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BACKYARD BABIES: “Independent Days“ (2CD Mvg / Audioglobe) GLUECIFER: “Basement Apes” (LP/CD SPV /
Jammai(ca)
Autore: GIOVANNI “PENNELLO” MELI
Che l’attuale fenomenologia “scan-rock” sia ormai diventata una specie di collagene rivitalizzante per l’agonizzante ambiente musicale interplanetario, è un dato di fatto. Ricapitoliamo, quindi, gruppi e dischi che recentemente han fatto parlare di sé e dello scan-rock ai quattro venti… * I Backyard Babies sono perfino commoventi nella loro passione per il punk’n’roll, avendo dichiarato a suo tempo (all’indomani della scomparsa di Joey Ramone) che ogni loro futuro concerto sarebbe stato dedicato alla memoria del dinoccolato vocalist dei Ramones! A me riportano in mente gli straordinari quanto sottovalutati Warrior Soul (o Space Age Playboys…) di Kory Clarke: stessa sfacciataggine, stesso piglio, stessa energia dilagante. Questi amfetaminici “Independent Days” non sono altro che i primi passi mossi dai Backyard Babies nella discografia ufficiale e costituiscono un piccolo “must” nel genere… * I norvegesi Gluecifer (dalla colla sniffata a Lucifero/ck, il più bello e dannato degli angeli…) amano giocare con le citazioni e le parole, fondendole e trasformandole, e dato che questo è uno sport in cui pure il sottoscritto si diletta da tempo, non mi possono che rimanere simpatici! Capaci di passare dall’adrenalinica “Easy living” all’introspettiva “Little Man” con una naturalezza quasi quasi sorprendente, i Gluecifer fondono garage-punk, glam-rock e rock’n’roll in maniera molto sensuale, avvicinandosi sempre di più ai fratelli maggiori Hellacopters… * …già, gli Hellacopters, di nuovo tra noi! Benchè non siano più “indipendenti” già da qualche disco, il gruppo di Nicke Andersson (un passato negli Entombed, mica barzellette…) si dimostra ancora una volta in grado di assestare il gancio giusto al momento topico! Sempre innamoratissimi della magica triade MC5/New York Dolls/Stooges, gli Hellacopters sono stati degli autentici “apripista” per il ciclone rock scandinavo negli anni Novanta (così come lo furono i Nomads negli Ottanta…), e come tali vanno continuamente genuinamente maledettamente rispettati… * Gli Hives sono semplici e straordinari, allo stesso tempo. Primo, perché il gruppo ha letteralmente/recentemente sfondato sia in Europa (Inghilterra in primis) che in America, suonando in qualità di “special guests” addirittura agli ultimi MTV Awards! Secondo, perché il disco in questione è vecchio di due anni e, ciononostante, continua a vendere a palla, grazie alla rinnovata versione arricchita di videos e memorabilia! Terzo, perché dal vivo il gruppo dell’impertinente quanto trascinante Howlin’ Pelle Almqvist è dinamite pura, riuscendo ad elevare il suono garage-punk della Crypt Records a dei livelli proto-pop impensabili fino ad un istante prima (come cancellare dalla memoria una loro performance dal vivo, con tanto di esaltante cover finale di “Numbers”, a firma Adicts!?). Irrefrenabili, irreprensibili… * I Trigger sono uno dei (tanti) nomi nuovi della scena rock scandinava (assieme a Demons, Peepshows, Sunride…), ma uno dei pochi ad aver firmato per un’etichetta nostrana (la piemontese Nicotine Records). Suonano come una versione leggermente più metallica del classico binomio MC5/Radio Birdman, con spunti pure beat / glam / psych / roots, oltre a tutta una serie di cori party-rafforzativo-sintomatici. Interessanti… A questa sommaria carrellata di scannatori scandinavi mancano sicuramente dei nomi, primi fra tutti i fottutamente fondamentali Turbonegro (che starebbero sul punto di riformarsi…), ma tant’è…rock on till you drop, dudes!
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