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14/12/2005 13:23 - SAINKHO NAMTCHYLAK : Lost Rivers (FMP)
Originaria di ...
SAINKHO NAMTCHYLAK : Lost Rivers (FMP) Originaria di Tuva, una piccola repubblica sita tra la Siberia e la Mongolia, Sainkho Namtchylak (che quest'anno si esibirÖ al MIMI Festival), mettendo in pratica gli insegnamenti dei suoi avi (che per il canto consigliano di recuperare le armoniche prodotte dalla voce), ha adottato una forma d'espressione i cui risultati paiono addirittura sbalorditivi. Seguendo peculiari metodiche ("khomei") che permettono di salire di qualche ottava sulla nota di base attraverso l'utilizzo contemporaneo delle labbra, della lingua, del palato e dell'ugola, in associazione con i movimenti dell'intera cavitÖ orale, Sainkho riesce ad ottenere ibride emissioni vocali pregne di una segreta energia, che rivelano i sapori delle tradizioni sciamaniche, i colori dei canti Inuit e gli odori della cultura lamaica. "Quando il pió familiare dei suoni diventa il pió inquietante, il funzionamento dell'orecchio torna, solo allora, alla sua funzione/matrice naturale. Quella di ascoltare." Free Music Production, Postbox 100227, 1000 Berlin 10, Germany
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14/12/2005 13:23 - SAINKHO NAMTCHYLAK Stepmother city
Stepmother city è un album tutto italiano, ...
SAINKHO NAMTCHYLAK Stepmother city Stepmother city è un album tutto italiano, come capita di recente all'artista proveniente dalla Repubblica mongola di Tuva e mette in risalto il forte attaccamento alla terra e alla natura, ai riti di mediazione con l'aldilà e al potere medianico del corpo e dello spirito dell'uomo. La città del titolo è matrigna proprio perché rappresenta l'occidente e l'industrializzazione, la tecnologia e l'elettronica. E tutto il disco è la sfida tra le due forze. E' una lotta, un braccio di ferro tremendo nel quale l'improvvisazione vocale rappresenta un'arma portentosa per sferrare attacchi micidiali. Con Roberto Colombo a fianco, Sainkho dialoga e improvvisa in una schermaglia di ombre, in un flusso continuo di energia naturale, in un passaggio di emozioni a catena che volano da Boomerang a Virtual reality. E' sorprendente come l'artista tuvana si trovi a suo agio in ogni momento, dal jazz alla sperimentazione, dall'improvvisazione al canto gutturale indiano, dai folk ai suoni bifonici tipici della sua gente. I suoi mezzi vocali sono un'estensione dello spirito e un riflesso delle forze sciamaniche che scuotono il suo mondo interiore. La magia vocale di questo lavoro richiama echi lontani di Demetrio Stratos e di Tim Buckley e strega sempre di più. Ad ogni ripetuto ascolto.
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14/12/2005 13:23 - SAINKHO NAMTCHYLAK, WHO STOLE THE SKY? Ritorna su cd dopo ...
SAINKHO NAMTCHYLAK, WHO STOLE THE SKY? Ritorna su cd dopo tre anni di silenzio la cantante Sainkho Namtchylak, diva di culto proveniente dalla lontana Repubblica di Tuva, ai confini con la Siberia. La sua voce, come sempre stupefacente per la varietà dei timbri e per l_ampiezza dell_estensione, si incontra in questo album con l_elettronica e le sonorità urbane. Prodotto da Tony Bowers (ex Simply Red) e con il contributo di molti musicisti di diversa provenienza (Stefano Bollani, Vittorio Cosma, Giancarlo Parisi, Lao Kouyaté alla kora), il nuovo lavoro è una continuazione del discorso aperto con il precedente _Stepmother city_, che aveva riscosso grandi consensi in ambito world music ed electro-pop. Un disco che non può essere ingabbiato nell_etichetta _musiche del mondo_, ma che entra a pieno diritto nella nuova musica occidentale. Sainkho Namtchylak é nata in un piccolo villaggio nella Repubblica Sovietica di Tuva, nella Siberia meridionale, al confine con la Mongolia. I suoi nonni erano nomadi, e i suoi genitori insegnanti. Sanikho vive in Occidente, ha concerti in tutto il mondo. Non é stato facile per lei, gli occidentali vivono e pensano per categorie. Lei rientra dentro troppe categorie: é una donna, é voce di una cultura molto esotica, suona con musicisti jazz dell_area radicale. Ha partecipato alla raccolta _Women_s World Music_, e il suo _Out of Tuva_, registrato tra il 1989 e il 1993 in Kyzyl, Mosca, Parigi e Bruxelles, é stato definito un capolavoro dell_etno pop. Come improvvisatrice, ha suonato con Peter Kowald, Butch Morris, Evan Parker, Ned Rothemberg, Werner Ludi e altri; ha recitato in _Tunguska-Guska_. Ha raccontato la sua vita privata in _Letters_, album rivolto al padre morto, e ha lavorato allo Steim Institute di Amsterdam. Il suo enorme potenziale espressivo la porta ad avere all_attivo ben 28 album. SUONA: 21/5 Teatro Ariosto RE + MERCAN DEDE - Info: Ponderosa music & art - Piazza S. Maria Delle Grazie 1 - 20123 Milano - Italy Tel. 02/48194128 - www.ponderosa.it





























































































































