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Stefano Tessadri dietro ogni attesa - la matricola/venus
Nooz
Autore: Dj NOOZ
passato anche qui lo shock per la copertina… non capisco come mai tanti discografici credano sia meglio mettere la faccia dell’artista invece di un buon artwork… Vabbè, non siamo ai livelli degli ATPC, vera rivelazione di questo mese (è una battuta padrune!)… invece di fare pubbliche relazioni è il caso che mi dedichi a questo bravo giovine! (anche se potrei continuare con l’utilizzo di questo spazio a livello personale… tanto a voi non importa, vero?) Dicevamo… Stefano è bravo, perché è bravo… non c’è nulla da dire! Ma anche lui, come troppi oramai, soffre del male peggiore del nostro tempo… essere schiavo dei propri eroi, o presunti tali, perdendo poi il contatto con la comunicazione artistica personale in favore di un imbonimento delle folle. Eroi… in particolare mi riferisco a Tom Waits, Conte e Capossela, beh… anche Capossela all’autore di I Don’t Want To Grow Up è molto legato… e pure a quello del gelato al limon… mmmhhh, vabbè, è tutto un magnamagna (miscuglio…marasma!). Comunque questi eroi tengono Testardi ancorato saldamente a terra.Simpatici i testi, ma anche in questi appare l’ombra di Vinicio, sia nei temi sia nelle parole chiave e questo è veramente un peccato. Un brano come “la macchina d’amore” è sicuramente riuscito ed incantevole, ma sembra una cover… andando avanti compaiono: terzi piani, funerali, mantici ed anche ritmi che hanno troppo in comune coi brani già conosciuti del suddetto autore. In due brani appare anche Ares Tavolazzi (chi? AREA, ignorante !), ma è una presenza solo promozionale, purtroppo. Concludendo, con l’amaro in bocca, se non ci fosse stato Capossela ci sarebbe stato Tessardi… oppure, probabilmente, no? [INBREVE] devo recuperare un mese di ozio.
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