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14/12/2005 13:23 - Denzoe
Qualcuno li ha definiti i Chemical Brothers italiani. Marcelo Lardo, ...
Denzoe Qualcuno li ha definiti i Chemical Brothers italiani. Marcelo Lardo, chitarra dei romani Denzoe incassa il complimento con disinvoltura. Però si schernisce: "Grazie tante, ma la presunzione non rientra nei nostri vizi. E qui siamo alla lesa maesta". La musica dei Denzoe si situa cumunque al bordo estremo del rock elettrico e della dance elettronica. Come a dire: techno e jungle dalle ritmiche serratissime, spunti chitarristici di discendenza punk, thrash e grind, solide radici melodiche. E' una cura particolare per gli arrangiamenti, inclusa l'intrusione di effetti speciali di devastante potenza. In Forte l'elemento straniante è la voce dello speaker che interrompe tutte le reti della programmazione Rai per annunciare il rapimento di Aldo Moro ad opera delle Brigate Rosse, il potere della comunicazione al suo massimo livello, chiarisce Marcello Lardo. In altri casi, è l'uso reiterato di un suono, o un campione a forgiare l'identità di un brano, per esempio in Urlo, dove una sola battuta di chitarra, un accordone pesante, finisce in loop e si integra nella sezione ritmica. Caratteristiche che emergono con maggior vigore nella dimensione live dei Denzoe, che sono Corrado Iachett, campionatori e sequencer; Massimiliano Pietrantoni, batteria; Carlo Vatteroni, voce e Marcello Lardo, distorsioni e rumorismo in punta di plettro. Campionare noi stessi, questo ci interessa soprattutto: creare un circolo che gira su un'idea originale e tutta nostra. Per farsi un'opinione a riguardo è sufficiente osservare il videoclip che il regista Paolo Scarfò ha girato per Curve, nella sala prove del gruppo, una falegnameria del rione Monti. Invischiati in una grande ragnatela i Denzoe cercano di liberarsene grazie all'energia della musica. Aggressività ed autoironia, insomma, due concetti chiave per penetrare il mondo del gruppo capitolino.
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14/12/2005 13:23 - ZOE
Quartetto classico: voce, chitarra, basso, batteria dal Trentino ma con ...
ZOE Quartetto classico: voce, chitarra, basso, batteria dal Trentino ma con tenui accenti pop rock ed un debole per le melodie circolari e le melodie ipnotiche.
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14/12/2005 13:23 - ZOE' Sangue Vivo
Officina Zoè, o più semplicemente Zoè, è una ...
ZOE' Sangue Vivo Officina Zoè, o più semplicemente Zoè, è una band pugliese che da sette anni si impegna con successo nel recupero e nella propaganda della musica (e quindi della cultura) del suo Salento. A seguire l'autoprodotto "Terra", la nutrita compagine ben sette elementi, con largo uso di strumenti quali tamburelli, nacchere e organetti diatonici affiancati a chitarre, violini e flauti - ha adesso realizzato questo "Sangue vivo", che pur possedendo una sua autonomia artistica contiene anche brani della colonna sonora dell'omonimo film di Edoardo Winspeare al quale alcuni membri hanno partecipato come attori. L'album, contenente due strumentali e otto episodi cantati (da voci quasi sempre femminili) di spesso lunga durata, è un viaggio insolito e ricco di fascino nei meandri di uno stile per lo più fondato sulla percussività ma aperto anche a soluzioni distese e avvolgenti (si veda, a tale proposito, "Nifta Maiu", quantomai suggestiva); il tutto, ed è un grande merito, sviluppato in composizioni in massima parte autografe, senza esagerare in quelle riletture di materiale antico che in molti casi sono indicative di una certa rigidità" di approccio degli interpreti. Matrice folk, insomma, ma energia e istintività molto rock", un po' come accadeva - rispetto alla canzone napoletana - con certi brillanti lavori della Nuova Compagnia di Canto Popolare nei '70. E un disco insolito ma stimolante, che merita l'attenzione di un pubblico più ampio di quello dei soli cultori delle tradizioni della Pizzica (06/39737052, http://www.cnt.it).
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14/12/2005 13:23 - ZOE
"Un merry-go-round in bilico fra noise e pop..., un miscuglio ...
ZOE "Un merry-go-round in bilico fra noise e pop..., un miscuglio ben gestito, ben suonato, ben cantato, che cattura con le sue aperture ipnotiche e le sue stratificazioni elettriche". Scusate se ripeschiamo queste parole, da un From The Tape di qualche anno fà, ma la proposta degli Zoe di Attila Bruni e compagni resta ancorata a quelle sensazioni. C'è forse un avvicinamento alla fascinazione della melodia, una maggiore adesione al panorama italiano, ma tutto questo non mina particolarmente la bontà di una proposta che dovrebbe oramai uscire dai confini ristretti in cui ha navigato fino ad ora. Contatti: Attila Bruni - Via Marsala 3 - 38100 Trento - 0461/91451
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14/12/2005 13:23 - DENZOE Ad Occhi Chiusi
Sono i dance floor che hanno fatto ...
DENZOE Ad Occhi Chiusi Sono i dance floor che hanno fatto dei Chemical Bros. i paladini del nuovo mondo inglese, o degli Aphex Twin i più sottili rivoluzionari del ritmo a far da sfondo alle ambizioni pop dei Denzoe. "Ad Occhi Chiusi" segue il fortunato esordio omonimo dei 1998, cercando d'elevare a potenza gli effetti di fascinazione, semplici ma efficaci, generati da alternanze dinamiche tra morbidi recitativi e riff abrasivi, tra chorus accattivanti e strofe cadenzate, tra jungle floor dinamici ed incalzanti quattroquarti quadrati da techno-hard. In realtà il meccanismo si ripete senza variazioni dall'inizio alla fine e su ogni brano, limitando alquanto il potenziale di memorabilità che un effetto dei genere, se ben giocato, può raggiungere, soprattutto in un brano destinato a rappresentare e aprire la strada a tutto il disco. Tecnicamente ineccepibile dal punto di vista della registrazione, "Ad Occhi Chiusi" mostra subito le corda: l'effettaccio si ripete, cambiano i timbri, ma il meccanismo è lo stesso, e non porta troppo lontano, anche perché il songwriting non è all'altezza per fare di ognuno dei nove brani una micidiale hit come si vorrebbe.
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14/12/2005 13:23 - LUSTMORD “Zoetrope” (Nextera/Audioglobe)
Il gallese Brian Lustmord, ...
LUSTMORD “Zoetrope” (Nextera/Audioglobe) Il gallese Brian Lustmord, attivo fin dai primissimi anni ’80 con membri degli SPK e poi autore solista di opere situate tra gotico, ambient ed industrial music, non ha mai saturato il mercato con troppo dischi, anzi è un artista che pubblica materiale nuovo di tanto in tanto, visto anche che le sue attività principali, nella sua nuova patria d’azione (l’assolata California) sono date dalle innumerevoli colonne sonore e dalla fruttuosa attività di consulente musicale che svolge per alcune importanti televisioni americane. Il disco che sto ascoltando ha lo scopo di creare le oniriche ambientazioni noir per un cortometraggio ispirato ad un celebre racconto di Franz Kafka, “La colonia penale”, tipico esempio della poetica dell’assurdo tratteggiata da uno dei più grandi scrittori del Novecento . “Zoetrope” vuole trasmettere, cosiccome accade nelle pagine di Kafka, le visioni di un uomo inspiegabilmente imprigionato nelle profondità recondite di un luogo immaginario e misterioso, che può essere interpretato o come una metafora delle costrizioni terrene e del retaggio cristiano (lavoro, responsabilità, peccato originario…) o come un simbolo per rappresentare il mistero sconvolgente della mente umana, che, come teorizzò Freud, è quel calderone ribollente che sfugge perfino al controllo del suo “padrone di casa” (cioè l’uomo stesso). Analisi psicanalitiche a parte, il disco si sviluppa in dieci brani di tetre e claustrofobiche ambientazioni post-industriali, descrivendo alla perfezione lo stato di prostrazione mentale nel quale si trova lo sfortunato protagonista del racconto. Pieces strumentali come “Infinite space”, “The cell”, “Cellular blur”, “Descent”, “Transitional pathway”, “Amalgamated man”, “Disintegration”, suggestive e lugubri, sono la colonna sonora più appropriata per un film del terrore dove l’orrore è tutto psicologico, dove la paura non è causata da un agente esterno, quanto dalla scoperta di vedere dove finisce la mente umana, dove si origina la fonte del sapere e delle incertezze dell’uomo: quando il protagonista scopre che l’alfa si trova nel vuoto nichilista più assoluto, il circolo (vizioso) è completato, e la follia umana appare l’unica legge plausibile in grado di governare le sorti irrazionali del mondo (www.lustmord.com, www.nextera.cz, www.audioglobe.com).
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14/12/2005 13:23 - OFFICINA ZOè
Officina Zoè, gruppo costituito nel ‘93 da alcuni musicisti ...
OFFICINA ZOè Officina Zoè, gruppo costituito nel ‘93 da alcuni musicisti salentini, spinti dal desiderio di riscoprire le tradizioni popolari musicali della propria terra, dove i vari influssi e contaminazioni sono il risultato di secoli di diverse dominazioni ma anche di scambi con altri popoli del Mediterraneo. Ed è proprio questa complessa mescolanza culturale mediterranea a caratterizzare i canti e le pizziche di Zoè, patrimonio del popolo salentino, popolo di emigranti e tarantati. Una musica dove convivono Apollo e Dioniso, la Tramontana e lo Scirocco, la gelata e l’afa, il canto d_amore griko e la pizzica tarantata. Canti di lavoro, canzoni d_amore in dialetto e in grecanico salentino, canti di protesta e pizzichi de core e tarantate. Per gli Officina Zoè decisiva è stata la collaborazione con il regista Edoardo Winspeare, dapprima nel lungometraggio tutto salentino “Pizzicata”: non solo ne hanno realizzato la colonna sonora, ma vi hanno anche partecipato come attori (lusinghiero il successo del film, distribuito e premiato sia in Europa che negli Stati Uniti). E poi, sempre in questa doppia veste di autori/attori, nel suo secondo film, “Sangue Vivo”: omonimo il disco uscito per l_etichetta Cnt.it
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14/12/2005 13:23 - Officina Zoè
Cinzia Marzo - voce, flauti e tamburello
Donatello Pisanello - ...
Officina Zoè Cinzia Marzo - voce, flauti e tamburello Donatello Pisanello - organetti diatonici Ambrogio De Nicola - chitarra classica Raffaella Aprile - voce e nacchere Claudio Miggiano - violino, chitarra, tres Lamberto Probo - tamburelli, voce, tamborre, cupa cupa Pino Zimba - tamburello, voce, nacchere, violino a sonagli L'Officina Zoè nasce, nella primavera del 1993, dall’unione di alcuni musicisti salentini spinti dalla necessità di una riscoperta delle tradizioni popolari musicali della propria terra. Il lavoro proposto da Zoè è il risultato della lunga e profonda ricerca svolta sulla musica salentina. Musica popolare, dove influssi e contaminazioni emergono necessariamente, risultato di secoli di dominazioni le più diverse ma soprattutto di scambi con altri popoli del Mediterraneo. Ed è proprio una mescolanza culturale di tale complessità e di natura squisitamente mediterranea a caratterizzare i canti e le Pizziche di Zoè, patrimonio del popolo salentino: un popolo di emigranti e tarantati, più volte anche oppresso e sfruttato, nondimeno capace di grande euforia, appassionata sensualità e infinita dolcezza. Qualità che si ritrovano tutte in una musica densa e moderna nelle sue tensioni, e al contempo arcaica nella sua sobria malinconia. Una musica dove convivono Apollo e Dioniso, la Tramontana e lo Scirocco, la gelata e l’afa, il canto d’amore griko e la pizzica tarantata. Il repertorio di Zoè comprende canti di lavoro, canzoni d’amore in dialetto e in grecanico salentino, canti di protesta e specialmente pizziche: de core e tarantate. Quest’ultimo ritmo è il più eccitante, e allo stesso tempo straziante e inebriante, esilerante e commovente: è, insieme, il ritmo del cuore e il respiro, il pulsare della terra. Rimanervi indifferente è impossibile perché il crescendo ostinato dei "battiti" dei tamburelli va dritto al cuore. Chi ascolta e balla la pizzica potrà scoprire aspetti di sé sconosciuti e caricarsi di una straordinaria energia naturale. E’ un’energia millenaria depositata in questa musica che viene "riattivata" al momento dell’esecuzione, una esperienza di Trance naturale: basta seguire la musica, abbandonarsi al suo movimento, per rendersi conto di una forza, di un’energia musicale non comune. Gli Zoè hanno partecipato a numerosi festival in Italia e all’estero. Decisiva, per il gruppo, è stata la collaborazione con il regista Edoardo Winspeare, che ha debuttato nel lungometraggio proprio con un film tutto salentino: "Pizzicata". Al film, girato interamente in Salento, Officina Zoè ha collaborato, non solo per la realizzazione della colonna sonora, ma anche con la partecipazione in qualità di attori. Il film ha ottenuto un lusinghiero successo sia in Europa che negli Usa (San Sebastian, Festival di Edimburgo, Parigi Festival Cinema Latina, New York premio N.I.C.E.).Si sono esibiti a Lorrach (Germania) al Festival Stimmen, al festival di Douarnenez.in Bretagna; sono stati ospiti a Berlino per il ‘Womex 2000 the world wide music expo’, il principale appuntamento annuale dedicato alla world music mondiale, quali migliori rappresentanti nel panorama della musica world. In Italia si sono esibiti al ‘Premio Tenco’, che nell’ambito di un referendum rivolto alla stampa specializzata, ha classificato ‘Sangue Vivo’ al 5° posto nella sezione ‘miglior disco italiano in dialetto’.









































































