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14/12/2005 13:23 - Busta Rhymes
New York, Bronx, estorno, giorno. I fan sfidano il ...
Busta Rhymes New York, Bronx, estorno, giorno. I fan sfidano il rigore invernale e fanno ressa dietro le transenne blu. I poliziotti cercano di fare largo al 26enne Trevor Smith, vero nome di Busta Rhymes che oggi firrna autografi nel Wiz Record Store. All'interno ci sono due tavoli con altrettante seggiole per ospitare i Flipmode Squad al completo, pronti a mettere la firma sulla copertina dell'album "The Imperial". Con la mancanza di tatto che l'ha trasformato in eroe del ghetto, Busta aggredisce verbalmente un ragazzo con gli occhi coperti di dreadlocks e un cappello di Tommy Hillfiger: "Se compri un disco, starò a parlare con te per un'ora. Sarò amico tuo per un giorno intero. Se non lo compri. Addio!". Nato a Brooklyn da immigrati giamaicani, Busta è a modo suo un sex symbol. Due ragazze bianche sono scese dal Connecticut per farsi autografare il seno. Nel suo intercalare ricorre ossessivamente la parola motherfucker: "lndossare abiti eccentrici e parlare in questo modo fa parte del mio modo di essere" si giustifica. Ora Rhymes vive a Long Island. T'ziah, il figlioletto di cinque anni, vive con Joanne, la sua ex moglie, oppure con la mamma Geraldine, ora risposata con un altro e a capo della Flipmode Entertainment di proprietà del rapper. Ha idea di cosa accadrà nel nuovo millennio? "Il crollo dei mercati, il virus del computer, la scomparsa della democrazia. Faranno una legge per proibire il rap. Non si potrà piu pagare cash. Ha idea di quanti "negri" non hanno una carta di credito? Non è roba per noi. La prosperità non è roba per neri, anche se ci sono tanti rapper che sono diventati superstar". Davvero si sente così vulnerabile? ("Siamo topi in un labirinto. L'hip-hop è la salvezza dei diseredati. Se così non fosse, non staremmo qui a discutere della vita e di come si riesce a sopravvivere in questa società". Voi pensate: "Aspetta un attimo sono bianco, a me non succedera". Per questo ascoltate un sacco di rock vittimistico. Noi invece siamo cresciuti con la paranoia. E adesso diciamo: "Non vogliamo più stare così".
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14/12/2005 13:23 - BUSTA RHYMES - "When Disaster Strikes" (Elektra Entertainment)
Busta Rhymes si ...
BUSTA RHYMES - "When Disaster Strikes" (Elektra Entertainment) Busta Rhymes si definisce una forza della natura, un profeta e sempre un gradino sopra gli altri Mc's. Considerando la nota modestia che sono soliti sfoderare i rapper d'oltreoceano, la notizia non dovrebbe destare particolare scalpore agli occhi dei più attenti osservatori. Molto spesso le parole di certi personaggi risultano, alla prova dei fatti, esagerate e va già bene se la realtà ne è solo una lontana parente. Mr.Busta, non è certo ciò che dichiara, ma mostra una forte personalità, sia nella produzione del disco (curato da lui stesso e dai suoi "amichetti" della Flipmode Squad), che nello snocciolare rime. Gli elementi per raggiungere con questo "When disaster strikes" la vetta delle charts statunitensi (come il precedente "The coming") ci sono tutti e sono inseriti al posto giusto. Non mancano infatti atmosfere surreali cariche di tensione (Intro, Survival Hungry, Put Your Hands...)che vanno tanto di moda, funk acido ("There's not a problem", "Rhymes galore"), jam sessions in cui il microfono passa di mano in mano ("We could take it outside", "Things we be doin' part 2", "The body rock"), duetti soulful ("One" con la splendida e brava Erykah Badu), canzoni al limite dell'easy listening ("Get high tonight"). Tutto sommato il successo che ha già riscosso, e soprattutto quello che riscuoterà, il rapper di Brooklyn se lo è ampiamente meritato, considerando anche il fatto che per anni ha militato nelle file dei Leaders Of The New School, leggendaria posse della East Coast che, tra il 1990 e il 1993, ha prodotto due dischi ("Future Without A Past" e "T.I.M.E.") di notevole rilevanza per i b-boys non solo di New York. Con questo disco, in definitiva, il nostro non fa altro che raccogliere ciò che aveva in precedenza seminato, ispirandosi, come egli stesso dichiara, al passato e alle esperienze già svolte.
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14/12/2005 13:23 - Busta Rhymes
New York, Bronx, estorno, giorno. I fan sfidano il ...
Busta Rhymes New York, Bronx, estorno, giorno. I fan sfidano il rigore invernale e fanno ressa dietro le transenne blu. I poliziotti cercano di fare largo al 26enne Trevor Smith, vero nome di Busta Rhymes che oggi firrna autografi nel Wiz Record Store. All'interno ci sono due tavoli con altrettante seggiole per ospitare i Flipmode Squad al completo, pronti a mettere la firma sulla copertina dell'album "The Imperial". Con la mancanza di tatto che l'ha trasformato in eroe del ghetto, Busta aggredisce verbalmente un ragazzo con gli occhi coperti di dreadlocks e un cappello di Tommy Hillfiger: "Se compri un disco, starò a parlare con te per un'ora. Sarò amico tuo per un giorno intero. Se non lo compri. Addio!". Nato a Brooklyn da immigrati giamaicani, Busta è a modo suo un sex symbol. Due ragazze bianche sono scese dal Connecticut per farsi autografare il seno. Nel suo intercalare ricorre ossessivamente la parola motherfucker: "lndossare abiti eccentrici e parlare in questo modo fa parte del mio modo di essere" si giustifica. Ora Rhymes vive a Long Island. T'ziah, il figlioletto di cinque anni, vive con Joanne, la sua ex moglie, oppure con la mamma Geraldine, ora risposata con un altro e a capo della Flipmode Entertainment di proprietà del rapper. Ha idea di cosa accadrà nel nuovo millennio? "Il crollo dei mercati, il virus del computer, la scomparsa della democrazia. Faranno una legge per proibire il rap. Non si potrà piu pagare cash. Ha idea di quanti "negri" non hanno una carta di credito? Non è roba per noi. La prosperità non è roba per neri, anche se ci sono tanti rapper che sono diventati superstar". Davvero si sente così vulnerabile? ("Siamo topi in un labirinto. L'hip-hop è la salvezza dei diseredati. Se così non fosse, non staremmo qui a discutere della vita e di come si riesce a sopravvivere in questa società". Voi pensate: "Aspetta un attimo sono bianco, a me non succedera". Per questo ascoltate un sacco di rock vittimistico. Noi invece siamo cresciuti con la paranoia. E adesso diciamo: "Non vogliamo più stare così".
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14/12/2005 13:23 - BUSTA RHYMES Anarchy
L'hip hop di Busta Rhymes nel 2000 è ...
BUSTA RHYMES Anarchy L'hip hop di Busta Rhymes nel 2000 è importante quanto quello dei Public Enemy negli scorsi quindici anni; affermazione pesante, ma difficile da smentire. Stile, talento, musicalità, e un modo talmente inconfondibile di sciorinare parole in rima (e poi così ricco, così distante dai cliché vecchi e nuovi del genere) che una volta conosciuto non se ne può fare a meno. Il grande pregio di questo suo quarto album è quello di non voler forzare nulla: il rapping si insinua con grazia su basi in media battuta, prodotte senza nessuna enfasi, senza urla né rumori gratuiti. Un disco che non piacerà al primo ascolto ma che ha un valore intrinseco notevole, quello di imporsi per la sua natura meditata piuttosto che per la lucentezza della superficie. E parecchie canzoni di grandissimo impatto: Bladow!!, loop di synth pop e reminiscenze raggamuffin, Fire, break metallico e cantilena irresistibile, Show Me What You Got, con un mellifluo riff di chitarra a fare la differenza, Get Out!!, groove di basso e cori sexy, C'mon AD My N***az, in cui il talento di rapper del nostro raggiunge apici incredibili, Ready For War, grida sconnesse su base di fiati trionfali. Potenza e raffnateza insieme, Busta Rhymes propone oggi il miglior rap che vi sia dato ascoltare.
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14/12/2005 13:23 - BUSTA RHYMES
Il dizionario indica il significato di “Genesi” come l’origine ...
BUSTA RHYMES Il dizionario indica il significato di “Genesi” come l’origine di qualcosa, l’inizio di tutto. Tenendo questo bene a mente, diventa chiara la scelta del titolo GENESIS per il grandioso debutto su J Records di Busta Rhymes. Perché è il nuovo disco di uno dei più importanti artisti rap in circolazione, è la creazione di qualcosa di nuovo. E quel qualcosa è proprio Busta Rhymes, come non l’avete mai sentito. Più intenso. Più aspro. Più saggio. Più azzardato. Più potente e profetico. Crudo e concentrato sui battiti delle strade e dell’anima - come lo stesso Busta intona nella traccia d’apertura: "Come Picasso dipingerò una nuova immagine per voi stronzi"-. GENESIS non è solo l’album che Busta Rhymes era destinato a fare, ma è anche il concetto che Busta ha in mente dall’inizio della sua carriera. "Mi è sempre piaciuto creare una connessione tra i miei dischi", spiega Busta. "Tutto è iniziato con The Coming, che era un avvertimento, poi è arrivato When Disaster Strikes e, in seguito Extinction Level Event che ha portato ad Anarchy. Ma è ora arrivato il momento, per me e tutti gli altri, d’avere un nuovo inizio. Dobbiamo tutti ripartire e per me questo vuol dire solo una cosa … GENESIS". A forgiare insieme con Busta questa coraggiosa ed efficace nuova creazione è un’allstar di hit makers. Alla produzione ci sono nomi eccellenti come Neptunes, Pete Rock, Diamond D, Dr Dre e Battlecat, mentre a cantare tra le rime di Busta ci sono Kelis, Kokane, Mary J Blige, Jaheim, Rah Digga, Flip Mode Squad e P. Diddy. Racconta Busta: "Ho sempre avuto importanti ospiti nella mia musica, ma stavolta il line up è davvero formidabile. Sono convinto che musicalmente e dal punto di vista dei testi, GENESIS sia il mio disco più forte ed onesto e che arrivi proprio al momento giusto: esattamente quando se ne sentiva la necessità”. Un primo assaggio di GENESIS, è il concitato singolo "Break Ya Neck". Prodotto dal vincitore del Grammy Award Dr Dre (sono tre le canzoni da lui prodotte nella raccolta), "Break Ya Neck" è una chiamata alle armi, ma anche un serio invito a tenere il ritmo, alimentato dalla velocità e dall’impetuosità dello stile inconfondibile di Busta. "Quella con Dre è roba pesa! Si è creata una combinazione perfetta nello studio di registrazione, il suo modo di lavorare e le mie rime hanno creato una combinazione magica ". A creare quella magia, ci sono anche i Neptunes i quali, con il loro groove, hanno realizzato due pezzi straordinari: "As I Come Back" e "What It Is" - entrambe con l’ausilio di Kelis -. "As I Come Back" ci riporta agli anni ruggenti di Busta, imprigionandoci in un ritmo incontenibile che però si rivela liberatorio. “I Neptunes hanno sempre delle ritmiche pazzesche!" afferma ridendo Busta. “Lavorare con loro è stato bello". Ugualmente irresistibili sono ”There’s Only One”, un pezzo davvero coinvolgente che si avvale della voce sexy di Mary J Blige, e l’oscuro, quasi sinistro, "Pass The Courvosier", con P.Diddy. "Lo sapete bene che io e Diddy facciamo sempre dei pezzi incredibili insieme, e stavolta in studio abbiamo spaccato davvero!" L’abilità di creare un’energia prorompente, di soddisfare il pubblico e la critica, ha fatto di Busta Rhymes non solo un performer da milioni di copie vendute e una forza nella scena hip-hop, ma anche un artista poliedrico. In un’industria che saggia più ‘gusti’ di un bambino in un negozio di gelati, la visione musicale e l’incomparabile fiuto di Busta, hanno influenzato ogni possibile trend e strabiliato un’intera generazione. La creatività eccentrica di Busta è diventata evidente alla fine degli anni ’80, quando il rapper (nato a Brooklyn) ha formato il collettivo hip hop Leaders of the New School. L’album di debutto del gruppo, risalente al 1990, Future Without A Past ha fatto guadagnare a Busta un’immediata popolarità tra il pubblico e la critica, ma quando l’artista - allora teen-ager - ha espresso il suo stile nel classico degli A Tribe Called Quest del 1991 "Scenario" e nel remix di "Flava In Ya Ear" di Craig Mack, le sue abilità e originalità sono diventate più chiare e forti. Era solo una questione di tempo: l’idiosincrasia, l’influenza ragamuffin del suo stile e la personalità bizzarra proprio di Busta, hanno ricevuto il giusto riconoscimento, e nel 1996, il suo debutto solista The Coming ha impressionato il mondo. Il singolo "Woo-Hah!! Got You All In Check" è entrato nella top ten, l’album ha conseguito la consacrazione per vendite multimilionarie ed i video innovativi di Busta sono diventati di casa su MTV. Nel 1997 When Disaster Strikes ha debuttato al #3, vendendo oltre 1.5 milioni di copie, e il singolo "Put Your Hands Where My Eyes Can See" (accompagnato da un video coloratissimo), ha consolidato la posizione di Busta nella gerarchia hip hop. Busta ha anche portato la sua fama a nuovi livelli: interpretando ruoli cinematografici in film come Who’s the Man, Strapped e Higher Learning; creando una sua compagnia discografica, la Flipmode Entertainment e mettendo insieme la crew dei Flipmode Squad - arrivata al top delle classifiche con l’album (disco d’oro) The Imperial -. Nel 1998 è uscito Extinction Level Event, - album multiplatino - contente i singoli di successo “Gimme Some More” e "What’s It Gonna Be". Parallelamente, Busta ha sviluppato la sua carriera d’attore, partecipando alla versione 2000 di Shaft e diventando testimonial - in una serie di spot pubblicitari - per la bibita Mountain Dew. Per suggellare la chiusura del secolo, Busta ha sguinzagliato il disco Anarchy e l’anno successivo è entrato nella squadra vincente della J Records di Clive Davis, dove la sua energia esplosiva e i suoi testi profetici, sono ora alla portata di un’audience sempre più grande. Il dizionario definisce la Genesi come l’origine, la creazione, l’inizio di qualcosa d’importante. Un ascolto all’album GENESIS di Busta Rhymes e ne conoscerete l’essenza. UFFICIO STAMPA RICORDI 02-88812219 Indirizzo e-mail francesca.gentile@bmgricordi.it









































































