetto di ricerca che si spinge fino agli ampi scenari della fusion. Con la piccola orchestra riesce anche a scrivere canzoni melodiche interpretate da Elvira Ramo che spesso arrivano ad essere canzoni pop all'italiana. (tel. 081/412088)















































































































































































































































































