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14/12/2005 13:23 - NORTHPOLE
E' importante esaminare bene l'intera fotograafia per coglierne i ...
NORTHPOLE E' importante esaminare bene l'intera fotograafia per coglierne i particolari. Così quando i trevigiani Northpole salgono sul palco scorrono davanti alcune immagini di una generazione in equilibrio tra paura e ottimismo. Lo sguardo del frontman Paolo Berldo ricorda quello tagliente di Ian Curtis, mentre la sua voce intona melodie smithsiane; la sezione ritmica, tutta al femminile, è un esempio di essenzialità ed efficacia che incalza le trame chitarristiche a tratti contorte, altrove lineari e brillanti. Persino John Peel è rimasto ammaliato dalla malinconica sensibilità romantica che pervade la musica e le liriche dei Northpole. Weekender, title-track del loro cd d'esordio, è stata più volte programmata sulle frequenze della BBC radio One; merito riservato a pochi gruppi italiani. Una perfetta pronuncia inglese, il solipsismo dei testi e quel senso di continua sfida alla Wire, uniti ad una ineccepibile professionalità, rendono i Northpole intriganti ed originali. Car Crash, Weekender, Not On Mondays e una personale versione di Small Town Boy dei Bronski Beat veicolano sottilmente veleno e sardonicismo. Melancoliche e riflessive, le canzoni del quartetto si caricano dal vivo di una affannata urgenza di speranza, sono come il sale che draga i canali delle nostre coscienze per scoprire che nessuno è senza colpa.
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14/12/2005 13:23 - Carlo Ambrosini
Napoleone n°1 (Bonelli)
Come tanti secoli fa, la Bonelli tenta ...
Carlo Ambrosini Napoleone n°1 (Bonelli) Come tanti secoli fa, la Bonelli tenta la strada delle mini serie, probabilmente corroborata dal successo di 'Zona X' (mediocre, a dire il vero, salvo quando ci mette le mani Alessandrini). La mossa non è peregrina, se si pensa che fu con tale politica che vennero fuori Zagor e Storia del West. Con una tornata di 8 storie, Ambrosini (uno dei disegnatori-autori di Dylan Dog, fra le altre cose) dà il via al suo Napoleone Di Carlo, albergatore 'svizzero', figlio di italiani, con un passato di ispettore di polizia in Etiopia (!?!). Storie a metà fra il giallo, il noir ed il fantastico più legato a certa psichedelia ante litteram (leggi Winsor McKay), sebbene i disegni, nello specifico fantastico, paghino più tributo a Bioletto, Landolfi, i vecchi disneyani (vedi giraffa col grembiulino a pg. 85) e, soprattutto, al grande Battaglia. Francamente, la prima storia non è granché esaltante, getta le basi ma, infarcita di luoghi comuni, non cattura il lettore più di tanto. Vabbé che siamo in Bonelli, ma ancora dobbiamo coprire i capezzoli delle donnine nude con i boccoli dei capelli?
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14/12/2005 13:23 - POLE
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Cigolii, riverberi, flutti, stridori, bleep e beats. Queste le derive ...
POLE 2 Cigolii, riverberi, flutti, stridori, bleep e beats. Queste le derive sintetiche verso cui si inoltra Stefan Betke, tipo poco loquace che in tema di cronologia ama l'ordine - 2 segue di qualche mese CD1 - mentre in musica preferisce triturare le convenzioni elettroniche. Una specie di Aphex Twin mitteleuropeo, così come lo si incontra a bordo dei suoi macchinari nell'introduttivo Fahren, che per ambizioni e ingombro - dieci minuti o poco meno - chiarisce il programma che verrà: dove flebili sinfonie al silicone si stemperano in dilatazioni dub (Stadt, Huckepack) per poi sfoggiare design technologico (Streit). Da catalogare appena dopo Mouse On Mars e Pansonic: una seducente ipotesi digitale per il futuro. Declinato al presente.
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14/12/2005 13:23 - POLE 3
É come se la puntina saltasse continuamente. Un ...
POLE 3 É come se la puntina saltasse continuamente. Un soffice crac si ripete svolgendo una funzione ritmica per i loop di tastiere analogiche preparati dal berlinese (ma nativo di Düsseldorf) Stefan Betke, in arte Pole. Chissà come sarebbe sentirlo su un vinile gracchiante: si potrebbe rendere interattivo l'ascolto di questo nonmusicista, krauto come pochi per modalità e sensazioni. Non poteva che chiamarsi 3 (dopo 1 e 2, of course) il nuovo lavoro, per spersonalizzare ulteriormente qualcosa di apparentemente acefalo, ma in realtà dotato di un'identità ben precisa.
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14/12/2005 13:23 - Pole "CD1"
Piccoli suoni, brevi impulsi, sibili polverosi, melodie lontane. E ...
Pole "CD1" Piccoli suoni, brevi impulsi, sibili polverosi, melodie lontane. E poi il ritmo: appena udibile, sottilissimo nell'album dei Pole. Più verso il macrocosmo condiviso della pista da ballo, ma verso microcosmi dell'introspezione e della riflessione. Uno scarto che non è tanto sonoro, quanto d'attitudine. Il segnale chiaro e forte della volontà di creare un ambiente nel quale l'ascoltatore possa trovare uno spazio per pensare, definito e stimolato dai giochi astratti di suoni in continuo, sottile movimento. Un cambiamento sotterraneo ma importantissimo, che sta percorrendo trasversalmente buona parte del migliore underground elettronico dei nostri giorni. Musiche che sono state capaci di offrire nuovi modi per far coagulare, all'interno del patrimonio sonoro della musica dei nostri giorni sia le ricerche sui timbri e microsonorità effettuati in vari ambiti negli ultimi quarant'anni di musica di ricerca sia la capacità di spazializzazione tipica dell'ambient originale.
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14/12/2005 13:23 - CAVE IN/The Sacrifice Poles
Bisogna considerare l'evoluzione dei Cave In da ...
CAVE IN/The Sacrifice Poles Bisogna considerare l'evoluzione dei Cave In da band post hc/metal fino agli attuali approcci più psichedelici, ben amalgamati in "Creative Eclipses" in totale deriva progressive in "Jupiter", per capire questo "The Sacrifice Poles". Registrate proprio durante la loro crisi di mezza età mentre meditavano "Jupiter" le 13 canzoni (tutte strumentali, a parte un sample vocale di Roger Waters da "Live in Pompei") sono nello stesso tempo sia composizioni originali e sia materiale di studio, work in progress solidificato un attimo prima che diventasse ancora qualcos'altro. La cosa singolare che dà da pensare è che queste canzoni sono quasi sempre migliori di quelle di "Jupiter": come mai mentre uno medita sul da farsi è più lucido e smaliziato di quando uno poi le cose le fa veramente? E' la solita storia che quando si prende la mira ci sembra di non poter sbagliare e poi magari si manca il bersaglio... Riuscire a far convivere il Neil Young della colonna sonora di "Dead Man" (Brian Candle Waltz, Dead City Sunbeam), i Pink Floyd che affiorano qua e là in una forma di psichedelia contaminata e in parte improvvisata (Neon Glow, Feline Macabre, Low Rumbe Waltz) il Glenn Branca di "Ascension" (Guitarmegeddon), i Black Sabbath (Chow Foon the Moon) e uno scampolo d'elettronica senza perdere in coerenza non è cosa da tutti. I Cave In sono riusciti a tornare sui loro passi e a fermare la speranza (di creare) prima che si trasformasse in illusione.
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14/12/2005 13:23 - FOUR TET/POLE-Pole Vs Four Tet EP('12)-LEAF
Due luminari della post-elettronica, si ...
FOUR TET/POLE-Pole Vs Four Tet EP('12)-LEAF Due luminari della post-elettronica, si scambiano i brani per smembrarli nei loro studi. Stefan "Pole" Betke e Kieran "Four Tet" Hebden ricostruiscono così degli ibridi insoliti: il mix che Hebden trae da "Heim" del collega brilla per scarti imprevisti in un esoterismo oscillante; Betke ricambia il favore in "Cload" reso in maniera aritmica, quasi un'ercizio d'estremismo stretch. Mai austere sperimentazioni ma gioco di stile e una deliziosa serenità di fondo.
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14/12/2005 13:23 - JEAN PAUL POLETTI
Jean Paul Poletti modella un'arte di rara esattezza, ...
JEAN PAUL POLETTI Jean Paul Poletti modella un'arte di rara esattezza, preserva un patrimonio musicale ed elabora delle connessioni tra generi popolari, classici, lirici e religiosi. Bellezza da mozzare il fiato.
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14/12/2005 13:23 - MARIA NAPOLEON Dreams And Reveries
Non meno affascinante è "Dreams And ...
MARIA NAPOLEON Dreams And Reveries Non meno affascinante è "Dreams And Reveries" di Maria Napoleon, in realtà Shazna Nessa, ad oggi conosciuta più come la moglie di Momus che per le sue rare apparizioni come Milky. La ragazza per la verità non si sente granchè, ma è decisiva nei vari 'papapa' e 'lalala' da soundtrack che percorrono l'album, raffinatissimo e francesizzante nel suo agrodolce, primaverile, romanticismo. Per gli amanti dei Television Personalities una goduria la cover al miele di Diary Of A Young Man.
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14/12/2005 13:23 - NORTH POLE, ovvero il miglior gruppo italiano secondo John Peel. ...
NORTH POLE, ovvero il miglior gruppo italiano secondo John Peel. Tra le influenze maggiormente attribuite a questa band c‚è sia l‚indie rock americano di Steve Albini che il rock britannico dei Ride, dei Charlatans e degli Smiths. I NORTH POLE, nati nel 1993, suonano un noise pop malinconico, ma anche duro e istintivo, con una speciale attenzione ai testi, scritti dalla voce del gruppo Paolo Beraldo. Multipremiati e acclamati dalla critica, i NORTH POLE hanno saputo farsi notare anche all'estero, partecipando alle John Peel Sessions sulla BBC1, affermandosi così come una tra le più interessanti e libere proposte del panorama indipendente italiano. Venerdì 17, Friday Factory li vedrà presentare brani dal loro ultimo EP "Faccio Tutto Domani".
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14/12/2005 13:23 - Northpole ...
Northpole Is It Too Pretentious ? Is It Too Pretentious è il primo demo ( sei brani ) per i trevigiani Northpole un quintetto che suona un noise pop di chiara ispirazione inglese, tanto che all' ascolto si fatica a credere di trovarsi di fronte ad un prodotto di casa nostra. Sarà per via della pronuncia perfetta di Paolo, il cantante, del cockney flavour che ispirano gli ottimi testi ( contenuti nella inner sleeve ), del grande lavoro delle chitarre ma questo Demo non sembra avere nulla da invidiare a nessuno dei prodotti della neo-neo Smiths generation (Echobelly, Sleeper e soprattutto Gene) che sembrano andare per la maggiore ultimamente al di là della manica. Ascoltando canzoni come The Dancer o Dalliance si capisce come per questi ragazzi sia un fatto assolutamente naturale comporre e cantare in inglese come fanno centinaia di gruppi tedeschi, francesi ed olandesi senza che nessuno si sogni di accusarli di tradire la propria identità culturale. I Northpole suonano la musica che sentono propria, punto e basta. E tanto per parafrasare il titolo di questo demo, è davvero troppo pretenzioso per un gruppo italiano pensare, scrivere e cantare la propria musica inglese ? Se i risultati sono di questo livello direi proprio di no. E adesso un indovinello: chi sa dirmi l'identità dell'attrice che compare sulla copertina ? Per ordinare il demo dei Northpole e quindi svelare il mistero scrivete a: Northpole Paolo Beraldo Via S. Martino e Solferino, 29 31033 Castelfranco Veneto (TV) Tel o423/ 722380.
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14/12/2005 13:23 - Northpole
Weekender (Dumbo)
Concludiamo il viaggio tra le cose migliori uscite dall'inizio ...
Northpole Weekender (Dumbo) Concludiamo il viaggio tra le cose migliori uscite dall'inizio dell'anno con il mini cd d'esordio per i trevigiani Northpole, band attiva già da diversi anni con concerti e demotapes (uno dei quali Is It Too Pretentious? è stato recensito su queste pagine qualcosa come un paio di anni fa). Rispetto al demotape la band sembra cresciuta notevolmente, indurendo in parte il suono e strutturando in maniera più contorta i brani al punto che le somiglianze con i modelli inglesi risultano più attitudinali che stilistiche. E' importante sottolineare come i Northpole siano uno dei pochi gruppi italiani che cantano in inglese in grado di sviluppare un songwriting convincente. Scrivere dei buoni testi è importante, in qualsiasi lingua si canti e Paolo (il cantante) sembra conscio di questo, come si evince dalle liriche di brani come Weekender o Car Crash. Anche la produzione, spesso limite di molti dischi rock italiani, risulta accurata e potente. Adesso non vi resta che procurarvi Weekender, visitare l'ultraraffinato sito internet dei Northpole (http: //www.evo.it/northpole/) e aspettare che si facciano vivi dalle vostre parti.
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14/12/2005 13:23 - NORTHPOLE - 8/03/97
La Fuente - Fano
E' importante esaminare bene l'intera ...
NORTHPOLE - 8/03/97 La Fuente - Fano E' importante esaminare bene l'intera fotograafia per coglierne i particolari. Così quando i trevigiani Northpole salgono sul palco scorrono davanti alcune immagini di una generazione in equilibrio tra paura e ottimismo. Lo sguardo del frontman Paolo Berldo ricorda quello tagliente di Ian Curtis, mentre la sua voce intona melodie smithsiane; la sezione ritmica, tutta al femminile, è un esempio di essenzialità ed efficacia che incalza le trame chitarristiche a tratti contorte, altrove lineari e brillanti. Persino John Peel è rimasto ammaliato dalla malinconica sensibilità romantica che pervade la musica e le liriche dei Northpole. Weekender, title-track del loro cd d'esordio, è stata più volte programmata sulle frequenze della BBC radio One; merito riservato a pochi gruppi italiani. Una perfetta pronuncia inglese, il solipsismo dei testi e quel senso di continua sfida alla Wire, uniti ad una ineccepibile professionalità, rendono i Northpole intriganti ed originali. Car Crash, Weekender, Not On Mondays e una personale versione di Small Town Boy dei Bronski Beat veicolano sottilmente veleno e sardonicismo. Melancoliche e riflessive, le canzoni del quartetto si caricano dal vivo di una affannata urgenza di speranza, sono come il sale che draga i canali delle nostre coscienze per scoprire che nessuno è senza colpa. [Francesco Battisti]
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14/12/2005 13:23 - NOSESLIDE/NEGATIVE POLE
Sinceramente, di fronte ad un gruppo hardcore del livello ...
NOSESLIDE/NEGATIVE POLE Sinceramente, di fronte ad un gruppo hardcore del livello dei Negative Pole, quasi impossibile non farsi prendere dallo spirito del paladino della scena che alberga in ciascuno di noi e parlarne come il primo dei loro fan. In questo split con i Noseslide infatti, oltre ad esaltarci con certe mazzate degne di Snapcase e Refused, questi quattro ragazzi di Livorno riescono a strutturare tutti quei cori da infarto e quelle muraglie di marshall che vorremmo sentire ad ogni concerto su alcune impensabili e sorprendenti produzioni shellachiane che, oltre a scuoterci le budella con le frequenze di un basso secco ed incontrollabile, possono darci l'idea di cosa avrebbero potuto fare gli Strife se "Red Medicine" fosse uscito dieci anni fa. Imperdibile! Dall'altra parte i Noseslide ci fanno tornare indietro nel tempo con un skate hardcore degno dei Bad Religion. Le loro chitarre a volte non hanno suoni troppo convinti e certi pezzi sono forse smisuratamente lunghi, ma le qualità emergono e si può sperare tranquillamente per un buon futuro.
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14/12/2005 13:23 - ORLANDO POLEO Y LA ORCHESTRA CHAWORO
Nato a Caracas, Venezuela, inizia ...
ORLANDO POLEO Y LA ORCHESTRA CHAWORO Nato a Caracas, Venezuela, inizia nel migliore dei modi lo studio musicale con un insegnante del calibro di Julio Mendez. Diviene presto il migliore percussionista del Venezuela. Studia le percussioni afro-venezuelane con Miguel Urbina e lavora intensamente in studio e in tour con Aldemaro Romero, Peter Conde Rodriguez, Maria Teresa Chacin e con l'Orchestra Sinfonica Venezuelana. Inizia parallelamente la sua attività didattica come insegnante di percussioni. A Puerto Rico incontra e suona con famosi percussionisti come Angel Maldonaldo e Antonio Carillo. Tornato a Caracas, registra con le maggiori stars del Venezuela: Cecilia Todd, Sergio Perez e Porfi Jimenez e le maggiori Big Bands. Studia i ritmi afro-cubani a La Havana e poi nel '91 sbarca a Parigi e lavora intensamente con i migliori artisti latinoamericani di Salsa e Latin Jazz presenti a Parigi e in Europa: Alfredo Rodriguez, Tito Puentes, Nicky Marrero, Azuquita ecc. e in tour con Arturo Sandoval, Irakere, Mongo Santamaria, Kup Hanrahain, Tata Guines, Patato, Anga. Nel '95 Orlando registra il suo primo album "Cimarroneando" a Caracas. Ospiti del suo album sono Orlando Maraca Valle (Irakere) che collabora negli arrangiamenti, Paolo Mejias e l'Orchestra di Eddie Palmieri. Torna a Parigi e forma la sua Big Band "Orlando Poleo Y La Oequestra Chaworo" composta dai migliori musicisti presenti sulla scena europea. Suona nei più accreditati e famosi jazz e latin jazz club della capitale francese: New Morning, Hot Brass, La Java. E' invitato ai maggiori Festivals europei in Olanda, Belgio, Francia e Germania ed è ospite a molti programmi televisivi musicali nazionali. Realizza un tour in Venezuela e nel '96 compie un nuovo tour a Totterdam, Bruxelles, Berlino e Zurigo. Con il suo brano "La Clave", dall'album "Cimarroneando", Orlando è uno dei finalisti al Contest "Decouverte '96 - Prix Amerique-Caraibes" di Radio France International.
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14/12/2005 13:23 - SACRIFICE POLES/Sacrifice Poles
Altre emozioni. I Sacrifice Poles sono la versione ...
SACRIFICE POLES/Sacrifice Poles Altre emozioni. I Sacrifice Poles sono la versione domestica dei Cave In (che a loro volta si presentano come massiccia alternativa agli At The Drive-In). E' successo che mentre stavano incidendo il recente Jupiter, i Cave In hanno effettuato delle spartane registrazioni su un quattro piste. Qualcosa che - a loro detta - suona come la colonna sonora di Dead Man di Neil Young (Guitarmageddon), DJ Shadow (Silence Omitted), gli strumentali dei Fugazi (Chow Foon the Moon) e gli Iceburn (Dead City Sunbeam). E la definizione non pare scorretta: disco strumentale di moderna psichedelia - l'unica voce campionata è quella di Roger Waters, dal celeberrimo Live at Pompei dei Pink Floyd, qui ricontestualizzata in Head Extensions - l'esordio dei Sacrifice Poles sacrifica l'ovvia teologia rock in nome dell'estensione mentale.
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14/12/2005 13:23 - STINKING POLECATS
Punk rock band piacentina da 5 anni sulle scene ...
STINKING POLECATS Punk rock band piacentina da 5 anni sulle scene e già autori di numerose uscite discografiche. 5 7", un cd ed un album autoprodotto fanno infatti parte del bagaglio discografico del gruppo, due tour in Inghilterra e collaborazioni con le maggiori etichette indipendenti italiane sono un ottimo biglietto da visita per la band. Info: www.stinkingpolecats.com
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14/12/2005 13:23 - TADPOLES
Whirlaway
Tre album in studio, uno dal vivo ed un EP, ...
TADPOLES Whirlaway Tre album in studio, uno dal vivo ed un EP, tutti prodotti dal mitico Kramer (Shimmy Disc/Bongwater) hanno consolidato i Tadpoles come una delle più belle realtà della psichedelia americana dell'ultimo lustro, solido quartetto capace di mutare cifra espressiva nel volgere di pochi accordi, spaziando dallo space-rock più selvaggio al country folk più visionario, sulla scia di colleghi quali Meat Puppets, Screaming Trees e Flamin' Lips, per dare solo alcune coordinate sommarie. "Whirlaway" rappresenta il primo tentativo di affrancarsi dall'ala protettiva di Kramer (che li assiste nella registrazione di un solo brano) risultando al contempo l'album più tirato ed elettrico dell'intera loro produzione, subendo probabilmente anche l'influsso benefico delle tante psych-band, soprattutto inglesi, incontrate sui palchi del miticoTerrastock, quasi l'unico contesto nel quale i Tadpoles siano soliti cimentarsi in pubblico. La vocazione di gruppo da studio di registrazione viene in larga misura messa in discussione lungo i solchi di "Whirlaway", gravido di suoni analogici che sembrano catturati in diretta, un po' in contrasto con l'artwork da concept-album tutto dedicato al mondo dei cavalli, quasi una versione ippica della storica copertina di "Full House" dei Fairport Convention. Ritmi serrati e concitati, bassi ruvidi e nervosi, fraseggi di batteria irrequieti e spezzati, prossimi al più frenetico freakbeat inglese, siglano le pagine più interessanti del CD, ricoprendole di una patina di apparente incompiutezza. In realtà, ad un ascolto più attento, il lavoro di produzione è assai più curato di quel che sembra, contrassegnato dall'uso spregiudicato e moderno del rumore in modo analogo alle ultimissime produzioni dei REM. L'interludio magicamente desertificato di "Jimmy Colored Glasses", trascolorato dall'uso abilissimo dell'e-bow, e la potente "Lyman Bostock", possono essere scambiate per outtakes di "Up", rispettivamente ritoccate da Sonic Boom o dai Butthole Surfers. La cavalcata elastica e travolgente della title-track e l'aerea divagazione di "Smile, If You've Crossed Over" tracciano oasi di parziale relax, assieme alla cover ruspante, quasi reticente, della dylaniana "You Ain't Goin' Nowhere", decisamente più vicina all'originale che alla più celebre versione byrdsiana. Si chiude alla grande con "Horse And Buggy", stellare jam psichedelica, interamente improvvisata, che costituisce il contributo krameriano di cui si diceva, piuttosto in contrasto, per il suo sound molto californiano, con il resto del disco.
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14/12/2005 13:23 - "Ten Foot Pole":
Questa band conosciuta per circa sei anni come ...
"Ten Foot Pole": Questa band conosciuta per circa sei anni come "Scared Straight", ha cambiato il proprio nome nel '95 in "Ten Foot Pole", firmando per la Epitaph Records (Offspring, NOFX e Rancid i nomi più blasonati della scuderia). Il loro sound è una miscela emocore nella classica formula del punk rock melodico della South California. Tipico stile Epitaph, dunque. L'ultimo album, uscito quest'anno, si intitola "Unleashed" ed è stato registrato al Fat Planet Studio di San Francisco e prodotto da Ryan Greene. Il disco contiene 13 canzoni tra cui "John", "Denial", "Pride & Shame" che collocano i Ten Foot Pole nel registro dell'hardcore punk suonato con rabbia, stile e una grande, ruvida melodia.
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14/12/2005 13:23 - MARIO POLETTI
Quintetto composto da voce maschile, chitarra, clarinetto, fisarmonica e ...
MARIO POLETTI Quintetto composto da voce maschile, chitarra, clarinetto, fisarmonica e contrabbasso, con repertorio di musica d'autore dell'area latino-mediterranea (Jacques Brel, Goran Bregoviç, Domenico Modugno, Miki Theodorakis, Amalia Rodriguez, Carlos Gardel, Astor Piazzolla, ecc...) è disponibile per concerti e manifestazioni. Se interessati contattare: Mario Poletti mariopoletti@tiscalinet.it
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14/12/2005 13:23 - POLE "R"
KOMFORT.LABOR "Presents Ocean Club"
Faccende berlinesi. Dove nessuno dorme mai, ...
POLE "R" KOMFORT.LABOR "Presents Ocean Club" Faccende berlinesi. Dove nessuno dorme mai, a giudicare dalla mole di uscite che, grosso modo, fanno sempre capo al medesimo nucleo di persone. "R" non è la nuova creatura di Stefan Betke, alias Pole - anche perché se le cose andranno come s'immagina, si chiamerà ovviamente 4 - bensì la riproposizione di alcuni temi datati - denominati "Raum" - sui quali hanno messo le mani i soliti Kit Clayton e Burnt Friedman. Niente che non si sapesse a proposito di Pole e soci, tra dub, nu jazz ed electro. Il corrispettivo femminile di Pole si chiama Gudrun Gut. Ha un passato new wave glorioso con le Malaria cioè l'ispirazione più diretta e dichiarata delle Chicks On Speed - e un presente fatto di produzioni e radio. Ocean Club, la trasmissione da lei condotta, ha raggiunto lo status di culto in Germania, tipo John Peel Sessions per farsi un'idea. Ora viene compattata in un'antologia. Presenti naturalmente i nomi cari alla responsabile: l'extracomunitario Arto Lindsay, ma soprattutto gli amati Thomas Fehlmann, Barbara Morgenstern, Erik Satin e Contriva. Questi ultimi - autori di squisite canzoni technoacustiche e inclini al remix - sono presenti con la medesima traccia, "Stuck (Superpitcher Mix)", tanto qui quanto nel quarto volume compilato dai tipi della francese Radio Nova: come fosse una cassetta per un amico, dove - oltre ai ritmi di Chateu Flight, Doctor L, Danmass e altri - c'è posto anche per la nuova incarnazione reggae(!?) degli At The Drive-In, cioè i De Facto. Precipitandosi di nuovo svelti in Germania, vanno segnalate pure le affinità tra la Berlino di Pole e Gudrun Gut con la compilation numero tre di Warenkrob. Zeppa di deep house (Salz, Caulfield) e techno minimale (Mathias Scaffhäsuer), nonché ospitante un'altra protetta di Ocean Club: cioè la divina Donna Regina, da Colonia, qui alle prese con un remix in bassa battuta per conto dei concittadino Decomposed Subsonic. Tutti nomi con cui sarebbe bello e opportuno cominciare a familiarizzare.







































































































