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14/12/2005 13:23 - BON JOVI Crush
Tutti sono poi rientrati nel gruppo. Riuniti sotto ...
BON JOVI Crush Tutti sono poi rientrati nel gruppo. Riuniti sotto la vecchia bandiera, dopo aver inciso album solisti, recitato in film più o meno noti, debuttato in mostre d'arte e in quant'altro possa occupare la vita di una rockstar in fase di crescita. Jon Bon Jovi, Richie Sambora, David Bryan e Tico Torres hanno così realizzato assieme il loro ottavo album. 'Crush', firmato Bon Jovi, segna un ritorno in grande stile dopo cinque anni, concentrato di furbizie da vecchie volpi del rock e guizzi inventivi di chi non ha mai perso la bussola creativa. I quattro musicisti si calano in queste tredici canzoni come se indossassero l'inseparabile paio di jeans, che si tratti di splendide ballate d'atmosfera come "She's a mystery" o travolgenti rock'n'roll che "I got the girl". La voce di Jon Bon Jovi ha l'attrattiva di sempre, pencolante com'è tra fra i toni bassi che gli rigirano nel naso e il falsetto naturale, raccontano di aver registrato l'album in casa, e senza troppe tabelle orarie, e viene forse da qui la freschezza che si respira in Crush. Sembra l'album di una garage band, ma lo suona un gruppo che ha quasi vent'anni.
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14/12/2005 13:23 - Di Krush:
Giapponese, è stato uno dei primi ad arrivare alla ...
Di Krush: Giapponese, è stato uno dei primi ad arrivare alla totale scarnificazione del ritmo hip-hop, ad alternare l'uso pur conservandone la cadenza. Anche per questo è considerato uno dei maggiori artefici della definizione delle principali coordinate stilistiche del genere. I suoi ritmi, riconoscibilissimi, sono secchi ed altamente ipnotici; il suo secondo album è un imprescindibile punto di riferimento. Strictly turntablized (Mo' Wax, 1994) per ascoltare la sua musica; Coldkrush Cuts (Ninja tune, 1997) per ascoltarlo ai piatti.
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14/12/2005 13:23 - Dj Krush
Dai primi esperimenti di rap giapponese alle esibizioni ...
Dj Krush Dai primi esperimenti di rap giapponese alle esibizioni dal vivo con bands, Jazzy Upper Cuts e Gamble, tra giradischi e strumenti autentici, Dj Krush è riuscito ad ottenere, nel suo lp d'esordio, la partecipazione di Guru. In bilico tra puro tecnicismo (Krush ha vinto più volte il campionato giapponese per dj's) e sentimento, cerca di ricreare il clima di improvvisazione «totale» che aveva caratterizzato la stagione creativa del free jazz. Con liriche rigorosamente in giapponese e duetti tra scratches e tromba.
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14/12/2005 13:23 - DJ KRUSH - CODE 41O9 (COLUMIA) CD
Perchè continuare? Speriamo che ...
DJ KRUSH - CODE 41O9 (COLUMIA) CD Perchè continuare? Speriamo che questa domanda s'affacci un giorno o l'altro nella mente di questo dj giapponese.
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14/12/2005 13:23 - DJ KRUSH
Kakusei (CD Japan)
Il quinto album del nipponico è anche ...
DJ KRUSH Kakusei (CD Japan) Il quinto album del nipponico è anche quello della fine di tutte le possibilità possibili. Scopritore di una formula magica - giradischi e musicisti jazz, per la prima volta alal pari ed in libera jam session - il nostro ha fatto scuola, passando però in rapida successione dall'avanguardia al classicismo. Dall'iniziale e superato trip-hop urbano è scivolato per commistioni audaci ed in progetti diversi - leggi rap ed astrattismo - per tornare solo ora al concetto di partenza, ma avendo oramai perso per strada la freschezza e l'inventiva. Lontani i tempi dell Mo'Wax dove solo DJ Shadow era in grado di tenergli testa, ora sembra rifiorire soltanto quando spalleggia qualche outsider di lusso, come nell'incontro con Toshinori Kondo - il Miles Davis d'oriente o, meglio, l'Enrico Rava del Giappone - dove entrambi smussano vicendevolmente le asperità sonore dell'altro.
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14/12/2005 13:23 - DJ KRUSH KAKUSEI ...
DJ KRUSH KAKUSEI (COLUMBIA) La prima cosa da segnalare dell'ultimo lavoro di DJ Krush è sicuramente il cambio di etichetta,non più la Mo'Wax,label di cui insieme a DJ Shadow costituiva la punta di diamante,ma la Columbia,e questo potrebbe essere un indizio significativo riguardo il rango a cui è assurto colui che è stato universalmente definito l'inventore dell'hip hop astratto.Ciò però non vuol dire affatto che Kakusei sia più "facile", al contrario, Krush conferma più che mai il suo stile: volendo trovare una definizione la più adatta sarebbe quella di un disco monocromatico, che, attenzione, non vuol dire monotono o ripetitivo,ma sta ad indicare piuttosto un percorso musicale che si snoda lungo un'unica sostanziale direzione con varie diramazioni sempre rientranti comunque sulla linea principale senza che mai si allontanino per divenire autonomi percorsi creativi.Quasi allo stesso modo insomma, di un pittore che utilizzi un unico colore creando tante diverse sfumature senza però alterare nella sostanza il tessuto cromatico.Così si va dalle atmosfere ipnotiche di Escape e Delta Forest a quelle più cupe e claustrofobiche di Inorganizm e No More, da quelle sfumate di Crimrton ai vaghi richiami jazz di Rust.Hip hop davvero minimale quindi,la cui unica eccezione è rappresentata dalla bonus track, la versione cantata di Final Home,che brilla come l'unica gemma melodica (quasi un'oasi in un deserto)di un album forse povero da questo punto di vista, ma quanto mai perfetto nel suo stile, piena e matura espressione dello sperimentalismo del suo autore.Non è certo da tutti riuscire a ripetere lo stesso concetto senza annoiare...
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14/12/2005 13:23 - DJ Krush
Milight (Mo Wax)
Premettendo che dischi come “Strictly Turntblized” e ...
DJ Krush Milight (Mo Wax) Premettendo che dischi come “Strictly Turntblized” e “Meiso” sono per il sottoscritto autentici masterpieces dell’Hip Hop e che soltanto il geniale intuito di James Lavelle poteva farci conoscere le scarne ma efficaci strutture delle composizioni del b-boy giapponese, devo purtroppo ammettere che questo quarto album del nostro delude almeno in parte le aspettative. Sarà per il carattere di lavoro di transizione , per la ripetitività o per l’eccessiva durata (ben ventotto tracce), ma l’ascolto di questo nuovo disco mi ha un po’ annoiato. “Milight”, attraverso le stesse contaminazioni jazz e gli stilizzati grooves che mi avevano precedentemente conquistato, ripercorre senza compromessi la medesima formula, ma senza brillare e coinvolgere. Sicuramente una più decisa apertura verso nuove soluzioni sonore avrebbe dato maggior completezza al risultato complessivo che comunque ci riserva qualche felice episodio: “Supanova”, e la stupenda “Mind Games”. Numerosi sono gli ospiti presenti: da dj Cam, Mos Def, Tragedy fino ai veterani Stash; strepitosa come al solito la cover (Futura 2000). Non ci resta che aspettare fiduciosi ulteriori sviluppi.
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14/12/2005 13:23 - DJ KRUSH (JAP) dj set - abstract hip hop
Sbarca per ...
DJ KRUSH (JAP) dj set - abstract hip hop Sbarca per la prima volta in Italia il più famoso e osannato produttore giapponese per presentare il suo nuovo album. Per definire il suo stile essenziale ed innovativo è stato coniato il termine “abstract hip hop”, come dimostrano i suoi tre album su Mo’ Wax, contenenti veri e propri anthem come “Meiso” e “Kemuri”. La sua continua voglia di sperimentare nuove soluzioni ritmiche lo ha portato a collaborare non solo con altri grandi della scena come dj Shadow, ma anche con musicisti di diversa estrazione come il trombettista Toshinori Kondo. Le performance di Krush sono uno strepitoso esempio di “turntablism”, l’arte di manipolare i giradischi utilizzandoli come veri e propri strumenti musicali, estraendone suoni ed effetti inauditi. Apertura ore: 23.00 - ingresso £ 15.000
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14/12/2005 13:23 - DJ KRUSH - TOSHINORI KONDO - Ki-Oku- (Apollo)
DJ Krush non ...
DJ KRUSH - TOSHINORI KONDO - Ki-Oku- (Apollo) DJ Krush non è nuovo a collaborazioni, in passato, infatti, affiancò il chitarrista jazz Ronny Jordan, e certamente il frutto di quell'incontro ("Bad Brothers" - Island, 1994) non fece brillare le ormai celebri ritmiche del nostro B-Boy nipponico, completamente smussato e un po' sottotono. Con l'atteso album "Ki-Oku" il discorso con il trombettista Toshinori Kondo è complessivamente diverso e più riuscito. L'eclettico Kondo rivela inusitate atmosfere jazz, le quali, interagendo con le affascinanti ritmiche astratte di Krush forniscono un fantastico viaggio mentale nella Tokyo metropolitana, quasi una colonna sonora di Blade Runner. Il lavoro anticipa, attraverso nuovi tasselli, l'attuale jazz-soul urbano proiettandolo verso il nuovo millennio. Stupenda la cover di Bob Marley "Sun Is Shining" dove il reggae acquista una nuova dimensione influenzato da inusuali situazioni futuristiche, oppure la stessa "Ki-Oku", caratterizzata da profondi echi trombettistici e preziose linee di basso. Un progetto riuscito, quindi, che senz'altro merita tutta la nostra attenzione. [Mirco Uguccioni]
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14/12/2005 13:23 - DJ RUSH
Shall We Dance?
97/99 Motherfuckin' Tracks
DJ Rush sta all'house come ...
DJ RUSH Shall We Dance? 97/99 Motherfuckin' Tracks DJ Rush sta all'house come i Pussy Galore stavano al rock: si diverte a giocare con corpi morti e a rivestirli di colori sgargianti. Emerso dalla scena di Chicago nei primi '90 con l'orrorifica Childs Play sulla label ghetto-oriented Dance Mania, Rush esplode qualche anno dopo con la Show Me A Man su Relief, distorto e sincopato stomp deragliato in una sorta di marcia assassina. Da allora il suono di Rush diventa sempre più duro e distorto, caratterizzato spesso da recitativi in pieno stile post-pop alla Green Velvet, trovando collocazione su etichette techno come la Djax-Up-Beats, la Force Inc., la Pro-Jex. E quest'ultima che stampa il suo album di debutto Shall We Dance?, vero caleidoscopio zoppo di rushitudine. Ascoltate pezzi come Little Bitty Boy, Groove Me, America, Look And See e troverete il modello cut-up disco daftpunkiano riportato alla sua crudezza chicagoana originaria. E quindi campioni sporchissimi affogati in una distorta fogna lo-fi, frustati da jackismi selvaggi. Una ferocia messa in prospettiva da contrappunti visionari come quelli che marchiano Get Yours, America Too, Never Let Go, deformi e lisergiche in una tradizione che perpetua il lavoro di Lil' Louis e Green Velvet. E perfetta visione porno post-Lil' Louis è lo stomp Freaks On Hubbard. Esce in contemporanea su Omnisounds una raccolta dei pezzi di Rush pubblicati negli ultimi due anni da etichette come la stessa Pro-Jex, Mental Groove e Headroom. Due pezzi in comune (Freaks On Hubbard e Look And See) ma tante altre gemme. Dalla ranza superkitsch Motherfuckin' Bass alla luccicanza sadomaso di Grind Me Baby da Make'n'Love, che è come Persuasion dei Throbbing Gristle risucchiata dall'epica (e dal vento assassino) di Chicago, alla porno-demenza di I Wanna!. Impedibili.
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14/12/2005 13:23 - ED RUSH
DJ SET - DRUM'N'BASS - UK
I bassi che Rush ...
ED RUSH DJ SET - DRUM'N'BASS - UK I bassi che Rush ci ha proposto in questi ultimi anni sono la sua firma di giovane avanguardista; bassi distorti, devastanti, profondi e pieni di rabbia metropolitana compressa. Il suo dj set è una roboante immersione in un catastrofico mondo sub-umano tipo Blade Runner 2019, immersione, questa, da non mancare.
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14/12/2005 13:23 - ED RUSH & OPTICAL The Creeps
Due anni fa "Wormhole" aveva ...
ED RUSH & OPTICAL The Creeps Due anni fa "Wormhole" aveva definitivamente sancito la predominanza del tech step come filone imperante del drum'n'bass. Un suono duro, velocissimo, cupo e ipercinetico che preannunciava il ritorno all'underground di gran parte della scena. Oggi è cambiato moltissimo, i soliti noti danno il d'n'b ormai mortos quando invece si è mutato e rigenerato, e Ed Rush&Optical tornano con un nuovo album. Il formato è quello tanto amato dalla comunità a sincopi: doppio CD con il secondo mixato. La copertina opta per un immaginario sci-fi anni '60, mentre il suono è scientifico come il nostro tempo richiede. Ritmi veloci e sincopi ultracompresse, borbotti di basso da far tremare i muri di casa, BPM, ad orecchio, sopra 150. Su tutto svettano i suoni, quello che scorre tra basso e batteria. Spesso molto centrati, come nella title track, creano accumuli di tensioni e crescendo che anticipano il ritmo. Sono forse il punto migliore dell'album, insieme a tracce come Greed: voce digitalizzata in loop ed eco, sci-effects, ripartenze con cambi di tono. Flighpath e Fastlane, possono contare sul supporto di Matrix. I tre insieme colpiscono durissimo: sovrapposizioni, un idea maggiormente funk, digitale come non mai, modulazioni di basso. Su Fastlane, come in Resurrection, c'è anche Rymetime che rappa in stile old school. Certo, in questo stile Ed Rush e Optical non hanno praticamente concorrenza, sono bravi, capaci, anche con inventiva, ma a tratti talmente chirurgici da metterci un attimo a diventare asettici. Da meditare sul fatto che, in molti passaggi, il CD-mix suona più coinvolgente.
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14/12/2005 13:23 - ED RUSH & OPTICAL "THE CREEPS" (VIRUS/FAMILY AFFAIR)
Copertina in stile ...
ED RUSH & OPTICAL "THE CREEPS" (VIRUS/FAMILY AFFAIR) Copertina in stile manifesto di b-movie anni '50, "Orrori indicibili dallo spazio profondo paralizzano i vivi e resuscitano i morti" recita il sottotitolo. Non del tutto vero. Ok per i morti resuscitati, ma i vivi non possono restare fermi, paralizzati, di fronte a ritmiche così energiche e trascinanti. Se ne é accorto anche Roni Size, che nel suo recente "In the mode" ha virato verso le forme di drum'n'bass più selvagge. Di sicuro ha preso ispirazione da questi due personaggi, da anni animatori dei dancefloor inglesi più atletici. Beats da arrampicarsi sui muri con la bava alla bocca, i loro brani volano in alto, anche se ormai la maggior parte degli appassionati di elettronica al solo sentir nominare il drum'n'bass arriccia il naso. Folli. Non lasciatevelo scappare. "The creeps" contiene almeno 3 instant classics: la title-track, "Resurrection" e la devastante "Pacman", ma sono tutte piacevoli, dal suono pieno e curatissimo. Forse, vista l'estrema compattezza dell'album, fisso su un solo stile, alcune tracks non risaltano. Ma in un qualunque set drum'n'bass, un brano qualunque di questo disco sarà fuoco d'artificio. Doppio cd, mixed & unmixed.
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14/12/2005 13:23 - ED RUSH + OPTICAL
Wormhole Virus/CD (UK)
Un album, 16 tracce per ...
ED RUSH + OPTICAL Wormhole Virus/CD (UK) Un album, 16 tracce per 2 grossi talenti, il tutto da un semplice incontro nato da varie circostanze. Si sono messi assieme solo all'inizio di quest'anno licenziando (di media) 3 singoli al mese! Ben Settle (Ed Rush) viene da una formidabile esperienza, collaborando da anni con l'etichetta (U-Turn) di Nico, con cui ha prodotto una pleteora di "dodici pollici" jungle, tra cui alcuni classici del genere. Matt Quinn (Optical) è piu giovane e, a parte qualche episodio sparso in varie raccolte di drum'n'bass, è stato produttivamente meno prolifico del primo. Ha lavorato però molto come ingegnere del suono (l'anno scorso con Goldie, poi per Grooverider). L'album è nato proprio nei ritagli di tempo di "Mysteries Of Funk", quasi per esorcizzarne le pressioni e lo stress. Questo è infatti uno dei motivi per cui "Wormhole" l'hanno pubblicato per la loro piccola etichetta. Ed Rush c'ha messo, del suo, tutta l'esagerazione, dalla ritmica alle linee di basso. Optical invece, ha ridefinito e ripulito il tutto, senza fretta né mestiere, fregandosene del suono da "radio" o del crossover di successo. Niente menate per un suono economico ma funzionale, privo dell'intro carino, delle tessiture pluririarrangiate, degli effetti d'atmosfera. In pratica un'irresistibile album di drum'n'bass come non ne capitava da tempo, con in più un brano come "Compound", da sballo!
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14/12/2005 13:23 - GIANT ROBOT Crushing You With Styte
I Giant Robot sono al ...
GIANT ROBOT Crushing You With Styte I Giant Robot sono al loro quarto album e in patria, in Finlandia sono vere e proprie star. Il Loro suono si potrebbe accostare ai Kraftwerk, a Lee Perry ai Beastie Boys e a Dj Shadow. I componenti dei Giant Robot versano in musica diverse esperienze del loro quotidiano (ne fanno parte architetti, musicisti, attori, dj) influenzati anche dalle culture musicali dei luoghi in cui hanno spesso vissuto posti come La Tanzania, l'Olanda, l'Etiopia lo Zambia. La vera rivelazione del pop rock nord-europeo.
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14/12/2005 13:23 - Marusha
Il volto accettabile della techno nord europea. Tedesca di origine ...
Marusha Il volto accettabile della techno nord europea. Tedesca di origine greca, è l'immagine per eccellenza della filosofia rave-libertaria. Ogni singolo un successo. Ha partecipato alla Love Parade di Berlino. Somewhere Over The Rainbow della indipendente Low Spirit ha venduto oltre un milione di copie.
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14/12/2005 13:23 - U.S. CRUSH U.S. Crush
Volete del rock americano classico energico con ...
U.S. CRUSH U.S. Crush Volete del rock americano classico energico con delle grosse chitarre senza però rinunciare alla melodia? Qualcosa che non sia ruffiano come possono esserlo i vari Creed, Matchbox 20 o Goo Goo Dolls? Bene, eccovi accontentati con questi U.S. Crush (Denny Lake alla voce Hodgie Haynes e David Hanson alle chitarre, Ky Lambert al basso e Dennis Wolfe alla batteria). Incidono per la Immortal (la stessa etichetta dei Korn e degli Incubus...) e rispetto alla concorrenza sono dei grossi calibri. Non fanno finta di essere depressi o torturati da mille angosce, né cercano di ritagliarsi la loro bella fetta di pop/punk. No, solo rock, efficace e sano come una buona dose di vitamine, che fa bene e rigenera. E tutto lascia ben sperare per il futuro della band. Prendete "Bleed", una scarica di elettricità che vi fulmina fe orecchie. Dopo nemmeno un minuto state già cantando il suo ritornello. O ancora "Jimmie crack rock", "Debutante" (dal ritmo indiavolato), "Loser" (vagamente pop...) e "You wanna be a star", tutte canzoni dal riff facile e dalla ritmica "rullo compressore". Se lo stato di salute del rock americano negli ultimi tempi vi preoccupava, allora state tranquilli perché gli U.S Crush sono la cura giusta.
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14/12/2005 13:23 - VELVET CRUSH "Heavy Changes"
All'attacco di "Play For Keeps", il brano ...
VELVET CRUSH "Heavy Changes" All'attacco di "Play For Keeps", il brano d'apertura di "Heavy Changes", si ha subito la sensazione di esser finiti nella verde campagna inglese, alla corte di Andy Partridge e compagni. Non è così. I Velvet Crush sono americani fino al midollo, anche se la loro musica profuma di pop lontano un miglio. Anzi di powerpop da grandi spazi. Il gruppo si è formato nel 1989, in quel di Rhode Island, anche se le radici dei Velvet Crush si estendono fino ad Ovest di Champagne, nell'Illinois, dove il cantante e bassista Paul Chastain ed il batterista Rick Menck si sono conosciuti e hanno preso ad esibirsi in pubblico. Anzi, proprio da quelle parti, Menck ha dato vita ad una piccola etichetta, la Picture Book, che è servita a pubblicare i primi dischi della band, nonché numerosi singoli di gruppi più o meno effimeri: The Springfields, Choo Choo Train, The Paint Set, Bag O'Shells. Con la stessa label hanno debuttato anche gli White Sisters, un gruppo di Milwaukee condotto da Paul Borchard, un buon chitarrista che poi entrerà nel progetto Velvet Crush. Il disco d'esordio della band risale al 1991. L'album s'intitola "In The Presence Of Greatness" e fa centro nel cuore dei critici inglesi, tant'è che la Creation si entusiasma e mette il gruppo sotto contratto. Ne nasce un album più controllato, "Teenage Symphonies Of God", prodotto da Mitch Easter, noto per il suo lavoro con i REM di Michael Stipe. Ora, dopo una lunga attesa, il nuovo album dei Velvet Crush dimostra ampiamente la riconquistata libertà di Chastain e Menck, che sono tornati ad autogestirsi, senza dover rendere conto a discografici esterni. Il risultato è perfettamente in linea con le idee che i Velvet Crush hanno in testa sin dal debutto. Le canzoni grondano melodia pop e hanno dalla loro una notevole cantabilità, e le chitarre fanno la loro parte con onesta schiettezza. E se tutto funziona a meraviglia è grazie al contagioso dinamismo sonoro dei brani, qualcosa che riporta alla memoria le felici intuizioni pop di Alex Chilton e Big Star.
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14/12/2005 13:23 - BAMBOLE DI PEZZA Crush Me
Decisamente simpatiche la Bambole Di ...
BAMBOLE DI PEZZA Crush Me Decisamente simpatiche la Bambole Di Pezza, finalmente ascoltabili su disco dopo le numerosissime e quasi leggendarie esibizioni dal vivo. Qualche pezzo è a posto, qualcun altro decisamente meno: On The Road sarà pure un divertente giochino in stile Ramones ma l'ingenuità ormai si paga. Meglio allora un pezzo come Le streghe, ovvero uno dei momenti divertenti e leggeri, in cui le Bambole non hanno nulla da dimostrare e si prendono abbondantemente in giro. In ogni caso frizzante.
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14/12/2005 13:23 - BAMBOLE DI PEZZA Crush Me
Decisamente simpatiche la Bambole Di ...
BAMBOLE DI PEZZA Crush Me Decisamente simpatiche la Bambole Di Pezza, finalmente ascoltabili su disco dopo le numerosissime e quasi leggendarie esibizioni dal vivo. Qualche pezzo è a posto, qualcun altro decisamente meno: On The Road sarà pure un divertente giochino in stile Ramones ma l'ingenuità ormai si paga. Meglio allora un pezzo come Le streghe, ovvero uno dei momenti divertenti e leggeri, in cui le Bambole non hanno nulla da dimostrare e si prendono abbondantemente in giro. In ogni caso frizzante.
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14/12/2005 13:23 - RUSH
Ci hanno fatto aspettare cinque anni, ma adesso i Rush ...
RUSH Ci hanno fatto aspettare cinque anni, ma adesso i Rush sono tornati! Cinque anni da un album bellissimo, ‘Test For Echo’, ma che forse non reggeva il confronto col suo predecessore, ‘Counterparts’. Cinque anni ed esce forse uno degli album più belli dei Rush (almeno del nuovo corso). Ho sempre pensato che la carriera dei Rush potesse essere suddivisa in tre parti, rispettive alle tre decadi di esistenza del gruppo: negli anni ’70 troviamo i nostri in pieno regime Hard Prog, che con il trittico - capolavoro ‘2112’, ‘A Farewell To Kings’ ed ‘Hemispheres’ portano l’intellettualità e la perizia tecnica dei vari Genesis o Yes in campi più prettamente Hard Rock e fanno rivoluzione (molte volte penso a come sarebbero, o se ci sarebbero, i Dream Theater senza i Rush, praticamente la loro ‘ossatura’). Negli ottanta si spostano verso territori più Pop, con parecchie tastiere; un periodo parecchio contestato dai fan più conservatori ma ugualmente notevole. Con lo stupendo ‘Counterparts’ si apre, nei ’90, un nuovo periodo per i Rush, dove le tastiere spariscono e i suoni si fanno leggermente più ruvidi. Io credo che questo nuovo ‘Vapor Trails’ sia l’album più bello di questo nuovo corso. Non so se servirebbe descrivere ogni singola canzone, poiché esse brillano tutte con la stessa intensità. L’opener ‘One Little Victory’ vi spazzerà via col suo intro di batteria ed il riffing serratissimo, con echi quasi country, che va a sfociare in una cavalcata Hard Rock da bucare le casse. Sentirete come i Rush utilizzano un bellissimo riff, con cui tanti guppetti pseudo power o metal classico farebbero un’intera canzone (o visti come sono i tempi, interi album), solamente come intro a una stupenda hard pop song, ‘Sweet Miracle’. La produzione poi è ottima e mette in risalto ogni singolo particolare, Peart suona la batteria addirittura meglio di prima, Lifeson abbandona i soli di chitarra per concentrarsi, con ottimi risultati, ma era scontato, al riffing e Geddy Lee offre una prova veramente maiuscola al basso e alla voce, sperimentando anche diverse soluzioni armoniche. In conclusione, certo i capolavori dell’era ’70 sono ancora un po’ distanti (non lontani, ci mancherebbe!) ma sono sicuro che questo nuovo album sarà sicuramente accolto con calore da tutti i fan di questo magnifico combo canadese. Se volete ascoltare della bella musica, suonata bene e composta e arrangiata stupendamente.
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14/12/2005 13:23 - RUSH
Dopo trent'anni di carriera la band di Lee, Lifeson e ...
RUSH Dopo trent'anni di carriera la band di Lee, Lifeson e Peart riesce a produrre un album progressive di tutto rispetto che non ha niente da invidiare alle nuove generazioni. VAPOR TRAILS è un progetto discografico ben preciso, non una semplice jam session tra amici messa in piedi per raccogliere soldi o per ottenere gli ultimi momenti di gloria. Tutti i brani hanno sonorità moderne e sono prodotti magistralmente dai tre musicisti e dal producer PAUL NORTHFIELD. La prima traccia dell'album, "ONE LITTLE VICTORY", colpisce subito l'ascoltatore grazie alla potentissima batteria di Neil Peart e al grintoso riff di un Alex Lifeson sempre più in forma. Ottimo anche l'intro in "PEACEABLE KINGDOM". "VAPOR TRAIL", che dà il titolo all'album è un bellissimo brano che rende più rilassante l'ascolto dell'intero disco. "SECRET TOUCH", "EARTHSHINE", "NOCTURNE", "FREEZE" e "OUT OF THE CRADLE" sono composizioni di puro rock progressive che ci fanno capire che i tre fanno veramente sul serio. Ancora una volta i RUSH ci hanno stupito, dopo una lunga carriera e il successo ottenuto nel corso di questi anni nessuno si sarebbe aspetato un album praticamente perfetto.
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14/12/2005 13:23 - GoldRush è un sound attivo da tre anni, sono di ...
GoldRush è un sound attivo da tre anni, sono di Berna ed è una crew formata da due dj e un selecter. E’ il primo sound system svizzero ed ha uno “zoccolo” duro di affezionati che li ha aiutati a crescere al di fuori della propria realtà. Il loro suono è in stile puramente jamaicano, stile che è molto apprezzato in Olanda e Germania grazie alle sonorità roots ed alla voce inconfondibile dell’mc Jhosa.
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14/12/2005 13:23 - CRUSH MY CALM sono la nuova incarnazione dei già abbastanza ...
CRUSH MY CALM sono la nuova incarnazione dei già abbastanza noti Blue Water Boy, hanno alle spalle un ottimo cd omonimo e si ispirano senza mezzi termini all'emocore più passionale e crudo, quello nato verso la metà degli anni '90 e portato agli onori delle cronache da etichette come Ebullition e da gruppi come Still Life. Lunghe parti arpeggiate e malinconiche alternate ad improvvise esplosioni di angoscia.





































































































































































































