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14/12/2005 13:23 - I PULSE
I PULSE rappresentano l'espressione musicale nata all'inizio del ...
I PULSE I PULSE rappresentano l'espressione musicale nata all'inizio del 1997 dall'unione di tre precedenti formazioni tra loro molto diverse. La band è riuscita subito però, a regalare bellissime sensazioni e ottenere larghi consensi. Partecipano dapprima a dei concorsi, provini e altre manifestazioni; ma si convincono poco dopo, che la loro aspirazione più grande, è quella di far crescere nel gruppo quel "feeling" che funge poi da conduttore "magico" verso il pubbilco. La band è completa di tutto il necessario per riuscire dal vivo sia all'interno che all'esterno. Quindi per chi non avesse avuto modo di ascoltarli, i PULSE possiedono un programma piacevole e nello stesso tempo impegnativo; che va dai Pink Floyd ai mitici Dire Straits, dagli U2, ai Toto, per poi passare ai B. Brothers ed al Queen; senza però trascurare il panorama italiano con: Ligabue, Zucchero, Raf, Battisti, Stadio e Litfiba, ecc.. Il gruppo costituisce anche una formazione in versione "acustica" in modo da poter realizzare concerti anche in locali estremamente piccoli. Voce e fiati: Luca Ciarpella; tastiere: Roberto Quarchioni; Chitarra: Pietro conti; Basso: Sandro Ciarpella; Batteria: Fabio Quarchioni. Per informazoni: COORDINATORE: 0368/3712357 (Fabio), MANAGEMENT: 0330/751737 (Sandro)
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14/12/2005 13:23 - Steel Pulse
Hanno fatto la storia del grande reggae degli anni ...
Steel Pulse Hanno fatto la storia del grande reggae degli anni 70'. Vivono a Londra da anni e ormai fanno parte del mito. Nella loro discografia da ricordare "True Democracy" (1980) ed "Heart Crises" (1982) famosissima colonna sonora della comunità rasta inglese.
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14/12/2005 13:23 - STEEL PULSE
Ci fu un momento nel corso del 4° Reggae ...
STEEL PULSE Ci fu un momento nel corso del 4° Reggae Sunsplash (Montego Bay, Giamaica) in cui la folla di spettatori accalcati diventò un’unica massa pietrificata e silenziosa: fu alla fine della presentazione degli Steel Pulse, che incominciarono a suonare Ku Klux Klan, ed una figura coperta di bianco iniziò a girare vorticosamente sul palco. Numerosi strilli tagliarono l’aria, migliaia di persone rimasero contemporaneamente senza fiato e a bocca aperta, rapite da quel momento che fu vagante tra mistero e realtà. Questo è solo un esempio della teatralità degli Steel Pulse, che consentì al gruppo di avere audience fino ad allora impensabile per quello che veniva considerato il "British Reggae". La scelta di spiritosi costumi e bizzarre ma ben curate coreografie sono tra i punti di forza di un gruppo che si è fatto largo sulla scena reggae mondiale sin dall’inizio degli anni ’70. Sul retro del loro primo LP ringraziarono i genitori della voce principale, David Hinds, per la cantina messa a disposizione del gruppo. A prescindere dalla provenienza delle loro famiglie, la formazione originale progredì attraverso le covers di Wailers, Isley Brothers, Mandrill e War, fino ad un’avveniristica miscela di reggae in stile fusion, che utilizzava tecniche proprie della musica pop su ritmo conduttore reggae. Hinds spiegò al giornalista R.B. Wilik della reazione suscitata in seguito alle loro prime apparizioni davanti ad un pubblico inglese: "Il nostro stile lasciava intendere che il reggae stava andando in una direzione a cui molta gente non era abituata, grazie all’introduzione in background di giri di chitarra tipicamente rock, alle armonie degli strumenti che si sovrapponevano a quelle della voce principale, a frequenti richiami di altri stili musicali riadattati". La band fu formata a Birmingham, città industrialmente sottosviluppata del Midland inglese: i membri del gruppo avevano in comune esperienze di privazioni ed ingiustizie tipicamente riservate agli immigrati. Benché i più avessero origini giamaicane, furono tutti allevati nel freddo clima della Gran Bretagna, molto lontano quindi da quell’universo caldo e tropicale evocato dalla maggior parte della musica reggae contemporanea. La formazione originale comprendeva David Hinds (chitarra ritmica e voce principale), Ronnie McQueen (basso e percussioni), Basil Gabbidon (chitarra solista e voce) e Selwyn Brown (tastiere). Più tardi si aggregarono al gruppo anche Steve Nesbitt (batteria, detto "Grizzly" grazie alla sua possente stazza fisica) e Phouso Martin (percussioni e voce); per un certo periodo alle percussioni ci fu anche Michael Riley, che lasciò il gruppo per una controversia pubblicitaria. Nel 1977 cominciarono ad esibirsi in luoghi di ritrovo punk, in concerti organizzati da "Rock Against Racism", un’organizzazione devota a contrastare il razzista "National Front". La band si stancò presto di essere trattata con disdegno da chi non sapeva apprezzarne la qualità e lo stile, ma ci fu un immediato riscatto verso la fine dell’anno, quando gli Steel Pulse fecero da supporto nel tour britannico del cantante roots Burning Spear. Al termine di questo tour il gruppo firmò un contratto con la Island Records. Già l’anno successivo registrarono numerosi progressi, piazzando la già citata Ku Klux Klan al primo posto della "Top Forty Pop", e poi incidendo il primo album, Handsworth Revolution: fortemente acclamato dalla critica, l’album ha incrementato il proprio successo nel corso degli anni successivi fino ad oggi, grazie alla presenza dei bandiera del gruppo (prima fra tutti la profetica Soldiers). Il grande successo ottenuto dal primo album, portò gli Steel Pulse ad essere scritturati come gruppo di supporto nel tour di Bob Marley con gli Wailers nel 1978. Nel corso del tour il gruppo venne presentato come uno dei preferiti di Marley, e la cassetta di Handsworth Revolution veniva spesso ascoltata dagli Wailers durante gli spostamenti in autobus. "La giustizia non è uguale per tutti" diceva la canzone che da il titolo all’album facendo eco alla posizione pubblica di Marley; "E’ stata celata, proibita, nascosta, non rivelata. Doveva uscire allo scoperto... Babilonia sta cadendo". Lo stesso anno vide gli Steel Pulse pubblicare altri due singoli, Prodigal son e Prediction (con notevoli influenze flamenco), che contribuirono realmente ad aprire un varco nelle barriere tipiche di quella che veniva considerata musica "roots". Mentre gli Steel Pulse diventavano sempre più conosciuti, il pubblico, che era stato inizialmente attratto dall’inclinazione all’aggressività della band, cominciava a rivolgere altrove i propri interessi, quasi a voler dimostrare che il raggiungimento del successo coincidesse con il tradimento degli ideali di qualcuno. La risposta del gruppo a questa scomoda situazione si sintetizza nel secondo album, Tribute to the martyrs, fortemente politicizzato, nel quale è possibile ritrovare l’unione dei due ideali più radicati nella gente giamaicana: l’inclinazione alla lotta e il rimpatrio dei Rasta nella loro terra d’origine (l’Africa). Nei testi, dopo aver pianto il lutto dei martiri Martin Luther King, Malcolm X, Paul Bogle, Marcus Garvey ed altri, ci si chiede se qualcuno effettivamente è rimasto: "Solo noi Rasta. Si, noi. Io ed il mio spirito non siamo nati né ricchi né poveri. Siamo nati nudi. Voi sentite qualcosa, provate qualcosa, sapete qualcosa, fate qualcosa, vedete qualcosa, siete qualcuno...". Sound System, che compare nell’album, rappresenta a tutt’oggi probabilmente il miglior lavoro dei Pulse: "Apprezza la musica signor DJ... la musica ha paura, assaggia il sapore del cervello maturo, vuole coscienza...". L’energia e la raffinatezza dei loro primi due album deve essere attribuita in parte anche al produttore Karl Pitterson. Il terzo album, Caught you (intitolato Reggae Fever negli U.S.A.) aveva invece un suono differente, influenzato da un nuovo produttore, Geoffrey Chung. Essendo indirizzato a tutte le basi popolari, l’album non riusciva a catturare l’attenzione, l’immaginazione, la forza di chi lo ascoltava, non riuscendo così ad incrementare il successo dei due precedenti. I Pulse si presero poi un anno e mezzo di tempo per registrare l’album successivo, il quarto, e nel frattempo si fecero conoscere anche in Europa riscuotendo discreto successo: furono apprezzate le diffuse interruzioni "accapella" sulle armonie e gli ambiziosi pezzi strumentali "jazzati". Verso la fine del 1980 erano pronti per sbarcare in America. Hinds disse a John Futrell, della rivista Black Echoes: "Abbiamo deciso di fare un viaggio fin laggiù e di restarci per 3 settimane ed abbiamo girato in città come Chicago, Boston, New York, Detroit, solo i posti dove esiste una forte comunità nera, e ci siamo calati molto bene in quel mondo". Tornarono negli States per un’altro tour nel febbraio del 1981, suonando principalmente nel Midwest: "Abbiamo pensato che, girando altri posti, tornando in Inghilterra avremmo dato più credito al nostro lavoro di band". Quel credito che Hinds auspicava venne finalmente celebrato nel corso del 4° Reggae Sunsplash, identificato come un tributo a Bob Marley che, due mesi prima, era prematuramente passato a miglior vita. Tornando a casa dal Sunsplash, ognuno parlava di quella band, gli Steel Pulse: i giamaicani rimasero fortemente impressionati dal fatto che una band formata lontano dalla loro terra sapesse catturare così bene il reggae, dandogli anche delle impronte cui non erano abituati. Il 1982 fu l’anno di True democracy, realizzato nel Regno Unito per la propria etichetta Wise Man Doctrine e in America per la Elektra. Contemporaneamente all’uscita del loro quarto album, la Elektra pubblicò un doppio LP dal vivo contenente le registrazioni del 4° Sunsplash, e sebbene numerose band avessero partecipato al festival, agli Steel Pulse fu concesso un lato intero di un LP. Aiutato dai quattro pezzi dei Pulse, il doppio album fu il primo album reggae nominato per il Grammy Music Award. Nell’estate del 1982 l’album fu presente per molte settimane nella Billboard Hot 200, e la band attraversò gli States in lungo ed in largo, vendendo tutte le scorte dell’LP e vantando tra gli ammiratori artisti del calibro di Stevie Wonder e Donna Summer. Lo stesso anno la band si recò anche in Africa per la prima volta: fu un’esperienza traumatizzante che lasciò piuttosto scossi i Pulse, a causa della malaria che per poco non uccideva due componenti del gruppo. Per questo motivo furono rinviate le date in Nigeria, e le minacce da parte del promotore locale favorirono la partenza dei Pulse dall’Africa. Il 1983 trovò la band trasformata: Basil Gabbidon e Ronnie McQueen lasciarono il gruppo, ma furono presto rimpiazzati e i Pulse cominciarono a registrare il quinto album, Earth crisis, che uscì nel 1984, anno in cui gli Steel Pulse ripresero a girare il mondo con un nuovo tour che comprendeva Giappone, Europa ed America. Nel 1985 pubblicarono Babylon the bandit, di notevole successo grazie anche alla presenza di una bandiera dei Pulse, Not King James version. Il successo degli Steel Pulse si è poi consolidato negli anni fino al1991 con l’album Victims, cui fece seguito nel 1992 State of emergency. Nello stesso 1992 venne poi pubblicato un album live, Rastafari Centennial live in Paris, registrato ad Elysee Montmartre, un vero e proprio capolavoro, senza dubbio tra i migliori album reggae dal vivo mai pubblicati a tutt’oggi. Sebbene l’ultimo album dei Pulse, Vex (1994), denoti qualche influenza commerciale (come del resto la maggior parte delle uscite reggae degli ultimi anni), gli Steel Pulse continuano il loro lavoro ancora oggi, secondo quella filosofia che loro stessi hanno citato nei testi: "Se nulla mi manda in confusione la testa, dico che suonando la musica non posso morire". Discografia completa con canzoni e musicisti di ogni album (in italiano ) Steel Pulse Official site Steel Pulse Sound Samples Pagina realizzata da DIEGO DJ Reggae Radio Station Home
































































