Una band italiana che firma per la Sub Pop. Roba da non credere. Eppure i “vertici” della storica etichetta di Seattle sanno il fatto loro, e hanno deciso di scommettere sui nostri Jennifer Gentle. Che dalla loro dribblano l’ansia da prestazione e tirando fuori un disco memorabile. “Valende” è pura psichedelica post moderna. Dopo l’incipt di pop onirico di Universal Daughter e la marcetta allucinata a pie’ svelto I Do Dream You, inizia il viaggio nel mondo surreale dei Jennifer Gentle. Anticipato da una tutto sommato canonica The Holes (ma di “normale” in un disco del genere ci troverete ben poco), si entra in universo in bilico costante tra consapevolezza e sogno. Circe Of Sorrow è più sfatta di un Syd Barrett in acido, con quell’andamento suadente e cantilenante, mentre The Garden è un sipario acustico in due atti tagliato dalla jam di rumore organizzato Hessesopoa. Roba mica da poco. Citare almeno 10 anni di musica “dopata” con simile classe è prerogativa di pochi eletti. Ci volevano i nostri Jennifer Gentle, da Abano Terme, sonnacchioso centro termale del padovano, a prendersi carico di scrivere un nuovo capitolo nel manifesto del nuovo rock italiano. Tanto che adesso saranno ambasciatori in America di quella “scena italiana” che in parecchi, ancora, si ostinano a sminuire. Per questo, forse, Valende non suona soltanto come una bella sorpresa, ma soprattutto come una grande rivincita di tutta la nostra musica.