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14/12/2005 13:23 - VON BONDIES Lack Of Communication
L'hype che ha circondato i White ...
VON BONDIES Lack Of Communication L'hype che ha circondato i White Stripes ha illuminato di riflesso tutta l'elettrizzante scena di Detroit. A goderne è stato un manipolo di formazioni legate, per un motivo o per l'altro, ai fratelli White. Tra questi vi sono gli eccellenti Von Bondies, il cui debut-album "Lack Of Communications" è stato prodotto proprio da Jack White e registrato da Jim Diamond agli ormai mitici Ghetto Recorders, la "culla" del nuovo suono delle radici. Tanto è bastato per farne un piccolo culto underground. Pubblicato lo scorso anno su Sympathy For The Record Industry, "Lack Of Communications" vede ora la luce in Europa via Sweet Nothing. Un'ottima occasione per recuperare uno dei dischi più belli e coinvolgenti della passata stagione. In poco più di quaranta minuti, il quartetto di Detroit mette a segno una manciata di canzoni dal mood oscuro e viscerale, influenzate tanto dalla lezione dei Cramps come dal soul di Otis Redding e dal blues del Delta. Non si può rimanere impassibili di fronte alle distorsioni che animano "It Came From Japan" e "Nite Train", ai riverberi surf di "Shallow Grave" e "Sound Of Terror" o all'energia psicotica dell'inedita cover di "Rock'n'roll Nurse" (Compulsive Gambiers). Un centro pieno.
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14/12/2005 13:23 - VON BONDIES Lack Of Communication
L'hype che ha circondato i White ...
VON BONDIES Lack Of Communication L'hype che ha circondato i White Stripes ha illuminato di riflesso tutta l'elettrizzante scena di Detroit. A goderne è stato un manipolo di formazioni legate, per un motivo o per l'altro, ai fratelli White. Tra questi vi sono gli eccellenti Von Bondies, il cui debut-album "Lack Of Communications" è stato prodotto proprio da Jack White e registrato da Jim Diamond agli ormai mitici Ghetto Recorders, la "culla" del nuovo suono delle radici. Tanto è bastato per farne un piccolo culto underground. Pubblicato lo scorso anno su Sympathy For The Record Industry, "Lack Of Communications" vede ora la luce in Europa via Sweet Nothing. Un'ottima occasione per recuperare uno dei dischi più belli e coinvolgenti della passata stagione. In poco più di quaranta minuti, il quartetto di Detroit mette a segno una manciata di canzoni dal mood oscuro e viscerale, influenzate tanto dalla lezione dei Cramps come dal soul di Otis Redding e dal blues del Delta. Non si può rimanere impassibili di fronte alle distorsioni che animano "It Came From Japan" e "Nite Train", ai riverberi surf di "Shallow Grave" e "Sound Of Terror" o all'energia psicotica dell'inedita cover di "Rock'n'roll Nurse" (Compulsive Gambiers). Un centro pieno.
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14/12/2005 13:23 - THE VON BONDIES
The Von Bondies, band che ricalca sonorità punk ...
THE VON BONDIES The Von Bondies, band che ricalca sonorità punk e rock’n’roll anni ’70 e che incide per la Sympathy for the Record Industry, l’etichetta per cui incidevano The White Stripes prima del passaggio alla XL Recording.
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14/12/2005 13:23 - THE VON BONDIES Lack Of Communication
Un basso pesante e ...
THE VON BONDIES Lack Of Communication Un basso pesante e rotondo, una chitarra affilata in attesa di esplodere e un minaccioso tambureggiare percussivo: ti aspetteresti di sentire da un momento all'altro la voce del primo Jello Biafra. E invece Lack Of Communication non parte come hardcore punk epico e frontale ma come garage mutante (voce febbrile e matata e andamento ferocemente blues rock su un letto sonoro in attesa di una jam che non arriva mai) che incorpora anche elementi hard e persino cosmici, come spiega meglio meglio la seguente It Came From Japan, già su singolo. La Sympathy che ci riprova dopo i( botto dei White Stripes? No, nonostante la produzione e la protezione di Jack White, per l'appunto metà dei WS, qui la materia è più pesante e acida, più chitarrosa e psichedelica, più impastata e disperata. Sentite Shallow Grave e pensate che si tratti di un pezzo degli Animals suonato dopo l'incontro-scontro con una partita andata a male. Fate passare Going Down e vi resta tra te mani l'idea che sia stata rubata a una delle raccolte Nuggets, lasciate girare No Sugar Moma e ci trovate dentro dello swing consumato da fumo e droga. Poi incontrate quel blues psicotico che è Cass Et Henry (Jim Morrison che fa il punk?), quell'altro in mid tempo che si chiama Nite Train (Jeffrey Lee Pierce resuscitato?) e quell'altro ancora, In The Act, che sa anche di country ed è dolcemente lisergico e stranito. E quelle voci femminili in background a stonare con le chitarre e il basso come fantasmi distanti e inafferrabili dalla durezza del presente. E Sound Of Terror, prefinale di partita le cui progressioni sembreranno come i Jefferson Airplane in cura dagli MC5 e che dopo una breve pausa lascia posto alla cover di un classico come Bring It On Home To Me... Jason Stollsteimer (voce e chitarra), Marcie Bolen (chitarra), Don Blum (batteria) e Carrie Smith (basso) da Detroit hanno realizzato un disco cupo e distorto, biascicato e nero, sputato verso i sixties da una nostalgia nata nei primi Ottanta, all'epoca in cui band furibonde e ubriache di punk iniziavano a dedicarsi alla riscoperta delle radici blues, country e psichedeliche immergendole nel nero del post-catastrofe.











































































































































