Chiunque creda che non possa esistere disgrazia peggiore che avere un sacco di soldi e decidere di spenderli in manipolazioni cromatiche dermatologiche e arzigogolate operazioni facciali causandosi danni estetici permanenti, non sa che l’oggetto della precendente affermazione, ovverossia la prova vivente che Skeleton esiste, MICHAEL JACKSON, o Jacko come sono tutti amichevolmente (ve lo raccomando) soliti chiamarlo, ha osato l’impossibile. Durante le prime indagini riguardo le presunte accuse di pedofilia che lo riguardano tuttora (ai lavori forzati con la palla di piombo insieme all’inTrippato di prima, marsch!) pare siano state scattate delle foto - come di consuetudine - all’ARMA DEL DELITTO. In questo caso, possiamo immaginarlo, è stato il tubicino-pipì-defluente del sospetto molestatore l’ oggetto dei flash inquisitori. Una investigatrice privata (proprio a lei doveva toccare l’ilare compito) ha dichiarato di aver visto qualche scatto a riguardo e THRILLER! giura che assomiglia più al palo con le strisce marroni, caratteristica vecchia insegna del barbiere, più che ad uno strumento multisopruso. La causa dell’anomala cromia è stata causata dalla pratica di sbiancamento a cui l’aspirante candeggiato si sottoponeva bisettimanalmente fino a risultato ottenuto.