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14/12/2005 13:23 - Boredoms/Dj Shadow
Qualcosa su cui contare, ecco quello che ci vuole, ...
Boredoms/Dj Shadow Qualcosa su cui contare, ecco quello che ci vuole, i Boredoms, sestetto giapponese, autoti di svariati dischi, pubblicati sul mercato occidentale dalla Reprise/Time Warner Company (!!!). Recentemente è uscito l’album Super Roots 6, mentre di un paio di anni fà è Chocolate Synthesizer, anzi, lo stò ascoltando proprio in questo momento, giusto un attimo prima di uscire per andare a lavorare. Incredibili. Un piglio sintetizzante tutt’altro che ordinatore, ben diverso da operazioni paraenciclopediche coem quelle di Dj Shadow, nelle quali è ancora un beat di fondo a contenere le esplorazioni uditive. Piuttosto i Boredoms individuano come punti coagulanti il rumorino fastidioso, l’improvviso peggioramento della qualità del suono, la vocina nasale o il ritornello defifciente, il piglio piacevolmente infantile della distruzione e del ritmo interiore, attraverso la percussione casuale, il punk/rock, il cambio di velocità non mediato dal procedere “a marce”, la non compatibilità dei suoni.
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14/12/2005 13:23 - Dj Shadow:
Da San Francisco. Appassionato di hip-hop, collezionista di oscuri ...
Dj Shadow: Da San Francisco. Appassionato di hip-hop, collezionista di oscuri quarantacinque giri soul e funk, produttore di formazioni hip-hop sui generis quali Blackalicious e Lateef & Lyrics Born, è venuto fuori con Influx, una vera e propria sinfonia di ritmi campionati. Possiede un talento straordinario nelriuscire ad articolare narrativamente le strutture ritmiche: le sue canzoni suonano come film in miniatura. Il suo album d'esordio è uno dei dischi imperdibili dell'anno passato. Endtroducing (Mo' Wax, 1994).
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14/12/2005 13:23 - DJ SHADOW - THEME FROM DARK DAYS (CDS) -MCA,USA
Finalmente gli ...
DJ SHADOW - THEME FROM DARK DAYS (CDS) -MCA,USA Finalmente gli è stata data la possibilità di fare ciò per cui è sempre stato predisposto: le colonne sonore. Del film nulla ci è dato sapere, ma il tema è molto bello.Ne riparliamo quando esce l'album.
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14/12/2005 13:23 - U.N.K.L.E./James Lavelle
Quando si dice il disco giusto al momento giusto... ...
U.N.K.L.E./James Lavelle Quando si dice il disco giusto al momento giusto... Ai nuovi ritmi ci siamo abituati e addirittura ne abbiamo bisogno adesso in modo quasi fisiologico, perché assecondano come nessun altro le cadenze della nostra vita quotidiana. Ma d'altra parte non riusciamo a recidere il legame ombelicale che ancora ci unisce all'esperienza "rock", alla quale apparteniamo ormai più per tradizione che per vocazione. Far convivere questo presente e quel passato, magari riuscendo ad abbozzare qualche scorcio di avvenire: ecco un modo proficuo di far musica oggigiorno. Esemplare applicazione del principio è l'album intestato ad U.N.K.L.E., che in soldoni significa James Lavelle (il signor Mo Wax in persona) e DJ Shadow. Chi cerca una riproduzione calligrafica del metafisico hip hop praticato da quest'ultimo ha sbagliato indirizzo: lo stesso "ombroso" DJ californiano aveva espresso eloquentemente (il singolo High Noon e il "senzatitolo" destinato alla colonna sonora dell'ultimo Wenders) l'intenzione di deviare dalla rotta più prevedibile, del resto. Si spiega così il coinvolgimento nell'impresa di personaggi come Richard Ashcroft dei Verve (che canta nel madrigalesco trip hop appropriatamente intitolato Lonely Soul), Thom Yorke dei Radiohead (sua la voce in Rabbit In Your Headlights, languido blues melò che vale come epilogo) e, udite udite!, Jason Newsted dei Metallica (che dà impulso al "sonico" britpop immortalato in Nursery Rhyme). Senza dimenticare Mike D dei Beastie Boys, che rende un po' più "animalesca" The Knock, e Kool G Rap, veterano dell'hip hop newyorkese impegnato nell'iniziale avvisaglia hardcore di Guns Blazing. Descritta così, sembrerebbe un'accozzaglia sconclusionata di musiche di passaggio, mentre in realtà Psyence Fiction è un'opera dotata di intrinseca e tenace coesione. Gliela conferiscono il raffinatissimo gusto degli arrangiamenti (valga come esempio lo squisito hip hop "da camera" architettato in Celestial Annihilation), a conferma del fatto che in casa Mo Wax circola tutt'ora l'idea di suono più avanzata che ci sia sulla piazza, e la tipica configurazione asimmetrica dei ritmi congegnati dall'Ombra (ascoltare Unreal per verificare). Ed è infine in episodi quali UNKLE "Main Title Theme" (non a caso...) e Bloodstain che l'osmosi tra i due fattori raggiunge sbalorditivi livelli di perfezione formale: vera "fantascienza"!
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14/12/2005 13:23 - DJ Shadow Josh Davis
DJ SHADOW
E' un po' come ascoltare il ...
DJ Shadow Josh Davis DJ SHADOW E' un po' come ascoltare il White Album dei Beatles dopo Sgt. Pepper.... O In Utero dei Nirvana dopo Nevermind. Un misto di spaesamento e vaga delusione. Fa questo effetto il disco nuovo di DJ Shadow: The Private Press. Tutto perche il precedente Endtroducin'... si erge a pietra miliare nel corso della musica dell'ultimo decennio: migliore album dance di tutti i tempi secondo l'autorevole mensile britannico Muzik, addirittura. Hip hop astratto e tramutato in altro - cio che convenzionalmente viene detto adesso trip hop. E siccome quell'intuizione si e fatta ormai genere, persino passato un po' di moda in verita, possiamo immaginare i moventi che hanno spinto l'ombroso Josh Davis a perlustrare territori nuovi. Lo conferma lui stesso: "Detesto essere prevedibile, percio ho cercato di evitare qualsiasi cosa potesse far pensare alla gente di sapere cio che sarebbe successo dopo." E aggiunge: "Il titolo originario era Non-Linear: lo avevo scritto su un post-it appiccicato alla mia stazione di lavoro - esprimeva un senso di sfida verso me stesso e nei confronti degli ascoltatori". Come definire il risultato, allora? "Sono 20 anni che ascolto hip hop: non saprei come chiamarlo altrimenti, anche se capisco che possa sembrare qualcos'altro... E' l'idea che dell'hip hop ho io fin dall'inizio: prendere quello che c'e in giro, sovvertirlo e risputarlo fuori". C'e in questa affermazione una purezza ammirevole, che si riflette nel procedimento di lavorazione: come l'album precedente, anche The Private Press e costruito tutto con musiche gia esistenti - vera e propria epica del taglia-e-cuci. Difficile, se non impossibile, riconoscere le fonti – fa giusto eccezione il vibrar di charango "rapito" a El Condor Pasa che ricorre in You Can't Go Home Again. Problemi di copyright? "Sono un artista del collage", risponde, "e se in un disco uso 60 brani non posso certo pensare di dover subire l'assalto di altrettanti avvocati che pretendono il 75% dei diritti! E' uno di quei casi in cui l'industria musicale si spara sui piedi... Lavoro adesso con la Universal e i 'campioni' per cui e stato piu difficile ottenere la liberatoria erano proprio quelli del loro repertorio." Ma se le premesse etiche e procedurali sono le medesime che avevano ispirato Endtroducin'..., come si diceva il risultato e diverso. Benche illuminato da alcuni episodi notevolissimi - il soul psichedelico di 6 Days, le suggestioni in "cinemascope" di Giving Up The Ghost e Mongrel.../...Meets His Maker - il secondo lavoro del "non musicista" californiano non da la sensazione di essere destinato a diventare un classico come il suo predecessore. Ha in se qualcosa di slegato, "non lineare" - appunto. "Lavorandoci su, mi sono trovato a gravitare intorno a molti stili musicali differenti: fosse funk, garage rock o folk, il fattore che li accomunava era un gusto da roba fatta in casa - The Private Press e il mio tributo allo spirito indipendente". Quello che anima chi produce la propria arte ai margini del mercato, e per storicizzarla si rivolge agli editori che stampano libri o dischi a pagamento, in "tiratura privata". Come se l'Ombra avesse voluto ritornare nell'ombra. In Rete: DJ Shadow DJ Shadow on the Web Quannum Projects
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14/12/2005 13:23 - DJ SHADOW
Sei anni dopo l'uscita dell'acclamatissimo e notevolissimo album "Endtroducing", ...
DJ SHADOW Sei anni dopo l'uscita dell'acclamatissimo e notevolissimo album "Endtroducing", DJ Shadow torna con il nuovo album "The Private Press" ed un tour che toccherà le principali città europee (ad eccezione di quelle italiane per ora). Josh Davis, questo il vero nome del richiestissimo DJ e producer inglese, ci delizierà nuovamente con un lavoro eterogeneo e completo con un approccio alla musica esteso e basato soprattutto sul campionamento.





































































































































































































































































































































































































































































