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MOTHRA “Dimmi Se” (3 tracks - 12.02)
Auto(demo)lezioni
Fino a pochi anni fa la gavetta si faceva nelle cantine, nei clubbacci, dove magari si suonava davanti a dieci persone (il più delle volte totalmente disinteressate), ma non importava: bastava fare casino e, soprattutto, farsi le ossa. Oggi, sfortunatamente quasi estinti posti del genere, si suona solo davanti alle “grandi platee”, al cospetto della cosiddetta e immancabile “giuria di qualità”, spesso formata da importanti “produttori discografici”; in palio per il vincitore c’è sempre, immancabile, il dischetto prodotto con le sovvenzioni comunali/provinciali/regionali... Pecunia dei contribuenti, insomma, la maggior parte delle volte più disposti a sovvenzionare la ristrutturazione della sala di liscio che non sterili compilation fatte con lo stampino e strazeppe di formazioni di scarsissimo livello, confezionate dall’amico di turno, “grande esperto di cultura alternativa”. In caso mancasse quest’ultimo, ecco che l’assessorato alle culture giovanili (per cui questi contest riempi-tutto e riempi-urne sono come la manna dal cielo) si affida a grandi organizzazioni, con sponsor miliardiari che promettono mari e monti, e alla fine ecco che il cerchio si chiude: i vari gruppetti finiscono comunque per ritrovarsi a suonare nei soliti quattro club sfigati, che sono pur sempre un’altra voce da inserire nel curriculum da far circolare in giro. Tutto questo panegirico iniziale per presentare l’ennesino disco prodotto “in collaborazione con...”, che comprende i “partecipanti alle migliori manifestazioni italiane”, con tanto di marchietti di comuni, regioni, agenzie… Copie omaggio che regolarmente finiscono ad ammuffire nelle scrivanie di qualche redazione nella speranza che un giornalista, mosso a compassione, si prenda la briga di metterle in cima alla pila delle recenti uscite da trattare. Anche noi ci abbiamo provato. Abbiamo provato a dare voce alle nuove leve, senza curarci delle politiche commerciali che gravitano attorno alla discografia moderna e dicendo senza peli sulla lingua quello che pensavamo... Ma niente. Bisogna ammettere senza indugi che anche stavolta è andata buca. Eppure le premesse c’erano tutte. I Mothra hanno anche vinto un concorso, quindi gli “esperti di settore” di turno avrebbero dovuto vederci giusto. E invece nada, nisba, rien, nothing... Un onesto lavoro di gregariato del “rock” (termine ormai sin troppo abusato): tecnica discreta, scelta dei suoni passabile, nella media il resto... Tutto insomma ok, tutto tranne quanto realmente serve a differenziare un’attività artistica da una di pura manovalanza: l’estro, il guizzo, quello che dà la marcia in più, che trasforma un semplice esecutore in un artista. Nel nostro caso inserire nel lettore un disco dei Mothra o il demo di una qualsiasi band delle centinaia che arrivano in redazione è stata la stessa cosa. Come l’acqua: inodore, insapore, incolore. Scorre e va… (contatti: info@events365.it)
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