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14/12/2005 13:23 - Stardog http://www.mescalina.it Etichetta:SOTTOSUONO E-mail: s_poonman@hotmail.com Infotel: 333/4317978. Quando avevamo lasciato ...
Stardog http://www.mescalina.it Etichetta:SOTTOSUONO E-mail: s_poonman@hotmail.com Infotel: 333/4317978. Quando avevamo lasciato gli Stardog, al termine del precedente demo "Waiting for Americanos", avevamo previsto "una strada ardua da percorrere, sconnessa e non abbastanza trafficata, da percorrere lentamente". È quella che la band di Manuel Lieta sembra aver intrapreso, dosando le proprie uscite per scelta e per necessità: "Venid A Ver La Sangre Por Las Calles!" esce in collaborazione con la cooperativa "La Linea dell'Arco", all'interno del progetto Sottosuono, volto a valorizzare la realtà dei giovani gruppi della provincia di Lecco. Il fatto di navigare ancora nel mare nostrum degli emergenti non disturba comunque gli Stardog, anche se i ragazzi si meriterebbero altro. Solo cinque pezzi, ma è quanto basta per far trasparire un avanzamento, lento quanto sostanzioso: il suono si è fatto più marcato, meno ballad oriented e più condiscendente verso un rock malato. Se nella prova precedente, i riferimenti pendevano dalle parti dei Cowboy Junkies, ora i brani sono inevitabilmente attrati dagli umori più oscuri ed alcolici di Mark Lanegan, da un'atmosfera western bastarda, in bilico sul confine tra gli States e il Messico. Le canzoni hanno un approccio poco trattenuto, ma non per questo meno equilibrato: "Venid A Ver La Sangre Por Las Calles!" ha un ghigno feroce, eppure non perde quella mira che gli Stardog avevano dimostrato di possedere e che appare ora come loro carattere distintivo. Anche quando la chitarra elettrica colpisce secca e truce, come in "The Crash", e il pezzo procede storto con la voce che sbatte contro le "doors of foly", gli Stardog non si smarriscono, erigono un suono che si impunta e non cade. L'impressione è quella di una colonna sonora per un western alla Tarantino, per una sorta di "El Mariachi", molto più tetro e insaguinato, magari girato da un certo David Lynch: splendida a questo proposito è "Duende" per come riesce a suonare meticcia e a comunicare quello stato d'animo infetto che corre per tutto il cd. Più che le sigarette, gli alcolici e le smorfie da rocker turbati, è la fame che sta dentro a pezzi come "Duende", qualcosa di impellente che ha bisogno di essere liberato, senza comunque degenerare nei soliti sfoghi retorici. La conclusiva "Line" è l'esempio di come gli Stardog sfruttino ogni passo e ogni nota per dare solidità ai loro pezzi: il piano arriva dalle ballate dello Springsteen fine anni '70 o di Warren Zevon, mai abbastanza rimpiante, e, quando trova la melodia, è ormai l'inevitabile, logica conseguenza di una preparazione fortemente voluta. Se a questo poi si riescono ad aggiungere dei cori alla Nick Cave, si può facilmente intuire come questi ragazzi sappiano suonare del rock vero, corposo ma senza fronzoli, noir ma senza pose o sguardi dark. Di questo passo, gli Stardog si meriteranno l'appellativo di autentici rocker, anche se saranno in pochi a chiamarli così: ma anche questo è rock. Suonano: 25/11/04 @ Teatro Capitol a Vimercate (MI) 08/01/05 @ Csa VITTORIA _ Milano - Info: SAPHARY DELUXE 039/513055 - Andrea Pontiroli 339/7803956 - Lina Romano 338/7454569 - 329/0846962 - www.sapharydeluxe.it




















