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NICK CAVE & THE BAD SEEDS + MERCURY REV @ Sasch Hall (Firenze) - 30 NOVEMBRE 2004
Jammai(ca)
Autore: GIOVANNI “PENNELLO” MELI
Torna fra noi il solo e vero Nicola Caverna, seppur orfano del (per-fido?!) Blixa Bargeld, e schizza subito in cima alle esangui classifiche di vendita italiane. Incredibile solo fino a qualche anno fa. Ma ora che il sosia involontario di Neil Diamond si è rifatto una vita (familiare e sociale) degna di tal nome, siamo tutti più contenti - nonostante la contentezza sia merce perlopiù rara nel maledetto universo “caveiano”. Per la rappresentazione dal vivo, l’ex anima nera dei Birthday Party rimette in piedi lo stesso gruppo della madonna col quale ha registrato il suo ultimo monumentale quanto riuscito album doppio “Abattoir Blues / The Lyre Of Orpheus”: un mini-coro gospel, doppia batteria, innesti a sorpresa (tipo quello del pur bravo James Johnston, apprezzato attore di cinema indipendente, oltrechè leader dei Gallon Drunk e chitarrista con Barry Adamson…). Nick Cave è in forma smagliante, letteralmente posseduto dal sacro fuoco dell’Arte ed in grado di comunicare ad un livello superiore, mentre i suoi fidi istrioni (Jim Sclavunos, Mick Harvey, Warren Ellis su tutti…) lo sostengono, come al solito, alla grande. La partenza, affidata alla magica title-track “Abattoir Blues”, è quanto di più ipnotico e suggestivo ci si possa attendere da un musicista disperato/ispirato come lui. Ne segue un concerto poderoso e sudato, a tratti entusiasmante, non privo di estemporanei quanto fulgidi lampi orchestrali. Chiusura affidata a “The Mercy Seat” e ad altre perle del passato. Non sono mai stato un fan tout-court del Nick Cave post-Birthday Party, ma stasera mi sono dovuto assolutamente ricredere! Magistrale. P.S. Avevano aperto i pur bravi, ma modesti (al confronto coi Bad Seeds), Mercury Rev, sempre dell’avviso di suonare a volumi bassi (quasi a costringere l’ascolto più attivo possibile…) e colpiti anche da un clamoroso black-out elettrico iniziale, durato oltre dieci minuti. Sfigati.
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