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14/12/2005 13:23 - Plaid
LIVE SET - TECHNO LOUNGE - UK
E per finire questa ...
Plaid LIVE SET - TECHNO LOUNGE - UK E per finire questa prima parte di stagione un altro gradito ritorno: per presentare il loro ultimo lavoro Rest Proof Clockworkg (Warp) i Plaid delizieranno il pubblico del Maffia con la loro visione di ciò che sinteticamente potremmo definire techno-lounge. Perfezione sintetica, lussureggiante narrativa etno-ambient fanno oggi della band uno dei gruppi più autentici e originali in circolazione pronti ad avvolgerci ammaliarci attraverso la loro personalissima concezione della dance, appassionata, umoristica, intelligente.
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14/12/2005 13:23 -
Plaid - Not For Threes
Dopo aver speso gli ultimi due ...
Plaid - Not For Threes Dopo aver speso gli ultimi due anni in giro per il mondo assieme a Bjork, Ed e Andy (il duo Plaid) ha trovato il tempo per chiudersi in studio e registrare il loro secondo album. Il precedente ("Mbuki Mvuki") uscito nel '91 è introvabile. Qui 16 tracce per 70 minuti pieni di piacevolezze soniche, una commistione tra ritmi multitonali e melodie fantasma. Il loro maggior pregio: non hanno un genere; sono loro stessi un genere, genere Plaid, oramai dei classici.
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14/12/2005 13:23 - PLAID-Booc ('12)-WARP
4 tracce che riportano il duo al suono di ...
PLAID-Booc ('12)-WARP 4 tracce che riportano il duo al suono di "Bytes", era Black Dog, epoca felice d'elettronica aliena e funky extraterrestre, melodie per macchine astratte.
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14/12/2005 13:23 - PLAID
Rent Proof Clackwork
Nella zona meno convenzionale della scena elettronica inglese, ...
PLAID Rent Proof Clackwork Nella zona meno convenzionale della scena elettronica inglese, accanto ad altri cocciuti "irregolari" come gli Autechre, troviamo i Plaid. Ossia Ed Handley e Andy Turner, già segnalatisi per originalità di intenti ed elusività formale ai tempi di Black Dog, entità da cui si sono dissociati infine quattro anni fa. E se ha un senso il nome scelto per questa nuova avventura, ora al terzo episodio discografico, è quello che allude al maggior calore erogato dalla musica che ne è colonna sonora. I due producono materiale 'sintetico' dotato di fragranza 'organica', infatti. Senza reprimere la naturale irrequietezza del proprio estro, d'altra parte. Per farvene un'idea, se ancora non vi è capitato di ascoltarli, immaginate ciò che potrebbe accadere in un ideale punto intermedio fra Orbital e Aphex Twin. Far funzionare questo "meccanismo a orologeria a prova di cannone" per credere. Si va dalla tiepida eco-ambient di Ralome ai concitati impulsi "technologici" di Last Remembered Thing senza che mai s'infranga l'incantesimo, rafforzato anzi dalla varietà delle suggestioni evocate. E' come se i Plaid riuscissero a filtrare le proprie influenze tanto il fatuo electropop anni Ottanta, cui rende omaggio la buffa Dang Spot, quanto la musica da camera, replicata artificialmente in Dead Sea - attraverso una sensibilità individuale così pronunciata da deformarle irrimediabilmente. E piacevolmente. Il sobrio astrattismo digitale che si ammira in Buddy, New Bass Hippo e Air Locked ne è eloquente dimostrazione. Eppure alla fine - ma in verità oltre la fine, visto che accade nella traccia-fantAsma posta in coda a tutto si ascolta anche una voce umana. Femminile. E incantevole. Un optional, tuttavia, nel mondo artificiale creato da Turner e Handley: squisiti umanisti nell'era del silicio.
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14/12/2005 13:23 - PLAID Trainer (WARP)
Capita raramente di ascoltare elettronica datata senza sbadigliare ...
PLAID Trainer (WARP) Capita raramente di ascoltare elettronica datata senza sbadigliare o sorridere; se poi a questo aggiungiamo il fatto che si tratta di 150 minuti di roba, si trata di un'impresa non da poco. D'altronde, si sa, i Plaid sono dei fuoriclasse, seminali ai tempi di "Bytes" nei Black Dog quanto carini e adorabili nei recenti "Not For Threes" e "Pest Proof Clockwork". In "Trainer" si scava nel passato del gruppo, addirittura pre-Bytes, se si considera che il loro debutto Mbuki Mvuki, qui integralmente riportato, risale al lontano '91. ~Mbuki Mvuki" in bantu significa "ballare fino a far cadere i vestiti": forse un po' esagerato, visto che i Plaid sono più dei raffinati fiorettisti che degli sciabolatori del ritmo alla Van Helden, ma è veramente incredibile sentire come fossero avanti i due genietti londinesi. Dovevano vivere veramente in una sorta di bolla ("bubble" e il nome del loro studio) spazio-temporale per suonare ritmi "Spy" (Summit) o brasiliani (Scoobs in Columbia) inflazionatissimi oggigiorno, ma pionieristici nove anni fa. Fanno da contornone (una dozzina di pezzi) vari inediti appanenenti non solo a Plaid, ma anche ai progetti nati dalle combinazioni tra i due e l'altro "cane nero" Ken Downie: gli ambientali Balil, i kraftwerkiani Atypic e i danzerecci Tura, sfaccettature diverse dello stesso cristallo.
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14/12/2005 13:23 - PLAID “Undoneson” (12”) I due terzi dei Black Dog, già ...
PLAID “Undoneson” (12”) I due terzi dei Black Dog, già perturbatori di Bjork e Nicolette, nella loro prima uscita su etichetta WARP. Un assaggio in vista dell’album. AUDIOWEB “Faker” (12) Brit-Pop o Dub? Dilemma inconcludente, il remix dei Dub Pistols risolve tutto in un pompato electro-dub, mentre il mix degli Orb piazza un basso da capogiro in primo piano. Perfetto. COLDCUT “More Beats And Pieces” (12”) Nell’87 uscì “Beats & Pieces”, ma questo lavoro non ne celebra meramente il decennale. I padri fondatori del trip-hop e di quant’altro vogliate sono troppo veloci, vivono di scarti improvvisi e non si commuovono del tempo che passa. Da avere. DJ KRUST “Soul In Motion” (12”) Monolitico ed ipnotico al tempo stesso, KRUST rimane insuperabile nell’imbastire lunghe scansioni drum’n’bass intervallate da brevi break siderali. Due lunghi brani più le loro versioni radio. DEPTH CHARGE “Disco Vixen” (12”) Col suo lavoro ha anticipato di cinque o sei anni tutte le mode del momento: il LO-FI e la SKINT-RECORDS, le tastiere anni ‘70 e la “cheese- music”, i film di serie Z e il tropicalismo. Esuberante, ironico, citazionista, costante nella sua mutevolezza. NINE INCH NAILS “The Perfect Drug” (12”) Torrido. La sensazione del “non finito” di tutti i lavori di Trent Reznor (e di già udito, purtroppo), elegante il remix di Plug, un po’ meno quello degli Orb. ROCKERS HI-FI “Dj Kicks The Black Album” (Cd) Una session dei due musicisti ai piatti, aiutati dal loro vocalist: Farda P. Piacevole digidub. LUKE VIBERT “Do Unto Others” (12”) E’ su etichetta Mo’ Wax, quindi si lascia alle spalle le pulsioni drum’n’bass e s’immerge in un sofisticato trip modernissimo. Tre pezzi stupendi (che non trovate nell’album appena uscito). AA.VV. “15 Years In A Open Boat (A History Of On-U Sound) (Cd) Dall’uomo che ha traghettato il post punk al reggae via dub, arriva una raccolta preziosa. Più un organizzatore che un produttore, creatore di gruppi satellite orbitanti tutti presso lo stesso stile; qui trovate brani dei DUB SYNDICATE e dei NEW AGE STEPPERS, delle AKABU e della SUGARHILL GANG. E MARK STEWART con la distruzione di “Jerusalem”.
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14/12/2005 13:23 - Lagwagon
Double Plaidium (Fat Wreck)
Quarto album per i Lagwagon, una ...
Lagwagon Double Plaidium (Fat Wreck) Quarto album per i Lagwagon, una delle migliori band della scuderia Fat. Emocore a palla con deliziosi stacchi acustici seviti in confezione extralusso (in similtessuto scozzese con stampa platinata). Dodici frustate in perfetto stile Californiano, tanto caro ai fans di Bad Religion, Adolescents e, naturalmente..... NoFx. Aspettando il nuovo lavoro di quel grassone di Fat Mike e compagni, uno dei migliori prodotti punk di inizio stagione. Difficile resistergli....
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14/12/2005 13:23 - Venerdì 26 luglio 2002, ore 21.30
Fano, Corte Malatestiana
COIL – MOUSE ...
Venerdì 26 luglio 2002, ore 21.30 Fano, Corte Malatestiana COIL – MOUSE ON MARS – PLAID Game on Coil - Mouse on Mars - Plaid sono i nomi dei tre bizzarri gruppi musicali che si cimenteranno in una altrettanto bizzarra performance alla Corte Malatestiana di Fano, dove verrà collocato anche un maxischermo per la visione di videogames e proiezioni elettroniche. Si tratta dell’unico appuntamento italiano di un progetto che il direttore artistico de Il Violino e la Selce, Franco Battiato, insegue da tempo per il suo mai sopito interesse verso i nuovi linguaggi applicati al mondo dell’elettronica. Game On ha debuttato in primavera con grande successo al “Barbicane” di Londra. A Fano ci sarà una vera e propria maratona musicale con 4 ore di musica e 3 gruppi che si esibiranno uno dopo l’altro, anzi intersecandosi l’uno nell’altro, con soluzione di continuità. Uno dei musicisti, il master, il più “resistente” (!), suonerà ininterrottamente per 4 ore passando da un gruppo all’altro. Si tratta di formazioni che si dedicano esclusivamente a questo tipo di musica e che hanno molto successo in America, dove personaggi dei videogames come Supermario, Lara Croft, sono passati ormai dalla dimensione virtuale a quella “umana”. La musica per videogames è partita da semplici rumori per evolvere poi verso un vero e proprio genere musicale e la storia dei computer games si è mossa parallelamente a quella dello sviluppo delle musica elettronica. Lo show che andrà in onda a Fano esplora diverse dimensioni: un modo per divertirsi al di fuori della routine, per evocare immagini comiche o tragiche ed anche un mezzo per entrare in relazione con gli altri, attraverso la collaborazione fra musica e immagine. Game Boy nel 1989 offrirono 4 canali di suono e Michael Jackson prontamente seguì con una passeggiata al chiaro di luna la sua strada all'interno di un sistema “Sega game”, raccogliendo i suoi hits in una struttura narrativa. Con lo sviluppo dei processori, la qualità del suono dei CD divenne banale e la partecipazione interattiva degli stessi giocatori aprì agli esploratori di programmi la possibilità di che cosa un gioco avrebbe potuto offrire. Il gioco Wipe Out (Playstation) divenne una realtà benchmark nel 1996 utilizzando come colonna sonora hyper twisted popdynamo di “The Chemical Brothers” e di “The Prodigy” e senza dubbio l’alto utilizzo finale del suono e dell'immagine ha contribuito alla produzione attuale della vasta gamma di videogames. Attivo fin dal ‘91, Plaid è stato parte di Black Dog Productions con Ken Downie. Black Dog ha contribuito alla strutturazione dello sviluppo della musica elettronica che si ascolta a casa. Coil, oscuramente gotico e distintamente inglese, è un nucleo di John Balance e Peter Christopherson. Formatosi nel 1983, il loro “Come distruggere gli Angeli” è stato descritto come “musica rituale per l'accumulo di energia sessuale maschile”. Mouse on Mars, è invece nato nel 1993 quando Andi Toma, di Dusseldorf, e Jan St. Werner, di Colonia, si incontrarono ad un Festival metal a Stoccolma e decisero di formare una band.
























































































































































































































