Rubrica
BRANT BJORK AND THE OPERATORS ‘Brant Bjork And The Operators’ (Duna Records/Goodfellas)
Kaos
La differenza tra ‘Jalamanta’, l’esordio solitario di Brant Bjork (ex batterista di Kyuss e Fu Manchu), e la seconda prova estesa, mi pare evidente. Se nel caso del primo album Brant Bjork era forse timoroso di non allontanarsi abbastanza da quanto proposto con due band di certo non secondarie nel panorama stoner/desert rock e quindi aveva miscelato hard rock, blues, psichedelia e suoni latino/americani, adesso ritengo che non si sia più posto problemi di sorta e abbia dato libero sfogo alla propria spontaneità creativa. Cambiata etichetta e nome (includendo gli Operators, che presumo siano la band che lo seguirà dal vivo, visto che su disco è accreditato tutto a lui, salvo le parti di tastiera), si è dedicato alla scrittura di dieci brani che rivisitano le passate esperienze alla luce di un sound che in alcuni momenti è assimilabile a quello dei Trans Am (periodo ‘The Surveillance’) e in altri frangenti a un hard rock sullo stile dei Golden (tra l’altro imparentati con i Trans Am). Sufficiente.
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