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RYE COALITION The Lipstick Game (Gern Blandsten)
Gamma Pop
Autore: Carlo Masu
Oddio! Guy Picciotto ha rimesso su i Quicksand! Questo é stato il mio pensiero alla partenza di Prosthetic Aesthetic, brano di apertura di The Lipstick Game, album d’esordio per Rye Coalition. Col secondo brano (Thanksgiving Day For Cats) viene subito in mente un altro nome, qullo, di Jello Biafra (daltronde da chi pensate sia stato ispirato nel modulare la voce Guy Picciotto?), brano potente e arrembante come pure il seguente Baby’s Got A New Flame, dall’incedere tra l’hardrock e il postcore. É con Dirty Aristocrat che i Rye Coalition riprendono il suono che fu dei Quicksand, riscattandolo dalle nefandezze dei post metallari attualmente in giro. Amplification Of The Queen Bee lascia un po’ spiazzati ma non delusi, degna preparazione per la titletrack che é come vedere Fugazi e Girls Vs. Boys gettati a farsi largo nella mischia degli anni settanta, a dargli una mano a tornare ai nostri giorni ci pensa un basso degno dei Jesus Lizard; interessante il quadretto acustico di Tangiers. La presenza di una canzone del genere era fondamentale in ogni disco di rock, prima che questo prendesse i vari prefissi che ben conosciamo. A Digital Crucifix e al suo furibondo attacco noise core che ancora fa tanto vibrare il cuore dei nostri quattro del New Jersey (di chiare origini italiane visti i cognomi) é affidato il compito di catapultarci dentro gli ultimi due brani di questo disco: Busted Bride’s Last Ride e Through The Years, giusto compimento di un album in bilico tra la citazione dei propri gusti e la presentazione di una nuova miscela sonora. Un ultima considerazione ben augurante: i nostri in foto appaiono molto giovani ed é indubbio che con un biglietto da visita di questa fattura ci si attenda da loro grandi cose per il futuro. Per il momento una gran bella sorpresa.
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