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MANINI E BARBINI Le stanze dei giochi Putiferio
Rubber Ring
Autore: Manuela Bua
Sono sei le stanze dei giochi nelle quali si muovono Daniele Manini e Roberto Barbini, nel dare vita al loro piccolo universo, condiviso con personaggi tipicamente marginali, che in questa, in qualche modo confortevole, magione, trovano il loro riconoscimento sociale. Nella stanza dell’amore, Mario e Maria vengono raccontati nel loro erotico vagare tra le discariche, dimostrando che i sentimenti non risentono dei peggiori miasmi. Nella stanza della famiglia, il nucleo si riunisce di fronte alla meravigliosa macchina trovando il tele-Nirvana, così come i coniugi che abitano la casa del consumo sono orgogliosi dell’ultimo, inutile acquisto e trascorrono il tempo ad accarezzare la loro bella sfera luminosa. Poi, nella stanza del lavoro c’è Pietro, che non si rassegna a fare l’operaio e “a quattro zampe dice che morire è estasi. Queste sono solo alcune delle vere e proprie storie in musica contenute nel cd di Manini e Barbini. Al di là dell’aspetto più peculiare, quello affabulatorio, la musica che si ascolta è direttamente ispirata dal patrimonio delle sonorità popolari, del quale i nostri utilizzano gli strumenti più tradizionalmente usati: fisarmonica, percussioni, violini. Questa proposta di Manini e Barbini si presenta, più che come prodotto prettamente musicale, come un esperimento da moderni cantastorie; un tentativo intelligente e di erudizione tutta popolare, una specie di repertorio di proletaria saggezza, che fa pensare ad un Vinicio Capossela di periferia, emerso dagli orizzonti limitati di un’hinterland postmoderno. Insomma, un progetto curioso, sostanzialmente volto all’integrazione delle arti, in cui una marcata vena di teatralità si aggiunge alle belle illustrazioni regalate da Davide Toffolo, Michele Calzavara, Christian Marra, Luca Enoch, Akab, Roberto Gollo e Marco Manini.
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