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14/12/2005 13:23 - SODA STREAM Looks Like A Russian
I Soda Stream non assomigliano ...
SODA STREAM Looks Like A Russian I Soda Stream non assomigliano ai Belle & Sebastian: 'sono' come i Belle & Sebastian. Karl Smith e Pete Cohen, due che a dispetto del titolo non paiono sovietici, al limite scozzesi, ma hanno in realtà origini australiane. Cioè: un culto già proprio telefonato. Cantano e suonano piano, contrabbasso e chitarra. Quando c'è bisognò di un assolo di tromba basta digitare il numero di Mick Cooke dei B&S, che li hanno pure invitati a suonare al loro ultra-cool Bowlie Weekender. Recidivi, ma fossero tutti così. Dopo "Practical Footwear", ep di riscaldamento di qualche mese fa, ecco l'album di debutto. Una dozzina di pastorali acustici uno meglio dell'altro. E poi sì, li si potrebbe pure liquidare come i subdoli alter ego dei B&S. Se non fosse che nel frattempo abbiamo visto B&S zoppicare: sembra un russo, ma è solo la versione riuscita di "Fold Your Hands Child..."
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14/12/2005 13:23 - SODASTREAM
Practical Footwear
Al primo ascolto l'impressione è di essersi imbattuti in ...
SODASTREAM Practical Footwear Al primo ascolto l'impressione è di essersi imbattuti in un disco perduto della più romantica ed inconfondibile band acustica inglese dell'ultima generazione, Belle & Sebastian: uguale la predisposizione alla speculazione melanconica e lasciva della voce, stessa l'abilità nello sfumare le sensazioni troppo oscure con piccole aperture di fiati e violoncello. Indagando tra gli x-files del rock inglese ultraindipendente si scopre invece che Sodastream è un gruppo (anzi, un duo) a se stante se pure dal vivo viene spesso incrementato proprio da membri degli stessi Belle & Sebastian evidentemente tutt'altro che dispiaciuti dalla similitudine. Fine del mistero: c'è perfino un sito internet dal quale si intuisce che i due Sodastream sono australiani, e salta fuori pure che John Peel l'eminenza grigia della BBC alternativa, li ha da tempo presi sotto la sua ala protettiva. Un piccolo miracolo di clonazione, da conservare con cura.
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14/12/2005 13:23 - SODASTREAM In Between Times
Se i Sodastream non esistessero la nostra ...
SODASTREAM In Between Times Se i Sodastream non esistessero la nostra vita sarebbe senza dubbio meno ricca di emozioni. Questo mini album dalla grafica spartana, curata come sempre da Vivian Cooper Smith, è, una delle cose migliori del duo australiano per l'occasione aumentato a trio grazie all'inserimento del drummer Marty Brown. "Sister Night" è una ballata veloce e pressoché perfetta; a mio avviso è superiore a qualsiasi brano presente nel nuovo "The Hill for Company". "Record" è puro succo Sodastream: malinconia, Nick Drake e addirittura qualche sapore che ricorda la Incredible String Band. "Sunday" e "Varkhata" chiudono splendidamente questo piccolo disco di una grande band chiamata Sodastream.
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14/12/2005 13:23 - SODASTREAM
Gli australiani Sodastream propongono il lato più sereno del ...
SODASTREAM Gli australiani Sodastream propongono il lato più sereno del loro canzoniere, privilegiando dunque la meditazione rispetto all'inquietudine. Pete Cohen lascia scorrere a occhi socchiusi l'archetto sulle corde del contrabbasso mentre il cantante e chitarrista Karl Smith sorride e dice poco o nulla fra un pezzo o l'altro. Chi entra in sintonia con la finta fragilità di Lushington hall, l'andatura appena più sostenuta di Fresh one o la composta sofferenza di Able hando ha la sensazione di trovarsi in una conversazione fra vecchi amici, di quelle che alla fine ti rincuorano nonostante la serata piovosa o qualche storia sentimentale appena andata storta. Chi invece ha voglia di farsi due risate senza problemi, dopo venti minuti si è già trasferito al bar. I Sodastream non impongono nulla a nessuno.
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14/12/2005 13:23 - SODASTREAM "The hill for company"
Forse sussulta meno il cuore appena ...
SODASTREAM "The hill for company" Forse sussulta meno il cuore appena amplificato dei Sodastream. Questo non significa che i due giovani australiani abbiano perso in carica emotiva, semplicemente che "The hill for company" appare più pacato e disteso rispetto alla bellissima opera prima "Looks like a russian" e alla sua sommessa introspezione rotta da improvvise risalite di pathos. Detto così, verrebbe anche da pensare a un disco più sereno del precedente; in realtà l'impressione è che la naturale malinconia delle composizioni di Karl Smith fruisca di un maggiore distacco rispetto alle asprezze del vivere o, almeno, di una maggiore asciuttezza al momento di articolarle sotto forma di canzone: una melodia che cresce a poco a poco, l'archetto che scorre sulle corde del contrabbasso, una voce che non pretende di drammatizzare alcunché e perfetti versi liceali come "altri giorni di dispiacere / tu mi hai mandato una lettera" ("Lushington hall") si guadagnano il sorriso amaro di chi certe lettere, almeno una volta, le ha ricevute. Chi invece abbia l'impressione di un disco da "confraternita del fazzoletto facile" si stupirà di sapere che i Sodastream, neppure troppo tempo fa, suonavano hardcore punk. D'altronde intensità non vuol dire automaticamente ardori e sudori.










































































































