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14/12/2005 13:23 - VV. AA.
Entertainment Through Pain (RRRecords)
VV. AA.
America Salutes Merzbow (Vinyl Communications)
THE ...
VV. AA. Entertainment Through Pain (RRRecords) VV. AA. America Salutes Merzbow (Vinyl Communications) THE HATERS Drops Ascending (Vinyl Communications) VV. AA. Snake Is Long A Tribute to the Hanatarash (Stomach Ache) HANATARASH Total Retardation (Vinyl Communications) All’incirca a metà degli anni 80 ha cominciato a dilagare la moda degli album-omaggio, voga che continua tutt’ora senza soste malgrado la scarsissima qualità complessivamente dimostrata dal fenomeno: assemblaggi raccogliticci, larghe percentuali di gruppi minori (sembrerebbe in maniera inversamente proporzionale all’importanza dei personaggi omaggiati, vedi ad esempio le raccolte dedicate ai Velvet Underground), e risultati il più delle volte (e da parte di tutti) inutili, (tra le poche eccezioni, anche se in fondo poco coraggiose in merito alle convocazioni, ricordiamo le antologie di Hal Willner su Rota, Weill, Monk e Disney - orribile - invece quella più recente su Mingus). Oggetto di simili compilazioni sono stati fino ad oggi moltissimi gruppi e solisti, citiamo a caso Beatles, Beach Boys, Captain Beefheart, Neil Young, Kinks, Johnny Cash, Rem, ma anche nomi più “da culto” - magari bizzarro - come Carpenters, Shonen Knife, i Devo (fu la Rhino Records forse la prima ad inaugurare la moda con l’LP Devotees nel 1980, con gruppi però sconosciuti o “fantasma”), Sidney Bechet (Vol Pour Sidney, Nato), Sun Ra (l’ottima Wavelenght Infinity, su Rastascan) e i Residents (la deludente Eyesore: A Stab At The Residents su Vaccination/EuroRalph). Tra decine e decine di nomi, pareva perlomeno strano che nessuno avesse pensato a quello che è stato in assoluto uno dei gruppi che più hanno provocato la nascita di vocazioni (non)musicali dal loro ascolto (che poi i risultati siano stati quasi sempre agghiaccianti - come ricordava Genesis P. Orridge sull’Industrial Culture Handbook - è un altro discorso). A riparare il torto, con la raccolta Entertainment Through Pain, è stata la benemerita RRRecords (23 Central St. Lowell MA 01857 USA), etichetta che dai primi anni 80 tiene alta la bandiera del più oscuro rumorismo industriale. Come si diceva, l’influenza che i Throbbing Gristle ebbero fu grandissima, e per omaggiarli ci si sarebbe potuto aspettare una parata di stelle (anche coloro che ora hanno cambiato genere vedi l’ex-SPK Graeme Revell, i Nocturnal Emissions, ecc.); vi troviamo invece, con poche eccezioni, nomi del tutto sconosciuti o noti solo agli “addetti ai lavori” (Anchor Presents, Impact Test, Emil Beaulieau, Grae-Com, ecc.); non manca però giustamente una rappresentanza giapponese (Merzbow e Violen Onsen Geisha, più gli Xper.Xr di Hong Kong), il paese in cui com’è noto i Throbbing Gristle ebbero un successo clamoroso (fino al secondo posto nelle classifiche di vendita ufficiali) e che più ha raccolto da allora l’eredità della musica industriale. Ascoltando il Cd, un aspetto che si nota in generale è uno strano rispetto “analogico”, nel senso che le versioni dei pezzi, pur sufficientemente diverse dagli originali, avrebbero anche potuto essere state realizzate allora, da tanto mantengono le sonorità dell’epoca: è il caso ad esempio dei molti effetti rumoristici aggiunti dai Phlegm a United, e della versione - non più elettronica ma invece “rock industriale” (chi ricorda gli Smersh?) - di Adrenalin da parte dei 7000 Dying Rats. Tra i pochi tentativi di attualizzazione c’è una coda “pop” applicata dagli Xper.Xr a Subhuman, ma l’idea purtroppo non è portata fino in fondo (molto più “coraggiosa” in questo senso era stata la versione di Persuasion trasformata in una soul ballad da Spooky e da Billy Ray Martin - su Trance Europe Express 1; un’altra curiosa versione dai Throbbing Gristle fu la Discipline rifatta da Marc Almond, che uscì su un flexidisc per la rivista Flexipop, nell’84). Pienamente riuscita invece l’iniziativa degli Skullflower di rileggere con dense stratificazioni chitarristiche la sinistra melodia di Hamburger Lady; Due grandi nomi che hanno risposto all’appello sono Paul Lemos, che per l’occasione torna alla durissima musica industriale delle prime “cassette” dei suoi Controlled Bleeding per una versione di AB/7A, e l’infallibile Merzbow, che dimostra ancora una volta la sua magistrale padronanza del rumore puro - qui su saltellanti pulsazioni sintetiche - per Tiabguls (che era la versione incisa al contrario di Slug Bait inclusa dai Throbbing Gristle sul loro Greatest Hits). Masami Akita/Merzbow incide dall’82 ed è sicuramente l’esponente più noto e probabilmente più artisticamente consistente dell’ultra noise giapponese; giusto quindi che gli venisse tributato un omaggio, anche se problematico, se non proprio paraddosale all’atto pratico: il suo stile infatti, sicuramente personale ed inconfondibile all’ascolto, non dà però certo molti appigli (nè melodie, nè ritmi espliciti), a cui appoggiarsi per farne delle versioni; e del resto voce comune vuole che i suoi dischi siano “tutti uguali”. Non è vero naturalmente ma si tratta sicuramente di variazioni su un campo volutamente ristretto, o meglio, operanti ad un livello “Micro” anziché “Macro”; in ogni caso, questa collezione, messa assieme dalla Vinyl Communications (P.O. BOX 8623, Chula Vista, CA 91912 USA), America Salutes Merzbow, risulta piuttosto variegata e “piacevole” all’ascolto (malgrado l’underground rumorista americano, a cui appartengono i gruppi partecipanti, sia complessivamente inferiore e assai meno determinato, rispetto ai “cugini giapponesi”). Si passa dal violento - coacervo rumorista dei Con-Dom alle nostalgie “San Francisco primi 80” (chitarra elettrica e drum machine) dei Physics: dal puro meccanismo ritmino e elementari effetti di mixer degli Alger Hiss al collage di un frammento parlato della Big City Orchestra (un’altro scherzo vocale - la frase ripetuta “I Like Listening To Merzbow” - è proposta dai Blackhumour come cover di Electronots); il veterano Gen Ken presenta una registrazione “d’ambiente” a bassissima fedeltà (di un Camion che scarica rifiuti?), e invece molto ricco e articolato è il montaggio astratto di elementi dei Fin. Decisamente atipico il pezzo (#5) degli Ucla Experimental Workshop, un free rumorista per chitarra, piano scordato e un sax talmente distorto da risultare spesso indistinguibile dagli altri rumori vari cha lo accompagnano. Ma il pezzo migliore è comunque quello dei gloriosi Haters (alias Gx Juppiter-Larsen, probabilmente l’individuo che ha partecipato a più, compilazioni nella storifa del cassette-network industriale), impegnati qui, in una “Cover” di Crocidura Dsi Nezumi (una vecchia cassetta di Merzbow pubblicata dalla Banned Production) Che è nel loro/suo classico “stile” la consueta catastrofe sonora (il vero suono degli “edifici che crollano” si è sempre ascoltato di più nei pezzi degli Haters, che in quelli del più celebre gruppo tedesco!). Contemporaneamente la Vinyl Communications ha pubblicato la sua ultima(?) uscita, il doppio 7” Drops Ascending. Per chi non lo sapesse, tutta la “musica” degli Haters è interamente dedicata al “suono di elementi concettualmente o materialmente distrutti”; i suoi più recenti concerti (documentati sul bollettino Scrap-of Paper, richiedibile presso la Banned Productions, P.O. Box 323 - Freemont - CA - 94537-0323 Usa) hanno visto ad esempio un Operatore strofinare un calcolatore tascabile su della carta vetrata mentre un secondo operatore grattava la gomma di un pneumatico con una mola elettrica e i suoni risultanti, amplificati da microfoni a contatto, venivano mixati da Larsen. Drops Ascending divide ordinatamente le fonti sonore nelle sue quattro facciate: la prima un pò troppo indistinta usa suoni di esplosioni e di lanciafiamme mentre la seconda è un loop di vari oggetti (vetro, ecc.) frantumati; molto più brillanti i risultati; del lato 3 (registrazioni di incidenti d’auto trattate con effetti digitali) e del quarto (loop di CD che saltano e dischi graffiati - dischi - “industriali” o di cui rimangano solo i rumori, naturalmente). I video delle sue performance (e un film di Fiction, Holes In The Neck), sono disponibili c/o Old Europa Café, V.le Marconi 38 - 33170 Pordenone. Tornando agli album-omaggio, nella gara ai nomi più esoterici (a quando una raccolta dedicata a Maurizio Bianchi?) si è inserita la Stomach Ache (Apdo Postal 12-500, 01643 Tamaulipas Mexico) con Snake is Long, dedicato agli Hanatarash, uno dei più folli progetti dell’incontenibile Yamatsuka Eye (nato per i Boredoms e per le collaborazioni con Zorn, ma leader nel corso degli anni di molti altri progetti più o meno estemporanei come Concrete Octopus, Elvis Dust, i grandissimi Ufo Or Die, ecc.). Nati come Hanatarashi (la i verrà tolta dopo il secondo LP) nell’84 dall’incontro di Eye con il pittore-batterista Taketani, il duo divenne presto leggendario per la violenza dei loro concerti (prima di venir banditi da tutti i locali del Giappone): memorabili le cronache del concerto di Tokyo nell’85, in cui agli spettatori fu richiesto di firmare una liberatoria che esentava il gruppo da responsabilità nel caso qualcuno rimanesse ferito o ucciso durante il concerto, e i due entrarono spingendo un carretto pieno di tubi di ferro, bottiglie, assi di legno e pezzi di cemento che presero a lanciare in mezzo al pubblico e contro le pareti del locale; e quello, dello stesso anno, in cui Eye entrò inseguendo gli spettatori alla guida di un caterpillar per poi mandarlo a sbattere aprendo una breccia nel muro del locale; passato poi con Taketani a demolire il palco con due seghe elettriche, Eye venne bloccato da degli spettatori quando, per “finire il lavoro” (con il caterpillar che, con il serbatoio rotto, aveva sparso benzina per tutto il locale), stava andando a prendere due bottiglie molotov che si era preparato in camerino (in un’altra occasione: Eye si ferì gravemente con una sega elettrica; i concerti furono poi interrotti nell’88 per insoddisfazione sulla resa sonora di queste distruzioni. La storia del gruppo è raccontata sulla rivista Bananafish N°6/92, P.O. Box 424762, San Francisco, CA 94142-4762 USA; un articoletto su di loro apparve anche sul primo Decoder, nell’87). I primi loro due LP (‘86-’87) uscirono su Alchemy (irreperibili ma chissà che non escano su Cd: 1-15-9-507 Nishi-Shinsaibashi, Chuo-Ku, Osaka; 542 Japan); il secondo in particolare (inciso dal solo Eye con l’aiuto del chitarrista e leader dei potentissimi Hi Jokaidan, JoJo) è considerato il loro capolavoro ed è l’oggetto, brano per brano delle cover di Snake Is Long (il titolo viene da un enigmatica frase di Eye intervistato sulla citata Bananafish). Dovrebbero essere invece ancora reperibili (anche in Italia) la ristampa su Cd di Hanatarash 3 (RRR ‘89), dal suono di netta derivazione industriale, e il 4 (Public Bath ‘91), più variegato e vicino agli Ufo Or Die. Piuttosto oscuri sono i nomi dei partecipanti alla raccolta, con un paio di eccezioni: Maso Yamazaki (alias Masonna) qui con David Hopkins ma meno intenso del solito nella sua composizione di urla più feedback), e addirittura Lee Ranaldo dei Sonic Youth (strano, visto che dei due il noto fand dichiarato del noise giapponese è Thurston Moore), con un collage eccellente e molto-elaborato di rumori elettronici, corde maltrattate e grida passate allo scrambler. Ritroviamo poi Emile Beaulieau con un montaggio, in puro stile Hanatarash, un’opaco rock distorto dei Brïngdöwnzz, i rumori di ferraglia più vocine di dischi accelerate dei Pork, l’ultra-noise industriale, (alla Whitehouse/Haters), degli Speculum Fight, Barbara Manning(!) che parla su rumori assortiti di Seymour Glass (l’editore di Bananafish), la curiosissima fisarmonica in feedback di Miss Murgatroid (Alicia J. Rose), e un “campionamento” di Sweat Loaf dei Butthole Surfers (la stessa usata dagli Orbital) nella cover dei Funharm di Pisshole Surfers(!). Recuperiamo infine il ritorno a sorpresa degli Hanatarash (non si sa se il solo Eye o con altri) con un 7” registrato due anni fa, Total Retardation (Vinyl Communications)? e ottima conferma dello “stile” della ditta, un collage di urla e singulti, contatti elettrici sconnessi, sprazzi elettronici paperettè di gomma, trottole e cianfrusaglie varie agitate, in sequenza apparantemente casuale e (almeno a livello ideativo) improvvisata ma che eppure (come del resto dovrebbe esser sempre caratteristica dell’improvvisazione) risulta sempre focalizzata e sorretta in ogni momento da un’inventiva invidiabile (per un confronto con musiche realmente fatte a casaccio e prive del talento necessario, basta ascoltare la penosa imitazione del noise giapponese dai Trumans Water di Godspeed The Vortex). Per la reperibilità di questi materiali, contattare ADN, Disfunzioni Musicali, Demos e Wide).
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14/12/2005 13:23 - Merbow: Mort Aux Vaches (Staalplaat - Distr. Demos)
Scriviamo queste righe ...
Merbow: Mort Aux Vaches (Staalplaat - Distr. Demos) Scriviamo queste righe su Masami Akita (alias Merzbow) mentre apprendiamo che il suo previsto primo tour italiano (dopo circa tre lustri di attività, e varie occasioni come concerti nella limitrofa Germania) è stato, ti pareva, annullato. Per la verità si vocifera di problemi seri (giudiziari?) che lo avrebbero trattenuto in patria, ma la "notizia" che ci preme dare è che in ogni caso il tour europeo non avrebbe toccato l'Italia, dato che solo due club nostrani avevano manifestato interesse ad ospitarlo, insufficienti per dividere le spese di viaggio (per lo stesso motivo - solo 1-2 locali interessati - l'anno scorso non passati dall'Italia i giapponesi C.C.C.C. - che per inciso costavano meno di quanto chiede il più sfigato gruppo rock italiano - e un paio d'anni fa addirittura i God di Kevin Martin rinunciarono a venire perché una sola piazza li avrebbe ospitati): il nostro disprezzo per i club "alternativi" italiani non ha più limiti. Consoliamoci allora con quest'ultima registrazione, realizzata "live in studio" per la radio olandese VPRO nel luglio 95 (ma uscita solo ora per la serie limitata della Staalplaat, 1000 copie numerate e stupenda copertina porno-psichedelica!), e che dà una buona idea dei concerti del Nostro (coadiuvato, come sempre dal vivo, dalla moglie Reiko). Il sottotitolo, "Locomotive"Breath" (a meno che non si tratti di un criptico omaggio ai Kethro Tull di "Aqualung"!) dice già qualcosa dell'andamento implacabile della musica di Merzbow; è facile in effetti cadere in tentazioni onomatopeico/naturalistiche (come dicevano i critici della musique concréte) per descriverla: immaginate allora, ad esempio, la celebre tortura col trapano da dentista cui Laurence Olivier sottopone Dustin Hoffmann nel "Maratoneta" e moltiplicatela per mille; aggiungete il rombo di tutti gli aerei che hanno volato nel corso della Seconda guerra mondiale (suoni bassi) e tutta la musica elettronica composta dai vari Cage/Stockhausen/Lucier ecc. negli anni 50/60 (suoni alti), e avrete forse una vaga idea di come suoni un disco di Merzbow! Impressionante, ovviamente, e in particolare qui il terzo brano, dove dal caos emerge la voce di Akita a dare un tono estremamente lugubre. Il "live mixing" è stato fatto da John Duncan e il suono è scintillante, a rimarcare la differenza ad esempio dai rumoristi alla Masonna, che saturano all'inverosimile microfoni e amplificatori. Certo è una strada su cui forse non si va molto avanti, ma come si diceva, Akita è uno degli originatori della power electronics (incide almeno dall'82) e ha creato un proprio stile riconoscibilissimo che ha influenzato schiere di altri musicisti (Duncan è un esempio ovvio, ma ricordiamo anche la prima parte della "Never Again" di Zorn - su "Kristallnacht" - forse non proprio un omaggio, viste le intenzioni che vi presiedono, ma costruita innegabilmente sulla musica di Merzbow.
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14/12/2005 13:23 - Merzbow
Metalvelodrome. Tra gli oltre 200 cd prodotti da Makita Asami ...
Merzbow Metalvelodrome. Tra gli oltre 200 cd prodotti da Makita Asami nelle sue varie sembianze, questa è l'opera fondamentale. E' una fastidiosissima ricostruzione elettronica di una vivisezione realmente avvenuta un povero criceto. Crudele come concetto e come esecuzione. Oltre tre ore di rumori raccapriccianti. Indispensabile. comunque, per un approccio consistente a Makita Asami. A meno che non vogliate provare con Dadrottenvator, un cd prodotto fortunatamente in 177 copie, ormai introvabile, o i più recenti Venerology, viaggio attraverso suoni venerei, o Mercurated, appena uscito, contenente 5 registrazioni di altrettante esibizioni dal vivo nel corso del 1996. A patto che non vi mettiate in testa di acquistare Noise embryo, un cd prodotto in unica copia «fissa». Sta dentro un lettore fuso nella plancia di un'automobile, bloccato su repeat: un «traffico» di rumori per accompagnarvi nel traffico. Il tutto con beneficio d'inventario. Tutti ne parlano, nessuno l'ha mai ascoltato, dunque visto. Persino Masami Akita, l'autore, è molto vago. Ammette di averlo prodotto (non realizzato...) ma ingnora che fine abbia fatto. Joio Hiroshige, invece, sostiene che non è mai esistito.
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14/12/2005 13:23 - MERZBOW
‘Live At Radio 100’ (ERS/Demos)
Penso che sia impossibile per chiunque ...
MERZBOW ‘Live At Radio 100’ (ERS/Demos) Penso che sia impossibile per chiunque esprimere un’analisi completa sull’operato di Merzbow nel corso dei suoi venti anni abbondanti di carriera, in principal modo per il fatto che i dischi pubblicati sono stati così tanti che non credo vi sia alcuno, al di fuori dello stesso Masami Akita, che li abbia mai sentiti tutti! Ci si trova quindi nell’impossibilità di rendere “universale” quel che si pensa e ci si deve accontentare di rimanere all’interno dello spettro (limitato) di conoscenze personali. Proprio in tale ambito mi permetto di affermare che ‘Live At Radio 100’ è uno degli album meglio riusciti, oltre che più variegati, del musicista giapponese e lo ritrae in una esibizione presso gli studi di Radio 100 di Amsterdam in compagnia di Bara (turntable & voice) e Reiko A (theremin). La natura dell’unico pezzo (42’34”) è improvvisata, alternando white noise, voci che tali non sono, stralci di canti gregoriani, tempesta sintetica, bande municipali, elettronica minimale, frammenti di jazz, vinili mai uditi primi, improbabili sigle televisive e scariche techno. Dal campionamento in tempo reale ai suoni processati, sempre con una maestria senza pari. E pensare che Masami non reputa ‘Live At Radio 100’ un lavoro vero e proprio, ma semplicemente un documento di quanto avvenuto in quel preciso momento e con lo scopo dichiarato di divertirsi. E noi non possiamo far altro che rallegrarcene.
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14/12/2005 13:23 - MERZBOW Dharma
Di nuovo fra noi il noise.master giapponese Masami Akita. ...
MERZBOW Dharma Di nuovo fra noi il noise.master giapponese Masami Akita. Dharma coincide con la prima uscita per la HH Noise Industries, branca di extreme electronics della Hydrahead che accoglie un ritorno "classico", per quanto la parola possa avere senso. Imperterrito girar di manopole intente a tagliare, incollare, saturare o svuotare il suono, consueto rimbalzare fra colonne di white noise ed instabili passaggi scossi dall'elettricità statica. Piano Space For Marimo Kitty è la progressiva trasfigurazione di un inerme loop di pianoforte, Frozen Guitars And Sunloop / 7E 802 un monolite di 32 minuti incastrato dentro movenze pseudo-sinfoniche assordanti. Al di fuori dei possibili criteri di valutazione sull'avanguardia così radicale, Dharma convince per la propria azione psicoattiva e per la capacità di Merzbow/Akita, dopo 20 anni, di mantenere alta la tensione in chi sta per premere il tasto "play".


























































