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14/12/2005 13:23 - Keiji Haino
La musica di questo chitarrista sembra derivare dalla ...
Keiji Haino La musica di questo chitarrista sembra derivare dalla lentezza e ripetitività di certa musica rituale orientale. E' musica che invoca e segue il caos, sia nel caso dell'estrema elettricità dell'assolo che in quella rallentata e quasi inerte del trio Fushitsusha o ancora nel folk allucinato, essenziale e inaspettatamente acustico dell'ultimo Tenshi no gijinka su Tzadik, etichetta di John Zorn. (f.s.)
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14/12/2005 13:23 - KEIJI HAINO & DEREK BAILEY "Songs"
Le registrazioni di "Songs" (canzoni) ...
KEIJI HAINO & DEREK BAILEY "Songs" Le registrazioni di "Songs" (canzoni) provengono dalle stesse sedute che avevano fruttato quel "Drawing Close, Attuning - The Respective Signs Of Order And Chaos" uscito nel 1997 per la Tokuma; però, a differenza di quei duetti chitarristici, in questo caso le corde stimolate dal giapponese sono quelle vocali. Diciamo che quelle proposte dai due sono improvvisazioni in cui entrambi puntano a mantenere il proprio stile, fortunatamente i due stili riescono in linea di massima a convivere quando non, più raramente, a convergere. In ogni caso la soluzione finale non presenta mai l'aspetto dei cosiddetti cavoli a merenda. Non so se i due, intitolando "Songs" un CD in cui non c'è ombra di canzoni tradizionalmente intese, intendessero creare stupore... certo è che avrebbero stupito molto di più rispettando il programma del titolo e proponendo davvero canzoni, laddove queste sedici tracce non rappresentano nulla di diverso da quello che un duetto chitarra/voce della ditta Bailey & Keiji ci lasciava immaginare.
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14/12/2005 13:23 - KEIJI HAINO & SHOJI HANO "The Strange Face"
Anche la collaborazione ...
KEIJI HAINO & SHOJI HANO "The Strange Face" Anche la collaborazione con il batterista Shoji Hano ha il sapore del replay, avendo già i due collaborato in ''Taihei Nippon" uscito nel 1991. La dinamicità di Hano sembra perfetta per mettere in risalto le doti strumentali e vocali di Keiji. Le due improvvisazioni in cui viene fatto uso della voce si distinguono per la natura maggiormente fluttuante della prima, laddove dall'altra spumeggiano i vapori sulfurei di una danza sciamanica. Nei brani in cui è invece la chitarra a bilanciare la fragranza dei tocchi 'drummici' tutto appare improntato alla più sobria eleganza, quasi che i due avessero fatto un fioretto di classicismo. Questo nonostante l'inizio del primo brano A Calm Before A Storm ed altri pasticci facciano voto di intransigenza noise. "The Strange Face" ha tutte le caratteristiche per piacere a coloro che avevano apprezzato "Allegorical Misunderstanding" e "An Unclear Trial: More Than This", ma è superiore ad entrambi.
























































