Live Band
Live di questa band:
Nessun evento trovato in archivio
Testi in archivio:
-
14/12/2005 13:23 - Assieme al recente e buono lavoro degli Stratovarius, il nuovo ...
Assieme al recente e buono lavoro degli Stratovarius, il nuovo album dei Gamma Ray dovrebbe rappresentare il top per ogni "vero difensore della fede metallica". Dal momento che non appartengo a tale categoria, mi sia permesso di dire che "Somewhere Out In Space" (NoiseSelf) non possiede nulla di particolarmente eccezionale. Certo, grandissima tecnica, masturbazioni strumentali di prim'ordine, ma poi è la solita minestra riscaldata un milione di volte e preferisco di gran lunga andare a rispolverare "Keeper Of The Seven Keys Part I & II" dei vecchi Helloween.
-
14/12/2005 13:23 - GAMMA RAY BIOGRAFIA
"La prosecuzione ideale degli Helloween" o "quello che ...
GAMMA RAY BIOGRAFIA "La prosecuzione ideale degli Helloween" o "quello che gli Helloween avrebbero dovuto fare", o ancora "i veri Helloween", questi sono solo alcuni dei pareri più in voga tra i fan dei Gamma Ray. Dalla dipartita (cacciata?) di Hansen all'indomani dell?uscita del capolavoro "Keeper Of The Seven Keys Pt.2" sono stati in molti ha considerare i Gamma Ray come la più ovvia evoluzione metallica delle zucche, che dal canto loro non hanno mai più tentato di assomigliare a se stesse. Kai decide quindi nell?88 di separarsi dallo scorbutico Weikath e di percorrere la sua strada. Arruola quel piccolo clone di Rob Halford che è Ralf Sheepers, ex cantante degli onesti Tyran. Pace, e rispettivamente al basso e batteria Uwe Wessel e Mathias Burchardt. L'anno successivo esce il debutto "Heading For Tomorrow", le cui canzoni scritte interamente da Hansen (tranne una, oltre ad una cover degli Uriah Heep) risentono pesantemente, com'è naturale, dell'influenza dei Keeper, facendone un lavoro ancora non del tutto autonomo, che cerca di crearsi una propria identità e tra assoli incrociati dagli evidenti rimandi helloweeniani e canzoni più hardrockose si dimostra un lavoro tutt?altro che mal riuscito, risultando anzi, a parere di chi scrive, il disco più bello dell'era Sheepers. Siamo nel '90 e c'è subito un cambio di formazione; infatti in occasione dell'uscita dell'ep "Heaven Can Wait" l'ex Holy Moses Uli Kursh diventa il nuovo batterista del gruppo e Dirk Shlachter, amico di Kai dai tempi del college va alla chitarra ritmica. Uli fa a tempo a suonare anche sul successivo "Sign No More" in cui Ralph Sheepers aumenta la sua collaborazione alla stesura delle canzoni per un album che si rivela piuttosto scuro, influenzato forse anche dalle notizie riguardanti la Guerra del Golfo. Al termine del tour di supporto all'album il bassista Uwe Wessel e Uli Kursch, per problemi inconciliabili lasciano il gruppo. Quest'ultimo andrà a sostituire Ingo Schwichtenberg negli Helloween. Verranno sostituiti da Thomas Nack e Jan Rubach (che troveremo anche nell'ultimo album degli Iron Saviour) , rispettivamente al basso e alla batteria. All'indomani dell'uscita di "Insanity And Genius" (siamo nel '93), che vede all'opera la nuova line-up, il gruppo s'imbarca in un tour assieme a Rage e Conception e l?anno successivo ha l'opportunità d'aprire alcuni concerti per i Manowar. La band è lanciata e i consensi cominciano ad arrivare, nonostante il pieno periodo grunge (erano usciti in quell'anno "Superunknown", "Core", "Jar Of Flies" e l'umplugged dei Nirvana, tra gli altri) non sia propriamente dei più floridi per i gruppi dediti a sonorità così classiche che, sembra incredibile dirlo adesso, si potevano contare sulle dita di un paio di mani. Ma all'orizzonte non sembrano esserci notizie altrettanto piacevoli. Infatti i Judas Priest sono alla ricerca del sostituto di un Rob Halford voglioso di musica più moderna e Ralpf Sheepers crede che sia giunto il momento di andare a fare la bella vita nel gruppo di cui, me lo immagino, avrebbe sempre voluto far parte ed abbandona quindi i Gamma Ray. Purtroppo per lui gli viene invece preferito il più sconosciuto ma non meno dotato cantante dei Winter's Bane "Ripper" Owen. Si rifarà andando a formare i Primal Fear, sorta di piccoli ed incompleti Judas, ma questa ormai è un'altra storia che potete leggere sempre da queste parti. Il buon Kai, che si ritrova ormai ad essere l'unico membro originario, decide quindi di rimettersi a cantare a tempo pieno, cosa che non accadeva dal primo indimenticabile lavoro degli Helloween, "Walls Of Jericho" ed il risultato risulta tutt'altro che disprezzabile, almeno per quanto riguarda le prove in studio. "Land Of The Free" è il primo disco dell'era post Sheepers e nonostante le centinaia di gufatori appostati sui cornicioni in attesa di sbeffeggiare l'esile voce di Kai, il disco si rivela un portento, con alcune delle loro canzoni migliori. Nel '94 la formazione viene di nuovo stravolta. La sezione ritmica se ne va in toto (andranno a formare i già dimenticati Anesthesia) e Dirk Schlachter abbandona la chitarra e riprende in mano il basso che già aveva suonato su un paio di canzoni in occasione di "Heading For Tomorrow". Vengono sostituiti alla batteria da Dan Zimmerman (che in futuro troveremo impegnato negli Iron Savior e nei Freedom Call) e alla chitarra da Henjo Richter che contribuiranno a rendere il suono del successivo lavoro più compatto e corposo. I Gamma Ray con la pubblicazione nel '97 di "Somewhere Out In Space" assurgono prepotentemente a gruppo leader del power, speed o classic metal che vogliate chiamarlo, esattamente nell'anno del ritorno prepotente del genere con i "casi" Hammerfall e Rhapsody. Nel '98 i Gamma Ray hanno l'opportunità di esibirsi alla seconda edizione del Gods Of Metal (in cui compaiono anche gli Helloween) e l'anno successivo sono di nuovo in Italia per il tour di supporto a Powerplant, accompagnati da Steel Prophet e Edguy. Entrambi i concerti vengono proposti in maniera assolutamente degna da parte del gruppo, il pubblico risponde caldo, cantando buona parte dei pezzi, ma il vero problema sembra rivelarsi la voce di Kai Hansen che non riesce più a reggere l'intera durata di un concerto, risultando ancora una volta il punto di discordia tra i fan del gruppo. Dicevamo di "Powerplant"; un disco non del tutto azzeccato, che sembra desideroso solamente di seguire in modo abbastanza fedele il successo di Somewhere che toppa dal punto di vista dell?evoluzione del gruppo, riscuotendo però un ottimo successo e aumentando ancora di più il numero di fan. Nel 2000, giusto per tenere in caldo il nome del gruppo, i tedeschi fanno uscire un doppio cd comprendente il meglio dei più di dieci anni di carriera, con i vecchi pezzi risuonati e rivisitati per l'occasione dall'?attuale line-up. Il resto è storia contemporanea; tra smentite di un nuovo cantante e voci incontrollabili si apprestano a pubblicare il nuovo album e quindi ad esibirsi di nuovo al GOM, nella speranza che Kai si trovi i n una delle sue ormai rare giornate di forma! Discografia: Heading For Tomorrow 1989 (Noise) Disco ancora un poco indeciso sul da farsi. Un po' di Helloween qui (Lust For Life, per esempio), un tot di hard-rock di qua e una bella voce acuta che completa un lavoro che non è affatto male e che si lascia ascoltare con piacere. Fresco come secondo me i due successivi non sapranno essere, riesce a far sentire tutta la carica che Hansen teneva dentro di se dopo l'?uscita dagli Helloween. Ottima partenza l?uscita dagli Helloween. Ottima partenza. Sign No More 1991 (Noise) Disco più scuro del precedente, con il suono che si fa maggiormente duro e la produzione più cristallina. Solido metal che risente particolarmente di influenze Judas (sarà mica per merito di Sheepers?). Tutto sommato si tratta di un lavoro transitorio, che personalmente ritengo il peggiore del gruppo. Insanity And Genius 1993 (Noise) Disco maturo e diretto, di classico power festoso e veloce con uno Sheepers che urla che un piacere. Disco considerato come il più completo e rifinito della prima era, che suona in modo più aggressivo e duro. Land Of The Free 1995 (Noise) Primo capolavoro. Epico e tirato nella giusta misura con Rebellion In Dreamland vera e propria chicca, nei suoi otto minuti e passa, di gioiosa ribellione metallico-adolescenziale. Farewell invece è un pezzo da accendini che a differenza delle altre ballate non risulta mai banale o palloso. Un piccolo classico dei '90. Alive '95 1996 (Noise) Live non del tutto riuscito, registrato maluccio e cantato così così. Del tutto trascurabile, che non rispecchia appieno le capacità del gruppo. Attendo con speranza un live con l'attuale formazione, anche se il buon Kai! Somewhere Out In Space 1997 (Noise) Considerato da molti (pure io) il capolavoro assieme al precedente. Il suono si indurisce e la produzione si perfeziona, grazie anche all'innesto dei nuovi che danno al gruppo un maggiore tasso tecnico. Il disco risulta nel complesso più veloce dei precedenti, con canzoni fulminanti come Beyond The Black Hole o la più blindguardiana Somewhere Out In Space. Powerplant 1999 (Noise) Pedissequa e sterile riproposizione del copione. Oltre all'eccessiva somiglianza mancano le canzoni vincenti, per un lavoro formalmente accettabile, volendo anche bello, ma che lascia tutto inalterato, meno che il giudizio su Hansen che dal vivo comincia a soffrire oltre l'immaginabile. Blast From The Past 2000 (Noise) Sorta di doppio best in cui alcuni classici del gruppo vengono risuonati e reinterpretati dall'attuale line-up. Disco, com?è ovvio, dedicato ai fan, ma che in fondo si dimostra piacevole nella riverniciata cui hanno goduto i vecchi pezzi. Non indispensabile, ma, perché no?
-
14/12/2005 13:23 - Gamma Ray - Skeletons in the Closet 2003, Metal.is/Sanctuary Power. ...
Gamma Ray - Skeletons in the Closet 2003, Metal.is/Sanctuary Power. Secondo live album dell’ormai lunga storia dei Gamma Ray, album tratto proprio dal tour che ha dato il nome a questa nuova uscita e che ha proposto ai fans della band tedesca pezzi che ormai non si sentivano da tempo in versione live. Il livello compositivo della band è ormai fuori discussione da tempo, ma sono proprio i pezzi meno conosciuti che guadagnano notevolmente in questo live, brani come “Rich and Famous”, “No Return” oppure “Last Before the Storm” riescono a risultare davvero molto più convincenti qui che nelle versioni originali, grazie anche ad una produzione davvero potente e compatta, oltre che naturalmente allo straordinario livello tecnico messo in mostra dalla band. Davvero molto belle sono anche le versioni di “All of the Damned”, a mio parere una delle canzoni più ingiustamente ignorate della band, “Armageddon”, che nei suoi nove minuti e passa di durata mette in mostra tutte quelle che sono le caratteristiche e i punti di forza del gruppo, cioè un senso della melodia comune a pochi altri e una potenza mai sminuita dalle melodie, “Gardens of the Sinner”, devastante opener del doppio cd oppure “One With the World”, un brano in cui i Gamma Ray dimostrano come sia possibile suonare Power Metal senza sfruttare sempre e soltanto i soliti schemi. Non manca anche una puntata nel passato di Kai Hansen, gli Helloween. La magnifica “Victim of Fate” viene proposta in questo live in una versione davvero spettacolare, dove pur mantenendo la sua rozza carica di aggressività guadagna parecchio grazie alla classe che da sempre i Gamma Ray possiedono. - Info: LIVE s.r.l. - Via Pascoli 2 - 50129 FIRENZE - 055/5520575 - Fax 055/5520524 www.liveinitaly.com









































































































































































































































































































































































































































































