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ARAB STRAP UNA PINTA ALL’HUG AND PINT
Sexually Confused
Autore: Massimo Ronchini
Quante volte sarà capitato anche a voi, girare intorno alla vetrina del vostro negoziante di dischi di fiducia, fissando con occhi rossi ed assetati l’oggetto del vostro momentaneo desiderio, navigando nell’indecisione sul comperarlo o meno. Era l’agosto del 2003, un caldo infernale, decido, dopo averlo appunto osservato e riosservato in vetrina, entro e lo prendo, originale come ormai pochi se ne comprano. Ebbene si, non sono riuscito a resistere, la prosperosa ragazza dall’innato e super copiato stile anni 70, occupata in copertina a servire drink ai clienti, ha decisamente vinto il conflitto con quella parte della mia materia grigia intenta al risparmio. Fatto stà che me lo porto subito a casa e me lo ascolto attentamente, l’inizio è promettente, il primo pezzo ha un buon tiro, capace addirittura di farmi muovere la testa, voce e melodie sono abbastanza malinconiche, bello il giro di violini, scorre bene anche il secondo pezzo e così via gli altri, più o meno tutti sullo stesso malinconico filo conduttore. Mi accorgo subito di un ricco line-up, vado a controllare nel librettino e scopro che è proprio così, a disposizione della band c’è infatti una vera e propria orchestra con tanto di Jenny Reeve degli Eva, la violoncellista Stacey Sievwright e alcuni ospiti d’eccezione, come Barry Burns dei Mogway e Conor Oberst dei Bright Eyes. In tutto sono 13 pezzi, dove spesso e volentieri teneri violini e stridenti chitarre si fondono, regalando all’ascoltatore piacevoli momenti dal retrogusto dolciastro e malinconico. Questo disco mi dà semplicemente l’idea di essere il loro pub, dove ogni lunedì sera, davanti ad una pinta di birra, ognuno riesce a raccontare le proprie lacrimevoli disavventure, d’amore e non, dove ognuno sa raccontarsi ed ascoltare, dove ci si consiglia e ci si consola. No, niente da fare, per le ridenti battute di allegri e spensierati ragazzi, in questo disco, o ancora meglio in questo luogo immaginario, non ce posto, ma se fuori cominciasse a piovere e non avete nemmeno un motivo per sorridere sapete quello che dovete fare, non cercate altrove, scendete all’Hug & Pint ed ordinatevi una birra. …passionale !
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