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14/12/2005 13:23 - THE ROOTS
Il 1998 ha rappresentato il vertice del successo commerciale ...
THE ROOTS Il 1998 ha rappresentato il vertice del successo commerciale del rap americano, nonché il momento di maggiore vicinanza al collasso della scena mai sfiorato prima dalla musica legata alla cultura nata all'inizio degli anni '70 nel Bronx. Può sembrare un paradosso ma uno sguardo, pur sommario, alla storia delle sottoculture provenienti dal basso (rock'n'roll e punk su tutte), è sufficiente a ricordare che si tratta di un corto circuito ricorrente. Che da sempre necessita non solo di elettricisti capaci di provvedere alle riparazioni urgenti del caso, ma anche di strateghi dell'uso dell'energia in grado di pensare più in là, indicare nuove strade, nuovi sistemi, nuove sacche da cui trarre risorse utilizzabili. The Roots, sestetto di Filadelfia ai cui alterni riscontri commerciali ha sempre fatto da controppeso la costanza nel giudizio positiva da parte della critica, appartengono alla seconda categoria. Per rimanere nell'immaginario energetico, si direbbe che Black Thought e compagni abbiano sposato la tesi che in economia si chiamo "sviluppo compatibile" bandite le contrapposizioni inproduttive tra "mainstream" e scena "hardcore", saltato in corsa, non senza i doverosi omaggi, l'ormai scontato ritorno della "old school", preso atto del successo anche commerciale di prodotti "intelligenti" firmati A Tribe Called Quest, Gang Starr e Outkast il gruppo ha cercato un equilibrio basato sulla musica, suonata e raramente campionata, e sulla sua possibilità di spingersi verso il mercato senza abbandonare alcuna delle prerogative da cui muove. Ovvero, jazz suonato soul e rap dallo swing scivoloso, metricamente spiazzante eppur contagioso per le melodie che lo pervadono. E' Things Fall Apart, nuovo album del gruppo, il primo per la MCA dopo un esordio sotto le insegne dell'underground londinese. Fortissima la candidatura dei Roots, che già col proprio nome alludono all'esigenza di un ritorno alle origini, non tanto sul piano formale quanto piuttosto in termini di attitudine. Si cerchino idee anziché quattrini, che poi magari questi arrivano lo stesso. Premiato appunto da un egregio piazzamento in classifica, Things Fall Aport è tuttavia un disco confezionato senza mirare a quell'obiettivo. Coerente con il suo glorioso passato, la crew di Filadelfia bada anzitutto a far progredire il proprio linguaggio, rendendolo ancora più raffinato ed elaborato. Tra i primi a sperimentare l'osmosi tra hip hop e Jazz, e non la semplice giustapposizione dei due stili, i Roots si comportano come farebbero Charlie Parker a John Coltrane se fossero cresciuti nell'era del B-boy: rispettano cioè la tradizione nell'unico modo possibile aggiornandola. Risultato eccellente sia nell'insieme che è fluido e compatto, sia in alcuni singoli episodi di particolare pregio: Dynamite! è galante e swingante, Without a Doubt "funkeggia" con grinta hardcore e You Got Me seduce anche il più cinico dei cinici grazie alla regale complicità di Erykah Badu.
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14/12/2005 13:23 - THE ROOTSMAN è un musicista e DJ residente a Bradford, ...
THE ROOTSMAN è un musicista e DJ residente a Bradford, in Inghilterra. La sua carriera comincia nel 1985 collaborando con vari reggae sound systems e radio pirata. Nei primi '90, lavorando come resident DJ con l'innovativo "Soundclash club" di Leeds, Rootsman cominciò a suonare insieme a grandi DJ non reggae, come Alex Patterson degli Orb, Andrew Weatherall, Justin Robertson, ed altri. In questo periodo Rootsman fondò l'etichetta Third Eye Music, e produsse l'album di debutto di Dayjah con i Disciples, intitolato "Storm clouds", che fu molto popolare sulla scena roots. Il successo delle serate al Soundclash club, spinse The Rootsman a produrre i propri dubplates, perchè cominciava ad esserci una grossa domanda da parte di DJ e clubs che volevano acquistare la musica esclusiva suonata al Soundclash Club. Così l'EP di debutto di Rootsman, intitolato "Koyaanisqatsi" per l'etichetta Soundclash, fù realizzato a Maggio del '94. Nonostante l'etichetta bianca, l'EP fu un crossover hit e venne esaltato dalla stampa musicale. Dopo il secondo EP "Soundclash City Rockers", The Rootsman decise di continuare a produrre con la sua propria etichetta. Il primo disco di Rootsman su Third Eye Music fu l'EP "Natural Born Thrillers", che fu la prima produzione inglese a sposare con successo i ritmi jungle e steppers. Il successivo EP "Authorized Versions" porta avanti questa innovazione e consolida il seguito dell'etichetta. Il debutto su CD "In Dub We Trust" fu realizzato nel Giugno 1995, e continuando la sperimentazione presentò un tipo di dub reggae che non era mai stato sentito prima. Una miriade di ritmi e campionamenti diversi su una massiccia sezione ritmica, resero questo CD il più originale di quell'anno in UK. Non solo dub misto a furiosi jungle beats, l'album inseriva nel mix anche suoni africani, arabi, asiatici. Questo set fu un grande successo in tutta Europa, e continua a vendere ancora oggi. Una selezione di remixes di brani tratti dall'album, intitolata "Universal Language Of Dub", venne distribuita nel Gennaio 96. Questo set manteneva vivo il battito del dub, ma filtrato dal lavoro di artisti generalmente non coinvolti nella seca roots. Questo CD entro nella classifica degli album indipendenti in UK e generò molto interesse in Europa. The Rootsman pubblicò l'EP "Pass The Chalice" nell'aprile '96, subito seguito da "Roadblock EP" nell'agosto '96, primo risultato di una amicizia e collaborazione di lunga data con i Disciples. Il terzo album di Rootsman "Into The Light" fu realizzato nel settembre '96, e contiene tracce registrate in Marocco ed in Egitto. Questo set sviluppa le idee contenute su "In Dub We Trust" in maniera più profonda e spirituale. Maggio '97 vide il remix album "Out Of The Darkness" nei negozi, con una eclettico insieme di rielaborazioni sperimentali di tracce da Into The Light. "Rebirth", il lungamente atteso CD in collaborazione con i Disciples, fu realizzato nel settembre 1997. Molte delle tracce furono realizzate anche come dubplates, e Rebirth fu il più venduto UK roots album del 1997. Nell'ottobre del 1997 Rootsman ha anche realizzato un CD in edizione speciale per collezionisti con remix dell'enigmatico Muslimgauze, intitolato "City Of Djinn" e stampato in 500 copie. Esaurite immediatamente! Contiene 21 tracce di duri ed estremi remix industrial e tribalistic. Marzo 1998 vede la realizzazione del terzo ed ultimo set solista di Rootsman "52 Days To Timbuktu". Questo set è decisamente il più ambizioso e sperimentale, ed ha ulteriormente consolidato The Rootsman come il principale artista dub sperimentale in UK. Vibrazioni dubwise fuse con drum'n'bass, blues, suggestioni medio-orientali ed asiatiche. Ancora un successo, con vasta risonanza sulle radio inglesi. All'inizio del 1998 The Rootsman comincia una serie di live shows con i Celtarabia, che precedono la loro collaborazione su "Union Of Souls", CD realizzato nel luglio 1998. Quest'album fonde dub e jungle con melodie medioevali dall'antica Europa e Arabia suonate su strumenti arcaici. L'album e di live shows hanno ricevuto grandi elogi dalla critica, e notevole esposizione radio da DJ come John Peel. Ottobre 1998 vede la pubblicazione di un nuovo remix set chiamato "The Final Frontier, con tracce da Zion Train, Muslimgauze, Disciples, Grounation, e molti altri. Questo è stato rapidamente seguito da una speciale compilation per la Polonia intitolata "The 12" Mixes". Il CD della Third Eye "Return To The City Of Djinn", è una altra collezione di remix di Muslimgauze, realizzata a gennaio del 1999. Nella primavera del '99 viene ad esibirsi in Italia, grazie al I&I Project sound, con la singer DayJah e ottiene un enorme successo grazie alla sua particolare ed efficace dancehall style. L'ultimo set solista "Realm Of The Unseen" è uscito nel maggio 1999. Si tratta di un album più aggressivo dei precedenti, e vede Rootsman alle prese con loop techno, jungle e hip hop, insieme a influenze etniche e, naturalmente, le usuali fondamenta reggae/dub/ragga. L'album si è rivelato un grande successo, ricevendo commenti entusiasti dalla critica specializzata in Europa. Nel 2000 la Third Eye music pubblica due EP in vinile che mostrano la nuova direzione del lavoro di Rootsman: la collaborazione con artisti della scena dancehall giamaicana vecchia e nuova, come il Dj He-Man ed il grande Daddy Freddy. "Imitator EP" di Daddy Freddy contiene un remix curato dall'italiano Zizzed, giovane musicista e rapper del gruppo "Casa Del Fico", parte integrante dell'associazione I&I Project. L'ultima produzione Third Eye Music è stata il lungamente atteso album con Daddy Freddy, il leggendario dj giamaicano noto come "il rapper più veloce del mondo" documentato nel guinness dei primati. L'album intitolato "Old School New School" è un concentrato di energia che vede Daddy Freddy in azione su una grande varietà di stili: dal dub progressivo al bashment ed al roots reggae. Oltre a suonare come DJ in tutta l'Inghilterra, The Rootsman si è esibito estensivamente in clubs, dance floors e centri sociali in gran parte dell'Europa. Gli artisti con cui ha collaborato includono: Rankin Joe, Daddy Freddy, U-Brown, The Disciples, Patrick Irie, Jah Meek, Abdel Al Simani, Aisha Kandisha, Black Star Liner, Glen Brown, Blue, The Woodshed, Treponem Pal, Dub Syndacate, Muslimgauze, Celtarabia, Oochi e tantissimi altri. The Rootsman ha fatto remix per: Black Star Liner, Glen Brown, Blue, The Woodshed, Treponem Pal, Dub Syndacate, Muslimgauze, Celtarabia, Oochi, Soulfly (ex Sepultura), Primitive, G2, Dub Syndacate, ed altri. La sua musica è stata utlizzata anche come colonna sonora di svariati titoli multimediali su CD-rom.
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14/12/2005 13:23 - The Rootsman è un musicista e dj residente a Bradford, ...
The Rootsman è un musicista e dj residente a Bradford, in Inghilterra. La sua carriera comincia nel 1985 collaborando con vari reggae sound systems e radio pirata. Ni primi '90, lavorando come resident dj nell'innovativo Soundclash club di Leeds, Rootsman cominciò a suonare insieme a grandi DJ non reggae, come Alex Patterson degli Orb, Andrew Weatherall, Justin Robertson, ed altri.
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14/12/2005 13:23 - THE ROOTSMAN EXPERIMENTAL DUB SPECIALIST + ECHO MINOTT
THE ROOTSMAN è ...
THE ROOTSMAN EXPERIMENTAL DUB SPECIALIST + ECHO MINOTT THE ROOTSMAN è un musicista e DJ residente a Bradford, in Inghilterra. La sua carriera comincia nel 1985 collaborando con vari reggae sound systems e radio pirata. Nei primi '90, lavorando come resident DJ con l'innovativo "Soundclash club" di Leeds, Rootsman cominciò a suonare insieme a grandi DJ non reggae, come Alex Patterson degli Orb, Andrew Weatherall, Justin Robertson, ed altri. In questo periodo Rootsman fondò l'etichetta Third Eye Music, e produsse l'album di debutto di Dayjah con i Disciples, intitolato "Storm clouds", che fu molto popolare sulla scena roots. Il successo delle serate al Soundclash club, spinse The Rootsman a produrre i propri dubplates, perchè cominciava ad esserci una grossa domanda da parte di DJ e clubs che volevano acquistare la musica esclusiva suonata al Soundclash Club. Così l'EP di debutto di Rootsman, intitolato "Koyaanisqatsi" per l'etichetta Soundclash, fù realizzato a Maggio del '94. Nonostante l'etichetta bianca, l'EP fu un crossover hit e venne esaltato dalla stampa musicale. Dopo il secondo EP "Soundclash City Rockers", The Rootsman decise di continuare a produrre con la sua propria etichetta. Il primo disco di Rootsman su Third Eye Music fu l'EP "Natural Born Thrillers", che fu la prima produzione inglese a sposare con successo i ritmi jungle e steppers. Il successivo EP "Authorized Versions" porta avanti questa innovazione e consolida il seguito dell'etichetta. Il debutto su CD "In Dub We Trust" fu realizzato nel Giugno 1995, e continuando la sperimentazione presentò un tipo di dub reggae che non era mai stato sentito prima. Una miriade di ritmi e campionamenti diversi su una massiccia sezione ritmica, resero questo CD il più originale di quell'anno in UK. Non solo dub misto a furiosi jungle beats, l'album inseriva nel mix anche suoni africani, arabi, asiatici. Questo set fu un grande successo in tutta Europa, e continua a vendere ancora oggi. Una selezione di remixes di brani tratti dall'album, intitolata "Universal Language Of Dub", venne distribuita nel Gennaio 96. Questo set manteneva vivo il battito del dub, ma filtrato dal lavoro di artisti generalmente non coinvolti nella seca roots. Questo CD entro nella classifica degli album indipendenti in UK e generò molto interesse in Europa. The Rootsman pubblicò l'EP "Pass The Chalice" nell'aprile '96, subito seguito da "Roadblock EP" nell'agosto '96, primo risultato di una amicizia e collaborazione di lunga data con i Disciples. Il terzo album di Rootsman "Into The Light" fu realizzato nel settembre '96, e contiene tracce registrate in Marocco ed in Egitto. Questo set sviluppa le idee contenute su "In Dub We Trust" in maniera più profonda e spirituale. Maggio '97 vide il remix album "Out Of The Darkness" nei negozi, con una eclettico insieme di rielaborazioni sperimentali di tracce da Into The Light. "Rebirth", il lungamente atteso CD in collaborazione con i Disciples, fu realizzato nel settembre 1997. Molte delle tracce furono realizzate anche come dubplates, e Rebirth fu il più venduto UK roots album del 1997. Nell'ottobre del 1997 Rootsman ha anche realizzato un CD in edizione speciale per collezionisti con remix dell'enigmatico Muslimgauze, intitolato "City Of Djinn" e stampato in 500 copie. Esaurite immediatamente! Contiene 21 tracce di duri ed estremi remix industrial e tribalistic. Marzo 1998 vede la realizzazione del terzo ed ultimo set solista di Rootsman "52 Days To Timbuktu". Questo set è decisamente il più ambizioso e sperimentale, ed ha ulteriormente consolidato The Rootsman come il principale artista dub sperimentale in UK. Vibrazioni dubwise fuse con drum'n'bass, blues, suggestioni medio-orientali ed asiatiche. Ancora un successo, con vasta risonanza sulle radio inglesi. All'inizio del 1998 The Rootsman comincia una serie di live shows con i Celtarabia, che precedono la loro collaborazione su "Union Of Souls", CD realizzato nel luglio 1998. Quest'album fonde dub e jungle con melodie medioevali dall'antica Europa e Arabia suonate su strumenti arcaici. L'album e di live shows hanno ricevuto grandi elogi dalla critica, e notevole esposizione radio da DJ come John Peel. Ottobre 1998 vede la pubblicazione di un nuovo remix set chiamato "The Final Frontier, con tracce da Zion Train, Muslimgauze, Disciples, Grounation, e molti altri. Questo è stato rapidamente seguito da una speciale compilation per la Polonia intitolata "The 12" Mixes". Il CD della Third Eye "Return To The City Of Djinn", è una altra collezione di remix di Muslimgauze, realizzata a gennaio del 1999. Nella primavera del '99 viene ad esibirsi in Italia, grazie al I&I Project sound, con la singer DayJah e ottiene un enorme successo grazie alla sua particolare ed efficace dancehall style. L'ultimo set solista "Realm Of The Unseen" è uscito nel maggio 1999. Si tratta di un album più aggressivo dei precedenti, e vede Rootsman alle prese con loop techno, jungle e hip hop, insieme a influenze etniche e, naturalmente, le usuali fondamenta reggae/dub/ragga. L'album si è rivelato un grande successo, ricevendo commenti entusiasti dalla critica specializzata in Europa. Nel 2000 la Third Eye music pubblica due EP in vinile che mostrano la nuova direzione del lavoro di Rootsman: la collaborazione con artisti della scena dancehall giamaicana vecchia e nuova, come il Dj He-Man ed il grande Daddy Freddy. "Imitator EP" di Daddy Freddy contiene un remix curato dall'italiano Zizzed, giovane musicista e rapper del gruppo "Casa Del Fico", parte integrante dell'associazione I&I Project. L'ultima produzione Third Eye Music è stata il lungamente atteso album con Daddy Freddy, il leggendario dj giamaicano noto come "il rapper più veloce del mondo" documentato nel guinness dei primati. L'album intitolato "Old School New School" è un concentrato di energia che vede Daddy Freddy in azione su una grande varietà di stili: dal dub progressivo al bashment ed al roots reggae. Oltre a suonare come DJ in tutta l'Inghilterra, The Rootsman si è esibito estensivamente in clubs, dance floors e centri sociali in gran parte dell'Europa. Gli artisti con cui ha collaborato includono: Rankin Joe, Daddy Freddy, U-Brown, The Disciples, Patrick Irie, Jah Meek, Abdel Al Simani, Aisha Kandisha, Black Star Liner, Glen Brown, Blue, The Woodshed, Treponem Pal, Dub Syndacate, Muslimgauze, Celtarabia, Oochi e tantissimi altri. The Rootsman ha fatto remix per: Black Star Liner, Glen Brown, Blue, The Woodshed, Treponem Pal, Dub Syndacate, Muslimgauze, Celtarabia, Oochi, Soulfly (ex Sepultura), Primitive, G2, Dub Syndacate, ed altri. La sua musica è stata utlizzata anche come colonna sonora di svariati titoli multimediali su CD-rom. ECHO MINOTT nasce in Giamaica nel 1963 e cresce a Kingston. Inizia a cantare sin da giovane età partecipando a gare locali e nei concerti delle scuole. A soli 17 anni, nel 1980, registra con il leggendario produttore PrinceJammy il suo primo album chiamato Youthman Vibration. Nel 1983 registra, per la prima volta con il nome di EchoMinott: il singolo Ten Miles, la sua prima Hit in UK Man IN Love e un album per il produttore George Phang Echo Minott meets Sly and Robbie. Tra il 1983 e il 1985 lavora con Henry "Junjo" Lawes (Volcano label) e Joe Gibbs e con quest'ultimo registra la sua prima N.1 in Jamaica Love Problems. Ma è con la hit Lazy Body (Black Scorpio label) che Echo Minott diventa una international reggae star. In quel periodo Echo era membro di due dei più famosi soundsystem jamaicani: Black Scorpio e King Jammys e fù proprio per la Jammys label che uscirono due grandi hits su di un nuovo ritmo chiamato SlengTeng Original Fat Thing e Put One Hand On The Key. Nel 1986 il singolo What The Hell (Jammys label) rimane al top delle classifiche Jamaicane per tre mesi. Molte altre sono le hits che lo vedono arrivare sino agli anni '90 come una dancehall star: Mr.Ruddy, FollowMe, Been Around The World, Whip Appeal e Article Don. Nel 1992 Echo Minott lascia la Jamaica per New York da dove produce Murder Weapon che immediatamente diventa una hit internazionale. Torna in Jamaica nel 1994 e collabora con Jammys label per il singolo I'm Back e con Mafia and Ffluxy Sensitive, quindi Echo decide di prendersi una pausa dalla produzione artistica. Ora è tornato alla sua vera passione e il suo ultimo singolo I Try è prodotto da Earl Sixteen. Info: Propop 051/370855 - propop@linkproject.org
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14/12/2005 13:23 - the Rootsman, musicista e dj inglese fondatore della label Third ...
the Rootsman, musicista e dj inglese fondatore della label Third Eye Music e grosso esponente della musica roots nel Regno Unito,
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14/12/2005 13:23 - The Rootsman
Il nome di Rootsman (da Bradford, UK) è ...
The Rootsman Il nome di Rootsman (da Bradford, UK) è legato alle sue sperimentazioni con il dub ed i remix digitali, ed in particolare alle fusioni con sonorita "world" arabe e indiane. Più recentemente, grazie alla collaborazione con l'I&I Project sound system, si è interessato anche ai ritmi popolari dell'italia meridionale: il suo remix sull'ultimo album della cantante barese Rosapaeda ha avuto un ottimo riscontro a livello internazionale. L'esibizione live di Rootsman è un reggae dj set decisamente fuori dell'ordinario, e sicuramente entusiasmante per ogni tipo di pubblico. Il suo repertorio è composto da parecchi "specials" registrati per lui da tutti i più grossi artisti reggae del momento, con una carica ed una creatività nella produzione che li rende assolutamente unici sulla scena internazionale dei sound system. Il tutto spaziando agevolmente dal dancehall reggae a furiosi ritmi breackbeat e dub steppers, mantenendo sempre vivo il coinvolgimento del pubblico.











































































































































