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14/12/2005 13:23 - MONSTER MAGNET
I MONSTER MAGNET si formano in New Jersey per ...
MONSTER MAGNET I MONSTER MAGNET si formano in New Jersey per volere di Dave Wyndorf, tuttora il leader indiscusso del gruppo. Lo spirito è quello di una garage band. Nel garage di Wyndorf infatti i MONSTER MAGNET si ritrovano ogni giorno ad ascoltare la musica dei loro miti ed a suonare le cover dei Black Sabbath, degli Hawkwind e altri. Dave da sempre sostiene: "la musica è l'unico modo sano per scappare dalla realtà, dalla routine di tutti i giorni e per non invischiarsi in storie di droga...". Con quest'idea ben chiara in testa, fin dai loro esordi, l'intento di Dave e compagni è quello di mischiare rock classico e psichedelia per ottenere una miscela esplosiva che per un certo verso rimanesse fedele ai suoi miti, gli Stooges, ma che al tempo stesso accontentasse il pubblico del rock più pesante. Dopo alcuni singoli autoprodotti, il gruppo esordisce nel 1990 con un mini album sotto l'etichetta indipendente Glitterhouse. Con la stessa etichetta la band pubblica i suoi primi due album, "Tab" nel 1990 e "Spine of God" nel 1991. Poi, nel 1993, i MONSTER MAGNET firmano con la A&M Records e sotto questa escono album come: "Superjudge" nello stesso anno, "Dopes to Infinity" nel 1995 e "I Talk to Planets" nel 1996. Nel frattempo il chitarrista originario del gruppo viene sostituito da Ed Mundell e la musica si fa, a detta di Dave, sempre più eclettica: "neo-hippies, metalheads, studenti delle high school. La nostra musica è per chiunque. Per chiunque abbia voglia di ascoltare sano rock'n'roll". Nei due anni antecedenti l'uscita del loro disco d'oro "Powertrip" (1999) i MONSTER MAGNET si dedicano incessantemente a un tour che tocca più di trenta paesi, in quattro continenti, e suonano con artisti come Marilyn Manson, Metallica, Aerosmith, Rob Zombie e Kid Rock. Ora è tempo di "God Says No", l'album che uscirà alla fine di ottobre. Un album che viene descritto da Dave come il passo giusto verso il nuovo millennio, "più tentazioni, peccati più gravi, dei e demoni sempre più grandi...". FORMAZIONE: DAVE WYNDORF (voce), JOE CALANDRA (basso), JON KLEIMAN (batteria), ED MUNDELL (chitarra), PHIL CAIVANO (chitarra).
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14/12/2005 13:23 - MONSTER MAGNET God Says No
Dopo tre albums formidabili ma tiepidamente ...
MONSTER MAGNET God Says No Dopo tre albums formidabili ma tiepidamente accolti a livello commerciale, Monster Magnet realizzavano con "Powertrip" il primo disco d'oro dell'era stoner, e consolidavano la fama finalmente raggiunta con un mastodontico tour mondiale di 15 mesi. Il gruppo di Red Bank, New Jersey, affilava il taglio dei suoi riffs riducendo le escursioni psychedeliche per apparire al passo con i tempi, e la scaltra mossa riusciva, perché "Powertrip" veniva acclamato come album dell'anno dalla rivista più trendy del metal moderno, Kerrang! Paradossalmente ma anche prevedibilmente, l'album meno riuscito e più monocorde (almeno rispetto ai folgoranti predecessori) regalava ai Monster Magnet l'agognato successo... Ma personalmente, non avrei tollerato un "Powertrip 2"; non si pretende infatti che il Mansoniano (Charles, non Marilyn) Wyndorf ed i suoi junkies tornino 'underground' e rifacciano "Spine Of God", mà che non sviliscano il loro enorme potenziale per esigenze di cassetta. Per fortuna, il quinto "God Says No" non è la paventata copia di "Powertrip", e se non si tratta del loro più grande album, è senz'altro il più versatile. Si, Mr. Wyndorf è uno dei migliori compositori in circolazione, non solo per le sue taglienti lyriss, e "God Says No" è una collezione di eccellenti canzoni, alcune intelligentemente commerciali, altre semplicemente colossali. Perché i Monster Magnet hanno questo grosso vantaggio sulla massa rumorosa degli stoner rockers (e non parliamo degli esponenti nu-metal); sanno scrivere canzoni, prerogativa che fa tragicamente difetto a musicisti limitati a 'never ending jams' o peggio, a riffs cacofonici. Prendiamo ad esempio un brano di grande impatto come "Kiss Of The Scorpion": la combinazione chitarra-organo è degna dei Blue Öyster Cult ispirati dai Doors in "Tyranny And Mutation" e "Secret Treaties", e la parte vocale è irresistibile. Chi è in grado oggi di ricreare qualcosa del genere? Che "God Says No" prometta di essere un'altra opera notevole lo lascia intuire "Melt" in apertura: un brano d'atmosfera trippy dal profondo 'respiro' spaziale, con fraseggi decollanti di chitarra e tastiere, vicini ai fasti di "Dopes To Infinity". Poi il singolo "Heads Explode", un 'drug-anthem' dotato di malizia commerciale, è comunque brillante nell'impeto del refrain e nella ritmica della chitarra 'surf twang' di stampo Morriconiano. "All Shook Out" sottolinea la fissazione di Wyndorf nei confronti di Iggy Stooge, giustificando la versione di "1970" apparsa sulla B-Side di "Head Explode", ed è anche una polemica requisitoria nei confronti del rock contemporaneo, chiamando in causa il 'grande falsario' Marilyn Manson. "Queen Of You" e la title-track sono suggestive ballate, dal clima notturno ed ipnotico, punteggiate da effett siderali, un 'trademark' a cui Monster Magnet fortunatamente non rinunciano. E se "Gravity Well" sembra scritta di getto dopo aver ascoltato gli Zeppelin più blues di "Hats Of To (Roy) Harper", "Down In The Jungle" sarebbe un'ideale outtake del prossimo - se mai vedrà la luce Guns N'Roses, con addosso il fuoco del selvaggio R&R. Ma per chi desidera riassaporare la classica componente psychedelica dei Magnet, "Cry" è il momento di massimo piacere, aperto da un organo ancestrale e dal 'nirvana' di sonorità del sitar, fino ad una sferzante bufera jamming! Il solo episodio superfluo è il giochino electro-pop di "Take It", (meglio dimenticare la partecipazione dei MM al tributo-Depeche -Mode...) ma i grandi meriti di "God Says No" non possono esser scalfiti da questa trascurabile postilla finale.
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14/12/2005 13:23 - Tra Dopes To Infinity a Powertrip, è passato molto tempo. ...
Tra Dopes To Infinity a Powertrip, è passato molto tempo. Ad un certo punto qualcuno supponeva ci fossero problemi proprio all'interno del gruppo. "Ci siamo ibernati. Veramente. Abbiamo staccato la spina. Tieni conto che abbiamo suonato per cinque anni, alla fine eravamo completamente svuotati; avevamo bisogno di recuperare un equilibrio interno. Quindi, di comune accordo, abbiamo deciso di prenderci un anno totale di pausa". Un equilibrio interno che vi ha portato a riscoprire certe radici rock, quasi roots? "Il discorso e un po' particolare. In quest'anno, almeno nel mio caso, ho riscoperto la mia famiglia, certe mie abitudini, ed alcuni dischi e luoghi che hanno fatto parte della mia crescita. La mia vita privata ormai si era ridotta a tre ore con la famiglia ogni tanto.. Se intendi questo per ritorno alle radici, allora hai ragione". Ti ho fatto questa domanda perchè Powertrip mi sembra, in un certo senso, più tradizionalmente rock, o quanto meno lontano da Dopes To Infinity. Cosa ne pensi? "Indubbiamente. Se dovessi descriverti Powertip, ti direi che per me è un album fisico, molto più fisico. E' come una celebrazione". Di che tipo? "E' la mia personale celebrazione della musica. Della musica in quanto tale. Della vera musica". Sembra quasi che tu sia stanco del business che gira intorno alla musica "Powertrip è la celebrazione di come non si debba essere intimoriti dalla pubblicità del tuo disco, dei soldi che puoi ricavare dal tuo lavoro. E' il manifesto della semplicità. E' una riflessione, mi sembra, molto radicale? "Ti ho già detto che abbiamo suonato e girato per circa cinque anni. La nostra vita è stata suonare, scendere dal palco, viaggiare, risalire sul palco. Poi tornare a casa, chiudersi in uno studio di registrazione, registrare un album, e ripartire. Era come fare parte di un grosso circo". Secondo te, chi comanda questo circo? "Direi i media. Mi spiego meglio. Questo è un mondo, e forse questa è una banalità, in cui i ricchi sono sempre meno, ma sempre più ricchi, e i poveri sempre di più. Ed i media hanno il potere e strumenti per venderti virtualmente il mondo che non puoi avere e che ameresti. Diventa frustrante e condizionante per ogni forma d'arte. Il grunge era una reazione, lo specchio di uno stato d'animo, della generazione moderna. E' da questo che dovremmo uscire. Questa è una concezione condivisa anche dal resto dei Monster Magnet? E quindi, ritieni che il gruppo sia un collettivo? "I Monster Magnet sono i miei amici, sono i miei fratelli, sono le stesse persone che frequentavo a Red Bank nel New Jersey... Ho iniziato a scrivere canzoni per me stesso, ma nel momento in cui la band ha cominciato ad avere il giusto affiatamento, e la giusta condivisione di ogni momento, sono orgoglioso dei Monster Magnet anche per questo perchè ci amiamo come persone. Poi come musicisti".
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14/12/2005 13:23 - MONSTER MAGNET
Powertrip+Viva LasVegas
"Powertrip" ha certamente determinato una svolta decisiva nell'affermazione ...
MONSTER MAGNET Powertrip+Viva LasVegas "Powertrip" ha certamente determinato una svolta decisiva nell'affermazione dei Monster Magnet; per la prima volta un loro album ha varcato la soglia del disco d'oro, superando le 500.000 copie vendute negli U.S.A., risultato mai conseguito da altri commando dell'area 'stoner'. Una cifra che può far sorridere rispetto agli eccessi milionari di altri best-sellers, ottenuta dal gruppo di Dave Wyndorf con il disco musicalmente più accessibile, ma anche il più spregiudicato per quanto riguarda i testi, espliciti atti di denuncia contro la corruzione e la decadenza del Sistema Americano. Questo non significa che lo stoner rock sarà mai il 'nuovo grunge' per il promettente successo dei suoi profeti, sebbene all'epoca degli esordi indie di Nirvana e Soundgarden, nessuno li avrebbe mai immaginati al primo posto negli States. Ad un anno di distanza dall'uscita di "Powertrip", la casa discografica soffia sul fuoco finalmente divampato attorno ai Monster Magnet, rilanciandone un'edizione limitata con il grazioso regalo di un inedito CD live di quaranta minuti, "Viva Las Vegas". Ironicamente, la performance del quartetto è stata registrata (gennaio '99) nella stessa Las Vegas dove Wyndorf ha focalizzato il concept di "Powertrip", considerandola l'epicentro della follia consumistica yankee. Non torniamo ovviamente su quel disco, è però opportuno precisare che nonostante i critici di Kerrang! l'abbiano eletto al vertice delle loro preferenze, non si tratta certamente del migliore dei Monster Magnet. Comunque il "Live" è un saggio oltremodo convincente; la soluzione dl continuità fra i brani offre alle registrazioni un impatto assolutamente incalzante e Wyndorf, che sembra aver dissotterrato l'ascia di guerra degli MC 5 con i suoi commenti al vetriolo su spaccati di vita americana. L'ascolto di "Viva Las Vegas" è rassicurante: nulla del "magico" dei Monster Magnet è svanito nello spazio profondo, e si tratta di una prova d'alta intensità da parte della più elettrizzante rock band oggi in circolazione.





































































































































































































































