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14/12/2005 13:23 - AMERICAN MUSIC CLUB
Divertente il nome. Meglio, divertente l'ironia del nome. ...
AMERICAN MUSIC CLUB Divertente il nome. Meglio, divertente l'ironia del nome. E', come dire, ironico. Un gruppo americano con un suono assolutamente americano adorato in maniera ossessiva dalla stampa inglese, mentre noi americani abbiamo iniziato a notarli solo da poco. (Che diavolo è questo Burt? Non sono i Sonic Youth, non sono i Guns'n'Roses e di certo non sono i Public Enemy...) Se siete uno di quelli con ciglia aggrottate, continuate a leggere. La pazienza, caro lettore, è una virtù. Con ricompense eccitanti. Che Mark Eitzel sia uno dei più grandi songwriters viventi è fuori discussione. Se si dovesse operare una scelta tra il nuovo album degli A.M.C. e tutto il resto dei dischi pubblicati dall'industria discografica, non dovrei nemmeno pensare a quale sceglierei. (Melody Maker 26 gennaio 1991). Beh, è tutto molto imbarazzante. Dal Melody Maker e NME a Spex in Germania, dal Village Voice a Spin a Musician negli Stati Uniti - il dolceamaro profumo dell'idolatria si leva dall'inchiostro sulla pagina. Con quattro album finora pubblicati (sulle etichette Frontier, Grifter e Demon), parecchi tour americani e due tour europei che hanno riscosso grande successo, la triste reputazione di cult band sembra ormai in bilico sulla soglia del Grande Salto: non più un'entità embrionale ed esplorativa, gli A.M.C. sanno esattamente chi sono, cosa vogliono dire e come lo vogliono dire. Naturalmente non lo ammetteranno mai. Mark Eitzel è l'autore ed il nucleo emotivo degli A.M.C. dalle sue parole prende vita la gamma multicolore di suoni che tradisce origini che spaziano dalle ballate country western a jazz allucinogeno a rock contemporaneo con un morso selvaggio. Eitzel ha trascorso la sua infanzia in vari ambienti: Taiwan, Inghilterra, America. Le voci disparate e tormentose nelle sue canzoni sono rese vive dai quattro altri membri del Club, i cui trascorsi rappresentano un'ulteriore spiegazione alla poliedricità creata dagli A.M.C.. Il chitarrista Vudi ha trascorso la prima parte della sua carriera musicale a suonare country western ma, frustrato dalla monotonia che la forma stava assumendo, ha "cercato rifugio nel finto ambiente bohemien del punk rock a San Francisco." (Nessuno si ricorda dei Farmers?) Danny Pearson (basso, mandolino, chitarra acustica, dobro) ha avuto un anno di gloria al liceo come chitarrista solista: con i Snots. Più tardi si trovò sul famoso palco Mabohay a suonare con gli Ironics. Il batterista Tim Mooney è stato recentemente adescato dai leggendari Toiling Midgets a prendere un pò di luce lunare con gli A.M.C.. Le malinconiche tensioni della pedal steel guitar sono amorevolmente eseguite da Bruce Kapham, che compone anche musica ,per video e film ed è inoltre produttore e tecnico (tra i suoi lavori ci sono John Lee Hooker, Charlie Musselwhite e Buddy Miles). Bruce ha anche trascorso parecchio tempo in molti gruppi country western. "Everclear" è il nuovissimo album degli AMERICAN MUSIC CLUB; undici canzoni evocative che alternativamente esplodono e sussurrano con limpida emozione. E sebbene il Melody Maker abbia detto che "il mondo non merita Eitzel", voi si. Voi meritate tutto il dannatissimo Club.
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14/12/2005 13:23 - "Love Songs For Patriots" (American Music Club) Cooking Vinyl La ...
"Love Songs For Patriots" (American Music Club) Cooking Vinyl La "reunion" degli American Music Club è frutto di un lavoro di ricucitura cominciato tre o quattro anni fa da Mark Eitzel ed è particolarmente significativa perché coinvolge finalmente anche Vudi. Il chitarrista degli AMC è stato sempre restio a riformare la band e deve esserci voluta molta pazienza per convincerlo. Eitzel racconta che si è trattato di un riaccendersi d'interesse quasi improvviso: Danny Pearson (basso) ha telefonato a Tim Mooney (batteria), quest'ultimo si è messo in contatto con lui... e Vudi si è lasciato convincere a forza di drink, mentre Bruce Kaphan (pedal steel) ha detto di no. Al suo posto è stato convocato Marc Capelle (tromba, pianoforte) e il risultato gira adesso nel nostro lettore muovendosi sulla dialettica tra la voce e le melodie struggenti del leader e le timbriche taglienti di Vudi. Con tutto il rispetto per il lavoro solista del primo, ci chiediamo come abbiamo fatto a stare per così tanto tempo senza questo incredibile gruppo. www.americanmusicclub.com - INFO: LIVE s.r.l. - Via Pascoli 2 - 50129 FIRENZE - 055/5520575 - Fax 055/5520524 www.liveinitaly.com






































































































































































































































































































































































































































































