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AVIATOR Huxley Pig Part 1 - Cd Viper Records
PolyRock
Autore: Michele Benetello
Chiamatela sindrome da Graham Coxon se volete, oppure solo libero sfogo da band madri troppo assillanti e apprensive. Aviator è la sigla scelta da Pete Wilkinson nella sua scappatella post Cast, e va a dimostrare che, talvolta, sciogliere i nodi che avviluppano figli impulsivi alle suddette madri non può che far bene. Tutto sta a scegliere il momento giusto, con tempismo e intelligenza, giusto per non ritrovarsi a fare i conti con acredini, aule di tribunale e oblio. Staccarsi senza fratture, al fine di focalizzare un proprio percorso musicale. Qui non ci sono impronte delle spumeggianti (e, diciamocelo, spesso stupidotte) canzoncine sixties e brit della band di Sandstorm, ma 10 brani dall’indole rilassata, con vaghi rimasugli shoegazer e una malinconia di fondo mai fine a se stessa. Onesto artigianato pop, ponderato, rilassante e senza assilli da classifiche (motivi che lo ricompensano con una credibilità, rendendolo aromatico durante le plumbee giornate d’inverno). C’è la Beta Band in codeina di Burnin Car, le nevrosi chitarristiche à la My Bloody Valentine dell’ottima Pinhole, i Pavement che copulano con i Ride nel tripudio acustico e riverberato di False Host e primevi ricordi La’s (il cerchio si chiude, infine?) in I Fell Asleep; o ancora il piccolo intermezzo di Transporter e la suadente e carezzevole Cradle Song. Bravo quindi Wilkinson a fondere i plettri dei nuovi acustici con flashback che richiamano alla mente il miglior pop rock inglese d’antan. Non è chiaro se presupponga un secondo capitolo (Pete è al lavoro anche con la sua nuova band, i Keeler), nel frattempo Huxley Pig Part 1 dimostra un semplice assioma, ovvero: avremo – forse – perso una band tutto sommato dignitosa, ma sicuramente acquistato un compositore dalla penna stimolante. www.the-viper-label.co.uk
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