Live Festival
PEOPLE INVOLVEMENT
Info festival:
PEOPLE INVOLVEMENT CAMPO SPORTIVO FRIGENTO AV INFO: www.myspace.com/peopleinvolvement
PEOPLE INVOLVEMENT
Festival In-dipendente
14 Agosto 2010
Frigento (AV)
TEATRO DEGLI ORRORI
ZEN CIRCUS
DIAFRAMMA
GIORGIO CANALI & Rossofuoco
ZU
VALENTINA DORME
IL CIELO DI BAGDAD
GUERNICA
Ingresso gratuito
Tutto sullo stesso palco
Tutto in una notte.
Sei davvero pronto?
«Ragazza di provincia, sembrerebbe una sconfitta,
una celebrità….
L'avvenire è andato, i sogni del passato
sono ancora tutti qua.
porti addosso i segni, segni evidenti, ah.
che i tuoi fallimenti stan tutti nei tuoi denti, ah.
non c'è giorno banale per chi è nata male, ah.
sei un essere speciale in un mondo animale, ah.»
Ragazza eroina, ZEN CIRCUS
Il progetto People Involvement di Frigento (primo laboratorio di un programma di coinvolgimento popolare), all’interno della sua programmazione estiva, realizzerà, nella serie di eventi denominati Sinergie, un Festival Rock Indie, quale evento simbolico di massa. La natura sperimentale del progetto di prevenzione primaria ci obbliga ad essere nuvole nei cieli del possibile. Pensiamo ad una serie di realtà indipendenti della musica italiana che si uniscono per incontrare una prevenzione fatta di coinvolgimento e di partecipazione. Un evento per i giovani irpini poco abituati a frequentare ciò che non è commerciale e mediatico. L’arte non dovrebbe abbeverarsi nelle acque torbide del mercato, che impone solo l’efficienza economico-finanziaria. Parlare di abuso di sostanze psicotrope, oltre la logica repressiva, ci chiama a realizzare qualcosa di non convenzionale, di aprire un percorso nuovo che immagini una prospettiva. Organizzare un evento come questo a Frigento è un azzardo che urterà le coscienze benpensanti della provincia italiana, in particolar modo meridionale, da sempre abituata a masticare triti cliché. Dove il luogo comune teorizza lo scandalo, l’eccesso, l’immorale, noi cerchiamo di depositare un senso alternativo, un “altri/menti”. L’Irpinia è l’eterna provincia italiana, vittima di un sentire nazionale troppo provvido di retorica e poco di prassi. Vittima di una natura matrigna, che ha scagliato la sua rabbia con un terremoto che ha sprofondato un territorio in in ginocchio. Vittima degli sciacalli di ogni risma che sulla sofferenza e la morte hanno mangiato l’anima e la cultura dei nostri luoghi, promettendo che ha indossato la maschera della farsa dopo l’immane tragedia. Cercheremo di dimostrare che il Sud, e un paesino dell’Irpinia, sono in grado di recepire e pensare, oltre l’identità liquefatta, un pensiero sul cambiamento che attraversi l’intero Paese.
Daniele Cipriani (operatore)
Maria Assunta Baronale (coordinatrice)
Alessandro “Alez” Giovanniello (Direttore Artistico)
www.myspace.com/peopleinvolvement
CAST
IL TEATRO DEGLI ORRORI
Il Padre Nostro riveduto e corretto, Majakovskij in chiave rock, parole come pallottole, poesia a mano armata, testi che scavano il quotidiano e interrogano le coscienze, un carrarmato rock applicato alla musica d'autore. Tutto questo e molto altro ancora èIl Teatro degli Orrori, fin dal primo disco, hanno dimostrato di far mus ica per chi ha voglia di riflettere. Rock applicato alla canzone d'autore. Era ora. E' poesia lucida. Passione sociale. Rock a grande voltaggio. A sangue freddo. Non e' solo il secondo disco di una delle band meglio accolte da critica e pubblico negli anni zero. A Sangue Freddo e' un disco denso come la pece. Denso di contenuti e "politico" come non mai, perché Il Teatro degli Orrori mette in scena la tragedia di Ken Saro Wiwa, così come lo sgomento di un paese, il nostro, alla deriva.
La violenza poliziesca, il populismo straccione, l'egotismo analfabeta dell'Italia contemporanea (Il Terzo Mondo, Alt, Mai Dire Mai) Denso di emozioni e di un intimismo che indaga la vita delle persone, guardando a miserie e ipocrisie quotidiane con crudele iperrealismo (E’ Colpa Mia). Denso di cultura. Perchè Pierpaolo (cantante, front man devastante dal vivo) innesta nel furore sonico della band le sue passioni letterarie e poi spara parole come pallottole: riscrive il Padre Nostro (Padre Nostro), canta Majakovskij, cita De Gregori, De André, Pino Daniele come se niente fosse: come se nulla
fosse cambiato. E così i testi diventano l’anello non più mancante che congiunge anni di cultura del cantautorato con il rock più intransigente e vero del belpaese. A Sangue Freddo è un disco come non se ne sentono da tanto tempo: non "militante" ma "politico" fino in fondo, attento alle contraddizioni sociali dell'Italia d'oggi. Il populismo, la deriva autoritaria, l'edonismo individualistico, lo smarrimento giovanile, le solitudini di chi non si riconosce nella comunità, le ingiustizie palesi e quelle nascoste nella privatezza delle persone, vengono evocate a volte con crudezza, con dolcezza e malinconia in altre. A Sangue Freddo è stato registrato e mixato alle Officine Meccaniche di Mauro Pagani, una scelta questa di grande importanza: il risultato è un disco di grande spessore sonico, non low fi e underground, ma più classicamente rock. Giulio (bassista e deus ex machina del "carrarmato rock" de Il Teatro), mette a fuoco il "surround sonico" del gruppo, facendolo suonare meno noise, più rock, in definitiva più accessibile. Ma non è tutto. Con A Sangue Freddo la trama si infittisce. Ci sono infatti innesti sonori inusuali e molte collaborazioni per il carrarmato rock del gruppo. Nel nuovo lavoro partecipano Jacopo Battaglia (batterista dei romani ZU), che suona in "Die Zeit", Giovanni Ferliga (polistrumentista degli eccellenti AUCAN, che suona la chitarra solista in " La Vita è Breve"), Angelo Maria Santisi e Nicola Manzan - quest'ultimo ideatore del progetto BOLOGNA VIOLENTA -rispettivamente al violoncello e violino in "Io ti Aspetto", il dolcissimo brano d'apertura, e in "Alt". Francesca Gaiotto suona il pianoforte nello stesso. Paola Segnana, autrice della musica di "Io ti Aspetto", nella canzone suona anche lei il pianoforte. Ed ancora: Richard Tiso suona il basso in "Die Zeit", Elena Grazi suona il moog in " Alt!"e Robert Tiso gli affascinanti bicchieri musicali in "Die Zeit" e "Io ti Aspetto". Ed infine, la collaborazione con uno dei gruppi più "caldi" e blasonati del momento, i Bloody Beetroots: apparentemente lontani dal mondo della band, ma grazie ai quali "Direzioni Diverse" è diventato un brano che mette in collisione il rock de Il Teatro degli Orrori con suoni mai sperimentati prima. Il Teatro degli Orrori ha dedicato circa un anno alla stesura di queste canzoni, ed un mese intero di registrazioni presso le Officine Meccaniche. La masterizzazione è stata curata da Giulio Ragno Favero e Giovanni Versari presso gli studi Nautilus di Milano. Per l'innovazione del sound, la ricerca di soluzioni nuove e diverse, per la furia dei suoi episodi più rock, per il contenuto lirico delle canzoni, siamo convinti che "A Sangue Freddo" riserverà inedite sorprese a chi già conosce la band. Ascoltare per credere.
www.myspace.com/ilteatrodegliorrori
ZEN CIRCUS
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Le tre realtà discografiche più creative ed di spicco del panorama indipendente italiano formano un inedito dream team per il nuovo disco degli Zen Circus. Ormai Appino, Ufo e Karim sono una certezza del Rock indipendente Italiano, che da circa una decade contemporaneamente unisce e divide il pubblico. Toscanacci, ma non diteglielo mai. Hanno cominciato suonando per le strade un Folk-Punk che in Italia non si era mai visto. Debitori agli esordi degli statunitensi Violent Femmes, paragone costante che hanno combattuto negli anni facendo dischi sempre diversi e finendo poi negli ultimi anni per suonarci assieme come membri aggiunti e prendendo Brian Ritchie come quarto membro per scrivere un disco a quattro mani che poi è l'ultima uscita: Villa Inferno. Di quest'ultimo capitolo se ne è parlato non poco nel 2008. Un gruppo Italiano che collabora con tre delle figure più seminali della storia del rock mondiale (Violent femmes, Talking Heads, Pixies) non è cosa da poco. Ma ciò nonostante gli Zen rimangono sempre nel limbo di una fama nazionale che non è ancora major ma nemmeno più indie. Che sia la loro salvezza? Al ritorno dal tour Australiano, dove sono stati headliner insieme a gente come Nick Cave, quando tutti pensavano che l'estero li avrebbe ammaliati e ce li avrebbe portati via loro scrivono: “Ci è venuta una voglia matta di tornare in Italia, finire il disco nuovo dedicato al questo paese morente che abbiamo girato in lungo e largo, in ogni pertugio, villaggio, città.” Una realtà live devastante infatti che veramente non si ferma mai. A dimostrarlo il tour di Villa Inferno: l'ultima data è a Settembre 2009, che è contemporaneamente il mese di uscita di questo nuovo capitolo Andate Tutti Affanculo il primo disco tutto in Italiano, richiesto a gran voce da tutti coloro che in Figlio di Puttana e Vent'Anni hanno trovato la nuova via per gli Zen del futuro. Per gli Zen nazionalpopolari. E loro lo fanno, il disco in Italiano, ma lo chiamano così. Ci prendono tutti per il culo? Può darsi ma che male ci sarebbe? D'altronde lo dicono chiaramente: mai prendersi troppo sul serio. Ma questo nuovo capitolo, quando lo ascolterete, lo troverete dannatamente serio. Andate Tutti Affanculo è un disco Italianissimo fatto da una band internazionale. E' la vera mediazione fra il punk rock americano stralunato da cui provengono gli Zen e un cantautorato nazionale che potremmo definire una mezza via fra il primo Lucio Dalla, Piero Ciampi e Rino Gaetano. Ed il giovane De Andrè innamorato di Brassens. Ed il Beat dei bei tempi andati. Insomma il melting-pot continua; non ci saranno quattro lingue questa volta, ma la capacità di mescolare influenze di alto livello con la proprio personalità -al solito- regna sovrana. E collaborano di nuovo: nel disco troverete la voce di Nada, le chitarre di Giorgio Canali (CSI, PGR, Rossofuoco, Le Luci Della Centrale Elettrica) il sempiterno Brian Richie e l'immaginario di Davide Toffolo (T.A.R.M.) il tutto inscatolato dal Produttore Manuele “Max Stirner” Fusaroli che dagli studi NHQ di Ferrara negli ultimi anni ha portato nelle nostre case, in silenzio, alcuni fra i migliori dischi della scena indipendente Italiana, da Le Luci aka Vasco Brondi, a Tre Allegri Ragazzi Morti, Giorgio Canali, Bugo e tanti tanti altri. Insomma hanno suonato con tutti, ovunque: italiani e stranieri. Le loro storie sono fiabe disincantate, la loro biografia sembra un libro sul Punk '77, i commenti su di loro sempre in bilico fra amore ed odio. Tutti li conoscono ma molti se ne vegognano: Troppo diretti? Troppo veri? Di certo non pagano dazio al rock italiano '90. Scordatevi quindi parole ricercate e citazionismi colti. Scordatevi paure e dolcezza: nel circo zen trovate solo rabbia, odio, amore disperato, voglia di vivere e morire. I Pagliacci ubriachi del proletariato del duemila. Sì, quella parola dimenticata: Proletariato aggiornato ai tempi di Internet. Rassegnatevi, questo paese forse troppo piccolo o forse mai piccolo abbastanza per loro, piano piano comincia a puzzare di Circo Zen. E non c'è solo il punk, l'energia vitale del rock per necessità. C'è la poesia con gli occhi lucidi, le rive dei fiumi che dividono, le città troppo ubriache di notte e troppo serie di giorno. La sconfitta di un paese che prende a calci in faccia i propri pregi. Concludiamo citandoli: “Non vi libererete tanto facilmente di noi!” www.myspace.com/thezencircus
DIAFRAMMA
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La storia. Protagonisti di uno dei capitoli più avvincenti della storia del rock autoctono, i Diaframma iniziano la propria attività nel 1981 muovendo i primi passi in quella che si stava delineando come la scena post-punk italiana. Capitanati dal compositore-chitarrista-poeta Federico Fiumani e dal cantante Nicola Vannini, il gruppo segna la prima traccia di rilievo con l’Ep "Altrove" (1983 Contempo) che, insieme alle partecipazioni ad alcune compilation, delimita una prima fase della carriera del gruppo caratterizzata da episodi già affascinanti sebbene tecnicamente artigiani. Con l’allontanamento dalla band di Vannini, sostituito da Miro Sassolini, si apre una seconda fase per la formazione approdata all’allora neonata etichetta IRA, che si stava dedicando al lancio della "nuova musica italiana cantata in italiano". La band dimostra subito l’accresciuta maturità con "Siberia" (1984 Ira), un disco importante dalle linee melodiche essenziali e dalle atmosfere cupe che ne consacra la posizione di primissimo piano nel circuito indipendente italiano. I successivi "3 volte lacrime" (1986 Ira) e "Boxe" (1988 Diaframma) iniziano ad evidenziare la volontà di orientarsi su vie più solari ed eclettiche, ed allargano ulteriormente il seguito e l’interesse intorno al gruppo. Una nuova fase sta però per iniziare: Federico Fiumani, stanco di affidare l’interpretazione delle sue liriche ad altri, decide di assumersi la responsabilità anche di vocalist, rivoluzionando ancora l’organico del gruppo nell’Ep "Gennaio" (1989 Diaframma) dove si perfeziona l’originale miscela di rock e canzone d’autore dell’artista fiorentino, tanto da suscitare l’interesse della Ricordi che apporrà il proprio marchio su "In perfetta solitudine" (1990 Ricordi) e sul successivo semi-antologico "Da Siberia al prossimo week-end" (1991 Ricordi), entrambi prodotti da Vince Tempera.
Diaframma è ormai sinonimo di Fiumani, del suo carisma, della sua creatività, del suo talento poetico. Nel 1992 i Diaframma tornano in ambito indipendente con "Anni luce" (1992 Abraxas), sintesi ineccepibile del poliedrico lavoro dei quattro anni precedenti. Circondatosi di nuovi collaboratori, Fiumani adesso esprime tutto se stesso, cantando in modo sempre incisivo di amore e di vita vissuta. Con "Il ritorno dei desideri" (1994 Contempo) le liriche accentuano il proprio carattere aspro e passionale e lo stile personalissimo, sottolineato in questo caso dalla produzione di Gianni Maroccolo. Nel successivo "Non é tardi" (1995 Abraxas) continua il percorso espressivo intrapreso, lirico e spigoloso, autorevole e suggestivo, illuminato e sempre fedele a se stesso, un disco intenso, vivace e maturo. "Sesso e violenza" (1996 Abraxas) è l’ennesima prova di come la Musa sia ben lungi dall’abbandonare Diaframma: ancora grande rock d’autore, intimista, indolente, tagliente. Nel gennaio 2000 viene pubblicato l’ultimo album in studio "Coraggio da vendere" (2000 Self), accolto entusiasticamente dalla critica specializzata, a cui seguirà un fortunatissima tournée in tutta Italia che riconfermerà il largo seguito del quale gode la storica band fiorentina.
Nello stesso anno i Diaframma affidano al sito Vitaminic e alla sua diffusione on line il primo live ufficiale, "Live al Rototom", e un album di inediti, "Canzoni perdute". A pochissima distanza dalle ristampe di "Siberia" e "3 volte lacrime" (Self - 2001), che hanno riacceso l'entusiasmo di tutti i cultori della musica ricca d'emozione, esce oggi il nuovo album "Il Futuro Sorride a quelli come noi" ed è ancora grande rock d'autore, intimista, indolente, tagliente, figlio più che legittimo dell'unione tra arte e anima. Zero menate. Ancora pieno di quell'urgenza che rende Federico il vero punk italiano. Incredibilmente ispirato e graziato di tutta quella poesia che non si compiace e che trova il suo motivo nel quotidiano. Prima dei loser c'erano i Diaframma. Dopo che i loser sono diventati di moda, o forse sono già passati, i Diaframma ci sono ancora. E avanti la prossima.
www.myspace.com/federicofiumani
GIORGIO CANALI & ROSSOFUOCO
É il quinto album della mia vita con il mio nome scritto più in grande degli altri, il quarto con scritto sopra “rossofuoco” (mai abbastanza in grande).
Dieci anni sono passati dall'inizio della mia mia piccola inchiesta personale per cercare di capire che fine avesse fatto Lazlotòz, nel frattempo il mondo ha continuato a fare finta di cambiare, rimanendo invece la stessa merda di sempre...
e come abboccano tutti a questa balla del cambiamento....
Dieci anni in cui ho continuato a invecchiare sfornando piccoli capolavori, passati per lo più inosservati... eccone un altro, si chiama “Nostra Signora della dinamite”. È il quinto album della serie “album che vorresti avere con te in caso di naufragio su isola deserta” ma evitate di naufragare, porta sfiga. Esce “per caso” (il caso non è mai così fortuito come sembra) contemporaneamente, ancora una volta, all'ultimo (e questa volta è definitivo) album di P.G.R., altro progetto di cui vado molto fiero e, “per forza”, visti gli impegni live, un anno dopo l'album di Vasco della centrale elettrica. Posso essere molto soddisfatto di questo incipit della “mia terza età” ormai giunta. Non ci dovrebbe essere bisogno di spendere troppe parole per spiegare chi è Giorgio Canali. Musicista, produttore, autore, stretto collaboratore di numerosi gruppi italiani e stranieri...amato trasversalmente da generazioni diverse. Chitarrista dei CCCP Fedeli alla linea, poi diventati CSI, Consorzio Suonatori Indipendenti e successivamente PGR, Giorgio Canali ha dato il via alla sua carriera solista, supportato dalla sua band Rossofuoco, nel 1998 con l’album Che Fine Ha Fatto Lazlotòz (pubblicato in Italia da Sonica e distribuito in Francia con il titolo di 1000 Vietnam), seguito nel 2002 da Rossofuoco (uscito per Gammapop). Entrambi i dischi contengono canzoni scritte in italiano e in francese. Il terzo album è invece Giorgio Canali & Rossofuoco (il cui titolo originario è però rappresentato dalla freccia disegnata in copertina), uscito nel 2004 per La Tempesta. Nel 2007 è la volta di Tutti Contro Tutti, sempre per La Tempesta, che contiene tra gli altri anche la versione italiana di un brano in francese già presente nel primo disco. L’intensa attività di produttore – tra i dischi più famosi da lui prodotti l’omonimo esordio dei Verdena (1999), Sguardo Contemporaneo di Bugo (2006) e Canzoni da Spiaggia Deturpata di Le Luci della Centrale Elettrica (2008) – l’ha portato a collaborare con un numero impressionante di artisti tra cui ricordiamo Marlene Kuntz, Noir Désir, Litfiba, Timoria, PFM, Yo Yo Mundi, Tre Allegri Ragazzi Morti, Virginiana Miller, Ulan Bator, the Zen Circus e Le Luci Della Centrale Elettrica. Dopo la recente collaborazione con Le Luci Della Centrale Elettrica, prima in veste di produttore del disco d’esordio e dopo a supportare il progetto nelle numerose apparizioni dal vivo, Giorgio Canali è pronto per l'uscita di un nuovo bellissimo album con il proprio gruppo, sempre per la Tempesta. Sempre più caldo e intimo, ma ancora profondamente rock come solo un guru del rock nostrano può fare, NOSTRA SIGNORA DELLA DINAMITE conferma la vitalità di uno dei più originali autori del panorama italiano, che sa coniugare, con immutata maestria, poesia e impegno sociale, sguardo acuto sui nostri tempi e passione viscerale.
http://www.myspace.com/giorgiocanali
ZU
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In uscita a Febbraio 2009 “Carboniferous” il nuovo cd degli Zu ed il primo per la Ipecac Recordings di Mike Patton. Lo stesso Patton, che e' stato spesso ospite degli Zu nel corso degli ultimi tour, e' presente in due brani del disco, mentre King Buzzo dei Melvins suona la chitarra in un brano registrato in session con gli Zu a Los Angeles. Il disco e' frutto di una lunga gestazione in cui tutti i brani sono stati provati e riprovati dal vivo fino ad arrivare alla forma attuale, ed e' stato prodotto da Giulio Ragno Favero ( Teatro Degli Orrori ) presso il Blocco A di Padova ed Officine Meccaniche, Milano. Il trio , come sempre composto da Luca Mai (sax) Massimo Pupillo (basso) e Jacopo Battaglia ( batteria ed elettronica), sara' in tour da inizio 2009 per promuovere l' album. Sono gia' annunciate date in tutta Europa, USA, Canada, Giappone, Israele, e Messico. Carboniferous segna una grossa evoluzione degli Zu, sia per il suono che per la struttura e la composizione. Il titolo indica l’era geologica della formazione dei fossili, e l’ art work segue concettualmente l' idea di recupero dei propri fossili dal centro della terra, in quello che e’ sicuramente il disco piu' viscerale, diretto ed aggressivo del gruppo. Gli Zu sono sempre stati in evoluzione e mai uguali a se stessi nel corso di 14 uscite discografiche dal 1999 ad oggi, ma e' la prima volta che il recupero della musica con cui sono cresciuti, dal metal piu' estremo all hardcore evoluto, esce fuori in maniera cosi' evidente, pur mantendo l' innato approccio sperimentale ed innovativo . Nel corso degli ultimi 8 anni gli Zu sono stati la band italiana piu' attiva all' estero con piu' di 120 date l 'anno e la non-modica cifra di piu' di 1000 concerti in tutto il mondo, con tour spesso condivisi con il meglio della scena mondiale: Sonic Youth, The Melvins ,Fantomas, Dalek, Nomeansno, Lightning Bolt, The Ex, The Ruins, etc…I cd precedenti sono usciti con etichette indipendenti in tutto il mondo, dall' Europa agli Stati Uniti al Giappone all’ Australia, e sono stati recensiti e votati nelle classifiche delle maggiori testate mondiali , dal The Times al Village Voice di NY a The Wire. La vita musicale degli Zu e' costellata di collaborazioni: le ultime in ordine temporale,
quelle con Mike Patton ed i Melvins, che suggellano la firma con l'etichetta Ipecac.
Negli anni passati spesso tour e registrazioni sono stati condivisi anche con: Dalek, The Ex, Nobukazu Takemura, Damo Suzuki, Mats Gustafsson, Peter Brötzmann, Hamid Drake, Ken Vandermark, Alvin Curran, Paal Nilssen-Love, Fred Lonberg- Holm, Altered States , Eugene Chadbourne, Han Bennink, Steve MacKay (The Stooges), etc... Dopo la colonna sonora dal vivo per la compagnia teatrale Societas Raffaello Sanzio nello spettacolo "Vexilla Regis Prodeunt Inferni", e la partecipazione al Gent Film Festival con la collaborazione con la videoartista Carola Spadoni, e' ora la volta della composizione una colonna sonora per un lungometraggio, il nuovo film di Alex Infascelli per ora chiamato “Nell' Ombra” ed interpretato da Fabrizio Bentivoglio. Progetti in corso: la bigband con i Dalek, con un cd pronto, ed il quartetto con Rob Wright, voce e basso dei Nomeansno, con un cd in fase di lavorazione. Altri progetti, sotto altri nomi ma con i tre componenti del gruppo sono: Black Engine con Eraldo Bernocchi- con un cd uscito per Wallace ed un DVD con ospite FM Einheit degli Einsturzende Neubauten, in fase di lavorazione, e Garden Of Evil con la pianista classica Katia Labeque: progetto di rivisitazione delle musiche di Bernard Herrmann.
http://www.myspace.com/zuband
VALENTINA DORME
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Fine del 1992: a Mario Pigozzo Favero viene l'idea di mettere in piedi una band. Raccatta musicisti di tutto rispetto e nascono così i Valentina Dorme. Dopo vari cambi di formazione, la line up si stabilizza in Mario alla voce e alla chitarra, Massimiliano Bredariol alla batteria, Mario Gentili al basso e Alberto Scapin alla chitarra. Dopo un anno di lavoro arriva il primo demotape autoprodotto con il titolo "Leggero Anticipo", seguito nel 1994 da "Iena Qualsiasi", altro nastro autoprodotto in appena 300 esemplari. Finalmente arriva la Oirma con un'etichetta. La Forsbury Records infatti decide che l'indie pop dei Valentina Dorme merita decisamente un trattamento migliore. La band si rimette al lavoro e nel 2002 esce il primo disco ufOiciale. "Capelli Rame" è un ottimo esempio di rock d'autore made in Italy, di un indie pop poetico e intimista, dolce o pungente ma sempre semplice e studiato. Un disco del genere non resta di certo nell'ombra e così si merita il titolo di Miglior Album Italiano d'esordio 2001/2002 assegnato da Mucchio Selvaggio. Alla fine del 2004 esce l'EP di quattro brani "Maledetti Pettiorossi" il cui booklet anticipa i testi di futuri lavori e svela quello di brani del passato. Dopo un'attenta e studiata gestazione nel 2005 esce il secondo disco ufOiciale dei Valentina Dorme. "Il Coraggio Dei Piuma" ancora una volta stupisce tutti per la sua stupefacente semplicità, per la capacità di Favero di scrivere delle poesie sonore in cui musica e testo si muovono tenendosi teneramente per mano, per la capacità di avvicinarsi per qualche istante al suono di Afterhours e Marlene Kuntz per poi lasciare senza parole con una ricercatezza unica delle sonorità. I Valentina Dorme hanno pubblicato nell’estate 2009 il loro terzo album, La carne: prodotto da Giulio Favero (Il Teatro degli Orrori, Zu, One Dimensional Man), disco che si nutre di ossessioni cinematografiche (Marco Ferreri) e amorose. Perché, come scriveva Marcel Proust, “l’amore ha poco d’amoroso e non fa rima con cuore!”. I Valentina Dorme lo sanno. E lo cantano.
http://www.myspace.com/valentinadorme
IL CIELO DI BAGDAD
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Un sogno. Due parentesi di montagne. In mezzo il verde di una perenne e delicata primavera. Una primavera di suoni che piovono dal pentagramma del cielo.
Un pentagramma su cui la mano della malinconia posa note come petali e piume. Sotto il sole campano, nel 2004, nasce il progetto Il Cielo di Bagdad. Il gruppo perfeziona il proprio stile, combinando i suoni in emozioni sinfoniche,sviluppando melodie reiterate che suggeriscono all'ascoltatore parole trattenute. Nel 2006 pubblica il primo lavoro discografico completamente autoprodotto,EP "Manca solo la neve", contenente 7 tracce. molto apprezzato dagli addetti ai lavori, vende in tutta Europa un numero di copie superiore ad ogni più rosea aspettativa. Nel 2007 Il Cielo di Bagdad raggiunge le finali dei concorsi Italia Wave e Six days Sonic Madness. Ad ottobre 2008 esce il nuovo Full-lenght Export for Malinconique. Nella Primavera del 2010 presenteranno un Ep “Love is Not Democratic” di remix del loro ultimo disco con la collaborazione dei Port-Royal.
http://www.myspace.com/ilcielodibagdad
GUERNICA
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Il gruppo si forma nel gennaio 2002, maturando una solida esperienza attraverso un..intensa attivita' live. Attualmente vanta piu' di quaranta brani inediti in versione elettrica e/o acustica e tre CD autoprodotti: il primo con 6 brani, registrato nell..Aprile del 2002 presso lo Zapping Sound studio di Salvatore Salierno in Nocera Inf. (SA), dal titolo Senza censure, di estrazione rock, che vanta numerosissime ottime recensioni visibili sul sito www.guernicaband.it; il secondo, acustico, dal titolo Senza sudare, disponibile da luglio 2003; ed il terzo dal titolo, omonimo, Guernica, presentato a giugno 2005 grazie anche alla collaborazione e al patrocinio del Comune di Avellino. I tre cd sono distribuiti in proprio in Italia e in Svizzera e fino ad ora sono state vendute circa 3000 copie senza l..ausilio di alcuna forma di pubblicita' e distribuzione, ma contando solo sull..attivita' live. Nel settembre 2002 aprono come ospiti il Royal Rock Festival, concorso per gruppi emergenti di Caserta, nella suggestiva cornice della Reggia, con i Linea 77 di Torino. Sono seguite numerose esperienze live in alcune tra le piu' importanti piazze della regione grazie a produttive forme di collaborazione con alcune Istituzioni locali e non. Inoltre la band vanta numerose esperienze teatro-musicali con il supporto di attori locali tra cui Giuseppe Pavarese, con il quale il gruppo ha prodotto uno spettacolo di teatro-musica dal titolo Scatole, promosso in diversi contesti da piu' di un anno.
http://www.myspace.com/guernicabandnet
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