Rubrica
Questo mese:
Le rubriche di questo mese:
- Afrozone
- BEAT CLUB
- Bleeps
- COPERTINA
- Dead to be wild
- Gold Sounds
- Green Shadows,White Whale
- Grigliata mista
- In Fuzz We Trust
- Jammai(ca)
- Kaos
- L'intransigente
- Marquee Moon
- MILLIE SMALL
- Musicgossip.it
- Nooz
- Not for intellectuals
- Rasta Snob Reggae Time
- Rubber Ring
- Sexually Confused
- Teneteli d'occhio
- THE VANISHING POINT
- Ultrasuoni
- Ultrasuoni Events
- Ultravisioni
- Ultravisioni Events
- Vinile
NOT FOR INTELLECTUALS
Not for intellectuals
Autore: djscaphandre
Nelle note biografiche delle sue pubblicazioni Kodwo Eshun presenta se stesso non tanto come un critico o commentatore culturale quanto come un ingegnere di concetti, un manipolatore di visioni che scrive di musica elettronica, fantascienza, techno-cultura, video-giochi, drug culture, arte e cinema postbellici per "The Wire" ed una moltitudine di altre riviste e periodici. E' anche l'autore del seminale "More Brilliant Than The Sun: Adventures In Sonic Fiction", Quartet Books, London, 1998, immaginifico excursus che indaga i rapporti tra elettronica e musica nera partendo dalle mutantessiture jazz di Miles Davis, alla scratchadelia di Grandmaster Flash, alla "inner" spazializzazione dub di Lee Perry, alla sampladelia di The RZA, alla teknocrazia di Underground Resistance, all'universo mixadelico dei Parliament per terminare nell'omniverso di Sun Ra. Da questi ed altri afrofuturisti, Kodwo Eshun trae una serie di concetti e fascinazioni che riassembla in un nuovo sistema definito sonic fiction - l'intersezione tra suono e fantascienza - esplorando i nuovi modelli di percezione che emergono utilizzando il sopracitato binomio come strumento di critica musicale: la FutuRitMacchina, la "turntablization" (giradischizzazione?!?!) del mondo, le fono-particelle e gli Unidentified Audio Objects (gli Oggetti Audio Non Identificati). Amplificando la sconcertante stranezza della musica odierna, "More Brilliant..." intende essere una macchina per viaggiare alla velocità del pensiero. Ma quale migliore conoscenza di una chiaccherata face to face? A seguire un'intervista con Kodwo Eshun in persona rilasciataci in esclusiva lo scorso 23 aprile presso la giornata di celebrazione di 10 anni di Associazione Astronauti Autonomi che si è tenuta presso il centro multi-mediale "Confluences" a Parigi. dj scaphandre: Accetteresti il seguente parallello ispirato dalla tue teoria. Se scratchare è pensare con il vinile, allora l'utilizzo del neologismo, essenziale nella manipolazione di concetti (concept engineering), può essere inteso come uno scratchare con delle idee? Kodwo Eshun: I turntablists hanno tutto un vocabolario di gesti, suoni e nomi per i suoni che diventano porte d'accesso ad un vero e proprio Audio-Mondo parallelo abitato dagli scratches, vere e proprie forme di vita regnanti nell'impero del Micro-suono. I soli skratchadelici sono i paralleli sonici delle scene di trasformazione nei film horror/sf. Trasferendo il discorso su piano teorico, come vuoi fare, mi sembra interessante, scratchare un concetto è renderlo materiale, materializzarlo. dj scaphandre: Quindi, sei d'accordo con me, il tuo ricorrere ossessivo a neologismi (mixillogico, conceptechnics, terrowrist, hypercussion, etc.) può essere considerato come un tentativo di scratchare con i concetti? Kodwo Eshun: Nei neologismi si hanno prefissi e suffissi, che, come macchine sintattiche, puoi connettere a certe parole. La lingua tedesca è perfetta per questo tipo di sperimentazione verbale e forse questa è la ragione per cui "More Brilliant.." è stato così apprezzato ed alla fine tradotto in Germania. I tedeschi con i loro paroloni lunghi e teoricamente molto densi amano il procedimento di "manifattura" di concetti attraverso l'utilizzo di neologismi. I prefissi sono come sospesi in aria, nei libri, nella bocca delle persone, si tratta solo di afferrarli ed attaccarli ad altre parole. E' necessario però farlo con molta attenzione. Per esempio, "conceptechnics" è un concetto molto vasto che si riferisce al processo del pensare attraverso la tecnologia (in specifico, nel caso sopracitato attraverso i Technics 1200). Vedi, un concetto così complesso è compresso... dj scaphandre: Scratchato? Kodwo Eshun: Si anche scratchato se vuoi, ma ci tengo ad aggiungere la sfumatura dello "zippato", della compressione di un file. Il mio libro è molto compresso, l'ho rieditato, dio mio, 13 volte! I neologismi sono molto seduttivi, hanno molta seduzione, di sicuro molti dei miei scrittori preferiti da Joyce in poi usano molti neologismi, coniano molti termini. Il neologismo può essere inteso come generosità di linguaggio, il linguaggio infatti è materia nè più nè meno di tutte le altre cose e questa materia può essere forgiata indefinitivamente. Ogni generazione deve reinventare un linguaggio per descrivere la proprià realtà e la propria sensibilità estetica. I concetti inventati da un'altra generazione infatti possono non essere più utili, non possiamo utilizzare i termini creati per la musica classica del 19° secolo, è nostra responsablità creare un nuovo linguaggio e trarre piacere dall'utilizzo di questo nuovo linguaggio. Gran parte della nostra musica favorita non possiamo neanche descriverla, nel senso che nel dizionario non ci sono parole per esprimere molte delle emozioni che si provano ascoltandola. In questo senso "More Brilliant..." intende essere un modo per star al tempo con quello che stiamo già provando, io, tu, molti altri che avvertiamo il grossa gap tra quello che sentiamo e come esprimerlo. Questo a maggior ragione per una musica strumentale in gran parte priva di parole: come comunicare senza parole? dj scaphandre: Il romanzo "Triton" di Samuel R. Delany immagina una società che enfatizza le differenze: ci sono da 30 a 35 sistemi legislativi, da 40 a 45 sessi di base ed una moltitudine di religioni, partiti politici e così via. Ogni individuo non solo può scegliere una di queste opzioni, ma anche muoversi liberamente tra di esse. Ho trovato delle somiglianze tra questa situazione è quello che capita all'interno della musica dance elettronica contemporanea con l'utilizzo degli eteronimi ovvero un singolo artista che utilizza nomi diversi a seconda del progetto musicale. Ti sembra abbia senso il mio discorso? Kodwo Eshun: Di solito le persone parlano di pseudonimi, ma mi sembra che siano fuori strada. Lo pseudonimo infatti indica una sorta di pseudo nome, un nome preteso, invece gli eteronomi esprimono la moltiplicazione dell'atto della nominazione. Certo la musica elettronica è disseminata di produttori che usano un florilegio di eteronomi. Juan Atkin, per dirne uno, ha utilizzato nel corso della sua carriera di produttore i seguenti: Model 500, X-Ray, Channel One Frequency, Audiotech ed Infiniti. All'inizio del secolo Fernando Pessoa ha sviluppata nel suo "Il libro dell'inquietudine" una teoria dell'eteronimia da cui ho sviluppato questo concetto di nomi che non si adattano ad uno, ma rimangono molteplici (Alberto Caeiro, Ricardo Reis, and Álvaro de Campos, etc.::). Mi ha sempre affascinato l'idea di "pandemonio" secondo il suo etimo latino "molti demoni". L'idea chiave è che si tratta di nomi multipli che non si unificano intorno ad un'identità unica che al contrario divergono da essa, che divergono dal sè che li ha generati. La relazione a "Triton" è quindi in questo senso molto appropriata. Infatti forse il suono sta anticipando un'era in cui potremmo scegliere un'identità più di quanto possiamo ora ed in senso molto più profondo della possibilità di scegliere un'identità sessuale (machile, femminile, etc.) in rete come è possibile ora. Infatti in radicale opposizione al cliche della tecnologia come alienante, le macchine per produrre suoni non ti distanziano dalle emozioni, anzi il contrario, ti fanno sentire più intensamente, secondo uno spettro più vasto di emozioni che nel 20 secolo. Il sound ha una qualità di iper-corporalizzazione. dj scaphandre: Campionamento e rapimento. In "Time Out Of Joint" di P.K.Dick, Ragle Gum, il protagonista del romanzo, attraverso la routine di un puzzle su un quotidiano come innumerevoli altri, scopre un altro mondo ed un altro tempo che si rivelerà poi cospirare contro di lui. Succede qualcosa di analogo con i campionamenti audio? Kodwo Eshun: Il campionamento è come una finestra che si apre sul tempo. La grammatica della sampladelia si gioca su un paesaggio sonoro estremamente frammentato 4, 5, 6, 7, 8, massimo 9 secondi in cui è possibile trovare un universo e da questo universo essere rapiti proprio come il puzzle nel quotidiano di "Time Out Of Joint". Il campionamento è potere d'evocazione al cubo, si porta dietro un'atmosfera, un'ambiente, un mondo. L'arte sampladelica è basata sul procedimento attraverso cui un campionamento è utilizzato: da un vecchio videoregistratore che legge un vhs su cui si è più volte registrato, si passa al digitale del portatile con un elementare audio editor e poi per (ri)dargli quel calore analogico si effetta di nuovo il tutto con plug-ing digitali di simulazione analogica. Il campionamento apre un continuum tra l'audio ed il video, agisce da "anacronizzatore" che derealizza il tempo. dj scaphandre: Trovo molto stimolante anche il tuo spunto su Benjamin ed il suo "L'opera d'arte nell'età della riproducibilità tecnica", puoi brevemente sintetizzarlo per l'audience italiana in questo conteso? Kodwo Eshun: Nel mio libro ho sottolineato quanto l'argomento della perdita dell'aura, della perdità dell'unicità dell'oggetto artitistico nell'età della riproducibilità tecnica, non sia più valido se parliamo di dubplate, di copia unica di cui esiste solo un esemplare al mondo. Quella del dubplate è una pratica diffusa che dai sound-system giamaicana ha conquistato i dj di tutto il mondo, esaltati dalla possibilità di realizzare version assolutamente personali da sfoderare nel momento più caldo del party come vero e proprio marchio di fabbrica di un certo stile di mixaggio. Con il dubplate dunque l'aura rinasce in piena era di riproducibilità digitale".
Articoli della rubrica:


















































