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14/12/2005 13:23 - Luke Vibert:
Una creatività incontenibile. Anche se in tempi più recenti ...
Luke Vibert: Una creatività incontenibile. Anche se in tempi più recenti è diventato noto soprattutto per i suoi lavori realizzati con la denominazione Plug in un personalissimo stile drum'n'bass, è con lo pseudonimo Wagon Chist che ha realizzato le sue cose più propriamente trip-hop. Accostamenti ritmici osé ma sostanzialmente funky, in cui restano perfettamente leggibili in trasparenza le influenze techno. Throbbing pouch (Rising high, 1994).
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14/12/2005 13:23 - LUKE VIBERT & BJ COLE - STOP THE PANIC - ...
LUKE VIBERT & BJ COLE - STOP THE PANIC - (LAW & AUDER) - CD - UK Il secondo è un turnista di lusso in studi prestigiosi, vuoi Orb o persino Verve, manomorta della chitarra e nume mondiale del "ghirigoro a pedale" con la medesima. Una specie di Clapton, ma meno stronzo. Quì si gioca nomea, prestigio e reputazione con lo scapestrato Vibert che, abbandonate le peculiarità nobili da "elettronico puro" tipo Scanner o Black Dog, ed anche le godibilissime escursioni pseudo-jungle sotto le guisa di Plug, s'è oramai votato al cabaret del nonsense, cioè al divertismènt concettuale, in pratica l'umorismo che non arriva. Il disinteressato e, a tratti pure annoiato chitarrista si lascia manipolare dal collega che ricrea delle commediole chic & chip, vedi "Party Animal" oppure "Hipalong Hop". Tutte le possibilità infinite dell'inedito duo vengon fuori solo a tratti e solo quando si esce dal bozzetto: è lì che la chitarra Hawaiana e la tecnologia applicata dell'apprendista mago arriva quasi alla prescenza, in una catarsi del millennio a venire! E allora il twang'n' bass piratato in "Yesterday" rimane la cosa bella con cui ci confronteremo negli anni a venire.
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14/12/2005 13:23 -
LUKE VIBERT & BJ COLE live act (UK)
C'è un grave ...
LUKE VIBERT & BJ COLE live act (UK) C'è un grave problema psicologico che assilla alcuni musicisti: la turofobia, ovvero la paura del formaggio. Nelle cabine dei deejay, nei bar e negli studi di registrazione esplode il panico irrazionale causato dall'intolleranza al lattosio. E dalla turofobia scaturiscono una miriade di altri disordini nevrotici: la paura di essere diversi, di sperimentare, di sorridere, l'orrore per una vita non correttamente vestita e per il brutto volto dell'infelicità professionale. Non temete. Gli aiuti ora sono a portata di mano. Luke Vibert non ha paura del formaggio. Né lo assume indossando ironicamente una tenuta da safari con il sopracciglio sollevato e briciole di gorgonzola sul pizzetto. No. Luke Vibert fa solo quello che gli va, perché gli sembra buono, perché è divertente, o semplicemente perché. E ora ha un complice: BJ Cole. BJ Cole è una leggenda del suo tempo. La sua chitarra hawaiana dà un tocco diverso al lavoro di beh, quasi tutti: dal post-psichedelico dei primi anni '70 del suo gruppo Cochise, fino a Marc Bolan, Scott Walker e John Cale, e ancora Bjork, i Verve, Spiritualized, Orb e Beck. "E' lo strumento più meraviglioso del mondo - spiega BJ - Era quello che pensavo quando ho iniziato a studiarlo 30 anni fa e lo penso tuttora". Una prima infatuazione per il suono della chitarra di Hank Marvin degli Shadows ha portato Cole alla chitarra hawaiana e a una carriera colma di successo come "session musician". I suoi album e gli spettacoli di Transparent Music Ensemble negli anni '80 e '90 gli hanno fruttato grandi successi di critica. Ma alla metà degli anni '90 BJ cercava qualcosa di diverso. Uno spettacolo al Big Chill gli ha fatto venire in mente la possibilità di lavorare dal vivo con un deejay. Cole spiegò l'idea al suo amico David Toop, famoso cronista dei primi anni dell'hip hop. Toop gli fece ascoltare qualche album. Fu "Drum And Bass For Papa" di un musicista di nome Plug che lo colpì. "Ascoltare quel disco mi fece uscire di testa", ammette BJ.. Luke Vibert ha inciso come Vibert & Simmonds, Wagon Christ, Plug e Luke Vibert. Ha anche rimescolato Howie B. Moloko, Meat Beat Manifesto, David Sylvian e Nine Inch Nails. Qualsiasi cosa faccia, assomiglia solo a se stesso: swinging, musicale e spesso divertente. Proveniente dalla Cornwall School come Aphex Twin, ha un approccio cavalleresco alla dance music contemporanea. Quindi non si è stupito quando in un club è andato a trovarlo uno che suonava la chitarra hawaiana e gli ha chiesto di lavorare con lui. Quando il tizio è tornato di nuovo qualche mese dopo, ha capito che faceva sul serio. O quasi. "Non era neanche un abbozzo di progetto - racconta - ci siamo solo fatti qualche bella risata". O, come afferma BJ: "ci siamo seduti e abbiamo fumato assieme, tutto nasce da lì". Questo non significa che non si siano presi sul serio. BJ descrive Luke come "un giovane Mozart, che sta seduto a casa rimuginando continuamente idee fantastiche". Luke, d'altra parte, trova irresistibile la natura esplorativa di BJ. "E' così aperto a tutto; gli ho fatto sentire la mia collezione di dischi, dalla robaccia scadente anni '60 fino ad Aphex, Squarepusher e Tribe Called Quest. E adora tutto". Le loro risate hanno dato origine a un album: dodici brani influenzati dalla musica hawaiana, hip hop, country, drum & bass, musica latina e colonne sonore, free jazz ed esotica espansiva. Ditene una e ne troverete un tocco qui e là. Quello che non troverete sono finzione e reverenza di circostanza: questa è la musica di due artisti che si divertono, ciascuno lasciando che l'altro porti entrambi verso nuove direzioni senza preoccuparsi troppo se quello che troveranno è buono o meno. E' tutto qui. Non c'è nessun bisogno di isolarsi dal mondo, di sguardi torvi e ricerca del dolore. Nessun bisogno, in effetti, di fare molto. Sedetevi comodi, chiudete gli occhi e ascoltate. Se sentite l'impulso, battete il ritmo con il piede o con la testa, leggermente. Sorridete. E siete guariti. Fine del panico.
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14/12/2005 13:23 - LUKE VIBERT
Big Soup (Mo' Wax)
Attraverso repentini cambi di etichetta, Luke ...
LUKE VIBERT Big Soup (Mo' Wax) Attraverso repentini cambi di etichetta, Luke Vibert alias Wagon Christ, alias Plug approda in casa Mo' Wax di James Lavelle confezionando un interessante album dal fantomatico nome Big Soup. Questo lavoro è infatti una grande zuppa ingombra di samplers prelevati dalle fonti sonore più disparate: funk tardo anni '70, space age music, house da supermercato, rock cosmico e divagazioni jazzy, che rendono il tutto una massa indefinita, ma, nel contesto, decisamente originale. Vibert si mette ulteriormente alla prova, classificandosi come uno dei più sublimi maestri del groove, riuscendo meno deragliato di Squarepusher e ritmicamente più accessibile di Aphex Twin. Sicuramente l'influenza cut'n'scratch dei Coldcut primi anni '90 ha fortemente ispirato tutto il lavoro di questo artista, vero oggetto di culto della nuova avanguardia contemporanea. Consigliatissimo. Mirco Uguccioni
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14/12/2005 13:23 - Concludo con il non recente doppio singolo Angel 6 dell'iperprolifico ...
Concludo con il non recente doppio singolo Angel 6 dell'iperprolifico Luke Vibert (Plug, in questo caso), ben sette le versioni ivi contenute ed è inutile soffermarsi sulle fantasmagoriche ritmiche che questo artista ci ha ormai abituato ad ascoltare. Singolo del mese n° 3.
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14/12/2005 13:23 - WAGON CHRIST DJ SESSION (Luke Vibert)
(dj session, electronics UK)
Link ProPop ...
WAGON CHRIST DJ SESSION (Luke Vibert) (dj session, electronics UK) Link ProPop in collaborazione con Liquid organization di Londra presenta, in occasione dell'uscita del nuovo LP "Tally Ho!", Luke Vibert in veste "Wagon Christ" uno dei tanti pseudonimi sotto cui si cela il camaleontico compositore elettronico. Lavoro dove riassume in due facciate la sua doppia anima musicale, in uno scostante equilibrio tra la ricerca di groove elegantemente trip-hop e costruzioni ritmiche di break-beat e campionamenti ad effetto morphing a scorrimento melodico veloce ed iperfluido. "Tally Ho" è nella lunga carriera di Luke Vibert un punto di superamento del formalismo e della autoreferenzialità tipica dei nuovi "geni" della dance elettronica, a favore di un maggiore eclettismo pop, formato da un collage di citazioni e stili riveduti e corretti dal sofisticato tocco "vibertiano", stile che è passato indenne nel percorso indie-major. Percorso che ha avuto inizio verso la metà degli anni 90 dalla Rephlex record di Richard D. James (aka Aphex Twin) come Wagon Christ, per passare alla Nothing label, etichetta di Trent Reznor (Nine Inch Nails) come Plug, ai salotti buoni della MO Wax di James Lavelle, per arrivare alla Personal Stereo subetichetta della Major Virgin rec. Il tutto senza perdere un colpo creativo. Il Vibert dell'occasione proporrà un lungo dj set, un surfing stilistico-performativo (hip hop /house /break-beat) attraverso tutte le sue fonti sonore di ispirazione, a ragione dei suoi tanti pseudonimi artistici. Wagon Christ dj Session Italian tour: Mercoledì 20 gennaio Gola - Milano Giovedì 21 gennaio Logic - Firenze Venerdì 22 gennaio Agatha c/o Brancaleone - Roma Sabato 23 gennaio Link - Bologna
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14/12/2005 13:23 - ARTISTI VARI: NUGGETS-LUKE VIBERT’S SELECTION (LO REC.) - CD,U.K.
Luke Vibert, ...
ARTISTI VARI: NUGGETS-LUKE VIBERT’S SELECTION (LO REC.) - CD,U.K. Luke Vibert, alias Wagon Christ, quì in veste d’archeologo musicale. Il nostro ha scovato in una libreria parigina una vera e propria miniera sonora. L’ascolto delinea una sorta di storia alternativa del pop trasversale, ma ci sono anche reperti di proto-elettronica e di strumentali pre-techno. Un mare di idee e ispirazioni che hanno sublimato, formando, l’odierna generazione (pensiamo agli Add N To X oppure agli Air, i Daft Punk o la Beta Band). 28 le tracce che spaziano spiazzando dal kitchs più becero alle curiosità più “exotiche” con puntate alte, se non altissime. C’è il piacere della scoperta, il gusto del tesoro sconosciuto e c’è il rammarico che molti di questi brani in origine fossero semplicemente dei tappeti per “commercials” radiofonici o televisivi. Segnaliamo i nomi dei papabili ad una più approfondita ricerca: Eddie Warner, Jack Arel, Anthony King, l’incredibile Heinz Funk Electronic Combo e Nino Cardini, che immaginiamo abbia fatto buon uso compositivo della grappa omonima! “Drone” ambientali, groove propulsivi, incredibili valzer spaziali e splendori di simfonie dub, il tutto condito da un’inventiva mai paga e completamente in libertà (cosa oramai rara nei dischi odierni, forse solo negli ultimi Radiohead). E alla fine, l’incredibile: non par più d’ascoltare una collezione di tracce ripescate negli anni ‘70, ma proprio un contemporaneo album del Vibert stesso! Mestf
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14/12/2005 13:23 - Luke Vibert Lover's Acid Planet Mu 2005 Planet Mu website ...
Luke Vibert Lover's Acid Planet Mu 2005 Planet Mu website In tempo d'acid ad ognuno viene di dire la sua, ci pensa anche Il veterano Vibert, che già lo scorso anno aveva intrapreso la strada del bassline, producendo l'ottimo 'Yoseph'. Questa a dire il vero è una raccolta di brani acid precedentemente composti, una raccolta che rende ben chiara la situazione, mettendo in luce l'abilità di Luke Vibert nella materia. Le influenze stilistiche sono molte, dalla techno al break fino ad arrivare ad un'oscuro downbeat. C'è da ballare e d'ascoltare, di tracce valide a mio avviso ce ne sono molte e per tutti i gusti, dall'ipnotica 'Homewerk', le più ballabili 'Analord' e 'Acid 2000', la pure acid 'Dirty Fucker' con il suo bassline impazzito. La cosa certa è che non fà nulla per rendersi diverso, e questo può essere un punto a sfavore, comunque di materiale ce n'è in abbondanza, bello senza sballare! www.warprecords.com/lukevibert/
























































































































































































































