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14/12/2005 13:23 - EMIL BULLS Monogamy
La monogamia di cui parla il titolo dell'album ...
EMIL BULLS Monogamy La monogamia di cui parla il titolo dell'album d'esordio dei giovani Emil Bulls non sembra per fortuna essere di natura musicale; infatti la loro proposta è quanto mai varia, pur in ambito crossover. Non si tratterà di un gruppo destinato a entrare nella storia, ma immaginiamo che su questo primo disco si possa edificare qualcosa di importante. i mezzi ci sono e la volontà e la preparazione pure. Qual è lo stile dominante di Monogamy? Quali sono i riferimenti più evidenti? Immaginate dei Deftones (vocals sussurrati e melodici) meno intrippati con la new wave e più con grooves midtempo, tra l'etnico e l'elettronico, pure seppelliti sotto strabordanti scariche di chitarre 'crushing'. La fantasia con cui operano gli Emil Bulls li porta persino a usare dei flauti, vedi "Mirror". Su tutto, si staglia "Moonchild", una strana e eccitante forma di trip hop metal, destinata ad allargare i confini del crossover così come lo conosciamo. Hanno ancora bisogno di 'asciugare' certi eccessi - alle volte sembra che vogliano strafare e ammassare troppa roba nello spazio dei pochi minuti di una canzone - ma per il resto questo degli Emil Bulls è davvero un buon esordio. Aspettiamo con fiducia il prossimo passo.
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14/12/2005 13:23 - EVE ENSLER - I monologhi della vagina (Marco Tropea, £.16.000)
"La ...
EVE ENSLER - I monologhi della vagina (Marco Tropea, £.16.000) "La mia cosina è veramente un brutto posto, un luogo di dolore, cattiveria, botte, invasione e sangue. E' un luogo di disgrazie. E' una zona di sfortuna. Immagino un'autostrada tra le mie gambe e io la percorro, me ne vado lontano, lontano da qui" Dalla testimonianza di una donna violentata a 12 anni. Ci si abitua a tutto, frequentando abitualmente i bar. Bugie grosse come case ("Le ragazze dell'Est hanno un osso più sporgente delle nostre, tra le poppe"), millanterie ("Quel tale che conosco era talmente ricco che l'hanno perfino rapito!"), proclami di guerra contro stati ed allenatori, rivelazioni sull'omosessualità di attori e calciatori ("Te dico che l'ha visto che se bagiava c'un omo"), rimedi infallibili per la cura dell'Euro e del cancro, disinvolte rivisitazioni storiche ("Anche ai tempi della rivoluzione francese hanno cominciato ad incazzarsi perché la benzina costava troppo"), trattati di economia a naso ("Con un milione di dollari ci si compra una 126"), improvvise specializzazioni sull'intero scibile date da due giorni di tv ("Sì, ma... se cazzava la randa, eh!"). Ci si abitua a tutto e se ne sorride. Alla fine, tutto serve ad accompagnare un whisky. Non però quando cominciano a dire "Che puttana!" rivolgendo il mento alla tv o, peggio "Se l'è cercata, guarda come va vestita" di una che è stata stuprata. Lì rabbia, schifo e scoramento montano al cervello. E pensi che libri come questi servirebbero a svecchiare quelle teste, ad eliminare ignoranza e paura (sì, paura) nei confronti della donna. Se solo leggessero. Se solo... Il concetto da cui parte la Ensler è semplice: 5000 anni di dominazione maschile hanno relegato il piacere femminile tra l'immondo ("Non lo fo per piacer mio..." ricordate? Erano solo gli anni '50!) e le circonlocuzioni per non usare 'parole sporche'. Ed un primo passo per riprendersi ciò che spetta alle donne (semplicemente i propri diritti ed uno status davvero egualitario, anche nella sessualità) passa per lo sdoganamento di tale parola. Se ripetuto in continuazione, con naturalezza, come se si dicesse ginocchio o ciglia, il termine vagina (e nick names), secondo la drammaturga, perderebbe quell'alone di isolamento e sbloccherebbe la gente da pastoie secolari. Oltre a ciò, 'Monologhi' è una pièce rappresentata da attrici famose a Broadway (Susan Sarandon, Glenn Close, Melanie Griffith e Winona Ryder), Londra (Kate Winsler e Cate Blanchett) ed in altre città europee, basata sulle dichiarazioni di 200 donne di diversa estrazione sociale, età, razza e nazione riguardanti il rapporto con la propria vagina. Si va da 'La mia vagina arrabbiata', dove c'è la ribellione verso q.siasi forma di addomesticamento o costrizione dell'organo femminile (un gran pezzo, che dovrebbero far leggere alle scuole superiori per evitare disguidi futuri) a momenti più toccanti, come la testimonianza di donne anziane che hanno imparato che cos'è il godimento in età avanzata e scoppiano a piangere per i danni che la castrazione mentale ha portato alle loro vite; dalle terribili testimonianze delle donne violentate in Bosnia (la Ensler è stata più volte in Jugoslavia dopo aver appreso degli stupri etnici) a capitoli più leggeri (notizie 'about' e risposte a 'come vestiresti la tua?', 'di cosa sa?' o 'se potesse parlare cosa direbbe?'). 'Monologhi' è un grande piccolo libro che dovrebbe essere letto sia dalle donne, per una maggiore presa di coscienza, sia (soprattutto?) dagli uomini, per imparare a rispettare la donna nella sua totalità, passando per la vagina. In ogni senso. Con una piena conoscenza delle sensazioni muliebri avremmo meno giudizi deflagranti, cattiverie gratuite, menzogne e millanterie regalate ai 4 venti, atteggiamenti schifosi, battute idiote e risatine isteriche al cinema nei momenti caldi. E di certo q.che donna in meno che dovrà ancora fingere orgasmi per amor del quieto vivere.
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14/12/2005 13:23 - FIZZARUM Monochrome Plural
I Fizzarum sonu un trio proveniente dalla ...
FIZZARUM Monochrome Plural I Fizzarum sonu un trio proveniente dalla Russia, S. Pietroburgo per l'esattezza, e il semplice fatto che anche dal lontano est europeo ci siano adepti dell'elettronica evoluta ce li rende immediatamente simpatici. Con ciò, va detto che ugualmente manca al gruppo la capacità completa di camminare con le proprie gambe, tanto questo esordio suona comunque derivativo - in particolare rispetto al suono Warp dell'inizio dello scorso decennio. Citando "Chiastic Slide" degli Autechre come il disco che ha cambiato loro la vita, i Fizzarum ammettono tutta la loro dipendenza da quel modello. Ma non si tratta di un brutto esordio; vanno incoraggiati e magari, la prossima volta, sapranno fare qualcosa di più personale
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14/12/2005 13:23 - FIZZARUM/Monochrome Plural
Guerra fredda. Ma al silicio. Ex Unione Sovietica contro ...
FIZZARUM/Monochrome Plural Guerra fredda. Ma al silicio. Ex Unione Sovietica contro America del Nord. I Fizzarum sono difatti tre giovani produttori di San Pietroburgo cresciuti a dosi di Chiastic Slide degli Autechre. E si sente. Nel loro esordio assemblano il meglio del catalogo Warp: le fratture robotiche di Aphex Twin (Torsion), gli improvvisi, gracili squarci dei Plaid (Damper) e le melodie da asilo dei Plone (Microphorus). Dopo i recenti casi di Yonderboi e Sad Rockets, un altro esempio di elettronica nel cuore dell'est europeo; o, più probabilmente, dell'apolidia dei ritmi digitali.
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14/12/2005 13:23 - LIVE HUMAN
Monostereosis
Tra le etichette più vivaci che si agitano ultimamente ...
LIVE HUMAN Monostereosis Tra le etichette più vivaci che si agitano ultimamente nel vorticoso specchio d'acqua della psichedelia londinese, è doveroso segnalare, pur con un certo ritardo, l'attività della FatCat, da un lato attenta al lato più sperimentale della giungla di suoni, autoctoni e non, che anima i dancefloors della capitale britannica, dall'altro sensibile alle scene ambient e post-rock, tanto da manifestare più di un punto in comune con la prestigiosa Kranky di Chicago. Le due chicche più interessanti di questa seconda metà dell'anno rispecchiano proprio queste due differenti modalità di approccio; partiamo dunque dalla seconda uscita FatCat dei Live Human - dopo un 12" emesso lo scorso anno - trio hip hop di avanguardia proveniente da San Francisco, ma che ha trovato proprio in Inghilterra l'humus adatto per la propria affermazione. Il suono Live Human, schizofrenico ritratto delle caotiche metropoli nordamericane, si basa in gran parte sullo scratch ed altre tecniche di manipolazione dei giradischi, oltre che sul campionamento in diretta di sorgenti sonore le quali, immediatamente riversate nel rovente calderone della loro musica, vengono trattate quasi fossero un tradizionale strumento organico (live sampling). Una selva di drum machines e di bassi profondi conduce "Monostereosis" con il ritmo di un videogame impazzito attraverso quindici quadri brevi e molto vari, cui non mancano intuizioni romantiche, irresistibile il caldo fraseggio del violoncello in "Fancy", profumi di incenso dell'Estremo Oriente, "Grasshopper" rimanda senza mezzi termini ai primi Divine Soma Experience, e sfumature cool jazz, "Percodan" ammalia con suggestive cortine di sax baritono, probabilmente sintetico.
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14/12/2005 13:23 - MACACO
El Mono En El Ajo Del Tigre
Da Barcellona esplodono i ...
MACACO El Mono En El Ajo Del Tigre Da Barcellona esplodono i Macaco, come Manu Chao, questo è un gruppo nato tra i suoni meticci delle strade latine, che cerca però di fare un uso 'moderno' di quello che ha naturalmente imparato. L'album presenta una varietà pressoché inesauribile di contaminazioni. Dall'irresistibile mambo beat, punteggiato da una squillante tromba, di Tio Pedrito, al groove notturno e narcotico attraversato da pigri wah wah chitarristici e da una tromba con la sordina di La Raiz. E ancora, dal funk alla Stevie Wonder di Llamando Al La Tierra al reggae caldissimo di The Blow; per non parlare del dub arabeggiante di Pruyo Cabijo, e del pastiche interetnico, metà elettronico e metà soundtrack da film mitologico di Tongo. Un album contrassegnato dalla fantasia sfrenata di un gruppo che ha Manu Chao come punto di partenza e la musica globale dei Café Tacuba come approdo finale. Voci, suoni e colori dalla Barcellona meticcia. Impossibile non essere coinvolti.
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14/12/2005 13:23 - Molto buoni i suoni yankees di Mono Puff e Gunshot; ...
Molto buoni i suoni yankees di Mono Puff e Gunshot; i primi (creatura del solo John Flansburgh) coniugano punkpop e They Might Be Giants nel singolo - tratto da “Unsupervised” - “The Devil went down to Newport (totally rocking)” (mCd - Rykodisc rec.), i secondi, britannici con lo sguardo rivolto oltre Atlantico, ricordano a tratti Marxman e Fun Lovin’Criminals nel loro “Twilights last gleaming” (Cd - Words of Warning Rec.); ottime liriche e costruzione di suoni mai banali per uno dei migliori prodotti hip hop uditi ultimamente.
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14/12/2005 13:23 - Mono
Nella folle rincorsa alla costruzione di nuovi patchwork musicali, gli ...
Mono Nella folle rincorsa alla costruzione di nuovi patchwork musicali, gli inglesi Mono sono certamente una band da considerare in pole-position. Questo duo britannico, che incidendo per l'etichetta del mitico Baby Bird parte indubbiamente con il piede giusto, ci propone, infatti, un perfetto bigino della musica easy listening degli ultimi trent'anni. Ma non solo, perché in "Formica Blues" troviamo veramente di tutto. Se a trionfare in questo debutto discografico è, infatti, la delicata voce anglo/francese della cantante Siobhan De Mariè, dietro la consolle le sapienti mani di Martin Virgo (coadiuvato da altri musicisti) controllano e vedono ogni cosa (chitarra, basso, batteria, tastiere, tromba, dulcimer, sax, trombone etc..). A partire dall'iniziale "Life In Mono", canzone vicina alla tradizione del film noir-francese arricchita dai campionamenti di John Barry, fino ad arrivare alla conclusiva "Hello Cleveland!", pezzo che veleggia tra elettronica, jazz da cabaret e colonne sonore alla James Bond. In mezzo, poi, ci troviamo anche il gusto per il "trip-hop" caro ai Portishead, la space age di Stereolab e Broadcast, la cocktail dei Combustible Edison e il crossover elettronico-dark degli Sneaker Pimps. Ma soprattutto un sacco di campionamenti (Isaac Hayes, Roy Budd, David Sylvian e Gil Evans) che definitivamente contribuiscono ad amalgamare il suono passato con quello contemporaneo. Spalancate le orecchie. E' in arrivo una nuova avventura 'stereofonica'.
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14/12/2005 13:23 -
MONOCHROME SET - Live.
Dopo un recente nuovo disco, tornano le ...
MONOCHROME SET - Live. Dopo un recente nuovo disco, tornano le TV in bianco e nero con una stupenda testimonianza dal vivo. Mancano alcuni dei loro capolavori d'esordio ma Live resta pur sempre un'occasione unica per i loro pochi fans. Per gli altri, un'opportunità per capire quali concerti andavano a vedere da piccoli molti asta inglesi di oggi
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14/12/2005 13:23 - MONODIA
Il gruppo "Monodia" si presenta come sezione della Corale Polifonica ...
MONODIA Il gruppo "Monodia" si presenta come sezione della Corale Polifonica Malatestiana di Cesena. Si propone come gruppo di ricerca e di esecuzione di musiche monodiche antiche e moderne, non disdegnando tuttavia il canto polifonico a cappella sia sacro che profano. In veste polifonica sotto la denominazione "Giovanni Ceresini da Cesena" ha eseguito nello scorso anno una serie di mottetti tratti dal "Canticum Canticorum" di Giovanni Pierluigi da Palestrina nella Abbazia di Montetiffi e nella chiesa del Suffragio di Cesena a commento della lettura del testo biblico nella versione poetica di padre Agostino Venanzio Reali.
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14/12/2005 13:23 - MONOKO AME, presenta brani originali a metà tra il grunge ...
MONOKO AME, presenta brani originali a metà tra il grunge dei Pearl Jam ed il rock raffinato dei Marlene Kuntz ed Afterhours.
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14/12/2005 13:23 - MONOKOAME
Dalla fusione vincente dell'esperienze musicali di Fabio Duronio (ex Miopia ...
MONOKOAME Dalla fusione vincente dell'esperienze musicali di Fabio Duronio (ex Miopia e Tipici Dolcetti Abruzzesi), Luca Francavilla (ex T.D.A., e una fase jazz) e Graziano Zuccarino (detto "zampetta" per le sue prestazioni) nascono i Monokoame, che nel dialetto di un popolo della Nuova Guinea vuol dire "coloro che hanno orecchio", o meglio "coloro che sentono", indicando nell'orecchio il centro percettivo del corpo. Il gruppo esiste da oltre due anni, e se pensate che non si possa mai parlare di bravura oggettiva, provate ad assistere ad un loro concerto. Il gruppo dal vivo si diverte da matti e al di la del modo esuberante di affrontare la performance dal vivo, definite da "cerebroleso" (parlo di Fabio), la cosa che sta più a cuore al gruppo è sentire la musica in modo naturale e spontaneo, tentando (riuscendo) d'inviare il giusto messaggio con i testi dei loro brani originali. La band, grazie al proprio rock (nel quale possiamo sentire l'eco del miglior rock italiano: Afterhours e Marlene Kuntz) e le cover, rivisitate nel loro stile, che spaziano dai Pearl Jam a Tracy Chapman, assicura un concerto che ricorderete a lungo aspettando che raggiungano il meritato successo.
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14/12/2005 13:23 - MONOLAKE
Gobi The Desert
Un altro EP che giunge a pochi mesi ...
MONOLAKE Gobi The Desert Un altro EP che giunge a pochi mesi di distanza dall'interessante Interstate, ci riporta Robert Henke e Gerhard Behles alias Monolake ad un qui ed ora intessuto di pulsanti ed eteree vibrazioni elettroniche ed ambientali. Gobi The Desert potrebbe essere l'ennesima e suggestiva soundtrack di un viaggio fisico e mentale in cui le coordinate sembrano sposarsi sempre più per i due musicisti verso la rarefazione, in cui il ritmo è talmente impalpabile da sfiorare l'assenza, mentre si assottigliano ancora di più i riferimenti alla Chain Reaction ormai lontano punto di partenza per Monolake. Niente basslines e ritmiche ipnotiche dunque, ma onde e ampiezze sonore assai affini all'ambient di Eno o di certo Steve Roach, comunque piacevoli, pervadenti.
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14/12/2005 13:23 - MONOLITH - Operationbypass / Pipeline (Position Chrome 19)
Qui siamo di ...
MONOLITH - Operationbypass / Pipeline (Position Chrome 19) Qui siamo di fronte a 2 lunghe suite in cui, e non poteva essere diversamente, il basso profondissimo e la ritmica spezzata fanno la parte del leone. Senza tante pause o variazioni si arriva alla fine veramente con il fiato sospeso. 6
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14/12/2005 13:23 - MONOLITH
Tribal Globe
Dietro le mentite spoglie di Monolith c'è un talento ...
MONOLITH Tribal Globe Dietro le mentite spoglie di Monolith c'è un talento di vecchia conoscenza che risponde al nome di Eric Van Wonterghem, già compagno di ventura di Dirk Ivens (Absolute Body Control, Klinik, Sonar...) e membro fondatore dei disciolti Insekt. Il suo secondo album come Monolith è un qualcosa di strepitoso, una calvalcata nel mondo dei ritmi elettronici che è un'esperienza ipnotica ed epidermica allo stesso tempo. La bravura del compositore belga non solo è riconfermata a pieni voti, ma è resa oltremodo convincente dalla presenza di spunti geniali e di sbocchi innovativi. Un'avventura sonica scandita da dieci episodi di grande presa, tessuta di pulsanti trame percussive e di aperture armoniche in puro stile space-music, con tanto di connotazioni mantriche e reminiscenze orientali che non guastano mai. Credo che "Tribal Globe" sia un'opera da tenere in alta considerazione, specie per coloro che nella musica elettronica cercano uno spazio alternativo dove evadere con la mente e vibrare col corpo.
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14/12/2005 13:23 - MONOLITHE
I componenti del gruppo nelle esibizioni live non hanno particolari ...
MONOLITHE I componenti del gruppo nelle esibizioni live non hanno particolari esigenze tecniche, escludendo il microfono supplementare per la seconda voce. Sul palco preferiscono la disposizione canonica con il basso e la chitarra ai lati della batteria e il cantante in posizione centrale, avanzato rispetto agli altri. Il gruppo nasce all'incirca cinque anni fa dall'unione di componenti di due gruppi della scena rock campobassana, che si uniscono e conservano il nome di Life's Soul Darkness. Dopo un periodo passato a formare un repertorio di cover il gruppo inizia ad esibirsi con continuità in pubblico. In seguito alla scrittura di pezzi inediti con testi in italiano, le esibizioni live si estendono a tutto il territorio molisano, con importanti piazzamenti in concorsi musicali (Bonefro Rock), riconoscimenti (Busso in Rock) e con la vittoria nel Memorial Jimi Hendrix (Vinchiaturo). Dopo aver acquisito una certa esperienza e maturità musicale il gruppo decide di autoprodurre un CD, per la cui uscita nel Marzo 1998 viene preferito il nuovo nome, Monolithe. Questa richiesta di partecipazione ad Arezzo Wave rientra nel programma del gruppo di esportare la propria musica oltre i confini regionali e verificarne la buona qualità. Per contattarci, oltre agli indirizzi già riportati, è possibile utilizzare il seguente indirizzo di posta elettronica: 03381541709@tim.it - I MONOLITHE sono: Carlo Anzovino, Viale Manzoni 30 - 86100 Campobasso 0874/416205 (voce); Raffaele Sardella, via Santa Lucia - 86010 Castropignano (CB) 0874/503142 (chitarra); Daniele Landolfi, via Ugo Foscolo 14 - 86100 Campobasso 0338/1541709 (basso e seconda voce); Giuseppe Tavone (batteria).
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14/12/2005 13:23 - MONOMORPH Departure Can Wait
Altri aliens in Italy. E terzo ...
MONOMORPH Departure Can Wait Altri aliens in Italy. E terzo centro su tre per la romana Nature, dopo i colpi piazzati con gli eccellenti dischi di Marco Passarani e Jolly Music. Dei Monomoprh verrebbe da dire come degli Orbital italiani: così come là ci sono i fratelli Paul e Phil Hartnoll dietro la sigla, qui si nascondono Marco e Fabrizio D'Arcangelo. Che però sono gemelli. E hanno già lavorato con profitto all'estero (arrestate la mente prima di formulare un paragone coi Blonde Redhead...) Di tali esperienze, specie quelle griffate Rephlex - etichetta di sua riluttanza Richard D. James - hanno tratto buoni ricordi e suoni anche migliori. Andamenti quieti, ma sempre macchiati da moleste irruzioni (Ambedu Rest, Aad, D.O.M.O.) del tipo che hanno reso un disco come Rest Proof Clockwork dei Plaid un classico dell'ultimo biennio. Purtroppo non altrettanto bene suona Chilis dei milanesi Sigma Tibet, altro duo di produttori, composto da Starski e Michael One (ossia Paolo Gozzetti e Michele Castellani, entrambi con trascorsi punk nei Pila Weston e nei Free The Nation, rispettivamente). Qui vengono spalleggiati, tra l'altro, da Alioscia (Ali, un pezzo dei Casino Royale in zona CRX, praticamente) e Raiz degli Almamegretta (Gitt From Mother Nature). Aggiungono un secondo cd che in trenta minuti di techno (piuttosto dozzinale a dire il vero) elabora Neurostar, traccia già presente su Chills. Disco che ha il problema di diffondere big beat in tutte le varianti - dagli Apollo 440 evocati in Disfunktion ai Freestylers in Elestric Boogaloo sino ai Chemical Brothers in Calassus- ora che persino Fatboy Slim ne ha preso le distanze. Insomma: dove sono andati a finire i Chilis del titolo?
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14/12/2005 13:23 - Ž MONOMORPH - DEPARTURE CAN WAIT (CD) - NATURE, U.K.
Praticamente ...
Ž MONOMORPH - DEPARTURE CAN WAIT (CD) - NATURE, U.K. Praticamente sconosciuti quì da noi, i fratelli Marco e Fabrizio sono diventati un piccolo mito in tutto il resto del pianeta sotto la sigla D'Arcangelo, in un disco che la prestigiosa Rephlex pubblicò qualche anno fà. Ora tornano sotto la forma di questi Monomorph con nuove trame elettroniche, solidi ritmi irrigimentati e un plastico feeling programmato. Le melodie, un tempo tronfie e rombanti ora sono come fratturate in scampoli d'irridescenza. Tutta la sapienza delle piccole cose rendono questo un lavoro d'introspezione dolce e innovativo.
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14/12/2005 13:23 - MONOPHON
"Monophon"
Ci voleva l'incontro tra una delle label più felicemente deviate ...
MONOPHON "Monophon" Ci voleva l'incontro tra una delle label più felicemente deviate della Penisola, come Snowdonia, e la mente elettro-attiva del ben noto Andrea Azzali per forgiare le scintille dalle molte rifrazioni del progetto Monophon, tentativo riuscito di trarre musica personale e distintiva dalle macchine: un lavoro in cui Andrea pare proprio eccellere. La ghiera su cui si srotolano i suoni di Monophon è quella di un'elettronica un po' perversa ed intrusiva, sempre strisciante e mai direttamente aggressiva, permeata da un'aura algida e rarefatta, focalizzata su idee ritmicomelodiche che agiscono persistenti sul nostro sostrato emotivo. Se non avete - a ragione - capito nulla di quanto scritto sopra, tanto vale che vi affrettiate a procuravi il CD in questione e a constatarne di persona la bontà musicale ed inventiva. Troverete un modo intelligente e sottile di usare le apparecchiature sintetiche in generale, un destreggiarsi agile e riuscito tra riferimenti colti, ambient, soffi jazzati, (graditi) ritonzi al dub, navigate lentigrade nel cyberspazio e molto altro. Tutto questo a Parma, ad un passo da casa vostra. Andiamo: lo credevate possibile?!
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14/12/2005 13:23 - MONOPOT Something Is Like Nothing Was
Di Monopot il poco che ...
MONOPOT Something Is Like Nothing Was Di Monopot il poco che è dato sapere è la nazionalità, norvegese, il rifiuto di concedersi a promesse major come di aprire in patria per Pavement e, su tutto, l'emissione precedente a questo eccellente esordio di un 7", Once, qui a ripetersi tra i tanti capolavori di un album di una stupefacente, costante qualita, e di un 12" eponimo per la loro Popemobil, di cui ovviamente altamente improbabile è la reperibilità Something Is Like Nothing Was sfida temerario con la malinconia la narcosi con un'avvolgente, conglobante, implacabile progressione che coglie pretesto da segnali molto nitidamente captati da Chicago, che si lacera nel medesimo, permanente senso di perdita che dà sfondo fa a Low, che s'allevia di noncuranti, sornioni estetismi alla Mogway, ma che sa sente però di manifestare esplicita gratitudine solo ad Husker Du in Together We Make A Hole, frammento di poco più di un minuto, costruito su un campionamento da Something I Learn Today da Zen Arcade, con un testo masticato che recita i graffi sui vinili dello stesso Zen Arcade e di New Day Rising.
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14/12/2005 13:23 - Rockers contagiosi i Monorail di “Like I do” (7” - ...
Rockers contagiosi i Monorail di “Like I do” (7” - Edel rec.) e gli Speedy di “Boy wonder” (7” - BMG Rec.) diretti discendenti di quel rock inglese che dai tempi di Jam e Buzzcocks non ha mai smesso di figliare; i primi ricordano i Seers di “Psych Out” e/o i Mega City Four, i secondi sono Paul Weller in anfetamina...Se siete cultori del suono brit meno androgino andate sul sicuro...Non vi succede mai di farvi irretire da una canzone sciocca, da un gruppo per teenagers o da un megahit planetario irritante ai più?
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14/12/2005 13:23 - È curioso annotare che "Who Put Out The Fire?" (Touch ...
È curioso annotare che "Who Put Out The Fire?" (Touch & GoWide), il nuovo album dei Monorchid, il primo per la Touch & Go Records, sia anche l'ultimo, dal momento che hanno deciso di porre termine all'avventura durata poco più di due anni; breve, ma sufficiente per permettere loro di dimostrare la propria abilità, esplicitata nel precedente "Let Them Eat" (pubblicato dalla Dischord) e, per chi non lo sapesse, ricordiamo che alla voce troviamo Chris Thomson, ex Ignition e, soprattutto, Circus Lupus (riscoprite assolutamente "Solid Brass", licenziato sempre da Dischord).
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14/12/2005 13:23 - MONOVOX "Bianco Shock"
Una volta si chiamavano Hogan, come un noto ...
MONOVOX "Bianco Shock" Una volta si chiamavano Hogan, come un noto marchio di scarpe per il tempo libero, poi hanno deciso di cambiar nome, quando in qualche modo è cambiata la musica. Ora come Monovox licenziano l'album "Bianco Shock" che è stato anticipato di qualche settimana dal singolo "Vibrafoniche". Il gruppo in questione è nato a Londra circa tre anni fa, durante una vacanza studio. Il cantante Andre, grande appassionato di musica inglese, si occupa delle melodie e dei testi, Mastro, tastierista e programmatore, porta con sé un buon bagaglio da esperto deejay. Cristiano suona la chitarra e dà un carattere peculiare al suono della band, Ivee e Mattia si occupano della ritmica. Tutti insieme mettono in movimento la musica e mandano all'indirizzo del pop qualche interferenza sonora. Per essere un gruppo che alle spalle ha pochi anni di attività, i Monovox hanno una coesione sonora e una lucidità davvero sorprendenti. Le canzoni di "Bianco Shock" arrivano sempre al punto. Viaggiano sulla lunghezza d'onda del pop a viraggio elettronico, ma stanno in buon equilibrio tra suono e tecnologia, melodia e ruvidezza. In questo "Peter Pop" e "Supercoma" sono emblematici degli estremi toccati: il primo brano è una cantilena pop stralunata, il secondo un vero e proprio incubo sonoro. "Luna cool" racconta di un astronauta ostaggio del suo computer, "Stazioni digitali" entra nel cuore di un videogioco sino a confondere realtà e virtualità, "Interferenze" denuncia la spersonalizzazione prodotta da Internet e dalla presunta vicinanza virtuale che in fondo impedisce una vera comunicazione. I temi sono tutti incentrati sul tempo d'oggi, quasi a individuare in questo e nelle sue contraddizioni una sorta di filo conduttore. La musica mette Monovox sulla strada pop-rock battuta (nella diversità d'idee e d'intenti) da gruppi come Bluvertigo o La Sintesi.
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14/12/2005 13:23 - MONOW Monow
Un po' di tempo fa c'era un gruppo di ...
MONOW Monow Un po' di tempo fa c'era un gruppo di nome "Here". Facevano musica elettronica ma soprattutto erano prodotti dal CPI (disciolto e rimpianto Consorzio Produttori Indipendenti). Fecero un sacco di scalpore, si diceva: "finalmente anche in Italia ci sono persone capaci di lavorare con il campionatore", "dei piatti usati a dovere" e cose del genere. Il disco in compenso era brutto assai. Poco importa: ebbe 1'importanza di fare sana "casciara" in favore di una musica che si pensava "proibita" qui nel "bel paese" come il trip hop. Dispiace che il disco dei Monow, che cento e cento volte di più si meriterebbe tutto il baccano suscitato dagli Here, rimarrà invece in ombra. Sento la bile salire al pensiero che tanto ben di dio venga sprecato. Questa Band (sì, la maiuscola ok?) è un vero e proprio miracolo. Non so se qualcuno nel gruppo è stato in visita di piacere in Inghilterra o addirittura a Bristol ma è sicuro che le nebbie della cittadina del "Trip" per eccellenza hanno avuto effetto sui qui presenti pisani. Se il loro intento era quello di suonare "lussuosamente italiani", beh hanno miseramente fallito. Se invece lo scopo era prendere le distanze dalla musica del nostro paese per creare qualcosa che per sua stessa natura suona straniero allora hanno fatto centro. I Monow non hanno nulla da invidiare alle produzioni "slow beat" d'oltremanica, ricordano i Massive Attack di Blue Lines (eleganti sarebbe da dire) e si possono permettere di giocare con sezioni di fiati, scratch e campionamenti chicca veramente d'autore (presente una cover come "William it was really nothing" degli Smiths). L'incipit poi ti inchioda alla poltrona. "California uber hull" (tedesco? Presto una traduzione prego), è un singolo d'antologia la vetta del Cd che solo raramente abbassa il suo livello qualitativo alle soglie del già sentito. Difettino peraltro perdonabile, forse anche il fu "Massive Attack sound sistem" aveva di queste défaillance. Qui di seguito la parte più importante di questa modesta recensione: i recapiti per contattare i Monow in prima persona: e-mail monow@channelweb.it - tel: 050562212/03332443672. Organizzate per loro una data dalle vostre parti, fatevi mandare il Cd, non rimanete fermi che "fuori tutto succede".
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14/12/2005 13:23 - STEREOKIMONO
I bolognesi Stereokimono si autodefiniscono con ironia portatori - sani ...
STEREOKIMONO I bolognesi Stereokimono si autodefiniscono con ironia portatori - sani - di un "rock psicofonico obliquo". Nei primi tre brani di "Ki", demo-album che stanno proponendo ad etichette e distributori "illuminati", spiegano con dovizia di particolari il perché di una simile scelta di campo; la trasversalità dell'approccio li avvicina comunque ad un prog-blues-rock raffinato e sfuggente, suonato con attenzione alle aperture melodiche ed alla fascinazione dei timbri. Anche a noi piace "pensare alla musica come ad un divenire di esperienze psico-sensoriali che stimolino la fantasia e l'immaginazione" e forse qui manca qualche tocco più stranito e meno morbido, che accenda la scintilla di una curiosità più profonda (Cristina, 0349/8703103 - 051/242063; Alex 051/941872, sk@stereokimono,com).
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14/12/2005 13:23 - SUPER DIAMONO DE DAKAR
Sono i rivali più agguerriti in patria ...
SUPER DIAMONO DE DAKAR Sono i rivali più agguerriti in patria degli Etoile De Dakar. D'altra parte il sound dei due gruppi non potrebbe essere più diverso. mentre la musica Mbalax di N'Dour presenta ritmi frenetici, esplosioni fragorose di Talking Drum e tempi di una tremenda cornplessità, i Super Diamond adottano un approccio più scarno ed energico incentrato su un basso poderoso e una batteria mieicliale. Come molte altre orchestre facenzano musica aEo-cul3ana agli inizi, con canzoni di Pacheco e Aragon, pritna di create il proprio filone di musica senegalese. Lo stimolo venne da una spedizione di due anni nelle campagne del Senegal "...Volevarrlo raggiungere le radici profonde della nostra civiltà, trovare la nostra cultura" dice il bassista e direttore Bob Sene. "... andando alla sorgerete potemmo scoprire le autentiche sonorità della nostra musica". Oltre Elle per la sezione ritmica, la musica dei Super l:)iamono è notevole per le inflessioni gementi della cantante solista Omar Perte, le ruvide chitarre e le frasi dei fiati dal sawre rocets. C'è un altro aspetto da analizzare per chiarire la rivalità con i Sulper Etoile: Super Diamono proiettano un'immagine nettamente più giovanile e tnacho dei Super Etoile. Yoússou N'Deur è forse una figura lontana per i giovani, sempre più cotteg^giato dai ricchi politicamente potenti che possono comperate i suoi elogi, circondato e sostenuto da un pubblico di Dakar sofisticato e bohemien, amato dagli intellettuali in patria e all'estero. 0 I Supher Diamono possiedono invece la dote della "credibilità di strada" e la loto immagine leggermente ribolle attrae un pubblico giovarle e rtlaschile cresciuto col reggae giamaicano 0 più che con la propria cultura.
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14/12/2005 13:23 - KITCHENTOOLS Harmonoize
"Arnesi da cucina". Il nome scelto dai romani Dozzy ...
KITCHENTOOLS Harmonoize "Arnesi da cucina". Il nome scelto dai romani Dozzy (Dj del Brancaleone), Miky e Jacopo Carreras potrebbe trarre in inganno. Nell'album di esordio dei tre Kitchentools protagonisti non sono campionamenti di stoviglie, forchette e coltelli, ma un tappeto profondamente elettronico, su cui scorrono libere voci mediorientali, percussioni e chitarre che restituiscono al lavoro un suono che riesce a vibrare umanità e spazia dalla chill-out al primo Tricky, evocato dai mantra dei vocalist Kevin Ettienne in Brain without e cranium. Roma "caput mundi elettronicae"? Forse non ancora, ma i lavori che emergono dalle cantine (e dalle cucine) della capitale respirano sempre più aria internazionale, a partire dalle collaborazioni e dai luoghi di lavoro: Harmonoize è stato infatti masterizzato a Norimberga negli studi della Stereo Deluxe e contiene un bel remix dei Mo'Horizons, di casa presso l'etichetta tedesca.
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14/12/2005 13:23 - MONOLAKE Cinemascope
Già il precedente Ep "Gobi The Desert", ondeggiare di ...
MONOLAKE Cinemascope Già il precedente Ep "Gobi The Desert", ondeggiare di dune in copertina e poi fin dentro il suono, era pura musica cinematica, ed ora "Cinemascope" viaggia in quella stessa direzione, ma nella luce blu intenso di una Shanghai notturna e trasfigurata dall'obiettivo. Musica per immagini quella dei Monolake, sempre, non semplicemente musica per films, ma musica per far scivolare l'immaginazione dentro paesaggi reali ed immaginari. Reali come la Hong Kong del primo disco su Chain Reaction come il Deserto del Gobi appena citato, come la Shanghai del nuovo disco, ma immaginari perché questi luoghi in realtà stravolti da un punto di vista del tutto interiore, diventano luoghi dell'immaginario. "Cinemascope" come da titolo distende lo sguardo, allarga la prospettiva verso mondi sonori di pura interazione. Tra cosa? Anzitutto tra techno minimale (e cosa sennò?), ambient, elektro, ed un pulsing ipnotico frutto di software che Robert Henke e Gerhard Behles ci assicurano di propria creazione. E poi, tra calore e freddezza, tra pioggia e nuvole, tra viaggi mentali e reali che si perdono tra le ipnosi ritmiche di infinite autostrade della mente. Non qualcosa di necessariamente nuovo, ma sufficientemente personale, sì.
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14/12/2005 13:23 - THE YOUNGSTERS Lemonorange
Dalla techno arrivano anche gli Youngsters, francesi di ...
THE YOUNGSTERS Lemonorange Dalla techno arrivano anche gli Youngsters, francesi di Montpellier ai quali riesce invece molto bene l'iniettare "qualcosa" di pop nella formula early-Detroit/Chicago di cui sembrano essere stretti osservanti. Illogique, già uscita come singolo all'inizio dell'anno, mostra un non comune talento nel costruire pattern ritmici senza sosta e atmosfere dense di pathos pur senza perdere in musicalità. L'album è un po'tutto così, tranne un paio d'intermezzi parecchio "francesi" in battuta bassa ai margini della fusion che poco aggiungono o tolgono all'insieme. A qualcuno potrebbero ricordare una versione "ringiovanita" degli Underworld (con strani echi di Deep Dish in Smile).
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14/12/2005 13:23 - Mono2Atoma
La formazione trova i suoi natali nella fusione collaborativa ...
Mono2Atoma La formazione trova i suoi natali nella fusione collaborativa dei suoi due componenti fondatori all’anagrafe Luigi Carnovale e Aldo Re, il primo di Roma ed il secondo di Cremona nel 1995 che da allora lega in un cammino dedicato alla sperimentazione musicale. Luigi Carnovale eclettico e vivace signore della notte, ma con la passione della musica elettronica fin dal 1987 convoglia tutte le sue energie allo studio dei mezzi per comporre musica elettronica collaborando nel suo cammino con artisti del calibro di Luca Spagnoletti, Roby J, Maurizio Martinucci, Saverio Evangelista Giuseppe Casagrande... stimolati sempre dalla ricerca di suoni e musiche non consueti. Aldo Re Dj proffesionista dal 1988 nonché proprietario e direttore artistico del TERE VIRI di Castelleono(CR) locale storico nel panorama house tecno italiano fin dal 1991. Suona come free lance in alcune delle migliori consolle di tutta Italia fra cui spiccano: Tenax, Dinamik Area, Meccano, Space Baby, Club Imperiale, Crossover, Jaiss, Liquid….. oltrepassando i confini italiani suonando in alcuni locali storici della spagna (KM, PENELOPE, AMNESIA, ROCOLA) arrivando sino in Costa Rica (KONTIKI POINT Sant Jose); sino ad oggi al Ketumbar dove è resident il sabato ed ospite in consolle come Goa e Suite in Roma suonando con uno stile sicuramente originale dedito alla fusione di diversi generi e stili in modo coerente. I due componenti si conoscono e fondano mono2atoma con lo scopo unico di abbattere gli schemi della musica canonica creando progetti di forte impatto. Nonostante un cammino non certo facile, in questi anni non hanno ma distolto le loro attenzioni e la loro vena creativa dal fare musica fuori dagli schemi. non certo grazie al supporto dal mercato italiano, che a tutt’oggi sembra ancora lontano dall’accorgersi di artisti impegnati in lavori del tutto inusuali e di spessore. Ciò che M2A pensa della musica elettronica è che permette di fotografare l’uomo per ciò che è, abbattendo i vincoli del virtuosismo e la sicura sponda del canonico; l’uomo si ritrova spoglio di orpelli a maneggiare un materiale sonoro grezzo ed inesplorato, ed è costretto a seguire la sperimentazione con attenzione. M2a tenta attraverso l’uso di suoni atipici, sordi ed alcune volte sgraziati, di portare l’interlocutore in uno stato di trance, per poi improvvisamente scuotere l’attenzione con l’ingresso di elementi che emergono dal piano sonoro svegliando il ns orecchio, sempre pronto ad abituarsi.
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14/12/2005 13:23 - THE ICARUS LINE Mono
Bene, definiamo questo gruppo con una sola ...
THE ICARUS LINE Mono Bene, definiamo questo gruppo con una sola parola: geniali. L'ultimo disco, Mono, è una vera cavalcata delirante accompagnata da un muro di chitarre altrettanto devastante. Gli Icarus Line ricordano a tratti i Refused, i Nirvana, ma con quel sound comune che hanno gruppi recenti quali AtTheDriveIn e CaveIn. Ciascuna canzone ha una varietà di arrangiamenti e giri di batteria che da sola potrebbe far nascere un nuovo album. Dovreste sentire il fischio distorto che sale all'inizio di In Lieu mentre sotto comincia a spingere la canzone, per poi cessare improvvisamente e risolversi in un ritornello melodico, malinconico e incalzante allo stesso tempo; oppure il ritmo frenetico e disorientante di Feed Your Cat To Your Cobra mentre la voce di Joe Garramone sembra esplodere da un momento all'altro in balia di un attacco cardiaco; o il giro di accordi distorto che si scatena sul finale rumoroso di Oh Faithless, e ancora, il riff ipnotico che trascina Please Fire Me fino alla fine, preceduto dal tutto quel rock nervoso che permea tutto il resto dell'album... Da ascoltare, ne vale la pena. Gli Icarus Line dimostrano in pieno cosa si può fare ancora sfruttando la decennale formula chitarra-basso-batteria, portata all'estremo della creatività e della potenza. La prova lampante che non servono muscoli e tatuaggi per saperci fare con la musica.
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14/12/2005 13:23 - Post-rock visionario ed allucinato in arrivo dal Giappone con i ...
Post-rock visionario ed allucinato in arrivo dal Giappone con i Mono, quartetto che ha impressionato con il suo secondo album One Step More And You Die, distribuito in italia da Goodfellass. Musica strumentale dove echi sonici si compensano con delicate strutture armoniche che riportano alla mente in noise japponese, il post punk newyorkese (Sonic Youth nel periodo più psichedelico) e la visionaria musica di gruppi come Mogwai e Godspeed You Blak Emperor!. - www.mono-44.com Info: SUITESIDE - Via Corticella 210 - 40128 Bologna - 051/325554 - 347/8292552 - www.suiteside.com











































































































































































































































































