Live Festival
ONDE DAUNE
Info festival:
ONDE DAUNE Manfredonia FG INFO:080/5533307 080/2205532 080/2205533 www.bassculture.it/events
MANFREDONIA (FG)
Sabato 15 dicembre 2007
Comunicato Stampa
Presentazione
Premessa
“Onde Daune Festival” nasce dall’idea di rilanciare l’area garganica al di là dell’idea del “fenomeno temporale” legato alle sue realtà più conosciute come luoghi di vacanza, creando una serie di iniziative che ne rappresentino l’altra faccia, forse meno rinomata, ma altrettanto suggestiva. L’intento di partenza è anche quello di porre particolare attenzione alla tematica delle acque e dei fiumi della capitanata, la cui gestione rappresenta un’importante problematica ambienta-le di questo territorio.
I luoghi
A sintetizzare la gestione della risorsa acqua è il torrente Cervaro. Un corso d’acqua che nasce nei Monti Dauni tra le pendici a confine tra le province di Foggia e Avellino e scorre per 105 km attraversando la Capitanata e sfociando nel Golfo di Manfredonia nel Mare Adriatico. Un percorso variegato da cui emergono due aree di particolare interesse naturale come “La Valle del Cervaro - Bosco dell’Incoronata”, nel territorio interno, e l’Oasi Lago Salso nella area del Golfo di Manfredonia. Purtroppo questi ambienti e queste risorse, aggrediti da più parti attraverso le artificializzazioni dell’alveo, delle sponde e le alterazioni degli habitat, oggi si trovano in grave pericolo di conservazione. Proprio par-tendo da questo dato di attualità, l’intento è quello di promuoverne una nuova visione, in maniera da riproporli, nell’immaginario collettivo locale, come fonte di ricchezza. Ecc,o perciò, l’idea di proporre un ciclo di appuntamenti ed eventi per focalizzare l’attenzione sul problema della gestione delle risorse territoriali (in particolar modo quelle natu-rali) e sull’attrattiva turistica di luoghi estremamente suggestivi ma distanti dalle consuete mete turistiche.
All’interesse verso il ricco patrimonio paesaggistico vengono naturalmente affiancate le tradizioni popolari, gastrono-miche e artistiche di questa regione (le vie della transumanza, le antiche masserie, i frantoi, l’olio…) per ripercorrere un itinerario storico culturale che valorizzi appieno la qualità di tale terra.
Il programma, dunque, si correda di eventi multicodice (musica, video, fotografia, tradizioni culinarie e prodotti tipici) al quale si affianca un progetto itinerante nella città di Manfredonia; l’obiettivo principale di questa manifestazione è quella di porsi come occasione di discussione ma, soprattutto, parte costituente di una vera rete di persone, comunità, imprese, artisti del Gargano.
L’intento è dunque quello di creare consapevolezza sulla risorsa “natura”, anche al fine di valorizzare il patrimonio e le risorse territoriali e di coinvolgere anche un utenza extra territoriale attraverso un cartellone di eventi di alta qualità e di forte risonanza mediatica. La valorizzazione delle tradizioni locali e la promozione di artisti vuole anche proporsi come momento di socializzazione ed unione fra gli abitanti di queste splendide zone e coloro che siano interessati alla proposta culturale e paesaggistica della daunia. Un modo per guardare alla risorsa dell’acqua come ad una fonte di aggregazione invece che di divisione.
La manifestazione
La manifestazione partirà dal pomeriggio di sabato 15 dicembre, presso l’Oasi Lago Salso, con la possibilità di percorre un tratto naturalistico di estremo interesse e osservare la fauna e gli ambienti di questi meravigliosi luoghi.
A partire dall’imbrunire, invece, partiranno gli eventi nella città, con Corso Manfredi a fare da asse principale su cui far ruotare l’evento. Un viale che sarà vissuto come un fiume di persone, per molti versi paragonabile al percorso che il Fiume Cervaro segue dalla sorgente alla foce, passando per il Tavoliere.
Tre momenti fondamentali saranno abbinati a tre luoghi e diventeranno contenitori di sensibilizzazione e crescita cul-turale: Palazzo dei Celestini, Palazzo Municipio e Piazza del Popolo.
Cervaro alto
Cervaro medio
Golfo di Manfredonia
Così, dalla sorgente, saranno esaminati i problemi di questo territorio presso Palazzo dei Celestini con un incontro dal tema “Acqua bene comune”. Un incontro che metterà a fuoco quelle che sono le minacce per un territorio aggredito dall’umanizzazione e ne traccerà le azioni di recupero in itinere e gli aspetti legati alla valorizzazione ulteriore. Proprio per le possibilità di recupero di specie ed habitat verrà presentato il progetto della Provincia di Foggia per la realizza-zione dell’Osservatorio Faunistico Provinciale presso l’Oasi Lago Salso. Tale struttura, infatti, si occuperà di salvaguar-dia e recupero della fauna minacciata. Il percorso proseguirà per Corso Manfredi verso Palazzo Municipio. Una strada che per Manfredonia ha sempre costituito l’asse primario su cui la vita di questa città si è sviluppata nel corso dei seco-li. Una strada, come un fiume che solca un territorio variegato ed eterogeneo. Uno scorrere che sarà contestualizzato con una mostra fotografica sul patrimonio naturalistico e paesaggistico del Torrente Cervaro. Il percorso dell’acqua sarà contemporaneamente “sonorizzato” dall’animazione musicale della Bandita che con il suo repertorio accompa-gnerà il pubblico, in una versione street band, verso le altre mete.
A Palazzo Municipio, invece, alle 19.30 ci sarà un aperitivo musicale: il live di Riccardo Senigallia aprirà la parte con-certistica dell’evento che terminerà a Piazza del Popolo con il concerto di Raiz alle 21.30.
Il programma
SABATO 15 DICEMBRE 2007
Ore 15 , Oasi Lago Salso – Manfredonia
Percorso Naturalistico presso l’oasi e bird watching realizzato dal Centro Studi Naturali-stici
Ore 17 , Palazzo dei Celestini – Manfredonia
“acqua: una risorsa da tutelare”
Incontro con:
Paolo Campo (sindaco di Manfredonia) - Il territorio di manfredonia e le risorse naturali
Antonio Angelillis (Assessore alle Risorse Territoriali della Provincia di Foggia) - Le risorse idriche della Provincia di Foggia fra utilizzo razionale e conservazione. - Presentazione del progetto “Osservatorio Faunistico Provinciale” .
Pietro Salcuni (presidente della Società Oasi Lago Salso )
- Agricoltura, acqua e risorse naturali.
Vincenzo Rizzi (presidente del Centro Studi Naturalistici Onlus) - La conservazione delle risorse naturali nell’ottica dello sviluppo sostenibile.
Dalle ore 19.00, Corso Manfredi - Manfredonia
- Mostra fotografica sul Fiume Cervaro
- Degustazione prodotti tipici a cura di GAL Dauno Ofantino.
- Animazione musicale di strada con: BANDITA (percussioni afro-brasiliane) e artisti di strada.
Ore 19.30, Palazzo Municipio - Manfredonia
Concerto con Riccardo Senigallia
Ore 21.30, Piazza del Mercato - Manfredonia
Concerto con RAIZ
RAIZ
Biografia
All’anagrafe risulta come Gennaro Della Volpe. Alle cronache musicali s’è presentato come Rais, Raiss, Raiz. Uomo dai mille nomi e dalle mille collaborazioni, ma soprattutto voce caliente della Napoli affermatasi all’inizio degli anni Novanta, quando esplodeva la Tangentopoli locale e, tra club del centro storico e centri sociali, esplodeva soprattutto una nuova scena di talenti musicali capaci di coniugare tradizione e modernità, Partenope e il resto del mondo. Fin dall’esordio, nel 1992, gli Almamegretta rappresentano the next big thing dell’italian wave, il punto di riferimento per il suono di un decennio. Reggae e funky esplodono nell’ugola carnale di Gennaro e scoprono le proprie origini partenopee, tra una tammurriata e un canto a fronna. Con gli Alma Raiz raccoglie recensioni entusiastiche, registra album-capolavori, infiamma le notti, scopre quant’è difficile lavorare per una piccola etichetta indipendente come per una major.
Ma la sua curiosità e il bisogno di crescere lo portano spesso ad andare "oltre" la band: la sua voce incontra i Massive Attack, Pino Daniele, i Letfield, gli Orchestral World Groove di Gaudì, gli Asian Dub Foundation, Mauro Pagani, dà vita al progetto Ashes con Bill Laswell ed Eraldo Bernocchi, si fa sentire nel "Tangerine cafè" di Luigi Cinque come nell’esperimento sulla taranta salentina di Stewart Copeland. E poi il teatro (Brecht con i Cantieri Teatrali Koreja, i readings canori su versi della beat generation) e il cinema come attore ("Cuore scatenato", il western siciliano di Gianluca Sodaro) e come autore di colonne sonore ("Luna rossa" di Antonio Capuano").
"Wop", il suo primo album da solista, prodotto da Paolo Polcari e Roberto Vernetti, viene pubblicato da Universal nel 2004. Ugola carnalissima, verace, napoletana, italiana, europea, araba, terrona, cosmopolita, apolide, orgogliosamente wop, quasi ad aggiornare i racconti di John Fante in chiave no global. Il bouzouki di Mauro Pagani apre le danze di un disco che parla di amore, convivenza, meticciaggio. Un inno panteista alla vita, sospeso tra la rabbia per quello che tutti vediamo attorno a noi e la voglia di cogliere l’attimo, di lasciarsi cullare dal respiro sensuale di una donna, ma anche di madre natura. Raiz è uscito dal gruppo, ma prima di lui era uscito Paolo Polcari, altro fiore felice senza radici, napoletano a Londra pronto a giocare coi suoni elettronici, coi beat radicali. Ricomposto con l’antico compagno di note il dream-team degli anni Novanta, Rino riparte con la consapevolezza di essere ancora e sempre un’anima migrante. Con voce unica, indiscutibilmente una delle più belle della scena italiana di oggi e forse di sempre, si muove tra Sergio Bruni ed Oum Kalsoum, Pier Paolo Pasolini e Omar Kayyam, i Transglobal Underground e Pino Daniele, i figli di Annibale e i figli dell’11 settembre. Usa le lingue che gli appartengono (il napoletano, l’italiano e l’inglese) per raccontarsi attraversando le musiche gli appartengono (il reggae, il soul, la forma canzone). Insomma, l’odissea consapevole di un wop, come un tempo si chiamavano gli emigranti italiani in America, lavoratori senza documenti.
Il nuovo album: UNO
UNO perché spiritualità e sensualità vivono insieme e l’una senza l’altra non hanno senso; perché “cogito” ma non di meno ”mangio, bevo, ballo, faccio sesso” ergo sum. Perché UNO mi sento con il pianeta sul quale mi è stato concesso di esistere, e nulla sono al di fuori di esso. UNO è fatto di argomenti intimi e di scottanti attualità, parla il napoletano stretto e senza concessioni non per rivendicare appartenenza ma perché la non – ufficialità di questa lingua perfetta per me rappresenta tutti quelli che non hanno ufficialmente voce. UNO è estremamente “local” e immediatamente “global”, non nel senso omologante che tutti conosciamo ma in modo da far parlare diverse culture con una medesima lingua: usa la massima disposizione alla sintesi che è insita nell’anima musicale mediterranea e fa fondere le melodie arabo andaluse, le canzoni dei migranti dell’europa orientale, la tarantella, la canzone italiana , il reggae, il rap e il medio oriente.
RICCARDO SENIGALLIA
Biografia
Produttore, musicista, sound designer, autore di testi e musiche, instancabile collaboratore e ispiratore di buona parte della scena musicale pop-underground degli anni ’90 (Niccolò Fabi, Tiromancino, Max Gazzè, Frankie Hi Nrg, etc). Dopo anni di indimenticabili esperienze con molti musicisti, con cui ha condiviso la piccola grande ricerca della fusione di diverse sorgenti sonore e umane - a servizio della forma canzone – Riccardo Sinigallia sente fortemente l’esigenza di intraprendere un’ultima parte del tour da solo. Dal viaggio di andata fino a quello del ritorno, passando attraverso la tradizione del cantautore, sopra e fuori dal palco, per alcune stesse ed altre nuove strade. Come sempre è accaduto fino ad ora è un passaggio che nasce da quello che scrive o che sta per scrivere. In questo senso il titolo del suo secondo album - che è appunto “Incontri a metà strada” – è stato propedeutico a questa scelta che sollecita ad incontrare “realmente” chi lo ha cercato in questi anni, chi lo invita a cantare e chi capiterà per curiosità o per caso. Porterà con se una tastiera, una chitarra acustica e le canzoni dei suoi dischi, quasi nude. Convinto - più che mai oggi - che la riuscita di un concerto dipenda dal livello emotivo e armonico e dalla disponibilità che si crea tra le persone che si incontrano.
"Ho sempre vissuto i concerti in modo conflittuale – afferma Sinigallia - da una parte la grande emozione di incontrare e di suonare le canzoni non tanto al fine di ricevere applausi ma, per citare Antonin Artaud commediografo e attore francese, per vibrare insieme ad anime e corpi, e dall altra le aspettative e l'imbarazzo della mia anima e del mio corpo, che adesso finalmente sto cominciando ad accettare con gioia e serenità."
Sono figlio di una discografica degli anni '70 e di un assicuratore e ristoratore che da ragazzo suonava la chitarra. Provengo dunque da una tipica famiglia borghese di Roma e la mia cultura musicale è stata si privilegiata da contatti diretti ma per lo più discografici, infatti da bambino ho avuto la entusiasmante esperienza di vedere da vicino D.D. Jackson, Village People, Donna Summer, Roberta Kelly, Boney' M o di sentire racconti riguardanti i Kiss - per i quali ero impazzito – Vasco Rossi e altri. Da adolescente ho cercato attraverso le classiche vie di scambio con amici e cugini di staccarmi da un approcccio occasionale alla musica per lo più radiofonico (perchè è vero che il deterioramento è aumentato in questi ultimi anni, ma c'è sempre stata una netta contrapposizione tra musica e discografia) e di cercare lentamente e con pochi mezzi di seguire un istinto nella costruzione di un mio gusto musicale. In questo percorso che inizia quando avevo dodici anni comincio a scrivere canzoni e spesso riesco a registrarle con procedimenti spartani che però somigliano in modo impressionante a quelli che (con tecnologie diverse ma che sembrano essere cresciute con e per me) utilizzo oggi. Anche le canzoni mi sembrano le stesse. Poi la solita trafila di quattro piste e prime tastiere (Yamaha DX 21) e batterie elettroniche (roland tr 505) e la chitarra.. pochi accordi suonati male ma con un discreto senso ritmico. La centralità del testo mi sembra di sentirla da sempre, dalle scuole elementari e mi folgorarono in questo senso le uscite di Franco Battiato e Vasco Rossi, e un rapimento per la voce di Battisti, ma riconoscevo anche il fascino di De Gregori e del primo Venditti o di De Andrè.. Tutto questo mentre non capivo e mentre ascoltavo dagli AC/DC ai Police, dai Cream a Bob Marley. La svolta professionale fu la nascita del gruppo di cover che mi diede l'opportunità di conoscere Francesco Zampaglione e David Nerattini. Iniziammo presto a fare pezzi nostri con il nome di 6 suoi ex. Da qui parte un percorso mai lasciato di ricerca formale ma soprattutto di passione - anche con mio fratello Daniele - per il nostro modo affine di vedere il rapporto tra musica e testo, tra leggerezza e sperimentazione, tra sorgenti elettroniche e armonia, tra punk e melodramma. In questo periodo diverse difficoltà nel portare avanti il mio progetto personale mi mettono nella condizione di collaborare come autore e arrangiatore per altri, nascono così i primi due album di Niccolò fabi, "La favola di adamo ed eva" di Max Gazzè, "La descrizione di un attimo" dei tiromancino", "Medicina buona " della comitiva e altre partecipazioni tra cui i video e il ritornello di "Quelli che benpensano" con Frankie hi.nrg.
Nel 2003 finalmente riesco a pubblicare il mio primo disco da solo e ad andare in giro per l'Italia per un paio d'anni.
Uno dei momenti decisivi di tutta la mia vita si è presentato dopo questo periodo indimenticabile, quando avrei potuto anche fermarmi o prendere altre direzioni, invece durante l'attesa per la nascita di Manuel, il mio primo figlio avuto con Laura Arzilli, ho scritto e registrato, sostenuto dalla produzione artistica di Daniele e di Laura stessa e con l'aiuto di Filippo Gatti, Matteo Chiarello, Fabio Patrignani e Vittorio Cosma, le canzoni del mio secondo album che si è intitolato per molte ragioni "Incontri a metà strada".
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