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14/12/2005 13:23 - Howie B
Howard Bernstein e il suo vero nome e deve ...
Howie B Howard Bernstein e il suo vero nome e deve il grosso della sua fama al lavoro produttivo operato su gente del calibro di Bjork, U2, Everything But The Girl. La sua credibilità underground risale invece a ciò che ha prodotto tramite la sua personale etichetta (Pussyfoot Records, dietro distribuzione italiana tramite Self) e con lo pseudonimo Skylab. Di recente pubblicazione è il suo album 'maturo', Music For Babies e tramite proprio la Pussyfoot gira l'europa come dj abstract con una predilezione per l'hip-hop.
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14/12/2005 13:23 - HOWIE B + DJ JACKNIFE LEE
(UK) dj set - unchemical ...
HOWIE B + DJ JACKNIFE LEE (UK) dj set - unchemical beats Howie B non ha piÐ bisogno di presentazione, grazie all'enorme livello di notoriet‡ raggiunto dai suoi lavori di produzione e mixaggio per il mondo del pop. Ma anche come autore Howie B si Ë imposto nell'arco di tre LP come uno dei piÐ creativi e intelligenti "tagliaecuci" mondiali. Basta dire che anche il suo recentissimo Lp,"Snatch", lo riconferma come massimo esponente della scena elettronica e "beathead" per eccellenza degli anni novanta, mai scontato e sempre sorprendente e innovativo.
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14/12/2005 13:23 -
HOWIE B dj set
supported by MAFFIA SOUND SYSTEM
Howie B – ...
HOWIE B dj set supported by MAFFIA SOUND SYSTEM Howie B – scozzese di Glasgow - è un ‘posseduto’ dalla musica, il mago del funk futuro, il folletto del ritmo sghembo, ellittico. Vivere la sua musica è un’esperienza fisica e psichica. Dall’esordio la sua carriera si è dipanata tra la collaborazione con un interminabile elenco di artisti - come produttore, addetto al mixaggio, collaboratore e dj – e alcune significative esperienze soliste, quali Music for Babies (’96), Turn the Dark Off (’97) e il recente Snatch del ’99. U2, Björk, Everything But the Girl, Fiona Apple, Annie Lennox, Ry Cooder sono solo alcuni nomi della scena pop-rock con cui Howie B ha lavorato, lasciando tracce indelebili della sua tecnica. Che ha trovato sfogo del resto anche nella produzione del tema del film Mission Impossible e nella colonna sonora di End of violence di Wim Wenders. Stridenti ed illuminate sovrapposizioni di stili e sonorità estratte dalle fonti più strane, tessiture hip hop e funk associate a suoni campionati in bassa fedeltà, effetti sapientemente filtrati e miscelati, vortici che creano dipendenza sono il risultato dell’istintiva espressione del suo pensiero.
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14/12/2005 13:23 - HOWIE B+DJ JACKNIFE LEE (UK) dj set - unchemical beats. ...
HOWIE B+DJ JACKNIFE LEE (UK) dj set - unchemical beats. Howie B non ha più bisogno di presentazione, grazie all'enorme livello di notorietà raggiunto dai suoi lavori di produzione e mixaggio per il mondo del pop. Ma anche come autore Howie B si è imposto nell'arco di tre LP come uno dei più creativi e intelligenti "tagliaecuci" mondiali. Basta dire che anche il suo recentissimo Lp, "Snatch", lo riconferma come massimo esponente della scena elettronica e "beathead" per eccellenza degli anni novanta, mai scontato e sempre sorprendente e innovativo.
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14/12/2005 13:23 - HOWIE B dj set
supported by MAFFIA SOUND SYSTEM
Howie B – ...
HOWIE B dj set supported by MAFFIA SOUND SYSTEM Howie B – scozzese di Glasgow - è un ‘posseduto’ dalla musica, il mago del funk futuro, il folletto del ritmo sghembo, ellittico. Vivere la sua musica è un’esperienza fisica e psichica. Dall’esordio la sua carriera si è dipanata tra la collaborazione con un interminabile elenco di artisti - come produttore, addetto al mixaggio, collaboratore e dj – e alcune significative esperienze soliste, quali Music for Babies (’96), Turn the Dark Off (’97) e il recente Snatch del ’99. U2, Björk, Everything But the Girl, Fiona Apple, Annie Lennox, Ry Cooder sono solo alcuni nomi della scena pop-rock con cui Howie B ha lavorato, lasciando tracce indelebili della sua tecnica. Che ha trovato sfogo del resto anche nella produzione del tema del film Mission Impossible e nella colonna sonora di End of violence di Wim Wenders. Stridenti ed illuminate sovrapposizioni di stili e sonorità estratte dalle fonti più strane, tessiture hip hop e funk associate a suoni campionati in bassa fedeltà, effetti sapientemente filtrati e miscelati, vortici che creano dipendenza sono il risultato dell’istintiva espressione del suo pensiero.
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14/12/2005 13:23 - SABATO 26 FEBBRAIO
HOWIE B
presents
The Pussyfoot review"Live on Stage.The London ...
SABATO 26 FEBBRAIO HOWIE B presents The Pussyfoot review"Live on Stage.The London Daddylonglegs (Howie B/Jeremy Shaw) & Palm Skin Productions (Simon Richmond)" LIVE+ DJ SET - MAD BREAKS - UNCHEMICAL BEATZ - UK
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14/12/2005 13:23 - Howie B
Trip hop - Big beatz
Unica data italiana per il ...
Howie B Trip hop - Big beatz Unica data italiana per il genio dell'elettronica degli anni '90. Tra i produttori degli ultimi due album degli U2, collaboratore fidatissimo di personaggi come Brian Eno, Massive Attack, Bjorh etc, Howie B è uno dei personaggi chiave Der lo sviluppo delle nuove musiche provenienti dall'lnghilterra. Ha all'attivo due album, il primo "Music for Babies" è un capolavoro di ambient-trip hop, il secondo "Turn the Dark Otf' è più dance e vicino all estetica big beat. Howie B ha creato anche una propria etichetta discografica, la Pussvfoot Records per lanciare nuovi talenti tra cui Headrillaz, Space; e Naked Funk. Di suDDorto dell'ultima meaa tournee mondiale deoli U2.
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14/12/2005 13:23 - HOWIE B
Snatch
Lo dico subito così, come dire, mi tolgo il ...
HOWIE B Snatch Lo dico subito così, come dire, mi tolgo il pensiero: questo nuovo album di Howie B mi sembra un disco bellissimo. Sarà perché ho di questi tempi uno spiccato interesse per la musica, in qualche modo, "astratta"; sarà perché il livello di "sofisticatezza" raggiunto da Howie B nella modulazione dei suoi macchinari è davvero raro; sarà per altra qualche oscura ragione psico-sociale della quale neppure mi rendo conto. Comunque sia, Snatch suona davvero bene alle mie orecchie. Per atmosfere e scelte stilistiche è vicino all'album d'esordio di Howie B, quel Music For Babies di tre anni fa, fatto di piccoli suoni sibilanti e pochi ritmi sincopati in bassa fedeltà. Tutt'altra cosa rispetto a Turn The Dark Off dello scorso anno, in cui i ritmi erano pieni e grassi. In Snatch il centro di gravitazione della musica è sì nel ritmo, ma nel ritmo inteso come ondulazione, come oscillazione dei suoni analogici che vengono fuori dai sintetizzatori. Attorno ad esso si sviluppano melodie di ogni genere: ora aeree ed inquiete, come in "She Called Again"; ora vagamente esotiche e melanconiche, come in "Cook For You". Ora c'è solo ondulazione che sembra galleggiare nell'etere (cfr. "Trust"). E' un disco difficile. Nel senso che non ci sono canzoni in forma classica; né ritmi da ballare. Ovvero è inserito in una tradizione marginale del pop dei nostri giorni. "Abstract Musical Science", la chiemavano qualche anno fa sulla copertina della raccolta Headz della Mo'Wax, una sorta di manifesto programmatico di quello che oggi siamo abituati a chiamare trip-hop. O almeno del lato più visionario (o elitario, se preferite) di questa stessa scena. E visto in quell'ottica, alla luce di tutte le produzioni variamente tecnologiche e variamente elettroniche che si sono susseguite da allora ai nostri giorni, questo Snatch suona come una capolavoro del genere, o qualcosa di simile. Non perché il suo impatto sia dirompente o straordinariamente innovativo o riassuntivo di una certa storia e di chissà quali contaminazioni, ma perché qui le cose sono fatte davvero bene, da cima a fondo, e fin nei minimi particolari. Vorrei dire: è un disco "ispirato".
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14/12/2005 13:23 - HOWIE B "Snatch" (PUSSYFOOT)
Divenuto una star internazionale dopo essere stato ...
HOWIE B "Snatch" (PUSSYFOOT) Divenuto una star internazionale dopo essere stato chiamato dagli U2 a produrre POP, l'album che ha segnato la svolta elettronica del quartetto di Dublino, cosa che ha (ovviamente) esteso la sua fama e notorietà presso il grande pubblico ben oltre quanto fosse possibile rimanendo all'interno della scena trip-hop, con SNATCH, terzo album della sua personale carriera, Howard Bernstein torna a confermare che non è soltanto uno dei migliori e più innovativi produttori di musica altrui ma prima ancora un geniale musicista e produttore di musica propria, cosa del resto che già sapevamo dall'ascolto dei suoi lavori precedenti. La novità principale ora sta nell'etichetta che ha dato alle stampe il disco, che è quella dello stesso Howie B, la Pussyfoot, segno evidente di una volontà di continuare il proprio percorso creativo liberamente da qualsiasi tipo di condizionamenti (e anche, volendo a tutti i costi essere maliziosi, di una maggiore disponibilità finanziaria). Entrando nell'analisi dell'album, diciamo subito senza mezzi termini che ancora una volta il suo autore si conferma maestro nel costruire un tessuto di linee oblique ed astratte che vanno a costituire lo sfondo sonoro di soluzioni sempre diverse grazie alla capacità di saper scegliere i campionamenti giusti: ecco così che le atmosfere fredde e dilatate di GALWAY si ripropongono nei brani successivi, ma all'interno di strutture più complesse, come il jazz cibernetico di SNIFFER DOG o attraverso i richiami latinoamericani di COOK FOR YOU o la batteria funk e la fisarmonica di TRUST, o si accentuano nelle cadenze più elettroniche di COTTON HIGH. A partire dalla seconda metà del lavoro invece si assiste ad una svolta verso atmosfere più stemperate e calde all'insegna di un lounge sixty-pop colorato da esotici richiami jazzy alla maniera di Funki Porcini (tanto per intenderci): é il caso di brani quali ANNIVERSARY, TO KISS YOU, MANIAC MELODY o il conclusivo SHE CALLED AGAIN. Il tutto, come si vede, dà l'idea di un disco variegato nei suoi colori, accenti ed influenze, indice di originalità e grande capacità di spaziare nelle possibilità di costruzione dei brani. Howie B dimostra a pieno titolo cosa sia l'arte di campionare e non è affatto un caso che il suo nome sia tra quello dei più quotati produttori; se poi ancora continuate ad associare il suo nome solo agli U2, beh, allora chiedetevi se questo non sia un vostro problema...
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14/12/2005 13:23 - HOWIE B
Turn The Dark Off (Polydor)
Dopo aver prodotto Pop degli ...
HOWIE B Turn The Dark Off (Polydor) Dopo aver prodotto Pop degli U2, Howie B è diventato un fenomeno di culto, scaltro al punto giusto da accettare una collaborazione ultramilionaria che lo vedrà in tour con gli stessi irlandesi e saggiamente orientato a portare avanti il suo lavoro da solista. E’ ovvio che certe idee non possono essere mediate e che il gusto e il senso raffinato di Howie B non può essere ceduto a nessuno, neanche al gruppo più fantasmagorico. Dopo l’esordio di “Music For Babies”, strutturato su un ambient dub di derivazione Brian Eno, ecco giungere nei negozi il secondo album di Howie, dove un’atmosfera spaziale si combina con l’elettronica minimale e con il groove. “Turn The Dark Off”, insieme ad altri capolavori del genere, tra cui includerei l’album di Roni Size e il seminale debutto di Goldie rappresenta la rottura di equilibri consolidati dovuta all’impatto che la tecnologia esercita sulle strutture profonde della musica, e, più in generale della cultura. L’esito finale è uno stravolgimento che rende anacronistici gli strumenti armonici convenzionali. Il disco di Howie B è un infuso di trance, hip-hop, funk e noise con effetti mutanti. Il capolavoro è senza dubbio “Take your Partner By The Hand”, sei minuti di emozione, in cui il nostro si fa accompagnare niente di meno che da Robbie Robertson, sì, proprio colui che tra gli anni ‘60 e ‘70 fu parte integrante della Band. Ma anche il singolo “Angels Go Bald Too” è un autentico must, già adottato dai piatti di Norman Cook e Laurent Garnier. Dunque il maestro che ha reso perfetti i suoni di Massive Attack, Bjork, Goldie, Soul II Soul e per finire degli U2, mette in luce tutto il suo personale talento redefinendo vertiginosamente l’edificio strutturale in materia di composizione e arrangiamento. Cosa aspettate a comprarlo?
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14/12/2005 13:23 - HOWIE BECK Hollow
L'ennesimo cantautore acustico che potrebbe riuscire ad ...
HOWIE BECK Hollow L'ennesimo cantautore acustico che potrebbe riuscire ad affermarsi, cogliendo l'onda lunga dei NAM? Forse. Ma al di là detta congiuntura favorevole, a questo esordiente canadese va concessa una credibilità iniziale che si appoggia su tracce di talento naturale chiaramente identificabili. Al di là dei riferimenti classici, che sono sempre gli stessi (da Neil Young a Nick Drake), Howie Beck (con un nome così quante interpretazioni gratuite ci dovremo aspettare?) sa scrivere belle canzoni, strutturate in un'atmosfera intima ma non triste; anzi, la gaiezza e la serenità di spirito sembrano essere la sua caratteristica principale. Non ce ne lamentiamo affatto, se in presenza di battate convincenti come Baby Plays Around On Me, Serves You Right, The One You Wanted e soprattutto (a splendida She Moves (Rosie); alcune accelerate fanno la loro figura (What You Found), a testimoniare che l'autore non ha nessuna intenzione di farsi chiudere nei cliché del caso. Ben prodotto e bilanciato, questo album lancia Howie Beck tra i migliori autori di canzoni di rock acustico di oggi, in posizione mediana tra Mark Linkous alias Sparklehorse e Badly Drawn-Boy.
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14/12/2005 13:23 - HOWIE B Folk
Da un campione di eclettismo come lo scozzese ...
HOWIE B Folk Da un campione di eclettismo come lo scozzese Howard Berristein c'è da aspettarsi di tutto in un album chiamato Folk mai titolo poteva essere infatti più appropriato per quello che si rivela un insolito e stupefatto - per quanto parziale - giro dei mondo. Dopo l'iniziale, struggente litania flamenco di Making Love on Your Side, dove brilla la voce di Marina Heredia, appare Robbie Robertson nella delicata All This Means to Me, cui seguono il tocco giamaicano di Sweetie Irie (Touch) e il bizzarro revival glam di Duet, mentre la parte conclusiva dei disco si fa più eterea e impalpabile, fino a un'altra sublime canzone come Telephone. Tutto questo e la diffusa atmosfera estraniata che lo pervade fanno di Folk il lavoro senz'altro più affascinante e riuscito nell'erratica carriera di Howie. Ancora lui è protagonista nel nuovo volume della pregevole serie Another Late Night, ormai accostabile concettualmente e per livello qualitativo alle varie Back To Mine: parte dal più profondo chill out soul di Undisputed Truth, Curtis Mayfield e Blackbyrds per approdare all'hip hop consapevole di Black Star e Dilated Peoples, passando addirittura dal Santana di Mirage. Non potevano mancare in una simile sequenza un tributo alla Pussyfoot, sua personale etichetta, ossia lo Spacer accompagnato in Contrazoom dalla fuoriclasse Goldfrapp, e una curiosa cover di Under the Boardwalk firmata dallo stesso signor Bernstein.
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14/12/2005 13:23 - Howie B
Howard Bernstein, scozzese di Glasgow trapiantato a Londra, meglio ...
Howie B Howard Bernstein, scozzese di Glasgow trapiantato a Londra, meglio conosciuto come Howie B, lasciò la scuola a 17 anni, visse per un anno e mezzo in un kibbutz da cui fu espulso per essere stato colto in flagrante mentre fumava una canna. Subito dopo cominciò a lavorare in studio di registrazione, cominciando dalla gavetta come ragazzo che prepara e porta il tè, fino a divenire non solo disc jockey, ma anche produttore e ingegnere del suono. Il suo primo lavoro al missaggio avvenne per la colonna sonora del film di Stephen Frears "My Beautiful Launderette" (1985). Nel 1994 fondò anche una propria etichetta discografica, la Pussyfoot. La sua attività è continua e frenetica, al punto da portarlo alla realizzazione di uno studio trasportabile che gli consenta di proseguire la sua attività anche durante i frequenti spostamenti e trasferte. Nella veste di volta in volta differente di produttore, ingegnere del suono, addetto al missaggio e altro ancora sono numerose e sempre di prestigio le sue collaborazioni a progetti altrui, ed è impensabile ricordarle tutte. Si possono ricordare tra quella con i Soul to Soul, che fu una delle prime, per poi spaziare verso nomi come Tricky, Goldie e gli Everything But The Girl fino a Bjork, con la quale per un certo periodo i rapporti sono andati oltre il piano lavorativo. Howie B. è presente in molte delle produzioni della cantante islandese: è stato ingegnere del suono per l'album "Debut" (1993), produttore e tecnico del missaggio per "Post" (1995), "Joga" (1997) e "Homogenic" (1998). Dello scozzese è la produzione del tema di "Mission Impossible", ed egli compare come coproduttore anche per la colonna sonora del film di Wim Wenders "The End of Violence". Una delle collaborazioni che più lo hanno avvicinato al grande pubblico è stata la partecipazione al tour mondiale degli U2, il Popmart Tour, con il compito di aprire i concerti con la propria musica e l'incarico ulteriore di ingegnere del suono durante i live della band irlandese. Questa collaborazione si è interrotta bruscamente con l'espulsione di Howie B dagli Stati Uniti, per lo stesso motivo che lo aveva fatto allontanare dal kibbutz. Una delle sue ultime comparse in album di altri musicisti è stato per il disco "Trabendo" dei Les Nègresses Vertes (2000). Di grande interesse sono anche i progetti autonomi dell'artista: gli album "Music for Babies" (1996), "Turn the Dark Off" (1997) e "Snatch" (1999) gli hanno valso l'elogio unanime della critica. La musica in essi contenuta si caratterizza per il grande e caratteristico eclettismo. I ritmi sono prevalentemente rallentati per essere dei prodotti orientati verso la scena dance, c'è una particolare cura del suono e delle atmosfere, rarefatte e talvolta vicine al trip-hop e alla Techno Ambient. La sua musica è stata definita una colonna sonora per viaggi cerebrali e pastiche postmoderno con influenze minimaliste (ha collaborato anche con Steve Reich). Uno dei brani più conosciuti del suo repertorio è "Maniac Melody", dall'album "Snatch". Si tratta di un vero e proprio gioiellino, un brano d'atmosfera che invita a muovere busto e testa avanti e indietro (forse un'influenza del retroterra ebreaico) seguendo il ritmo del basso, a tratti funkeggiante, che condivide la scena principale con dei suoni sintetizzati, mentre la melodia, dallo schema ripetitivo ma assai accattivante, è arricchita da archi e arpeggi d'arpa sullo sfondo. Per certi aspetti potrebbe essere parte di una colonna sonora di un film di spionaggio a cavallo tra gli anni sessanta e settanta. L’ultimo lavoro discografico di howie, frutto di tre anni di elaborazioni, è l’album “Folk” (2001), un insieme di storie raccontate con la collaborazione di nuove scoperte e vecchi collaboratori, attraverso la musica e le parole, senza che un genere preciso fosse stato stabilito, e perciò passando da deep’n’cool funky a phuture jazz a grooves sperimentali; quindi, passando da una sorpresa all’altra; che culminano nella traccia in cui per la prima volta Howie canta (watermelonsugar), assecondando la sua necessità di esprimersi con ogni mezzo e linguaggio. Non a caso howie descrive le numerose collaborazioni che hanno contribuito all’identità di questo disco come un insieme di espressioni spontanee di ognuno degli artisti coinvolti, e come una raccolta di storie da raccontare. Folk si può definire un passo in una direzione nuova, senza aver abbandonato il percorso fatto fino ad oggi.
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14/12/2005 13:23 - HOWIE B Howard Bernstein, scozzese di Glasgow trapiantato a Londra, ...
HOWIE B Howard Bernstein, scozzese di Glasgow trapiantato a Londra, meglio conosciuto come Howie B. Subito dopo cominciò a lavorare in studio di registrazione, cominciando dalla gavetta come ragazzo che prepara e porta il tè, fino a divenire non solo disc jockey, ma anche produttore e ingegnere del suono. La musica in essi contenuta si caratterizza per il grande e caratteristico eclettismo. I ritmi sono prevalentemente rallentati per essere dei prodotti orientati verso la scena dance, c'è una particolare cura del suono e delle atmosfere, rarefatte e talvolta vicine al trip-hop e alla Techno Ambient. La sua musica è stata definita una colonna sonora per viaggi cerebrali e pastiche postmoderno con influenze minimaliste (ha collaborato anche con Steve Reich). Uno dei brani più conosciuti del suo repertorio è "Maniac Melody", dall'album "Snatch". Si tratta di un vero e proprio gioiellino, un brano d'atmosfera che invita a muovere busto e testa avanti e indietro seguendo il ritmo del basso, a tratti funkeggiante, che condivide la scena principale con dei suoni sintetizzati, mentre la melodia, dallo schema ripetitivo ma assai accattivante, è arricchita da archi e arpeggi d'arpa sullo sfondo. Per certi aspetti potrebbe essere parte di una colonna sonora di un film di spionaggio a cavallo tra gli anni sessanta e settanta. - Info: INSTITUTE OF DUBBOLOGY - Mediablitz Via Gandhi 14 - 42100 Reggio Emilia - Italy - Tel.0522/282128 - www.iod-agency.it



















































