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14/12/2005 13:23 - LALI PUNA - Tridecoder (Darla)
Da un sodalizio tedesco (Monaco) creatosi ...
LALI PUNA - Tridecoder (Darla) Da un sodalizio tedesco (Monaco) creatosi attorno alla figura di Valerie Trebeljahr (kb, v) nasce il progetto Lali Puna che, dopo un paio di singoli realizzati ad un anno di distanza uno dall'altro, ha visto qualche mese fa dare alla luce il primo parto su lunga distanza. 'Tridecoder' è una tranquilla cavalcata spacedance (il drumming anni '80 con programmazione kraftwerkiana di 'Toca-Discos', uh!) che non potrà fare a meno di affascinare (o quantomeno divertire ed interessare) i seguaci degli Stereolab o coloro che sono attenti alle novità dell'harem di Momus. Fossero nati ai tempi dei Blancmange o dei primi Depeche Mode li avrebbero incasellati alla voce electro-pop ma qui l'intento non è di certo clearasiladolescenziale. Alcuni stralci di testo sono cantati in portoghese, come omaggio a quella Lisbona che la Trebeljahr ha abitato da ragazzina. E spiegano bene che quello del non fare successo per via della lingua è ormai una scusa che non macina più, come quelli che - beccati impreparati a scuola - avevano inevitabilmente avuto una visita medica o un funerale imprevisto. Delizioso.
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14/12/2005 13:23 - LALI PUNA "Scary World Theory" - Lo andiamo dicendo da ...
LALI PUNA "Scary World Theory" - Lo andiamo dicendo da un po' di tempo, e non siamo i soli, visto che i Radiohead se li sono portati in tour e continuano a regalare agli amici copie del loro primo disco (Tridecoder, del '99): fra quanti bazzicano con certo DOP retronuevo, i Lali Puna sono di gran lunga il miglior gruppo in giro. E non solo: ringraziati, abbracciati e salutati gli Stereolab per tutto quello che ci hanno dato - più nel passato remoto che prossimo - vale la pena evidenziare i molti meriti della formazione di Monaco di Baviera, in cui confluiscono le migliori menti della scena crucca (componenti di Notwist, Console, Tied & Tickled Trio, Fred Is Dead etc.) A buttarla giù franca: i Lali Puna sono gli Stereolab, ma con le canzoni, optional che Tim Gane e compagnia hanno smarrito per strada. Qui, al posto di Laetitia Sadier c'è l'ugola di Valerie Trebeljahr. "Nin-Com Pop" è un manifesto di technopop acustico, mentre "Middle Curse" approfondisce il discorso, sinora già affrontato dai connazionali Contriva e Komeit (e dai nostri Gatto Ciliegia). I beat friggono ("Come on Home") e le melodie si iterano all'infinito ("Don't Think"). Quando la grazia della scrittura ("Bi-Pet") si associa alla modernità. Che poi gli inglesi - e per osmosi l'UE - sia sorda a chi non possiede passaporto britannico è un altro problema. Nostro, purtroppo, e dei Lali Puna. Ma il disco è di quelli da non mancare.










































































































