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14/12/2005 13:23 - MOODYMANN Forevernevermore
Dal sottobosco di Detroit ecco riaffiorare Kenny Dixor Jr. ...
MOODYMANN Forevernevermore Dal sottobosco di Detroit ecco riaffiorare Kenny Dixor Jr. l'elusivo personaggio (rare apparizioni pubbliche, niente interviste) che si cela dietro lo pseudonimo Moodymann. Lascia che sia la musica a parlare in sua vece, e non sbaglia. Inventivo e stilisticamente avventuroso, Forevernevermore, suo secondo album edito anche in Europa riconduce a un minimo comune denominatore house alcuni tra i filoni principali del suono afroamericano, dal gospel al jazz transitando dal soul (esemplare campione di Marvin Gaye in Tribute, tra le migliori cose del disco). A volte l'effetto è sbalorditivo, come nell'iniziale Meanwhile back at home, funk afrolatino dal riverbero dub, o nella seguente Wednesday night people, addirittura scandita da un ritmo di bossa. E poi: techno in moviola (The set up), deep house "evangelica" (The thief that stole my sad days) e una generosa dose di "daft" funk (il brano che intitola l'intera raccolta e la conclude, prima dell'imperioso ingresso di una ghost track dilatata fin oltre il quarto d'ora). Profondamente nero e profondamente eletronico: un talento in penombra.
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14/12/2005 13:23 - NEVERMORE
I Nevermore nascono dalle ceneri dei Sanctuary, band thrash/power metal ...
NEVERMORE I Nevermore nascono dalle ceneri dei Sanctuary, band thrash/power metal di Seattle che ha avuto all’attivo sul finire degli anni ’80 ben due album di grosso successo. Il cantante Warrel Dane, il bassista Jim Shepperd ed il chitarrista Jeff Loomis non paghi della loro sfolgorante carriera musicale nei Sanctuary, si riuniscono col nuovo batterista Van Williams per registrare ventiquattro canzoni inedite e tentare la sorte. Il materiale (sempre ispirato dal genere praticato anche nei Sanctuary), approda sulla scrivania di Neil Kernon (Queensryche, Judas Priest, Dokken, Rolling Stones, ecc…), il quale si candida per la produzione. Anche l’etichetta Century Media, una volta ascoltati i brani, non perde tempo e li ingaggia immediatamente, decidendo di pubblicare nell’omonimo album del 1995 solo otto di quelle ventiquattro canzoni inizialmente registrate. A potenziare la formazione arriva poco dopo la seconda chitarra Pat O’Brien. I Nevermore, forti del nuovo disco, compiono una clamorosa apparizione al Dynamo Rock Festival del 1995, di fronte a più di 100.000 persone. Durante l’intervallo di tempo necessario per la stesura del secondo album, esce a metà del 1996 l’EP IN MEMORY. Ad ottobre ‘96 è la volta di THE POLITICS OF ECSTASY, disco prodotto ancora da Kernon. Dopo un tour con gli Iced Earth nel 1997, i Nevermore perdono Pat O’Brien che confluisce nei Cannibal Corpse. A sostituirlo arriva l’ex-Forbidden Tim Calvert. Con questa lineup esce quello che tutti considerano ad oggi il loro capolavoro: DREAMING NEON BLACK. Quattro tour in America, diverse date in Europa e Australia sfiniscono il chitarrista Tim Calvert, il quale decide all’inizio del 2000 di ritirarsi a vita privata. I Nevermore decidono di non sostituire Calvert e continuano come quartetto. Sempre nel 2000 esce DEAD HEART IN A DEAD WORLD, primo disco concepito senza il produttore Neil Kernon.
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14/12/2005 13:23 - NEVERMORE Dead Heart in a Dead World
I Nevermore col loro ...
NEVERMORE Dead Heart in a Dead World I Nevermore col loro terzo album, "Dreaming Neon Black" (1999), avevano fatto un centro pieno, riuscendo a confezionare un album molto personale, spigoloso e melodico nel contempo, vendibile ma per niente scontato e commerciale, quindi in grado di mantenere alla band i fans conquistati sin dagli anni dei Sanctuary (precedente incarnazione del nucleo del gruppo, autori di un paio di cult albums per i thrashers più incalliti), ma anche di acquisirne molti altri tra i rockers "alternativi" più aperti. A questo nuovo lavoro tocca il non semplice compito di consolidare la posizione di primo piano nell'underground che la band si è conquistata con anni di duro lavoro. Un impegno che comunque "Dead Heart in a Dead World" assolve egregiamente. Ancora una volta i Nevermore ci regalano una serie di canzoni memorabili, ricche di pathos, su tutte "We Disintegrate", con un ritornello da far venire la pelle d'oca, ma anche l'opener "Narcosynthesis" o "Evolution 169". Ispiratissimo ed in piena forma il vocalist Warrel Dane, col suo timbro d'acciaio capace di addolcirsi all'improvviso e con la massima naturalezza. Piuttosto una cosa che sinceramente non mi sarei mai aspettato da lui è la vaga somiglianza tra la linea vocale di "The Heart Collector" e nientemeno che "Wild World", hit planetario di Cat Stevens. Comunque i quattro tutt'altro che spaventati di mostrare i loro legami affettivi con il folk ed il pop prodotto in America a cavallo tra i 60's ed i 70's rincarano la dose con la cover di "The Sound of Silence" capolavoro intramontabile di Simon & Garfunkel qui resa in una versione sommamente nevermoriana, che potrebbe far tranquillamente pensare ad un brano originale.
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14/12/2005 13:23 - NEVERMORE - I Nevermore nascono dalle ceneri dei Sanctuary, band ...
NEVERMORE - I Nevermore nascono dalle ceneri dei Sanctuary, band thrash/power metal di Seattle che ha avuto all’attivo sul finire degli anni ’80 ben due album di grosso successo. Il cantante Warrel Dane, il bassista Jim Shepperd ed il chitarrista Jeff Loomis non paghi della loro sfolgorante carriera musicale nei Sanctuary, si riuniscono col nuovo batterista Van Williams per registrare ventiquattro canzoni inedite e tentare la sorte. Il materiale (sempre ispirato dal genere praticato anche nei Sanctuary), approda sulla scrivania di Neil Kernon (Queensryche, Judas Priest, Dokken, Rolling Stones, ecc…), il quale si candida per la produzione. Anche l’etichetta Century Media, una volta ascoltati i brani, non perde tempo e li ingaggia immediatamente, decidendo di pubblicare nell’omonimo album del 1995 solo otto di quelle ventiquattro canzoni inizialmente registrate. A potenziare la formazione arriva poco dopo la seconda chitarra Pat O’Brien. I Nevermore, forti del nuovo disco, compiono una clamorosa apparizione al Dynamo Rock Festival del 1995, di fronte a più di 100.000 persone. Quattro tour in America, diverse date in Europa e Australia sfiniscono il chitarrista Tim Calvert, il quale decide all’inizio del 2000 di ritirarsi a vita privata. I Nevermore decidono di non sostituire Calvert e continuano come quartetto. Sempre nel 2000 esce DEAD HEART IN A DEAD WORLD, primo disco concepito senza il produttore Neil Kernon. - Info: LIVE s.r.l. - Via Pascoli 2 - 50129 FIRENZE - 055/5520575 - Fax 055/5520524 www.liveinitaly.com













































































































































































































































































































































































































































































