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MILITIA e TEATRO DI SACCO La crociata dei bambini (Materiali Sonori)
Vinile
Autore: the Raven
Lo so, sono un grezzo, ma non vado a teatro. Mi infastidiscono la bella mostra di pelli di animali squartati messe addosso da ‘signore’ con bastarda disinvoltura ed il gioco del chi c’è chi non c’è. E non crediate che le cose non stiano più così. Poi c’è un teatro minore, minore per importanza mediatica ma infinitamente più stimolante, come succede sempre nell’arte. Comunque, credo ancora che per la maggior parte il teatro sia quella disciplina in cui per dire “Cara, mi passi il sale” dicano “CAAAaaAaaaraAAAAA, MMMiiii PAAAAAASSI IL SSSSSSSSSSSALEeeeeEEEEe?”. Sono un grezzo, lo so… Questa pièce, rappresentata in giro per l’Italia dall’inizio di quest’anno (senza contorno di pellicce e presenzialisti, ovviamente) è incentrata su un fatto realmente accaduto: una crociata messa in piedi nel 1212 da un bambino tedesco mosso da una visione mistica, il quale raccolse strada facendo altri 7.000 fanciulli, tedeschi, fiamminghi e francesi, intenzionati a liberare Gerusalemme e il Santo Sepolcro dagli infedeli. Naturalmente nessuno di loro arrivò a destinazione ed il piccolo esercitò fini come i bambini della favola del pifferaio magico, inghiottito dal mare e dalle brutture del mondo o, nel migliore dei casi, accolto da famiglie caritatevoli. Il fatto suscitò la curiosità di Marcel Schwob, scrittore visionario e surrealista amico di Alfred Jarry (detto tutto, no?), che nel 1896 ne trasse un volume intitolato appunto La croisade des enfants (edizione italiana uscita nella collana Piccola Enciclopedia della SE, 1988, 10.000 lire ma il llibro è fuori catalogo) da cui quest’opera teatrale è tratta. Lavoro multimediale, con videoinsert a cura di Nadia Forini e Mirco Bovini e la parte recitata appannaggio del solo Roberto Biselli, direttore artistico del Teatro di Sacco, che interpreta vari personaggi grazie anche a interventi tecnologici atti a cambiare e distorcere la sua voce, LCDB si avvale di un substrato musicale creato dai Militia, storica band perugina che, almeno su queste pagine, non ha bisogno di presentazioni. Coadiuvati da Antonio Coatti al trombone e dal fondatore dell’Harmonia Ensemble, il violoncellista Damiano Puliti, i Militia, forti di altri esperimenti di contaminazione tra le arti (lo splendido Elvengamello del ’97 ed Above Pesaro realizzato con il poeta irlandese Macdara Woods) hanno realizzato una linea sonora che accompagna le varie storie narrate, e caracolla ora con un’allegra marcetta infantile, nell’iniziale Racconto del Goliardo, ora con toni più gravi e sofferti. Disco senz’altro anomalo e coraggioso, con ovvii riferimenti (anche nei video e nelle scenografie dell’opera) al presente ed alla condizione precaria e sottomessa di tutti i bambini del Sud del mondo, LCDB potrebbe essere anche un ottimo pretesto per una discussione nelle scuole medie, se solo avessimo una classe insegnante che, per gran parte, non sa quel che gira fuori dal portone della scuola. Due considerazioni ancora: 1) di Schwob andrebbero cercate almeno le sue Vite immaginarie (Stampa Alternativa, 1995, 15.000 lire, con illustrazioni di Barbier) e 2) Dio ci salvi da ogni tipo di crociata.
Articoli della rubrica:
Anathema - "A Fine Day to Exit" (Music For Nations)
"C'ha e campane un po' a batocco da funerale... ma è sempre quella?!" [continua]
Lamb - "What Sound" (Mercury)
"E' carino il sottofondo de tamburi, ma pel resto non me dice niente. C'è de
peggio." [continua]
Necrodeath - "Black as Pitch" (Scarlet)
"Questo fa parte de quelli 'rrabbiati, c'è poco da discorre." [continua]
Virgin Prunes - "...If I Die, I Die"
"Cosa posso dì... Non me piace, ma non posso dì che fa schifo." [continua]









































































