Rubrica
Questo mese:
Le rubriche di questo mese:
12° WAVE GOTIK TREFFEN Leipzig (D) - 6/9 GIUGNO 2003
Jammai(ca)
Ecco qua il mio racconto annuale sul festival tedesco!!! Il dilemma. Godersi il festival in completo relax, quasi fosse una vetrina, passando da uno stage all’altro quasi con indifferenza, oppure andare a caccia dei gruppi preferiti, programma alla mano?! Prendersela comoda, oppure correre come pazzi? Non sono riuscito a vedere tutto quello che mi ero prefissato, ma talvolta è meglio godersi un bicchiere di Hanfmet alla Torhaus Dölitz od un Feuerspektakel sul tetto del Moritzbastei, piuttosto che vedersi cinque o sei gruppi di fila al chiuso. Questo è il mio diario del Wave Gotik Treffen.
VENERDÌ 6 GIUGNO 2003
Consueta prassi all’Agra con ritiro di bracciale e permesso per poter fotografare. Fuori l’odore delle carni arrostite pervade l’aria: sentendolo i miei pensieri vanno agli anni passati. Quindi mi faccio un giro per le bancarelle all’interno: come sempre il capannone dell’Agra è il ritrovo dei personaggi più pittoreschi: damine col diadema, vampiri, punks con creste multicolori, motociclisti, uomini bionici, persone tatuatissime e con decine di piercings, figuranti medievali…una variegata umanità! Dopo lo spettacolo con duello di armigeri, sonatori di cornamuse e il mitico/mistico jongleur Kelvin Kalvus, il primo gruppo con cui ho a che fare sono i bizzarri Cinema Strange. Prendete i vecchi dischi di Play Dead, In Excelsis e Sex Gang Children, metteteli in un frullatore ed ecco la miscela Cinema Strange: un gruppo dal suono molto datato che si basa soprattutto sul look; vedo pupazzi a forma di coniglio sul palco e il cantante ha un buffo copricapo da marinaretto. Il frastuono prodotto e le urla del cantante non sono consoni ai miei gusti. Avrebbero fatto furore alla Batcave vent’anni fa. Giusto il tempo di qualche foto e cambio aria, dirigendomi al Werk II, posto sacro per me, visto che nel lontano ’98 ho avuto proprio lì il mio battesimo del fuoco al Wave Gotik Treffen. I Funhouse fanno un buon gothic-rock sulla scia di Sisters e Mission; non sono quindi originali: si lasciano ascoltare, ma il suono non mi sembra buono…troppo “chiuso”? Al Werk II non si riesce ad apprezzare la loro musica con volumi così alti. Visita al gabinetto dei diavoli danzanti: ogni anno una struttura diversa. Ballano a richiesta, basta premere dei tasti e la musica di sottofondo è un buon rock’n’roll. Tinguely goth’n’roll? La stanchezza ha il sopravvento su di me: me la prendo comoda e mi perdo volutamente In Strict Confidence. Meglio conversare seduto in panchina, mentre la nera processione di goticoni va avanti e indietro. I tram per l’Agra sono ultrastipati ed è difficile salirvi e quindi si perde ulteriore tempo. Arrivo all’Agra sulle ultime battute di The Gathering per seguire i successivi DAF. Sono talmente stanco ed insensibile che non vedo l’ora che finiscano. In scaletta eseguono due volte “Der Mussolini”. Un venerdì fallimentare: non sono riuscito ad entrare nello spirito del Treffen e quando arrivo nella vecchia pensione fatata a Böhlitz-Ehrenberg piombo nel letto e mi addormento come un sasso.
SABATO 7 GIUGNO 2003
Il primo pomeriggio lo trascorro al Moritzbastei. I Veitzfluch sono un vigoroso gruppo medievale dalle cornamuse potenti e dall’imponente sezione ritmica, un po’ come i Cornix Maledictum. Dopo aver attaccato con “In Taberna”, dai Carmina Burana, eseguono un mirabile brano italiano e quindi una bella “Totentanz”. Grandissimo il loro frontman, un simpatico ciccione barbuto. Successivamente, a casa, sarà stupendo l’ascolto del loro cd autoprodotto! Questi gruppi minori sono per me la più bella attrattiva del Treffen: amo tantissimo la rassegna medievale. Adoro gente come Saltatio Mortis, Wolfenmond e Cornix Maledictum. Adoro l’aroma di incenso e il vino mielato, il cibo speziato…mi dispiace che nella mia regione del Norditalia non suonino mai gruppi così “abbestia”, ma solo ensembles in stile educandato. Al Parkbühne incappo nei tedeschi Bloodflowers: già dal modo in cui scuote la chioma la cantante capisco che cosa mi devo sorbire…gothic-metal. Non sono proprio il mio forte. Il sole batte forte nel bellissimo teatrino all’aperto. Arrivano gli Inkubus Sukkubus: me li ricordo proprio qui la prima volta nel 1999, in un giorno tetro di pioviggine con pochi adepti. Ora c’è il pienone. Candia è vestita con un bell’abito di pelle nera e si rinfresca con un ventaglio. E’ sexy, ma non molto intonata. Ritmi preregistrati; chitarra e basso ad accompagnarla. Miglior brano? Ma naturalmente “Belladonna & Aconite”. Gli Ikon sono un gruppo clone dei Joy Division. C’è troppo contrasto fra lo statico cantante ed il frenetico chitarrista biondo, che pare uscito da un gruppo glam. Dopo pochissimi pezzi, fra cui una cover dei Joy Division, me la batto perché non posso perdere tempo per una formazione dispensabile e rischiare di perdermi i Tenhi alla Haus Leipzig. Eccomi quindi in quel teatro sulle ultime battute di In Gowan Ring. Musica estremamente raffinata, ma soporifera. I Tenhi, invece, mi esaltano: sette elementi sul palco…basso, chitarra elettrica ed acustica, tastiera, flauto e violino e c’è pure lo scacciapensieri. Eseguono i brani che mi piacciono di più ovvero “Revontulet (Northern Lights)” e “Lauluni Sinulle” da “Kauan”, nonché “Ciwenkierto”. La loro è una musica malinconica ed i testi un inno alla bellezza della natura dell’estremo nord. Un progressive-folk ben costruito su disco e ben suonato dal vivo. Toccano il cuore. Un concerto non lungo. Meglio così: alla Haus Leipzig si soffoca. Che sauna! Di nuovo al Moritzbastei a vedere Kelvin Kalvus che fa il mangiatore di fuoco (credevo si occupasse solo di muovere sfere di vetro): è il personaggio che ho incontrato di più nei vari luoghi del Wave Gotik Treffen. Dopo una piccola visita turistica notturna alla bella Peterskirche eccomi all’Agra per i Laibach. Parecchie le cover. Nel finale eseguono “Sympathy For The Devil” e naturalmente “Life Is Life”. Troppo rock per i miei gusti: me li ricordo così pure due anni fa, all’esterno del Völkerschlachtdenkmal, quando avevano suonato con una bella coreografia di fiaccole che ardevano sul Monumentum. Li preferivo com’erano una volta, marziali.
DOMENICA 8 GIUGNO 2003
Ancora al M.B. e ancora Kelvin Kalvus. Una voce esoterica in tedesco accompagna la sua performance. A giudicare dagli eleganti movimenti questo artista dovrebbe aver fatto “tai chi”. E’ difficile l’impresa di muovere contemporaneamente le sfere di cristallo sulle braccia o di farle saltare da un braccio all’altro o sulla testa! Non c’è trucco alcuno, solo grande meditazione e pratica. Purtroppo talvolta la gravità prende il sopravvento e una sfera gli cade. La Schauspielhaus promette bene. Un posto bellissimo che non vedevo dal ’99. Sono sistemato in galleria. Schneewittchen, una cantante che sembra un incrocio fra Nina Hagen e Diamanda Galàs, è accompagnata da un tastierista. La musica non è di mio gusto e gli urli sono da autentica indemoniata. Però tale “Fiocco di neve” ha una vena scherzosa: il pubblico ride alle sue battute e si mette perfino a cantare dentro una bara e ad addentare una mela sputandola subito dopo. Il caleidoscopio di luci che piovono dal soffitto rende il tutto piuttosto godibile. Dopo questa sorta di melodramma è la volta dei Love Is Colder Than Death (c’è anche un film di Fassbinder che si chiama così…). Nel 2000 avevano una cantante diversa. Stavolta c’è quella dei primi dischi, Susan, accompagnata dai due cantanti. Sopra di loro vengono proiettate delle belle immagini elaborate al computer; ricordano le macchie inventate dal neuropsichiatra svizzero Rorschach: speculari. Bella l’idea di mettere i titoli nei video. Ecco quindi succedersi “Humming Bird”, “Song Of Faith”, “Holy Thursday” ed altri bei brani, anche del primo periodo (“Oxeia” e “Veronensis”). Il cantato di uno dei “singers” può talvolta ricordare quelle litanie orientali stile gruppi come Eden ed Arcanta. Ricordo un bellissimo cartoon con dei grifoni quando Susan canta “Structure”, dal primo bell’album “Teignmouth”. Grandi! Uno dei concerti più belli. Purtroppo non posso seguire i successivi Qntal; devo andare da un’altra parte, fuori del teatro la gente è parecchia: non tutti riusciranno ad entrare. Alla Torhaus Dölitz (Heidnisches Dorf = villaggio pagano), attendo uno dei miei gruppi preferiti: Corvus Corax!!! Mi ritrovo fra la mia dimensione, fra vichinghi, fabbri ferrai e guerrieri medievali. Il bivacco pagano alla Torhaus, dove c’è ancora una targa che commemora la Battaglia delle Nazioni di Lipsia (1813), è molto pittoresco. Se volete assaggiare il vino degli antichi Germani non potete non accorrere in questo posto. Però il più gettonato è lo Hanfmet, il vino all’erba: la sua damigiana è la prima a svuotarsi. Ach! Cielo temporalesco. La pioggia non ci voleva. Io e i miei amici ci rifugiamo prima sotto un gazebo della security e quindi all’Agra. Decidiamo di ritornare alla Torhaus perché la tempesta è cessata e finalmente mi rivedo i Corvus. “Bibite ille, bibit illa, bibit servus cum ancilla…”. “In taberna” è il giusto inno per questo pubblico di avvinazzati. Alto tasso alcolico fra la gente delle prime file. “Saltarello/Ductia/Trotto” da “Inter Deum Et Diabolum Semper Musica Est” è entusiasmante. “Platerspiel” è autentico anthem. Alcuni del pubblico, stonatissimi, cantano con i Corvus Corax ed esigono continui “zugabe”. Così i bis si susseguono ed è un sabbah! Ecco che arriva il “Saltarello”, quello che è stato rifatto anche dai Dead Can Dance di “Aion”. Formazione rimaneggiata: Sankt Brandanarius, dal pizzo ossigenato, non milita più nella band: l’ha rilevato Ardor der Pfeyfer, il magro lungocrinito dei Cornix Maledictum. All’Agra per il concertone finale dei Deine Lakaien (i tuoi lacchè). Posto gremitissimo: c’era da aspettarselo. Si alternano brani romantici e suggestivi ad altri più potenti e ritmati. Veljanov è molto elegante e veste uno spolverino con dei bei fantasiosi disegni. Ricordo una splendida “Where You Are”. Concerto piuttosto lungo. Ottime le luci.
LUNEDÌ 9 GIUGNO 2003
Vi consiglio un po’ di turismo. Dall’alto del Völkerschlachtdenkmal si gode una splendida vista della città e della pianura circostante. Andateci! Noi non siamo stati gli unici del Gotik-Treffen ad avere avuto quell’idea. Ancora all’ameno bivacco della Torhaus: Cornix Maledictum sono rimasti in due: non c’è più il muscoloso Abraxas, mangiatore di fuoco. Ardor vi milita ancora (come ho detto prima è presente pure nei Corvus); senza quella sezione ritmica possente che avevano gli scorsi anni mi sembrano un altro gruppo ed apprezzo il suono del liuto e di quello strano “contrabbasso” triangolare… e vai di “Zweiter Merseburger Zauberspruch”! La fanno tutti i gruppi medievali. A proposito di mediÆval…all’Agra c’è una giornata dedicata ai gruppi in stile In Extremo. I Tanzwut (ovvero i Corvus Corax in versione elettronica) sono barbari cibernetici in stile Madmax. Teufel guida quella masnada. Saranno belli su disco, ma dal vivo non rendono e le cornamuse di Castus e di Meister Selbfried non rendono. Ultimo concerto per me? I metallaroni Subway To Sally! Che ci fanno la ghironda ed il violino in una band del genere? Si sentono solo nei pochi brani lenti. Al Moritzbastei la festa impazza fino alle luci dell’alba. Sono distrutto dalla stanchezza ma per me non è finita. Sono quasi assopito mentre i punkoni crestati continuano a girare per il bastione. Devo uscire. Devo prendere il treno per andare in pellegrinaggio a Dresda. Arrivederci Wave-Gotik-Treffen!
FRANCESCO “FRANCIS” TAMI (e-mail: selvucis@yahoo.com)
Articoli della rubrica:




























































