Live Band
Live di questa band:
Nessun evento trovato in archivio
Testi in archivio:
-
14/12/2005 13:23 - TWILIGHT SINGERS Twilight As Played By The Twilight Singers
I modi ...
TWILIGHT SINGERS Twilight As Played By The Twilight Singers I modi del tombeur de femme Greg Dulli li ha sempre avuti. Per lui la canzone sembra essere prima di tutto un infallibile strumento di seduzione, anche quando a parlare sembra essere la rabbia, il risentimento per una storia finita male, ancor più che l'irresistibile forza d'attrazione esercitata su di lui dalla fortunata (?) di turno. Ovviamente sono in tanti a condividere con lui questa particolare visione della musica e non necessariamente tutti quelli che da diversi anni lo seguono nell'avventura Afghan Whigs, tant'è che oltre a lui non c'è nessun altro di quella celebre compagnia sotto la presente e ancora inedita insegna Twilight Singers. Il progetto, nato tre anni fa durante la classica pausa di riflessione seguita ai dissapori sorti tra il gruppo di Cincinnati e la sua vecchia casa discografica, vede tuttavia coinvolta una pattuglia di nomi di tutto rispetto: il cantante Harold Chichester degli Howlin' Maggie, i due Fila Brazillia Steve Cobby e Dave McSherry, l'ex Screaming Trees Barrett Martin, quello Shawn Smith che ha già legato il proprio nome alle avventure di Brad, Satchel e Pigeonhead, e un piccolo stuolo di musicisti reclutati a New Orleans, città nella quale Dulli ha fissato il quartier generale di questa nuova impresa prima di spostarsi in Inghilterra -ad Hull per la precisione- per curare insieme a Cobby e McSherry l'allestimento finale dei suoni e, sono parole sue, "dare al tutto un po' più di brio e di pop". Una gestazione piuttosto lunga, quella che ha portato alla stesura finale di queste dodici canzoni, ma più della pignoleria che sta verosimilmente dietro la loro confezione sonora è ancora una volta la grande passionalità che Dulli ha saputo riversare nella composizione di ogni singola traccia il dato che ha modo di venire in rilievo prima di ogni altro particolare di una produzione impeccabilmente e sobriamente moderna. "The Twilite Kid" è così una ballatona intrisa di schietto romanticismo e destinata a farsi rapidamente largo nelle scalette radiofoniche, una canzone dotata di una melodia importante, ma non pesante ed enfatica appoggiata su una vellutata ritmica dance, mentre "That's lust How That Bird Sings" è ancora più sottile e delicata nel toccare le corde in tensione di una chitarra acustica e quelle ancora più sensibili dei sentimenti, un madrigale a tre voci -Dulli, Chichester e Smith- che stilla dolcezza da ogni verso. Il felice espediente polifonico si ripropone su un passo leggerrnente più spedito nella seguente "Clyde", ma non senza assumere un accento soul che nella successiva "King Only" è reso ancor più manifesto dagli ornati di una sezione fiati. "Anne Mae" è dal canto suo un blues tirato giù di getto e avendo in mente i Beatles di "Let It Be", ma anche gli Afghan Whigs di "Uptown Avondale", così come "Verti-Marte" dà tutta l'impressione di essere un divertissement strumentale suggerito dalla visione di qualche sequenza di un film hardcore. Di tentazione in tentazione si arriva poi a "Last Temptation", titolo ispirato tanto alla lettura de "L'ultima tentazione di Gesù Cristo" di Nikos Kazantzakis quanto all'idea di una musica "afrodisiaca", laddove "Into The Street", complice un arrangiamento d'archi, si abbandona alla deriva di una malinconia che la conclusiva "Twilight" prova a rivolgere in nuova speranza reiterando l'ottimistico slogan "everything's gonna be alright". Un disco che Marvin Gaye avrebbe benedetto e di cui molti saranno grati a Dulli. Nella luce via via più fioca di un crepuscolo che accompagna la fine di una storia d'amore o che precede la promessa di una notte indimenticabile.











































































































































