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DEAD TO BE WILD
Dead to be wild
Autore: MoonFish
La morte. La morte in giugno mi ricorda qualcosa. Forse mi ricorda che è un gran bel periodo per falciare vite… L’estate si avvicina, la gente si rilassa ed inizia ad immaginarsi sulla spiaggia. Gite in macchina, tanta allegria, una piccola distrazione e… Sì, giugno è un bel momento. Non che io ne possa sapere qualcosa. La morte mi limito ad osservarla, ed in effetti è sempre al lavoro. Come pronosticavo il mese scorso, anche stavolta la morte non ci ha delusi. Stavolta c’è stata una moria di musicisti senz’altro inferiore numericamente, ma la qualità ci lascia esterrefatti. Certo, non si tratta di grosse celebrità, ma si tratta di gente piuttosto giovane, penso in particolare al povero malcapitato degli American Head Charge, leggerete più sotto. La morte se lo ha portato via che aveva appena compiuto 27 anni. Cosa vi voglio dire con questo? Nulla. Forse solo che la morte, come il Natale, quando arriva arriva. “Era così giovane…” “Aveva tutta la vita davanti a sé”… Ora non è più giovane: è morto. I cadaveri smettono di essere giovani o vecchi: sono semplicemente morti. E la vita ora ce l’ha dietro, non davanti. Una vita breve? Una vita lunga? E’ comunque tutta la vita. Una vita intera è l’unica cosa, oltre alla morte, che abbiamo garantita. Nasci, vivi una vita intera, e muori. Vivere molto o vivere poco non ha alcuna importanza: chi fa forte va incontro alla morte, chi va piano pure. E voi? Dove credete di andare?
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